Ritratto di Jules Verne
Nadar · Public domain

Frasi

Frasi di Jules Verne

49 citazioni, aforismi e passi dalle opere

Una raccolta di 49 citazioni di Jules Verne, ordinate per opera: per ogni frase indichiamo, quando è nota, la fonte esatta.

Jules Verne (scrittore francese). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.

Citazioni di Jules Verne

Credo che i gatti siano spiriti venuti sulla terra. Un gatto, ne sono convinto, può camminare su una nuvola.
Citato in Fabio Nocentini, I poteri magici del gatto, De Vecchi, Milano, 2011, p. 62. ISBN 9788841240762
Guarda a tutt'occhi, guarda.
Da Michele Strogoff
Meno comodità si hanno e meno bisogni si hanno, meno bisogni si hanno e più si è felici.
Da I figli del capitano Grant
Nel lontano futuro i sottomarini potrebbero causare un completo stallo della battaglia, perché le flotte diverranno inutili; e poiché anche gli altri armamenti continuano a migliorare, la guerra diverrà impossibile.

Frasi da «Cinque settimane in pallone»

Non sono io che seguo la via, ma è la mia via che mi segue. (Fergusson: cap. I, p. 16)
[...] l'amicizia non potrebbe esistere fra due esseri perfettamente identici. (cap. III, p. 20)
Gli ostacoli [...] furono inventati per esser vinti; quanto ai pericoli, chi può vantarsi di fuggirli? Tutto è pericolo nella vita; può essere pericolosissimo il sedersi dinanzi ad una tavola o il porsi il cappello in testa; bisogna peraltro considerare quello che deve succedere come se fosse già succeduto, e non vedere che il presente nell'avvenire, poiché l'avvenire non è che un presente un po' più lontano. (Fergusson: cap. III, p. 25)
Con esso , tutto è possibile; senza di lui, ricado nei pericoli e negli ostacoli naturali di simile spedizione . Con esso, né il caldo, né i torrenti, né le tempeste, né i simun, né i climi insalubri, né gli animali selvaggi, né gli uomini sono a temersi! Se ho troppo caldo, salgo, se ho freddo, discendo; una montagna, la sorpasso; un precipizio, lo valico; un fiume lo attraverso; una bufera, la domino; un torrente, lo rasento come un uccello! Cammino senza fatica, mi fermo senz'aver bisogno di riposo! Sovrasto alle nuove città! Volo colla rapidità dell'uragano, ora sulla vetta più alta delle nubi, ora a cento piedi dal suolo, e la carta africana si svolge sotto i miei occhi nel grande atlante del mondo! (Fergusson: cap. III, p. 26)

Scheda del libro «Cinque settimane in pallone»

Frasi da «Dalla Terra alla Luna»

