Frasi
Frasi di Isabel Allende
76 citazioni, aforismi e passi dalle opere
Le citazioni di Isabel Allende raccolte in un'unica pagina: 76 frasi, divise per libro e argomento.
Isabel Allende (scrittrice cilena). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.
Citazioni di Isabel Allende
Adesso, che ho superato già tanti dolori e posso leggere il mio destino come una mappa piena di errori, quando non sento nessuna compassione di me stessa e posso passare in rassegna la mia esistenza senza sentimentalismi, perché ho trovato una relativa pace, lamento soltanto la perdita dell'innocenza. Mi manca l'idealismo della gioventù, del tempo in cui esisteva ancora per me una chiara linea divisoria tra il bene e il male e credevo che fosse possibile agire sempre in accordo con princìpi inamovibili. (da Il piano infinito)
Gli afrodisiaci sono il ponte gettato tra gola e lussuria. Immagino che, in un mondo perfetto, qualsiasi alimento naturale, sano, fresco, di bell'aspetto, leggero e saporito – vale a dire, dotato di quelle caratteristiche che si cercano in un partner – sarebbe afrodisiaco, ma la realtà è ben più complessa. (da Afrodita)
I nostri pensieri danno forma a ciò che noi supponiamo sia la realtà. (da Il regno del drago d'oro)
L'avevo detto, l'ostinazione è un male molto forte; si aggrappa al cervello e spezza il cuore. Di ostinazioni ce ne sono molte, ma quella dell'amore è la peggiore. (da La figlia della fortuna)
La sola cosa che si possiede è l'amore che si dà. (da La vita secondo Isabel)
La vita è piena di ironie, è meglio godersi ora ciò che si ha, senza preoccuparsi di un domani ipotetico. (da Il gioco di Ripper)
Nel frattempo imparammo dal presidente Bill Clinton che il sesso orale non è sesso se si pratica alla casa bianca e la Chiesa cattolica ci convinse che la pedofilia non è peccato se a praticarla è un prete. (da Amore, Feltrinelli, 1ª ed., introduzione, p. 25)
Non c'è niente di più pericoloso del demone della fantasia acquattato nell'animo femminile. (da La figlia della fortuna)
Pensava allora e pensa ancora che la democrazia non debba nutrirsi di amnesia e impunità. La democrazia ha bisogno e diritto di buona memoria e giustizia. (da Introduzione, in Eduardo Galeano, Le vene aperte dell'America Latina)
Se si riesce a vivere abbastanza si ha la possibilità di rivedere le proprie condizioni e rettificarne alcune. (Santiago de León: da Zorro)
Tutti abbiamo lo spirito di un animale che ci accompagna. È come la nostra anima. Non tutti incontrano il proprio animale, solo i grandi guerrieri e gli sciamani [...]. (da La città delle bestie, p. 70)
La scrittura per me è un tentativo disperato di preservare la memoria. I ricordi, nel tempo, strappano dentro di noi l'abito della nostra personalità, e rischiamo di rimanere laceri, scoperti. Così scrivere mi consente di rimanere integra e di non perdere pezzi lungo il cammino.
Non invento i miei libri: saccheggio storie dai giornali o ascolto con orecchio attento le vicende degli amici. [...] Da questi spunti poi i miei personaggi emergono da soli, con naturalezza.
Credo sia una reazione sana, il riaffermarsi della vita, del piacere e dell'amore dopo aver percorso per molto tempo i territori della morte.
Nel mio paese dalle donne ci si aspetta sempre che controllino e nascondano i loro desideri e io invece ho creato, forse per reazione, soprattutto personaggi maschili molto "controllati", le donne invece sono passionali e sensuali.
Ho cinquant'anni e comincio ora a liberarmi dai pudori e dalle severità di una rigida educazione.
Mi fa piacere sapere che i miei libri sono letti e amati. Ma con il successo non sento nuove responsabilità. Quando scrivo ho sempre un solo lettore ideale in mente e scrivo per lui/lei, cercando una voce intima, capace di comunicare emozioni.
I problemi ecologici sono la frontiera politica del futuro.
