Frasi
Frasi di Ivan Sergeevič Turgenev
37 citazioni, aforismi e passi dalle opere
Le citazioni di Ivan Sergeevič Turgenev raccolte in un'unica pagina: 37 frasi, divise per libro e argomento.
Ivan Sergeevič Turgenev (scrittore e drammaturgo russo). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.
Citazioni di Ivan Sergeevič Turgenev
Dapprima non riuscivo a distinguere alcunché, ero come accecato da quel baluginio azzurrino, poi, gradatamente, emersero i contorni di monti bellissimi e di boschi: un lago si stendeva sotto di me, con un tremolio di stelle sul fondo e il dolce mormorio della risacca. Il profumo degli aranci mi avvolse come un'ondata e insieme con esso mi giunsero, pure come un'ondata, i limpidi suoni di una giovane voce femminile. Mi sentii attrarre laggiù da quel profumo e da quei suoni e cominciai a scendere... a scendere verso un sontuoso palazzo di marmo che biancheggiava accogliente in un boschetto di cipressi. Quei suoni giungevano dalle finestre spalancate; le onde del lago, cosparso di polline di fiori, lambivano i muri del palazzo e dinnanzi ad esso, immersa nel verde cupo degli aranci e del lauro, tutta avvolta in un vapore luminescente, tutta adornata di statue, di eleganti colonne, di porticati di templi, si ergeva dal grembo delle acque un'isola alta e rotonda...
– L'Isola Bella! – esclamò Ellis. – Il Lago Maggiore...
Non potei dire altro che: ah! mentre continuavo la mia discesa.
L'arte di un popolo è la sua anima viva, il suo pensiero, la sua lingua nel significato più alto di questa parola; raggiunta la sua piena espressione, essa diventa patrimonio di tutta l'umanità, quasi più della scienza, proprio perché l'arte è anima parlante e pensante dell'uomo, e l'anima non muore, ma sopravvive all'esistenza fisica del corpo e del popolo.
La felicità di ciascuno è costruita sull'infelicità di un altro.
La felicità è come la salute: se non te ne accorgi vuol dire che c'è.
Per qualunque cosa un uomo preghi, egli prega per un miracolo. Ogni preghiera si riduce a questo: "Dio onnipotente, fai che due per due non faccia quattro."
Senza autenticità, senza educazione, senza libertà nel loro significato più ampio – nel rapporto con se stessi, con le proprie idee preconcette, persino con il proprio popolo e con la propria storia – non è pensabile un artista vero; senza quest'aria non è possibile respirare.
[...] sì! è lei, la nostra Palmira del nord! Tutt'attorno è possibile vedere ogni cosa, tutto è nitido, atrocemente nitido e chiaro, tutto è immerso in un triste sonno, stranamente accatastato e in risalto in quell'aria torbida e diafana. Il rossore del crepuscolo serale, un rossore febbrile, non è ancora scomparso e da quel cielo bianco e senza stelle non scomparirà fino al mattino, le sue lingue rosee si adagiano sulla superficie della Neva morbida come seta e il fiume sussurra leggermente e leggermente dondola, affrettando alla foce le sue fredde e azzurre acque...
Tutti i sentimenti possono condurre all'amore e alla passione. Tutti: l'odio, la compassione, l'indifferenza, la venerazione, l'amicizia, la paura e persino il disprezzo. Sì, tutti i sentimenti... tranne uno: la gratitudine.
La gratitudine è un debito: ogni uomo paga i suoi debiti... ma l'amore non è denaro.
Vuoi essere felice? Impara prima a soffrire.
