Ritratto di Jacopone da Todi
Paolo Uccello · Public domain

Frasi

Frasi di Jacopone da Todi

23 citazioni, aforismi e passi dalle opere

Una raccolta di 23 citazioni di Jacopone da Todi, ordinate per opera: per ogni frase indichiamo, quando è nota, la fonte esatta.

Jacopone da Todi (poeta e religioso italiano). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.

Citazioni di Jacopone da Todi

Che farai Pier di Morone?... / Se non sai ben schermire / canterai mala canzone.
Citato in Albino Luciani, Illustrissimi, p. 48.
L'Accidia una freddura, / ce reca senza mesura, / posta 'n estrema paura, / co la mente alienata. (da Laudi – Trattato e Detti, a cura di Franca Ageno, Firenze, Le Monnier, 1953)
O iubelo del core, / che fai cantar d'amore! / Quanno iubel se scalda, / sì fa l'omo cantare / e la lengua barbaglia / e non sa che parlare: / dentro non pò celare, / tant'è granne 'l dolzore. (da O iubelo del core, p. 44)
Citato in Letteratura Religiosa, Fratelli Fabbri Editori, 1965.
O amor de povertate, / regno de tranquillitate! Povertate, via secura, / non ha lite né de nulla tempestate. (da O amor de povertate, p. 47)
Povertate muore en pace, nullo testamento face, / lassa el mondo come iace / e la gente concordate. (da O amor de povertate).

Citazioni di Jacopone da Todi – Attribuite

Di', Maria dolce, con quanto disio / miravi 'l tuo figliuol Cristo mio Dio. | [...] | Quando «figliuol», quando «padre e signore», / quando «Dio», e quando «Gesù» lo chiamavi; / oh quanto dolce amor sentivi al core, / quando 'n grembo il tenevi ed allattavi! / quanti dolci atti e d'amore soavi / vedevi, essendo col tuo figliuol pio! / Quando un poco talora il dì dormiva, / e tu destar volendo il paradiso, / pian piano andavi che non ti sentiva, / e la tua bocca ponevi al suo viso, / e poi dicevi con materno riso: / — Non dormir più, ché ti sarebbe rio.
Citato in Francesco De Sanctis, Storia della letteratura italiana, Volume primo, a cura di Benedetto Croce, Laterza, Bari, 1912, .

Frasi da «Laude»

Chi desia è posseduto: / a quel ch'ama s'è venduto.
Povertate poco amata, / pochi t'hanno desponsata.
D'uman seme sii concetto / putulente sta soietto: / si ben te vide del deritto, / non hai donne te essaltare. (da Omo, mìttete a pensare)
Vedete la belleza, che non ha stabeleza: / la mane el fior è nato, la sera el vi seccato. (XXII, 82-83)
Quando t'alegri, omo de altura, / va', pone mente a la sepultura. (XXV, 1-2)
Ma s'io me voglio — ad te dirizare / e non peccare, — credo per certo / che da te luce — verrà speregiare / ch'allumenare — farrà lo mio petto; / ma so acecato — en un fondo scurato / nel qual m'ha menato — la mia cattivanza. (XXVII, 15-20)

Scheda del libro «Laude»

Frasi da «Donna de Paradiso»

Figlio occhi iocundi, / figlio, co' non respundi? / Figlio, perché t'ascundi / al petto o' sì lattato? (p. 40)
O croce, e che farai? / El figlio mio torrai? / Como tu ponirai / chi non ha en sé peccato? (p. 41)
Mamma, ove si' venuta? / Mortal me dài feruta, / ca 'l tuo planger me stuta, / che 'l veio sì afferrato. (p. 41)
Figlio, questo no dire: / voglio teco morire; / non me voglio partire / fin che mo m'esce 'l fiato. (p. 41)
Mamma col core afflitto, / entro le man te metto / de Ionne, mio eletto: sia tuo figlio appellato // Ioanni, èsto mia mate: tollela en caritate, / aggine pïetate, / ca'l cor sì ha furato. (p. 41)

Scheda del libro «Donna de Paradiso»

Dicono di «Donna de Paradiso»

L'apparizione di Cristo, dopo un breve momento di filiale dolore, si fissa nel messaggio che Egli porta, testimonianza di una divina eredità destinata all'uomo.
La folla è nel fondo, corale incitamento alla violenza e al martirio. (Gianfranco Contini)

Scheda del libro «Donna de Paradiso»

O papa Bonifazio – Incipit

O papa Bonifazio, / eo porto el tuo prefazio / e la maledezzone / e scommunicazione. / Co la lengua forcuta: / che co la lengua ligne / e la piaga ne stigne; ca questa mia ferita / non pò esser guarita / per altra condezione / senza assoluzione.

O papa Bonifazio – Citazioni

Si tu sai sì schirmire / che me sacci ferire, / tengote bene esperto, / si me fieri a scoperto: / c'aio dui scudi a collo, / e s'io no i me ne tollo, per secula infinita / mai non temo ferita. (p. 43)
Si te vòi fare ennante, / pu'lo provar 'n estante; / e quanto vol' t'abrenca, / ch'e' co l'amar non venca. / Volentier te parlara / credo che te iovara. (p. 43-44)

Dicono di Jacopone da Todi

Il punto più alto della poesia religiosa, tanto alto da sottrarsi ai limiti del «genere» e da porsi come il momento poetico più complesso, forse, di tutto il secolo, viene raggiunto da Jacopone da Todi.
Carlo Salinari
L'opera più celebre, pubblicata in molte antologie, è di Jacopone da Todi, che nella sua età matura appartenne all'ordine francescano e precisamente alla parte radicale, agli spirituali. La poesia della Passione è dialogata; vi parlano un nunzio, la Vergine Maria, la «turba» e infine Cristo stesso.
Erich Auerbach

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026