Le frasi di «Casa Desolata» raccolte in ordine di apparizione nel testo, dall'incipit alle citazioni più note. Per trama, edizioni e curiosità vedi la scheda del libro.
Citazioni da «Casa Desolata»
Nebbia ovunque. Nebbia su per il fiume, che fluisce tra isolette e prati verdi; nebbia giù per il fiume che scorre insudiciato tra le file di navi e le sozzure che giungono alla riva di una grande (e sporca) città. (cap. I, 2014)
[...] un mondo avvolto nella bambagia e nella lana fina non può sentire lo strepito di mondi più vasti, e non può vederli girare intorno al sole. È un mondo smorzato e talvolta il suo sviluppo, per mancanza d'aria, non è molto sano. (cap. II, 2014)
Una parola detta col cuore vale quanto un discorso. (John Jarndyce: cap. VI, 2014)
[...] Mr Jarndyce [...] aveva osservato che c'erano due classi di persone caritatevoli: chi faceva poco ma suscitava un grande scalpore e chi faceva molto ma non provocava nessuno scalpore. (cap. VI, 2014)
È il raggio dei raggi, dice Chadband, il sole dei soli, la luna delle lune, la stella delle stelle. È la luce della verità. (cap. XXV, 2014)
Infatti, per quanto il diavolo possa essere cattivo vestito di fustagno o in camiciotto (e può essere cattivo in ambedue), è più fine, più scaltro e più intollerabile, quando infila una spilla sulla camicia, si dice gentiluomo, contrassegna una carta o un colore, gioca una partita a bigliardo e si intende un po' di cambiali e pagherò. (cap. XXVI, 2014)
[...] la regola fondamentale è non fare mai nulla al buio, non partecipare a nulla di segreto o misterioso e non posare mai il piede dove non si vede la terra. (cap. XXVII, 2014)
È mia moglie che dà consigli. È lei che è capace. Ma io non lo dico mai davanti a lei. Si deve mantenere la disciplina. (Mr Bagnet: cap. XXVII, 2014)
È una malinconica verità che anche i grandi hanno dei parenti poveri. (cap. XXVIII, 2014)
L'unico grande principio della legge inglese è di fare affari. Nessun principio, con tutti gli angusti rigiri, viene mantenuto con più distinzione, sicurezza e logicità. (cap. XXXIX, 2014)
Ma l'ingiustizia genera ingiustizia: la lotta contro le ombre e la disfatta riportata necessitano di qualcuno contro cui combattere. (cap. XXXIX, 2014)
– E di nuovo – ripeté la signorina, catalettica di ostinazione – e poi ancora. Ancora. E molte altre volte. Infatti, sempre. (cap. XLI; 1930, p. 39)
È morto, vostra Maestà. È morto, signori principi, duchi e marchesi. Morto, onorevoli reverendi e disonorevoli reverendi d'ogni ordine. Morto, uomini e donne, nati con celeste pietà nel cuore. E ne muoiono così intorno a noi ogni giorno. (cap. XLVII; 1930, p. 110)
Quando la luna risplende fulgidissima, sembra che da essa si riversi un senso di solitudine e di calma che ha anche un influsso sui luoghi affollati pieni di vita. (cap. XLVIII; 1930, p. 125)
Voi del sesso gentile avete reciprocamente tanta animosità quando non andate d'accordo. (Signor Bucket: cap. LIV; 1930, p. 218)
Ora, signorina Summerson, vi darò un consiglio che, quando sarete sposata e avrete intorno una famiglia, vostro marito troverà molto utile. Quando qualcuno vi dice che è indifferente come più non potrebbe essere in tutto ciò che riguarda il denaro, tenete bene d'occhio il vostro, perché è certissimo che, quando può, se lo aggranfierà. Quando una persona vi proclama: «Nelle faccende mondane io sono un bambino», considerate solo che essa grida che non vuol essere tenuta responsabile, e che voi sapete così il numero, di quella persona, il numero uno fra gli interessati. Ora io non sono di tendenze poetiche, tranne vocalmente, quando mi trovo in compagnia, ma son pratico, e questo me l'ha insegnato l'esperienza. Questa è la regola. Facilone in una cosa, facilone in tutto. Non so che questa regola sia mai fallita. E neppur voi la vedrete fallire. Né altri. (Signor Bucket: cap. LVII; 1930, pp. 256-257)
[...] tutte le partenze e le separazioni rappresentano in qualche modo la grande separazione finale [...]. (cap. LVIII; 1930, p. 272)
Il giorno appare come un fantasma. Freddo, scolorato e vago, manda foriera una striscia di tinta funerea, come se proclamasse : «Chi è là, guardate che vi porto! Chi glielo dirà?». (cap. LVIII; 1930, p. 284)
Citazioni su Casa desolata
Quando si pubblica Bleak House è come l'impeto d'una furia demolitrice che s'abbatte sulle istituzioni giudiziarie inglesi. Par che il Dickens non sorrida più col sorriso paziente e tollerante che gli veniva dal suo istinto di carità cristiana, ma con quello corrosivo del canonico Swift, che non ne aveva, con quello smisurato e violento del curato di Meudon, che era pagano con gioia. Le parrucche della Corte di Cancelleria, che avevano resa ridicola la giustizia inglese e che videro di punto in bianco scoperte le loro soperchierie innanzi al mondo che rideva con dileggio, ebbero un bel da fare per salvarsi da quell'assalto, e si salvarono a patto di rinnegarsi e di ritornar sul campo della logica, abbandonato per insensibili e continue deviazioni e aberrazioni. (Silvio Spaventa Filippi)
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026