Le frasi di «Gli ultimi incantesimi» raccolte in ordine di apparizione nel testo, dall'incipit alle citazioni più note. Per trama, edizioni e curiosità vedi la scheda del libro.
Citazioni da «Gli ultimi incantesimi»
Ai vostri tempi c'era più rispetto e tutti stavano al loro posto. Ma sapete, i tempi vanno a rotoli. Vanno sempre a rotoli. È da che mondo è mondo che vanno a rotoli. (Giara)
Al peggio non c'è mai fine. (Inskay)
C'erano due teorie per spiegare quanto frequentemente i soldi fossero associati alla stupidità. Secondo la prima, un destino benevolo badava che gli stupidi nascessero in posizione comoda perché da poveri non sarebbero campati una stagione. La seconda si riassumeva nel detto che la necessità aguzza l'ingegno: tutti nascono cretini, poi i poveri per restare vivi devono diventare un po' più scaltri. (Kaiura)
Chi cammina sotto le ali della sofferenza o si perde o diventa magnifico. (Yorsh)
Chi ti guarda in faccia deve avere paura. Che ti guardino e tremino, che ti guardino negli occhi e sappiano che piuttosto che permettere che loro vincano, piuttosto che permettere che facciano del male a lei, tu li ucciderai, tu porterai la tua anima nel fango e nel sangue, andrai all'inferno a piedi e da lì ritornerai per farli a pezzi. La vittoria non è di chi combatte per odio, ma di chi ama una persona, o una terra o qualcosa a tal punto da essere disposto a morire o a uccidere pur di non perdere ciò che ama. Guardali in faccia e fagli paura. (Ferrain)
È curioso come le cose non abbiano importanza in sé, come conti solo il senso che noi diamo loro. (Kaiur)
È il presente che colora il passato. (Kaiur)
È un'altra maniera di morire se almeno qualcuno ha provato a salvarti.
Fagli paura, Atàcleto. La paura è una delle armi fondamentali. Ci sono eserciti enormi che sono stati messi in rotta e massacrati da bande di pezzenti perché i loro comandanti si sono spaventati. E ci sono bande di pezzenti che hanno vinto perché la collera che avevano dentro è diventata coraggio. Chiunque avrai di fronte, Atàcleto, fagli paura. (Ferrain)
Il linguaggio era una ricchezza, un potere, e solo uno stolto non usa un potere e una ricchezza che possiede. (Atàcleto)
Il ridicolo è l'arma che usano i vili contro gli innocenti, quelli che non hanno fatto niente di male e che quindi non danno alcuna scusa per poterli disprezzare. (Rosalba)
Io non penso che sia insensato. Sono assolutamente certo che sia insensato. È per questo che vengo con voi. Non voglio lasciarvi da soli. (Arduin)
La amò perché era lei. Perché era lei e basta. Amò l'ombra dei suoi occhi, il suo cranio malamente rasato, le sue dita grosse, le sue unghie sudicie e smangiucchiate e desiderò con tutta l'anima avere il coraggio di allungare una mano e sfiorarla. Amò ogni singolo tratto di quella faccia larga, con il naso troppo grosso, gli zigomi troppo piatti, e pensò che da quel momento avrebbe trovato imperfetta qualsiasi faccia che non avesse quegli zigomi piatti, quel naso così grosso. (Atàcleto)
La miseria e la paura riempivano di fango anche le menti, non solo le strade. (Inskay)
La terra e la stupidità sono le cose presenti in maggior quantità nel mondo. (Paonay)
Le storie servono a dare coraggio. Sono l'unica magia degli Uomini per ritrovare la forza quando la perdono. (Erbrow)
Non era lui che era sbagliato perché capiva poco. Erano gli altri che erano sbagliati e dicevano cose atroci. (Joss)
Non si fanno le cose per dispetto a qualcuno. (Inskay)
Non si può mantenere la giustizia in un regno se chi subisce un'ingiustizia, o chi vi assiste, non la denuncia. Non denunciare si chiama omertà. (Rosalba)
Possedeva un asino, e l'asino possedeva lui, come in ogni amicizia che abbia un senso.
Quando, bambina, aveva visto le altre giocare a fare le madri o le spose, aveva distolto gli occhi nella certezza che a lei non sarebbe potuto capitare mai. (Masciak)
Salvail invece sapeva di non essere un ladro e quello che pensavano gli altri non poteva scalfirlo. Lui era lui, non quello che pensavano di lui.
Sua madre diceva sempre che quando sei regina la gente fa miglia e miglia per avere l'onore di regalarti sporte di ricotta, pane e formaggio, mentre quando non sei nessuno, cioè quando ti servirebbero, nessuno te li regala. (Joss)
Uno sbaglio non era una colpa, su questo sua madre era stata chiara. (Inskay)
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026