Le crisi e le avversità, spesso diventano occasione di crescita interiore.
Quando morì mia figlia Paula, mi accorsi che la morte è un terribile inconveniente, ma non un ostacolo insormontabile alla comunicazione. Io comunico ancora con lei, così come comunico con mia nonna, morta 50 anni fa. Scrivendo storie il mio obbiettivo è comunicare con il mondo.
Io sono un animale politico. In ogni mio libro esce fuori il mio femminismo, il mio socialismo e il mio antimilitarismo.
Odio il fondamentalismo in ogni sua forma. Non accetto la rigidità sorda del Vaticano, e mi fanno orrore l'Opus Dei, i Legionari di Cristo e chiunque creda di avere Dio in tasca. Questo non mi impedisce di ammirare il coraggio di alcuni membri della Chiesa. Madre Teresa o il Dalai Lama personificano la religiosità come servizio. Non capisco come milioni di donne possano sentirsi parte delle tante Chiese unite nel considerare le donne cittadini di serie B.
In quel pranzo lui fu molto chiaro: "Non lascerò la presidenza fino a che il mio mandato non sia finito o io sia morto". Fu una dichiarazione solenne: all'improvviso, in questa riunione di famiglia, sembrava che lui stesse parlando per la storia.
Governi socialisti eletti democraticamente erano esperienze limitate all'Europa, perché gli Stati Uniti non avrebbero mai permesso qualcosa di simile da noi, col rischio di un contagio in tutta l'America Latina.
Per gli Stati Uniti l'America Latina è un pacco unico, e non avrebbero mai lasciato crescere un'altra Cuba nel continente. Il Cile era un esperimento che gli Stati Uniti non potevano lasciar funzionare. La Cia aiutò a sabotare l'esperimento Allende e favorì il golpe.
Ogni volta penso cosa poteva provare Allende in quelle ore. Si può a malapena sentire la sua voce perché c'è così tanto rumore, e fumo e fiamme e proiettili, con gli aerei che passano. In mezzo a tutto questo, lui deve aver capito che a quel punto doveva agire come un eroe, per la storia. La sua vita non aveva più un significato per lui: solo questo. Era un uomo molto coraggioso, davvero molto.
Allende sapeva di avere un ruolo storico: rappresentava qualcosa, era stato eletto dal popolo. Non poteva andare in esilio come rifugiato, mandato dall'esercito golpista. E non doveva lasciarsi umiliare, torturare e uccidere dalle forze armate infedeli. Lui era il Presidente. Aveva un grande senso dell'onore di quella carica. Quindi penso che a quel punto per lui fosse molto chiaro che doveva morire.
Penso che La casa degli spiriti sia un esercizio di nostalgia. Stavo cercando di recuperare il mondo che avevo perso, il mio Paese. Mio nonno, la mia vita, il mio lavoro, i miei amici. Tutto quello che un rifugiato perde quando lascia il suo Paese. Col tempo quel libro mi ha aiutata a capire-
Frasi da «D'amore e ombra»
Questa è la storia di una donna e di un uomo che si amarono in pienezza, evitando così un'esistenza banale. L'ho serbata nella memoria affinché il tempo non la sciupasse ed è solo ora, nelle notti silenziose di questo luogo, che posso infine raccontarla. Lo farò per quell'uomo e quella donna che mi confidarono le loro vite dicendo: prendi, scrivi, affinché non lo cancelli il vento.
Era capace di trasformare una donna dall'aspetto insignificante, valendosi della cornice di una chioma vaporosa e dell'artificio dei cosmetici sapientemente combinati, ma, soprattutto, riusciva a dare a ognuna la sicurezza del proprio fascino, perché in ultima istanza la bellezza altro non è che un atteggiamento.
– L'umanità deve vivere in un mondo unito, dove si mescolino le razze, le lingue, i costumi e i sogni di tutti gli uomini. Il nazionalismo ripugna alla ragione. In nulla beneficia i popoli. Serve solo affinché in suo nome si commettano i peggiori abusi.