L'astro della notte era occhieggiato come una lady della scelta società. Gli Americani già lo trattavano con libertà da proprietarî. Pareva che la bionda Febe appartenesse ai nostri audaci conquistatori, e già facesse parte del territorio dell'Unione. Eppure non si trattava ancora che di mandarle un proiettile, modo abbastanza brutale per istringere amicizia anche con un satellite, ma molto in uso nelle nazioni incivilite. (cap. III; 1872, pp. 24-25)
L'astro delle notti, per la sua vicinanza relativa e lo spettacolo rapidamente rinnovato delle sue fasi diverse, a bella prima ha diviso col Sole l'attenzione degli abitanti della Terra; ma il Sole stanca lo sguardo e gli splendori della sua luce obbligano i contemplatori a chinare gli occhi.
La bionda Febe, all'incontro più umana, si compiace di lasciarsi vedere nella sua grazia modesta; ell'è dolce all'occhio, poco ambiziosa; però si permette talvolta di eclissare il fratello, il radiante Apollo, senza mai essere eclissata da lui. (cap. V; 1872, p. 39)
[...] la classe superstiziosa degli ignoranti: costoro non si contentano d'ignorare ciò che è; essi sanno ciò che non è [...]. (cap. VI; 1872, p. 51)
Il proiettile è per me la più sfolgorante manifestazione della potenza umana ed è in esso che questa si riassume nella sua completezza. È nel costruirlo che l'uomo si è maggiormente avvicinato al Creatore! [...] Se infatti Iddio ha creato le stelle e i pianeti [...] l'uomo ha creato il proiettile, pietra di paragone delle velocità terrestri, modello in scala ridotta degli astri erranti nello spazio, i quali in sostanza non sono che proiettili! A Dio la velocità dell'elettricità, la velocità della luce, la velocità delle stelle, la velocità delle comete, la velocità dei pianeti, dei satelliti, del suono, del vento! A noi la velocità del proiettile, cento volte superiore a quella dei treni e dei cavalli più rapidi! (Maston: cap. VII; 2022, pp. 43-44)
Saprete sicuramente che un illustre chimico francese, Henry Sainte-Claire-Deville, è riuscito, nel 1854, a ottenere l'alluminio in massa compatta. Ora, questo prezioso metallo ha la bianchezza dell'argento, l'inalterabilità dell'oro, la tenacità del ferro, la fusibilità del rame, la leggerezza del vetro. Lo si lavora facilmente ed è abbondante in natura in quanto costituisce la base di moltissime rocce. Inoltre, è tre volte più leggero del ferro e sembra essere stato creato apposta per fornirci la materia del nostro proiettile. (Barbicane: cap. VII; 2022, pp. 49-50)
«E non riesco davvero a capire perché lei mi accusi di esagerazione».
«Perché va sempre oltre nelle cose».
«Allora sappia, signor mio», rispose Maston assumendo il suo tono di maggior arroganza, «sappia che un artigliere è come un proiettile: non può mai andare troppo lontano!» (cap VIII; 2022, p. 54)
Proiettile e piastra lottarono con un accanimento senza eguali, il primo ingrandendosi, la seconda ispessendosi in proporzione costante. Le navi, armate di pezzi formidabili, si difendevano dal fuoco mettendosi al riparo dietro a invulnerabili corazze. La Merrimac, la Monitor, la Ram Tenesse, la Wechausen lanciavano proiettili enormi, dopo essersi corazzate contro quelli degli altri. Facevano insomma ad altri ciò che non volevano fosse fatto a loro; principio immorale, sul quale poggia tutta l'arte della guerra. (cap. X; 2022, p. 66)
Tra le altre manie, si proclamava "ignorante sublime" come Shakespeare e professava il più gran disprezzo per gli scienziati: "gente", diceva, "che si limita a segnare i punti quando noi giochiamo la partita". (cap. XVIII; 2022, p. 118)
In breve, il suo motto era: «Ad ogni costo!», e l'amore dell'impossibile, per usare la bella espressione di Pope, era la sua ruling passion. (cap. XVIII; 2022, p. 118)
Il proiettile è il veicolo del futuro e, se vogliamo, i pianeti altro non sono che proiettili, semplici palle di cannone lanciate dalla mano del Creatore. (Michel Ardan: cap. XIX; 2022, p. 123)
Miei cari ascoltatori, se ascoltassimo certi cervelli limitati (mai aggettivo è stato più adatto), l'umanità sarebbe rinchiusa in un cerchio di Popilio che mai essa riuscirebbe a superare, essendo condannata a vegetare su questo globo senza alcuna speranza di slanciarsi un giorno negli spazi planetari! Sciocchezze! Si andrà sulla Luna e poi sui pianeti e sulle stelle come oggi si va da Liverpool a New York, facilmente, rapidamente e in modo sicuro. L'oceano atmosferico sarà tra breve attraversato come gli oceani terrestri. La distanza non è che un concetto relativo e finirà per essere ridotta a zero. (Michel Ardan: cap. XIX; 2022, p. 124)
Sapete come la penso io riguardo al mondo che comincia all'astro radioso e finisce a Nettuno? Volete conoscere la mia teoria? È semplicissima. Per me il mondo solare è un corpo solido, omogeneo; i pianeti che lo compongono si accalcano, si toccano, aderiscono, e lo spazio fra essi esistente altro non è che lo spazio che separa le molecole del metallo più compatto, argento o ferro, oro o platino! (Michel Ardan: cap. XIX; 1872, p. 165)
[...] chi non sospetta il pericolo è sempre coraggioso. (Michel Ardan: cap. XX; 2022, p. 132)
[...] il sistema orografico di questo grande paese si riduce a due catene di media altezza, tra le quali scorre il superbo Mississippi, che gli americani chiamerebbero "il re dei fiumi", se ammettessero una regalità qualsiasi. (cap. XXIV; 2022, p. 166)

Scheda del libro «Dalla Terra alla Luna»

Frasi da «Il dottor Oss»