Frasi da «Padri e figli»
Il nichilista è un uomo che non s'inchina dinanzi a nessuna autorità, che non presta fede a nessun principio, da qualsiasi rispetto tale principio sia circondato. (p. 35)
Io non condivido il parere di nessuno; ho il mio. (p. 79)
La Odincova stese in avanti tutt'e due le braccia e Bazarov premé la fronte contro il vetro della finestra. Soffocava; tutto il suo corpo tremava visibilmente. Ma non era il tremito d'una timidezza adolescente, non si era impadronito di lui il dolce sgomento della prima confessione: si agitava in lui la passione forte e pesante; una passione simile alla rabbia e, forse, affine ad essa... La Odincova ebbe paura, e sentì pietà di lui. (p. 113)
La sua tranquillità non fu scossa; ma ella si rattristò, ed anzi pianse una volta, senza sapere di che, ma non già per l'offesa ricevuta. Non si sentiva offesa: si sentiva piuttosto colpevole. Sotto l'azione di diversi confusi sentimenti, della consapevolezza della vita che se ne andava, del desiderio di novità, si era spinta fino ad un certo limite, si era costretta a gettare uno sguardo al di là e aveva scorto al di là non un abisso ma il vuoto... o qualcosa di mostruoso. (p. 114)
Si dice che la povertà non è un vizio. (p. 124)
L'uomo è in grado di comprendere tutto, e come vibra l'etere, e cosa avviene nel sole; ma come un altro uomo possa soffiarsi il naso diversamente da come se lo soffia lui, questo egli non è in grado di comprendere. (p. 151)
Da principio Anna Seergevna temeva che lo spettacolo della loro felicità non le sembrasse un po' pesante; ma risultò proprio il contrario: questo spettacolo non solo non l'opprimeva, ma la interessava, ed alla fine l'intenerì. Anna Sergeevna se ne rallegrò e insieme si attristò. "Si vede che ha ragione Bazarov" pensò "la curiosità, la sola curiosità, e l'amore del quieto vivere, e l'egoismo..."
«Ragazzi» disse ad alta voce: «e così, l'amore è un sentimento finto?»
Ma sia Katja, sia Arkadij non la compresero nemmeno. Essi la schivavano; il colloquio involontariamente ascoltato non usciva loro di mente. Del resto Anna Sergeevna li rassicurò presto; e non le fu difficile: si era calmata lei stessa.
(p. 191)
Ma pròvati a negare la morte. Essa nega me, e basta! (p. 200)
È una vecchia canzone la morte, eppure è nuova per tutti. (p. 204)
Rudin – Citazioni
La filosofia è un punto di vista supremo. Anche la mia morte appartiene al punto di vista supremo. Ma che cosa può imparare, l'uomo, considerando tutte le cose dalle vette?...Quando vorrà comperare un cavallo non lo considererà mica dalla cella campanaria di una chiesa! (p. 36)
L'egoismo equivale al suicidio. L'uomo egoista si piega come un albero solitario e sterile... ma l'amore di sé stesso, nel senso più elevato, in quanto è aspirazione reale verso il perfezionamento del proprio essere, è la sorgente di tutte le grandezze. L'uomo deve lasciare in sé questo egoismo ostinato della sua personalità, allora soltanto l'amor proprio avrà diritto di imporre la sua volontà. (p. 56)
Frasi da «Un nido di nobili»
Guai al cuore che non ha amato fin da giovane! (cap. XI, p. 51)
[...] si riesce a capire davvero una persona che ci è vicina solo dopo esserci staccati da lei. (cap. XVI, p. 73)
L'anima degli altri è come un bosco oscuro, specialmente l'anima di una fanciulla. (cap. XVII, p. 79)
Succede talora che due persone le quali si conoscono, ma non intimamente, si avvicinino d'improvviso nel breve volgere di qualche attimo; e la coscienza di questo avvicinarsi si esprime allora nei loro sguardi, nei loro sorrisi. (cap. XXIV, p. 102)
Voi non potete immaginare ciò che un giovane inesperto, educato alla maniera sbagliata, può scambiare per amore! (cap. XXVIII, p. 123)
Che guaio, la vecchiaia! Del resto, la giovinezza non vale molto di più. (cap. XXXIX. p. 176)
Frasi da «Diario di un uomo superfluo»
La morte aveva gettato il suo sguardo su di me, notandomi. (21 marzo)
Nel mentre che vive, l’uomo non ha sentimento della propria vita; deve passare un po’ di tempo perché essa, al pari di un suono, gli si renda udibile. (21 marzo)