Francisco l'attrasse a sé e le cercò le labbra. Fu un bacio casto, tiepido, lieve tuttavia ebbe l'effetto di una scossa tellurica nei loro sensi. Entrambi percepirono la pelle dell'altro prima mai così precisa e vicina, la pressione delle loro mani, l'intimità di un contatto anelato fin dagli inizi del tempo. Li invase un calore palpitante nelle ossa nelle vene nell'anima, qualcosa che non conoscevano o che avevano del tutto scordato, perché la memoria della carne è fragile. Tutto scomparve intorno ed ebbero coscienza solo delle labbra unite che prendevano e ricevevano.
L'ardore di quel bacio non li abbandonò per molti giorni e riempì di fantasmi delicati le loro notti, lasciando il ricordo sulla pelle, come una bruciatura. La gioia di quell'incontro li rapiva, facendoli levitare per strada, li spingeva a ridere senza motivo apparente, li risvegliava concitati nel mezzo di un sonno. Si toccavano le labbra con la punta delle dita ed evocavano esattamente la forma della bocca dell'altro.
Frasi da «Eva Luna»
È meglio essere maschi, perché anche il maschio più miserando ha una moglie cui comandare.
L'erotismo e la fantasia entrarono nella mia vita con la forza di un tifone, infrangendo tutti i limiti possibili e sconvolgendo l'ordine noto delle cose.
L'uomo e la donna, non c'è differenza in questo caso, sono modelli dell'universo su scala ridotta, sicché ogni evento sul piano astrale è accompagnato da manifestazioni a livello umano e ogni persona sperimenta un rapporto con un determinato ordine planetario secondo la configurazione basilare che porta in sé fin dal momento in cui ha aspirato il primo soffio di vita.
Le parole sono gratuite, diceva, e se ne appropriava: erano tutte sue. Lei seminò nella mia testa l'idea secondo cui la realtà non è solo come appare in superficie, perché ha una dimensione magica e, volendo, è legittimo esagerarla e colorirla per rendere meno noioso il passaggio attraverso questa vita.
– La morte non esiste, figlia. La gente muore solo quando viene dimenticata. – mi spiegò mia madre poco prima di andarsene. – Se saprai ricordarmi, sarò sempre con te. – Mi ricorderò di te – le promisi. [...] Poi mi prese una mano e con gli occhi mi disse quanto mi amava, finché il suo sguardo non divenne nebbia e la vita uscì da lei senza amore.
Sospettavo che nulla esistesse davvero, che la realtà fosse una materia gelatinosa che i miei sensi capivano a metà. Non c'erano prove che tutti la percepissero alla stessa maniera. Forse Zulema, Riad Halabì e gli altri avevano un'impressione diversa delle cose, forse non vedevano gli stessi colori, né udivano gli stessi suoni. Se così fosse stato, ognuno viveva in assoluta solitudine.
Frasi da «Eva Luna racconta»
Si chiudeva la porta alle spalle e apriva leggermente la finestra perché il riflesso della strada entrasse a illuminare le cerimonie che aveva inventato per impadronirsi dei frammenti dell'anima di quell'uomo, rimasti a impregnare i suoi oggetti. Nella lastra dello specchio, nera e brillante come una pozza di fanghiglia, si osservava a lungo, perché là si era guardato lui, e le impronte delle due immagini potevano confondersi in un abbraccio.
Non mi sentii più triste. Imparai allora che a volte la morte è più potente dell'amore.
Il Capitano la sosteneva con la stessa amorosa cura con cui in gioventù afferrava il vento con le vele di qualche nave eterea, guidandola per la pista come se si cullassero nell'acqua tranquilla di una baia, mentre le diceva nel suo idioma di tormente e foreste tutto ciò che il suo cuore aveva taciuto fino a quel momento.
Per la prima volta qualcuno parlava di quel tema, fino allora la morte era una faccenda taciuta, si scommetteva sull'immortalità, ciascuno con la segreta speranza di vivere per sempre.