Insomma, i quiquendoniani non hanno bisogno di nessuno. I loro desideri sono limitati, la loro esistenza è modesta; sono calmi, misurati, freddi, flemmatici, in una parola "fiamminghi", come se ne incontrano a volte tra la Schelda e il Mare del Nord. (2011, p. 13)
L'uomo che muore senza aver mai deciso nulla nella vita si è avvicinato alla conquista della perfezione in questo mondo! (Van Tricasse: 2011, p. 16)
Seguendo il corso normale delle cose, le epidemie sono speciali. Quelle che colpiscono l'uomo risparmiano gli animali, quelle che colpiscono gli animali risparmiano i vegetali. Non si è mai visto un cavallo assalito dal vaiolo, né un uomo dalla peste bovina. Le pecore non contraggono la malattia delle patate. (2011, p. 63)

Scheda del libro «Il dottor Oss»

Frasi da «Il giro del mondo in 80 giorni»

L'unico passatempo, per lui, era leggere i giornali e giocare a whist. A questo gioco del silenzio, così ben adatto al suo temperamento, vinceva spesso; ma i guadagni non entravano mai nella sua borsa; essi figuravano, per importanti somme, nel bilancio della sua beneficenza. D'altra parte – bisogna rilevarlo – il signor Fogg giocava per giocare, non per vincere. Il gioco era per lui un combattimento, una lotta contro le difficoltà, ma una lotta senza moto, senza spostamenti, senza fatica; e questo si addiceva al suo carattere. (cap. I, 1970)
Un minimo bene impiegato, basta a tutto... (Phileas Fogg: cap. III, 1970)
Un buon inglese non scherza mai, quando si tratta di una cosa seria come una scommessa [...]. (Phileas Fogg: cap. III, 1970)
I passaporti non servono mai ad altro che ad imbarazzare le persone oneste e a favorire la fuga dei birbanti. (Fix: cap. VII, 1970)
Un forte fumatore può giungere fino a otto pipe al giorno: ma muore in cinque anni. (cap. XIX, 1970)
Fa parte dell'educazione inglese. (cap. XXVIII, 1970)

Scheda del libro «Il giro del mondo in 80 giorni»

Frasi da «Intorno alla Luna»

