Le frasi di «Dalla Terra alla Luna» raccolte in ordine di apparizione nel testo, dall'incipit alle citazioni più note. Per trama, edizioni e curiosità vedi la scheda del libro.
Citazioni da «Dalla Terra alla Luna»
L'astro della notte era occhieggiato come una lady della scelta società. Gli Americani già lo trattavano con libertà da proprietarî. Pareva che la bionda Febe appartenesse ai nostri audaci conquistatori, e già facesse parte del territorio dell'Unione. Eppure non si trattava ancora che di mandarle un proiettile, modo abbastanza brutale per istringere amicizia anche con un satellite, ma molto in uso nelle nazioni incivilite. (cap. III; 1872, pp. 24-25)
L'astro delle notti, per la sua vicinanza relativa e lo spettacolo rapidamente rinnovato delle sue fasi diverse, a bella prima ha diviso col Sole l'attenzione degli abitanti della Terra; ma il Sole stanca lo sguardo e gli splendori della sua luce obbligano i contemplatori a chinare gli occhi.
La bionda Febe, all'incontro più umana, si compiace di lasciarsi vedere nella sua grazia modesta; ell'è dolce all'occhio, poco ambiziosa; però si permette talvolta di eclissare il fratello, il radiante Apollo, senza mai essere eclissata da lui. (cap. V; 1872, p. 39)
[...] la classe superstiziosa degli ignoranti: costoro non si contentano d'ignorare ciò che è; essi sanno ciò che non è [...]. (cap. VI; 1872, p. 51)
Il proiettile è per me la più sfolgorante manifestazione della potenza umana ed è in esso che questa si riassume nella sua completezza. È nel costruirlo che l'uomo si è maggiormente avvicinato al Creatore! [...] Se infatti Iddio ha creato le stelle e i pianeti [...] l'uomo ha creato il proiettile, pietra di paragone delle velocità terrestri, modello in scala ridotta degli astri erranti nello spazio, i quali in sostanza non sono che proiettili! A Dio la velocità dell'elettricità, la velocità della luce, la velocità delle stelle, la velocità delle comete, la velocità dei pianeti, dei satelliti, del suono, del vento! A noi la velocità del proiettile, cento volte superiore a quella dei treni e dei cavalli più rapidi! (Maston: cap. VII; 2022, pp. 43-44)
Saprete sicuramente che un illustre chimico francese, Henry Sainte-Claire-Deville, è riuscito, nel 1854, a ottenere l'alluminio in massa compatta. Ora, questo prezioso metallo ha la bianchezza dell'argento, l'inalterabilità dell'oro, la tenacità del ferro, la fusibilità del rame, la leggerezza del vetro. Lo si lavora facilmente ed è abbondante in natura in quanto costituisce la base di moltissime rocce. Inoltre, è tre volte più leggero del ferro e sembra essere stato creato apposta per fornirci la materia del nostro proiettile. (Barbicane: cap. VII; 2022, pp. 49-50)
«E non riesco davvero a capire perché lei mi accusi di esagerazione».
«Perché va sempre oltre nelle cose».
«Allora sappia, signor mio», rispose Maston assumendo il suo tono di maggior arroganza, «sappia che un artigliere è come un proiettile: non può mai andare troppo lontano!» (cap VIII; 2022, p. 54)
Proiettile e piastra lottarono con un accanimento senza eguali, il primo ingrandendosi, la seconda ispessendosi in proporzione costante. Le navi, armate di pezzi formidabili, si difendevano dal fuoco mettendosi al riparo dietro a invulnerabili corazze. La Merrimac, la Monitor, la Ram Tenesse, la Wechausen lanciavano proiettili enormi, dopo essersi corazzate contro quelli degli altri. Facevano insomma ad altri ciò che non volevano fosse fatto a loro; principio immorale, sul quale poggia tutta l'arte della guerra. (cap. X; 2022, p. 66)
Tra le altre manie, si proclamava "ignorante sublime" come Shakespeare e professava il più gran disprezzo per gli scienziati: "gente", diceva, "che si limita a segnare i punti quando noi giochiamo la partita". (cap. XVIII; 2022, p. 118)
In breve, il suo motto era: «Ad ogni costo!», e l'amore dell'impossibile, per usare la bella espressione di Pope, era la sua ruling passion. (cap. XVIII; 2022, p. 118)
Il proiettile è il veicolo del futuro e, se vogliamo, i pianeti altro non sono che proiettili, semplici palle di cannone lanciate dalla mano del Creatore. (Michel Ardan: cap. XIX; 2022, p. 123)
Miei cari ascoltatori, se ascoltassimo certi cervelli limitati (mai aggettivo è stato più adatto), l'umanità sarebbe rinchiusa in un cerchio di Popilio che mai essa riuscirebbe a superare, essendo condannata a vegetare su questo globo senza alcuna speranza di slanciarsi un giorno negli spazi planetari! Sciocchezze! Si andrà sulla Luna e poi sui pianeti e sulle stelle come oggi si va da Liverpool a New York, facilmente, rapidamente e in modo sicuro. L'oceano atmosferico sarà tra breve attraversato come gli oceani terrestri. La distanza non è che un concetto relativo e finirà per essere ridotta a zero. (Michel Ardan: cap. XIX; 2022, p. 124)
Sapete come la penso io riguardo al mondo che comincia all'astro radioso e finisce a Nettuno? Volete conoscere la mia teoria? È semplicissima. Per me il mondo solare è un corpo solido, omogeneo; i pianeti che lo compongono si accalcano, si toccano, aderiscono, e lo spazio fra essi esistente altro non è che lo spazio che separa le molecole del metallo più compatto, argento o ferro, oro o platino! (Michel Ardan: cap. XIX; 1872, p. 165)
[...] chi non sospetta il pericolo è sempre coraggioso. (Michel Ardan: cap. XX; 2022, p. 132)
[...] il sistema orografico di questo grande paese si riduce a due catene di media altezza, tra le quali scorre il superbo Mississippi, che gli americani chiamerebbero "il re dei fiumi", se ammettessero una regalità qualsiasi. (cap. XXIV; 2022, p. 166)
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026