Frasi

Frasi di «De officiis»

14 citazioni dal libro di Marco Tullio Cicerone

Le frasi di «De officiis» raccolte in ordine di apparizione nel testo, dall'incipit alle citazioni più note. Per trama, edizioni e curiosità vedi la scheda del libro.

Citazioni da «De officiis»

Non siamo nati soltanto per noi stessi. (I, 7, 22)
Vi sono, poi, due maniere d'ingiustizia: l'una è di quelli che fanno ingiuria; l'altra, di quelli che, pur potendo, non la respingono da coloro che la patiscono. (I, 7, 22; 1958, p. 41)
In due modi si offende la giustizia; col fare ingiuria, o col non difendere, possibilmente, colui a cui vien fatta. (1876, p. 19)
Fondamento della giustizia è la fede, cioè la costanza e la sincerità nel mantenere le cose dette e convenute. (I, 7, 23)
Due sono infatti i modi di contendere, uno con la ragione, e un altro con la forza; e poiché quello è proprio dell'uomo, questo delle bestie, si deve ricorrere al secondo quando non è possibile valerci del primo. (I, 11; 1876, p. 28)
La ragione dovrebbe dominare e l'appetito obbedire. (I, 29)
I desideri devono obbedire alla ragione: Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Hoepli, 1921, p. 576.
Perfetta giustizia perfetta ingiustizia.
Le armi cedano [il posto] alla toga, l'alloro [militare] alla lode.
Alla fine mandò tutto in rovina per non aver voluto seguire il consiglio di coloro i quali giudicavano opportuno ritirare la flotta dalle Arginuse e non venire a battaglia con gli Ateniesi. Egli rispose loro che Sparta, perduta quella flotta, ben poteva allestirne un'altra, mentre lui non poteva fuggire senza macchiarsi d'infamia. (I, 84, traduzione di P. Fedeli, 1969)
Esistono in tutto due generi di scherzo: uno volgare, violento, vergognoso e osceno, e un altro elegante, urbano, ingegnoso e fine. Di questo secondo tipo sono intrisi non solo il nostro Plauto e la Commedia greca antica, ma anche i libri dei filosofi socratici.
Non può essere veramente onesto ciò che non è anche giusto.
[...] ogni falsità non può essere durevole. (II, 12; 1876, p. 168)
Publio Scipione, quegli che ebbe per primo il nome di , era solito dire, come racconta Catone il quale fu presso a poco suo coetaneo, che egli non era mai meno ozioso di quando era ozioso, né meno solo di quando era solo. (III, 1; 1876, p. 211)
[...] non abbiamo alcun tipo di legame con un tiranno, e piuttosto è grandissima la distanza da lui, né risulta contrario alla natura privare di mezzi colui che sarebbe addirittura giusto uccidere, e in effetti questo genere di uomini letale ed empio dovrebbe essere estirpato dalla comunità umana. Infatti, come alcune membra vengono amputate, se hanno cominciato a perdere sangue e vitalità, e dunque nuocciono al resto del corpo, così la ferinità e la crudeltà della bestia feroce in forma umana devono essere tenute lontane dal corpo comune del genere umano. (III, 6, 32; 2019)

Citazioni su De officiis

A partire dall'età carolingia gli scritti filosofici di Cicerone trasmisero anche al Medioevo l'eredità del mondo antico, contribuirono poi ad ispirare l'ideale umano del Rinascimento, e sempre fornirono le armi alla lotta di liberazione degli spiriti. Essi sono un elemento ineliminabile della cultura occidentale. Il neoumanesimo e la riscoperta di Platone posero naturalmente Cicerone nell'ombra. Ma se Federico il Grande definì il ' «le meilleur ouvrage de morale qu'on ait écrit et qu'on écrira»e ne apprezzava il valore pedagogico a tal segno da promuoverne la traduzione in tedesco, giova chiedersi se non giacciano sopite in quest'opera energie che possano avere ancor oggi funzione vitale. E pur accertando che la sorgente donde esse provengono scaturì in Grecia, non dimenticheremo l'apporto dell'uomo il cui spirito e la cui arte ci seppero trasmettere viva quella fonte, mentre in Oriente essa si è estinta nel deserto di speculazioni dommatiche e d'una contemplativa fuga dal mondo. (Max Pohlenz)
La migliore opera di morale che si sia scritta e sarà scritta.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026