Mentre i viaggiatori cercavano di penetrare le fitte tenebre spaziali, si aprì sotto i loro occhi un fascio sfolgorante di stelle cadenti. Centinaia di asteroidi, infiammati dal contatto con l'atmosfera, solcavano l'ombra di scie luminose, rigando con i loro fuochi la parte cinerea del disco. In quel momento la Terra si trovava nel suo perielio, e il mese di dicembre è talmente propizio all'apparizione delle stelle cadenti, che parecchi astronomi ne hanno contate sino a ottantamila l'ora. Michele Ardan, però, disdegnando i ragionamenti scientifici, preferì credere che la Terra salutasse con meravigliosi fuochi d'artificio la partenza di quei suoi tre figli. (cap. II; 2022, p. 29)
«Ebbene, mio vecchio Barbicane», rispose Michel, «a costo di farmi tagliare la testa incominciando dai piedi, mai e poi mai io sarei riuscito a risolvere un problema così complesso».
«Perchè ignori l'algebra», rispose tranquillamente Barbicane.
«Ah! Qui vi volevo, voialtri mangiatori di x! Quando avete detto "algebra", credete di avere detto tutto».
«Michel», rispose Barbicane, «ritieni che sia possibile fucinare senza martello o arare senza aratro?»
«Certamente, no».
«Ebbene, l'algebra è un attrezzo, esattamente come l'aratro o il martello, e un attrezzo assai utile, per chi sa usarlo». (cap. IV; 2022, p. 43)
«Il fatto è», osservò Nicholl, «che buoi, vacche, tori e ruminanti in genere ci sarebbero stati utilissimi sul continente lunare, purtroppo, però, questo vagone non poteva diventare né una scuderia né una stalla».
«Se non altro, però, ci saremmo potuti portare un asino, un semplice asinello, una bestia tanto paziente e coraggiosa che tanto piaceva al vecchio Sileno! Come mi piacciono i ciuchi, che pure sono gli animali meno favoriti della creazione! Pensate, non solo sono picchiati in vita, ma addirittura dopo morti».
«Cosa intendi dire?», domandò Barbicane.
«Perbacco! Non è con la pelle d'asino che si fanno i tamburi?», esclamò Michel. (cap. V; 2022, p. 55)
«Miliardi di miliardi!», sbottò Michel Ardan, «Le hanno quindi misurate e contate, queste oscillazioni! Caro Barbicane, queste sono cifre da scienziato, che spaventano l'orecchio e non dicono nulla allo spirito».
«Eppure bisogna ben calcolare...»
«No, conviene paragonare. Un trilione non significa proprio niente: fare un paragone spiegherebbe tutto meglio. Per esempio: quando tu mi avrai detto e ripetuto che il volume di Urano è settantasei volte maggiore di quello della Terra, il volume di Saturno lo è novecento volte, quello di Giove milletrecento, quello del Sole un milione e trecentomila volte di più, io sarò rimasto pressappoco al punto di prima. Per questo motivo preferisco mille volte i vecchi paragoni del Double Liégeois, che ti dicono in modo spiccio: "Il Sole è una zucca con sessanta centimetri di diametro, Giove un'arancia, Saturno una mela appiola, Nettuno una ciliegia acquaiuola, Urano una ciliegia comune, la Terra un cece, Venere un pisello, Marte una capocchia di spillo, Mercurio un grano di senape, Giunone, Cerere, Vesta e Pallade semplici granelli di sabbia". Con questo sistema ci si può regolare!» (cap. V; 2022, p. 59)
Come si nota, l'emisfero in questione è dunque tredici volte e mezzo più piccolo di quello terrestre; i selenografi tuttavia vi hanno già contato oltre cinquantamila crateri. Si tratta quindi di una superficie tutta gobbe e crepacci, di una vera schiumaruola, degna della definizione poco poetica che le hanno dato gli inglesi di green cheese, cioè di "formaggio verde".
Quando Barbicane pronunciò quell'espressione tanto prosaica, Michel Ardan fece un balzo.
Ecco come gli anglosassoni del XIX secolo trattavano la bella Diana, la bionda Febe, l'amabile Iside, l'affascinante Astarte, la regina delle notti, la figlia di Latona e di Giove, l'incantevole sorella del radioso Apollo! (cap. XI; 2022, p. 107)
[...] quand'ecco, al centro di quella regione perseguitata dai crepacci, ergersi nel suo punto culminante la più splendida montagna del disco lunare, l'abbagliante Ticone, al quale la posterità conserverà in eterno il nome dell'illustre astronomo danese.
Nell'osservare la luna piena in un cielo senza nubi, non vi è nessuno che non abbia notato quel punto sfavillante dell'emisfero sud. Per celebrarlo, Michel Ardan ricorse a tutte le metafore di cui era ricca la sua fantasia. Per lui il Ticone era un ardente epicentro di luce, un focolaio d'irradiazione, un cratere traboccante di raggi, il mozzo di una ruota scintillante, un'asteria che racchiudeva il disco nei suoi tentacoli d'argento, un occhio immenso pieno di fiamme, un nimbo tagliato per la testa di Plutone, una stella lanciata dalle mani del Creatore e andata a schiacciarsi contro la faccia della Luna! (cap. XVII; 2022, pp. 158-159)

Scheda del libro «Intorno alla Luna»

La Jangada – Citazioni

Il mezzo miglio di foresta era stato abbattuto. Toccava ora ai carpentieri, il compito di costruire una zattera con gli alberi più volte secolari che giacevano sulla sponda.
Sotto la direzione di Gianni Garral, gli indiani della fazenda dovevano mettere in opra tutta la loro bravura, che era davvero eccezionale. Con un'accetta e una sega lavoravano legni duri a tal punto da intaccare il taglio dei loro arnesi!
I tronchi d'alberi, una volta tagliati, non erano stati gettati subito nel loro letto dell'Amazzone; Gianni Garral li aveva fatti disporre simmetricamente sopra un greto di vaste proporzioni, che aveva fatto ulteriormente abbassare, alla confluenza del Nanây con il gran fiume.
Lì doveva essere costruita la jangada. L'Amazzone avrebbe pensato a metterla a galla, giunto il momento di condurla a destinazione.

