Le frasi di «De gli eroici furori» raccolte in ordine di apparizione nel testo, dall'incipit alle citazioni più note. Per trama, edizioni e curiosità vedi la scheda del libro.
Citazioni da «De gli eroici furori»
La poesia non nasce da le regole, se non per leggerissimo accidente; ma le regole derivano da le poesie: e però tanti son geni e specie di vere regole, quanti son geni e specie di veri poeti. (Tansillo: parte prima, dialogo I)
L'amor fa dovenir li vecchi pazzi, e gli giovani savii. (Cicada: parte prima, dialogo I)
In viva morte morta vita vivo! (Tansillo: parte prima, dialogo II)
Tansillo: Poneno, e sono, piú specie de furori, li quali tutti si riducono a doi geni: secondo che altri non mostrano che cecità, stupidità ed impeto irrazionale che tende al ferino insensato; altri consisteno in certa divina abstrazione per cui dovegnono alcuni megliori, in fatto, che uomini ordinarii. E questi sono de due specie [...].
Cicada: Di questi doi geni quali stimi megliori?
Tansillo: Gli primi hanno piú dignità, potestà ed efficacia in sé, perché hanno la divinità; gli secondi son essi piú degni, piú potenti ed efficaci, e son divini. Gli primi son degni come l'asino che porta li sacramenti; gli secondi come una cosa sacra. Nelli primi si considera e vede in effetto la divinità; e quella s'admira, adora ed obedisce; ne gli secondi si considera e vede l'eccellenza della propria umanitade. (parte prima, dialogo III)
Tansillo: L'eroico ingegno si contenta più tosto di cascar o mancar degnamente e nell'alte imprese, dove mostre la dignità del suo ingegno, che riuscir a perfezione in cose men nobili e basse.
Cicada: Certo che meglio è una degna ed eroica morte, che un indegno e vil trionfo.
Tansillo: A cotal proposito feci questo sonetto:
Poi che spiegat'ho l'ali al bel desio, / Quanto piú sott'il piè l'aria mi scorgo, / Piú le veloci penne al vento porgo, / E spreggio il mondo, e vers'il ciel m'invio. / Né del figliuol di Dedalo il fin rio / Fa che giú pieghi, anzi via piú risorgo. / Ch'i' cadrò morto a terra, ben m'accorgo, / Ma qual vita pareggia al morir mio?
Cicada: Io intendo quel che dice: basta ch'alto mi tolsi; ma non quando dice: e da l'ignobil numero mi sciolsi, s'egli non intende d'esser uscito fuor de l'antro platonico, rimosso dalla condizion della sciocca ed ignobilissima moltitudine; essendo che quei che profittano in questa contemplazione, non possono esser molti e numerosi.
Tansillo: Intendi molto bene. (parte prima, dialogo III)
[...] non è cosa naturale né conveniente che l'infinito sia compreso, né esso può donarsi finito: percioché non sarebbe infinito [...]. (Tansillo: parte prima, dialogo IV)
Ogni amore procede dal vedere: l'amore intelligibile dal vedere intelligibilmente; il sensibile dal vedere sensibilmente. (Tansillo: parte prima, dialogo IV)
Non è armonia e concordia dove è unità, dove un essere vuol assorbir tutto l'essere; ma dove è ordine ed analogia di cose diverse; dove ogni cosa serva la sua natura. (Tansillo: parte prima, dialogo IV)
Più facilmente determina e condanna chi manco considera. (Tansillo: parte prima, dialogo V)
Cesarino: Come intendi che la mente aspira alto? verbi grazia, con guardar sempre alle stelle? al cielo empireo? sopra il cristallino?
Maricondo: Non certo, ma procedendo al profondo della mente, per cui non fia mistiero massime aprir gli occhi al cielo, alzar alto le mani, menar i passi al tempio, intonar l'orecchie de simulacri, onde piú si vegna exaudito; ma venir al piú intimo di sé, considerando che Dio è vicino, con sé e dentro di sé piú ch'egli medesimo esser non si possa; come quello ch'è anima de le anime, vita de le vite, essenza de le essenze: atteso poi che quello che vedi alto o basso, o incirca (come ti piace dire) degli astri, son corpi, son fatture simili a questo globo in cui siamo noi, e nelli quali non piú né meno è la divinità presente che in questo nostro, o in noi medesimi. (parte seconda, dialogo I)
Se non è vero, è molto ben trovato [...]. (Laodonio: parte seconda, dialogo III)
Nessuna potenza et appulso naturale è senza gran raggione. (Severino: parte seconda, dialogo IV)
Accade in color che amano la verità e la bontà [...] s'adirano tanto contro quelli che la vogliono adulterare, guastare, corrompere [...], come son trovati di quelli che si son ridutti sino alla morte, alle pene ed essere ignominiosamente trattati da gli popoli ignoranti e sette volgari. (Severino: parte seconda, dialogo IV)
Citazioni su De gli eroici furori
Degli eroici furori ricorda la Vita nuova di Dante: una filza di sonetti, ciascuno col suo commento, il quale nella sua generalità è una dottrina allegorica intorno all'entusiasmo e alla ispirazione. (Francesco De Sanctis)
L'uomo è parte essenziale della natura e la presenza in essa del divino si traduce ineluttabilmente in presenza del divino nell'umano, manifestantesi in quell'eroico furore, in sé sforzo incessante, mai esausto, mai appagato di ricerca della verità. (Gabriele La Porta)
Questi voli metafisici ricordano da vicino il sapiente indiano che trascende il saṃsāra e, squarciando il velo di Māyā, diventa puro soggetto della conoscenza. Ma ci sono altre affinità tra la filosofia di Bruno e quella indiana, per esempio il monismo, la metempsicosi o trasformazione palingenetica dell'anima individuale, la concentrazione per giungere alla vita intellettiva e anche l'amore per tutte le creature. (Anacleto Verrecchia)
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026