Ritratto di Jacques Derrida
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Frasi

Frasi di Jacques Derrida

17 citazioni, aforismi e passi dalle opere

Le citazioni di Jacques Derrida raccolte in un'unica pagina: 17 frasi, divise per libro e argomento.

Jacques Derrida (filosofo francese). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.

Citazioni di Jacques Derrida

Artaud non tenta né un rinnovamento, né una critica, e neppure rimette in discussione il teatro classico: egli intende distruggere in modo effettivo, attivo e non teorico, la civiltà occidentale, le sue religioni, la totalità della filosofia che fornisce le basi e lo scenario al teatro tradizionale.
Dall'articolo La parole soufflée, Tel Quel, 1965, in Jacques Derrida, La scrittura e la differenza, traduzione di Gianni Pozzi, Torino, Einaudi, 1971, pp.244–245; citato in Un'esperienza folgorante: Derrida e Artaud.
L'animale ci guarda e noi siamo nudi davanti a lui. E pensare comincia forse proprio da qui.
Da L'animale che dunque sono, p. 68.
La tolleranza è innanzitutto carità. [...] La tolleranza è sempre la "ragione del più forte", è un segno della sovranità; è il buon viso della sovranità che, dalla sua altezza, fa capire all'altro: non sei insopportabile, ti lascio un posticino a casa mia, ma non dimenticarlo, sei a casa mia...
Da Decostruire il terrorismo, in G. Borradori, Filosofia del terrore. Dialoghi con Jurgen Habermas e Jacques Derrida, Laterza, Roma-Bari, 2003, p. 137.
La vita è l'origine non rappresentabile della rappresentazione.
Da La scrittura e la differenza, traduzione di G. Pozzi, Einaudi, Torino, 1990, p. 301.
Marx dà già una forma-partito alla struttura propriamente politica della forza che dovrà essere, secondo il Manifesto, il motore della rivoluzione, della trasformazione, dell'appropriazione, quindi finalmente della distruzione dello Stato, e della fine del politico come tale.
Da Spettri di Marx, p. 131.
Noi pensiamo solo per segni.
Citato in AA.VV., Il libro della filosofia, traduzione di Daniele Ballarini e Anna Carbone, Gribaudo, 2018, p. 312. ISBN 9788858014165
Non c'è fuori-testo.
Da Della grammatologia, Jaca Book, Milano, 1969, p. 219.
Non cedo mai alla tentazione di essere difficile per fare il difficile.
Citato in AA.VV., Il libro della filosofia, traduzione di Daniele Ballarini e Anna Carbone, Gribaudo, 2018, p. 313. ISBN 9788858014165
[...] non esiste l'Animale al singolare generale. Separato dall'uomo da un unico limite indivisibile. Bisogna rendersi conto che ci sono dei «viventi» la cui pluralità non può essere raccolta nella sola figura dell'animalità semplicemente opposta all'umanità. [...] La confusione di tutti gli esseri viventi non umani nella categoria comune e generale dell'animale non è solo un errore contro le esigenze del pensiero, della vigilanza o della lucidità, dell'autorità dell'esperienza, ma è anche un crimine: non un crimine contro l'animalità, appunto, ma un primo crimine contro gli animali, contro degli animali.
Da L'animale che dunque sono, p. 89.
Non si tratta di desiderare la costituzione di un'Europa come un'altra superpotenza militare, che protegge il suo mercato e fa da contrappeso agli altri blocchi, ma di un'Europa che pianti il seme di una nuova politica altermondialista. E questo è per me l'unico esito possibile.
Dall'intervista a Jean Birnbaum, Sono in lotta con me stesso, Le Monde; in Internazionale, n. 561, 15 ottobre 2004, p. 33.
Ogni volta che in Spettri di Marx ho parlato della nuova Internazionale, sottolineando come la solidarietà o l'alleanza non dovessero dipendere, fondamentalmente e in ultima analisi, da un'appartenenza di classe, ciò non significava affatto che per me le classi fossero sparite o che si fossero attenuati i conflitti legati alle differenze o alle opposizioni di "classe" (o almeno delle nuove figure di forze sociali per le quali credo siano in effetti necessari nuovi concetti, e dunque – forse – anche dei nuovi nomi).
Da Marx & Sons, Mimesis, Milano, 2008, p. 269.
Può darsi che nella storia del concetto di struttura sia intervenuto qualcosa che si potrebbe definire un "avvenimento", se questa parola non implicasse una carica di senso che l'esigenza strutturale – o strutturalista – ha per l'appunto la funzione di ridurre o di tenere in sospetto.
Da La struttura, il seguo e il gioco nel discorso delle scienze umane, ora in La scrittura e la differenza, traduzione di G. Pozzi, Einaudi, Torino, 1990, p. 359. Citato in Ernesto Laclau e Chantal Mouffe, Egemonia e str
Rompere con la "forma partito" o con questa o quella forma di Stato o di Internazionale non significa rinunciare a ogni forma di organizzazione pratica o efficace.
Da Spettri di Marx, p. 116.
Siamo tutti mediatori, traduttori.
Citato in AA.VV., Il libro della filosofia, traduzione di Daniele Ballarini e Anna Carbone, Gribaudo, 2018, p. 310. ISBN 9788858014165
Sopravvivere vuol dire continuare a vivere, ma anche vivere dopo la morte.
Dall'intervista in Jean Birnbaum, Sono in lotta con me stesso, Internazionale, n. 561, 15 ottobre 2004, p. 31.
[...] un insieme di cause e di cose: una dimora abitata da sussurri e cigolii, ma anche un castello dove i lavori di costruzione e restauro sono sempre in corso, un monumento storico rivestito da un’impalcatura perenne, un monastero al riparo dal mondo, un’università superstite del medioevo e un collegio internazionale del ventunesimo secolo mondializzato, provvidamente già nato.
Citato in Angelo Mastrandrea, "A Napoli la filosofia è sotto sfratto", in Internazionale, 26 luglio 2015.

Citazioni di Jacques Derrida – Attribuite

Sono vegetariano nell'anima.
Citato in David Wood, Come non mangiare. Decostruzione e umanismo, in Jackie D. (rivista Animot. L'altra filosofia, n. 1, anno 1, giugno 2014), Graphe.it edizioni, p. 141: "Si dice che Derrida, durante la conferenza di C

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