Frasi da «Ventimila leghe sotto i mari»

– Voi amate il mare, capitano?
– Sì! L'amo! Il mare è tutto. Copre i sette decimi del globo terrestre. Il suo respiro è puro e sano. È l'immenso deserto dove l'uomo non è mai solo, poiché sente fremere la vita accanto a sé. Il mare non è altro che il veicolo di un'esistenza soprannaturale e prodigiosa; non è che movimento e amore, è l'infinito vivente, come ha detto uno dei vostri poeti. Infatti, professore, la natura vi si manifesta con i suoi tre regni: minerale, vegetale, animale. (parte I, cap. X; 2018)
In quel momento, alcune acqueforti appese alle pareti, e che non avevo notato nella prima visita mi colpirono. Erano ritratti di quei grandi uomini della storia la cui esistenza non è stata dedicata che a una grande idea umana. Kosciusko, l'eroe caduto al grido Finis Poloninniae; Botzaris, il Leonida della Grecia moderna; O' Connell, il difensore dell'Irlanda; Washington, il fondatore dell'Unione Americana; Manin, il patriota italiano; Lincoln, caduto sotto la palla di uno schiavista, e infine quel martire della liberazione della razza negra, John Brown, appeso al patibolo, come l'ha terribilmente disegnato la penna di Victor Hugo. (parte II, cap. VIII; 2018)
Era lì che il Nautilus, involontariamente, o forse di proposito, era stato spinto dal suo capitano. Descriveva una spirale il cui raggio diventava sempre più piccolo. Allo stesso modo, la lancia, ancora inchiodata allo scafo, era trasportata con una velocità vertiginosa.
Io lo sentivo. Provavo quel senso di rotazione che segue un movimento rotatorio prolungato. Eravamo completamente terrorizzati, al culmine dell'orrore, con la circolazione interrotta, senza più alcuna reazione nervosa, bagnati di sudori freddi come quelli dell'agonia! E che rumore intorno alla nostra fragile imbarcazione! Che muggiti, ripetuti dall'eco alla distanza di molte miglia! Che frastuono, quello delle acque infrante contro gli acuti scogli del fondo, dove si spezzano i corpi più duri, dove i tronchi d'albero si consumano e diventano «una pelliccia», secondo l'espressione norvegese! (parte II, cap. XXII; 2018)

Scheda del libro «Ventimila leghe sotto i mari»

Frasi da «Viaggio al centro della Terra»

La scienza [...] è fatta di errori, ma di errori che è bene commettere perché a poco a poco conducono alla verità.
Vi sono molti esempi di tali propagazioni di suoni non percettibili negli spazi intermedi. Mi ricordai che tale fenomeno era stato constatato in molti luoghi e fra gli altri nella galleria interna della cattedrale di San Paolo a Londra e soprattutto nelle strane caverne della Sicilia, in certe latomie vicino a Siracusa, la più straordinaria delle quali, per questo fenomeno, è conosciuta con il nome di Orecchio di Dionigi.

Scheda del libro «Viaggio al centro della Terra»

Dicono di Jules Verne

I miei libri preferiti […] erano quelli di Jules Verne, così attraenti, pieni di umorismo e ricchi di informazioni geografiche: I figli del capitano Grant, L'isola misteriosa (grandioso libro sul lavoro dell'uomo e l'onnipotenza della scienza e della tecnica), Ventimila leghe sotto i mari, insomma, quasi tutto!
Andrej Dmitrievič Sacharov
Jules Verne è nel vero senso della parola uno dei pionieri dell'era spaziale.
Frank Borman
Ma i romanzi di Jules Verne rivelano oggi a critici severissimi delle vertigini di filosofica profondità. Anche quando non si inabissano nelle viscere della Terra. Eppure, al loro tempo, chi li prendeva sul serio?
Beniamino Placido
Maestro, quanti sogni avventurosi / sognammo sulle trame dei tuoi libri! // La terra il Mare il Cielo l'Universo / per te, con te, poeta dei prodigi, / varcammo in sogno oltre la Scienza. // Pace al tuo grande spirito disperso, / tu che illudesti molti giorni grigi / della nostra pensosa adolescenza.
Guido Gozzano
Non è solo nei romanzi di Giulio Verne, che si scende nelle profondità del mare o che si sale vicino alle stelle; anche nella realtà della vita quotidiana si compiono ogni giorno meraviglie strabilianti.
Francesco Olgiati
Tutta la sua opera mira all'enciclopedia [...]. Si parla sempre dell'impareggiabile fantasia di Verne nel prevedere le invenzioni scientifiche. In realtà era un grande lettore di riviste scientifiche, che arricchiva di quello che via via veniva a sapere sulle ricerche in corso.
Italo Calvino

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026