Frasi da «Il mio paese inventato»
Ci sono città come Caracas o Città del Messico, dove poveri e ricchi si mescolano, ma a Santiago i confini sono ben definiti. La differenza tra le dimore dei ricchi ai piedi della cordigliera, con le guardie al cancello e quattro garage, e le baracche dei proletari, dove vivono quindici persone ammucchiate in due locali senza il bagno, è esorbitante. Tutte le volte che vado a Santiago mi accorgo che una parte della città è in bianco e nero, e l'altra è in technicolor. (p. 24)
La Santiago della mia infanzia aveva ambizioni da grande città, ma il cuore di un paesello. Si sapeva tutto di tutti. Se alla messa della domenica mancava qualcuno, la notizia circolava alla svelta, e prima di mercoledì il parroco bussava alla porta del peccatore per chiederne conto. (p. 26)
Chi sono i cileni? Mi risulta difficile descriverli a parole, ma mi basta un'occhiata per riconoscere un compatriota a cinquanta metri di distanza.[...] Malgrado nel nostro lungo e sottile paese ci separino migliaia di chilometri, la somiglianza tra noi è forte; siamo accomunati dalla lingua e tradizioni simili. L'unica eccezione è rappresentata dalla classe alta, che discende quasi completamente dagli europei, e dagli indigeni. (p. 43)
Il Cile è un paese maschilista: l'aria è talmente densa di testosterone che è un miracolo se alle donne non spuntano i peli in faccia. (p. 59)
I cileni sono credenti, anche se la loro pratica religiosa è decisamente più vicina al feticismo e alla superstizione di quanto sia legata all'inquietudine spirituale o alla conoscenza teologica. Nessuno si dichiara ateo, nemmeno il comunista più radicale, perché questo termine è considerato offensivo, si preferisce la parola "agnostico". (p. 65)
In Cile abbondano i santi di tutti i tipi, e questo non deve stupire, perché è il paese più cattolico del mondo, più dell'Irlanda e certamente molto più del Vaticano. (p. 67)
La domenica le chiese sono affollate, e tutti venerano il papa, anche se quasi nessuno lo ascolta in materia di anticoncezionali, perché si parte dal concetto che un anziano celibe, senza preoccupazioni di carattere pratico, non può essere un esperto di quel delicato argomento. (p. 69)
Il Cile è forse l'unico paese della galassia dove non esiste il divorzio perché, nonostante il settantun per cento della popolazione lo reclami da anni, nessuno osa sfidare i preti. (p. 81)
Il cileno appare infastidito del successo altrui, ma si dimostra solidale con chi ha bisogno; allora mette da parte la meschinità e si trasforma immediatamente nella persona più altruista e generosa di questa terra. (p. 90)
Come sarebbe stata diversa la storia di Romeo e Giulietta se avessero avuto un telefono!
Ho sempre avuto ben chiaro che dovevo lavorare, perché non esiste femminismo che si rispetti che non sia basato sull'indipendenza economica.
Siamo anche appassionati di telenovelas, perché le disgrazie dei protagonisti ci forniscono una buona occasione per piangere delle nostre.
