Le frasi di «Bel Ami» raccolte in ordine di apparizione nel testo, dall'incipit alle citazioni più note. Per trama, edizioni e curiosità vedi la scheda del libro.
Prima parte
Non è difficile passare per forte in materia; tutto sta nel non lasciarsi cogliere in flagrante delitto di ignoranza. (cap. I, 2010)
[...] il miglior modo per giungere a una transazione è sempre quello di lasciar che i debiti si accumulino. (cap. IV, 2012)
«Devo imparare il trucco anch'io,» pensava, scorgendo certi suoi colleghi sempre con le tasche gonfie d'oro, senza peraltro riuscir mai a capire a quali segreti espedienti essi ricorressero per procacciarsi tanta agiatezza. E pieno d'invidia immaginava intrallazzi a lui ignoti ed equivoci, ricompense per favori fatti, tutto un commercio illecito ma pur accettato e consentito. Già, doveva penetrare il mistero, entrar nella tacita associazione, imporsi ai colleghi che si dividevano la torta senza di lui. (cap. IV, 2012)
Quante belle cose piacevoli ci sarebbero nella vita, se si potesse contare sulla discrezione assoluta gli uni degli altri! Quello che spesso, molto spesso, quasi sempre, trattiene le donne, è la paura del segreto violato. (cap. V, 2010)
È profondo e triste il silenzio della stanza dove si vive soli. Non è soltanto il silenzio intorno a un corpo, ma il silenzio intorno a un'anima, e, quando un mobile scricchiola, si trasale fino in fondo al cuore, perché non ci si aspetta nessun rumore, nella casa tetra. (cap. VI, 2010)
La vita è un monte. Finché si sale, si guarda la vetta, e ci si sente felici; ma quando s'arriva lassù, si scorge d'un tratto la china, e giù in fondo la fine, che è la morte. L'ascesa è lenta, ma la discesa è un ruzzolone. (cap. VI, 2012)
[...] eravamo nati per vivere più in obbedienza alla materia che in obbedienza allo spirito; ma a furia di pensare, s'è creato uno squilibrio fra la nostra intelligenza ingigantita e le immutabili condizioni della nostra esistenza. Guardi la gente mediocre: se non son grosse catastrofi a cader loro fra capo e collo, son beati e contenti, senza soffrire per la comune sventura. Neppure le bestie ne soffrono. (cap. VI, 2012)
Una vita! qualche giorno, e poi più nulla! (cap. VIII, 2012)
Ebbene, ecco la sola cosa buona della vita: l'amore! Tenere fra le braccia la donna amata! Quello è il limite della felicità umana. (cap. VIII, 2010)
[...] s'accorse che la sua inquietudine proveniva da uno di quei pensieri non formulati e confusi, segreti, che nascondiamo a noi stessi e che scopriamo soltanto quando frughiamo in fondo al nostro animo. (cap. VIII, 2012)
Seconda parte
Era uno di quegli uomini politici senza un suo volto preciso, senza convinzioni proprie, senza grandi mezzi, senza ardimento e senza una seria preparazione, un avvocatuccio di provincia, un simpatico figurino nella sua cittaduzza, un furbacchiotto che sapeva barcamenarsi fra i partiti estremisti, una specie di gesuita repubblicano e di fungo liberale di dubbia commestibilità, come ne spuntano a bizzeffe sul letamaio popolare del suffragio universale. (cap. II, 2012)
Cosa vuol dire l'abitudine a servirsi della religione come d'un ombrello! L'aria è mite, e ti fa da bastone da passeggio; c'è la canicola, ed è un parasole; diluvia, ed è un parapioggia; non sorti, e lo lasci in anticamera. (cap. IV, 2012)
«Nemmeno a farlo apposta, ho con me la chiave del confessionale.»
E frugatosi in tasca ne cavò un anello pieno di chiavi, ne scelse una e si diresse, a passo svelto, verso uno dei casotti di legno, specie di bussoli per la spazzatura dell'anima, dove i fedeli vuotano i loro peccati. (cap. IV, 2012)
Proprio vero che le parole d'amore, che son sempre le medesime, prendono il gusto delle labbra che le pronunciano. (cap. V, 2012)
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026