Superfluo, superfluo… Magnifica parola, e ben trovata. Più penetro in me stesso ed esploro con attenzione la mia vita passata, più mi convinco che questo termine risponde rigorosamente a verità. Superfluo, appunto. Termine che ad altre persone non si applicherebbe… Ci sono persone cattive, buone, intelligenti, sciocche, piacevoli e sgradevoli; ma non… superflue. Cioè, vorrei che mi si capisse: anche di costoro l’universo può fare a meno; ma l’inutilità non rappresenta la loro caratteristica principale, non è il loro tratto distintivo e, quando vi capita di parlare di costoro, ‘superfluo’ non è la prima parola che vi si arrampica sulla punta della lingua. Per quanto riguarda me, invece, altro non si può dire se non: superfluo; e fine del discorso. Una persona in sovrappiù: tutto qua. La natura, evidentemente, non contava sulla mia comparsa e, di conseguenza, mi ha trattato come si fa con un ospite inatteso e incomodo. (23 marzo)
Sporto per metà sopra un abisso silente e spalancato, io tremo, mi volto indietro, rivisito con sguardo avido l’intorno. Ogni oggetto mi è due volte caro. Non riesco a smettere di percorrere con lo sguardo la mia stanza misera e malinconica, prendo congedo da ogni singola macchiolina delle pareti! Saziatevi per l’ultima volta, occhi miei! La vita si allontana; mi fugge via con ritmo piano e silenzioso, come la riva agli occhi del navigante. Il viso giallo e incartapecorito della mia balia, chiuso in un fazzoletto nero; il samovar sibilante sul tavolo; il coccio con i gerani sul davanzale; e tu, Trésor, mio povero cagnolino; la penna che verga queste righe; la mia stessa mano: ora vi vedo per… eccovi, ecco… Ma è mai possibile che… forse oggi stesso… smetterò di vedervi per sempre? (31 marzo)
Frasi da «Primo amore»
Non ho avuto un primo amore, ho cominciato direttamente dal secondo. (cap. 1)
Dicono di Ivan Sergeevič Turgenev
Di recente è tornato da Parigi il poeta Turghèniev [...] e sin dal primo giorno mi ha manifestato una tale amicizia, che Bielinskij, per giustificarla, dice che colui è innamorato di me. [...] Egli è un poeta, un grande ingegno, un aristocratico, un uomo bello fisicamente, ricco, intelligente, colto, ha venticinque anni; veramente non saprei che cosa la natura gli abbia negato.
Di questa andata al popolo dava un quadro Turghénief, in «Terra Vergine», libro che può considerarsi come il diario poetico delle nuove propaggini del nichilismo teorico, che occupò in quel periodo tutta la letteratura. In un certo senso dal «Che fare?» di Cerniscévskii e da «Padri e figli» di Turghénief era nata tutta la letteratura russa moderna, a tinta sociale, tutta la cosiddetta letteratura nichilista, che veniva a trovarsi di fronte alla letteratura idealistica, che partendo dalle stesse condizioni e in parte dalle stesse premesse, doveva finire inevitabilmente per arrivare alle stesse conclusioni, per vie però così diverse da non lasciare supporre la possibilità di un incontro.
La particolare abilità di Turgenev consiste nel mostrare, attraverso i rapporti con gli altri, quello che le persone realmente sono. Per questo riesce così bene nella rappresentazione dei vari tipi di società.
Oltre a essere bravo a descrivere la natura, Turgenev era eccellente nel dipingere vignette colorate, che ci ricordano quelle esposte nei country club inglesi: pensate, per esempio, ai ritratti che Turgenev amava darci dei dandy e dei lions russi degli anni 1860 e 1870.
Turgenev, come quasi tutti gli scrittori del suo tempo, è sempre troppo esplicito e non lascia niente all'intuizione del lettore; prima allude e poi spiega pesantemente a che si riferiva questa allusione. Gli elaborati epiloghi dei suoi romanzi e dei suoi racconti lunghi sono penosamente artificiosi, poiché l'autore fa il possibile per soddisfare appieno la curiosità del lettore sui destini dei vari personaggi in modi che sarebbe difficile definire artistici.
Insomma non è un grande scrittore, ma è uno scrittore piacevole.
Turgenev, Gor'kij e Čechov sono particolarmente famosi fuori della Russia. Ma non esiste tra loro un legame naturale. Si può tuttavia dire che il peggio di Turgenev trovò un'espressione compiuta nelle opere di Gor'kij e che il meglio di Turgenev (la visione del paesaggio russo) fu splendidamente sviluppato da Čechov.
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026