Frasi da «La casa degli spiriti»
Figliolo, la Santa Madre Chiesa sta a destra, ma Gesù Cristo è stato sempre a sinistra. (José Dulce María: V; p. 136)
Così come quando si viene al mondo, morendo abbiamo paura dell'ignoto. Ma la paura è qualcosa d'interiore che non ha nulla a che vedere con la realtà. Morire è come nascere: solo un cambiamento. (Clara: IX; p. 247)
La terra è l'unica cosa che rimane quando tutto finisce. (Esteban Trueba: X;, p. 263)
Alba si chiedeva come avessero potuto spuntare tanti fascisti da un momento all'altro, perché, nella lunga traiettoria democratica del suo paese, non se n'erano mai visti, tranne alcuni esaltati durante la guerra, che per mania di scimmiottare si mettevano camicie nere e sfilavano col braccio alzato, in mezzo alle sghignazzate e ai fischi dei passanti, senza che avessero avuto alcun ruolo importante nella vita nazionale. Non si spiegava neppure l'atteggiamento delle Forze Armate, che per la maggior parte provenivano dalla classe media e dalla classe operaia e che storicamente erano state piú vicine alla sinistra che all'estrema destra. Non capí lo stato di guerra interna, né si rese conto che la guerra è l'opera d'arte dei militari, il culmine della loro preparazione, il distintivo dorato della loro professione. Non sono fatti per brillare durante la pace. Il golpe aveva dato loro l'opportunità di mettere in pratica quanto avevano imparato nelle caserme, l'obbedienza cieca, il maneggio delle armi e altre arti che i soldati possono dominare quando mettano a tacere gli scrupoli del cuore. (XIII; p. 323)
Il Poeta agonizzò nella sua casa vicino al mare. Era malato e gli eventi degli ultimi tempi esaurirono il suo desiderio di vivere. La truppa gli aveva violato la casa, avevano rovistato tra le sue collezioni di conchiglie, di chiocciole, tra le sue farfalle, tra i suoi libri, tra i suoi quadri, tra i suoi versi inconclusi, cercando armi sovversive e comunisti nascosti finché il suo vecchio cuore di bardo non aveva cominciato a vacillare. Lo portarono alla capitale. Morì quattro giorni dopo e le ultime parole dell'uomo che aveva cantato alla vita furono: li fucilarono! Li fucileranno! Nessuno dei suoi amici poté stargli vicino nell'ora della morte, perché erano fuorilegge, profughi, esiliati o morti. La sua casa azzurra in collina era semirovinata, il pavimento bruciato e i vetri rotti, non si sapeva se fosse opera dei militari, come dicevano i vicini, o dei vicini, come dicevano i militari. (XIII; pp. 325–326)
Per la prima volta nella sua vita, Alba sentì il bisogno di essere bella e rimpianse che nessuna delle splendide donne della sua famiglia le avesse lasciato in eredità i suoi attributi, e l'unica che l'aveva fatto, la bella Rosa, le aveva dato solo una sfumatura d'alga marina ai suoi capelli, che, se non era accompagnata da tutto il resto, sembrava piuttosto un errore del parrucchiere. Quando Miguel indovinò la sua inquietudine, la portò per mano fino al grande specchio veneziano che ornava un angolo della camera segreta; tolse la polvere dal vetro incrinato e poi accese tutte le candele che aveva e gliele mise intorno. Lei si rimirò nei mille frammenti dello specchio. La sua pelle, illuminata dalle candele, aveva il colore irreale delle figure di cera. Miguel cominciò ad accarezzarla e lei vide trasformarsi il suo volto nel caleidoscopio dello specchio e convenne infine che lei era la più bella dell'universo, perché aveva potuto vedersi con gli occhi con cui la vedeva Miguel.
Oltre l'inverno – Citazioni
Nei tre giorni successivi, mentre la bufera iniziava a stancarsi di castigare la terra per andare a dissolversi nell'oceano, le vite di Lucía Maraz, Richard Bowmaster e Evelyn Ortega si sarebbero legate inestricabilmente. (p. 39)
Tre settimane dopo, diversi uomini in borghese ma armati, che non si identificarono, fecero un blitz nell'appartamento di Lena in cerca dei suoi due figli, Enrique accusato di essere un guerrigliero e Lucía di essere una simpatizzante. Lena non aveva notizie di suo figlio da diversi mesi e anche se le avesse avute non le avrebbe fornite a quegli uomini. Lucía era rimasta a dormire da un'amica dopo il coprifuoco e sua madre ebbe la prontezza di spirito di non lasciarsi impaurire dalle minacce e dalle sberle che ricevette durante l'irruzione. Con stupefacente serenità informò gli agenti che suo figlio si era allontanato dalla famiglia e non sapevano nulla di lui e che sua figlia si trovava a Buenos Aires in vacanza. La avvisarono che se i suoi figli non fossero comparsi sarebbero tornati a prendere lei. (p. 63)
Una visiting professor dell'Università della California accennò alla situazione di violenza in Guatemala, in Honduras e nel Salvador, e alle decine di migliaia di bambini soli che attraversavano la frontiera in fuga o alla ricerca dei genitori, e propose di riorganizzare il Sanctuary Movement degli anni ottanta. Richard prese il microfono e, data l'eventualità che nel pubblico ci fosse qualcuno che ignorava di cosa si trattasse, spiegò che era stata un'iniziativa di più di cinquecento chiese, avvocati, studenti e attivisti statunitensi con lo scopo di aiutare i rifugiati, trattati come delinquenti e deportati dal governo Reagan. Lucía domandò se in sala era presente qualcuno che aveva preso parte a quel movimento e si alzarono quattro mani. A quell'epoca Richard si trovava in Brasile, ma suo padre si era impegnato così attivamente da finire in carcere un paio di volte. Quelli erano stati i momenti memorabili dell'esistenza del vecchio Joseph. (pp. 70-71)
Nell'Operazione Condor, che vedeva collegati i servizi di intelligence e di repressione delle dittature del Cile, dell'Argentina, dell'Uru guay, del Paraguay, della Bolivia e del Brasile, con un saldo di sessantamila morti, a volte si creava confusione nel traffico dei prigionieri, dei corpi e dei documenti d'identità. Il ritratto del ragazzo sconosciuto rimase appeso alla parete dell'ufficio nel caso qualcuno lo riconoscesse. (p. 109)
Frasi da «Paula»
Ci addormentavamo vicini vicini, senza che ci importi dove inizia uno e finiva l'altro, né di chi sono queste mani o questi piedi, in una complicità così perfetta che ci incontravamo nei sogni e il giorno dopo non sapevamo chi aveva sognato chi e quando uno si muove tra le lenzuola l'altro si accomoda negli angoli e nelle curve e quando uno sospira sospira anche l'altro e quando uno si sveglia si sveglia anche l'altro.
C'è un momento in cui il viaggio iniziato non può più essere interrotto, corriamo verso una frontiera, passiamo attraverso una porta misteriosa e ci svegliamo dall'altra parte, in un'altra vita.
Il bambino entra nel mondo e la madre in un altro stato di coscienza, nessuno dei due è più lo stesso.
Lei è l'amore più lungo della mia vita, che è iniziato il giorno della gestazione e dura già da mezzo secolo, per giunta è l'unico realmente incondizionato, né i figli, né i più ardenti amanti amano così.
Mia madre chiedeva alla Madonna che avvolgesse Paula nel suo manto e la proteggesse dal dolore e dall'angoscia, che se pensava di portarsela via almeno non la facesse soffrire oltre.
Mi assunsi sempre la colpa totale del fallimento di quell'amore: io non riuscivo ad amarlo come lui apparentemente amava me. Non mi chiedevo se quell'uomo meritasse più dedizione, mi chiedevo solo perché io non potevo dargliela.
Non esiste separazione definitiva finché esiste il ricordo.
Silenzio prima di nascere, silenzio dopo la morte, la vita è puro rumore tra due insondabili silenzi.
Caracas nel 1975 era allegra e caotica, una delle città più care del mondo. Spuntavano dovunque edifici nuovi e grandi autostrade, il commercio esibiva uno sperpero di lussi, a ogni angolo c'erano bar, banche e ristoranti e alberghi per amori clandestini, e le strade erano intasate in permanenza da migliaia di veicoli ultimo modello che non riuscivano a muoversi nel disordine del traffico, nessuno rispettava i semafori ma si fermavano sull'autostrada, per lasciar passare un pedone distratto. I soldi sembravano crescere sugli alberi, i fasci di banconote passavano di mano in mano a una velocità tale che non c'era il tempo di contarli; gli uomini mantenevano diverse amanti, le donne andavano a far compere a Miami per il fine settimana e i bambini consideravano un viaggio annuale a Disney World come un diritto naturale.
Frasi da «Ritratto in seppia»
I giornali arrivavano con tale ritardo che, più che notizie, portavano storia. (III; p. 208)
L'essenziale è spesso invisibile; è solo il cuore, e non l'occhio, a poterlo cogliere, ma la macchina fotografica a volte sfiora tracce di quella sostanza. (III; p. 212)
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026