Frasi

Frasi di «I fiori del male»

45 citazioni dal libro di Charles Baudelaire

Le frasi di «I fiori del male» raccolte in ordine di apparizione nel testo, dall'incipit alle citazioni più note. Per trama, edizioni e curiosità vedi la scheda del libro.

Citazioni da «I fiori del male»

Maledetta notte degli effimeri piaceri / quando il mio ventre concepì questa espiazione! (Benedizione, 2011)
Benedetto Dio, che doni sofferenza / come divino rimedio alle nostre impurità / e come migliore e più pura essenza, / per disporre i forti alle sante voluttà! (Benedizione, 2011)
Spesso, per divertirsi, i marinai / catturano albatri, grandi uccelli di mare, / che seguono, indolenti compagni di viaggio, / la nave che scivola sugli abissi amari. / Appena deposti sulla tolda, / questi re dell'azzurro, vergognosi e timidi, / se ne stanno tristi con le grandi ali bianche / penzoloni come remi ai loro fianchi. (L'albatro, 2011)
E il Poeta, che è avvezzo alle tempeste e ride dell'arciere, assomiglia in tutto al principe delle nubi: esiliato in terra, fra gli scherni, non può per le sue ali di gigante avanzare di un passo. (L'albatro, 2006)
Rubens, che fiume d'oblio, giardino d'indolenza, / cuscino di carne fresca su cui non si può amare, / ma dove fluisce la vita fremente senza posa, / come l'aria nel cielo e il mare nel mare! (I fari, 2011)
Rembrandt, che triste ospedale pieno di mormorii, / e ornato solamente da un grande crocifisso, / dove tra singulti e orrori s'eleva una preghiera / nel raggio invernale che brusco l'attraversa. (I fari, 2011)
Puget, che fior fiore di canaglie hai messo insieme / tra pugili dai nervi tesi e fauni sfacciati, / tu, malinconico imperatore di forzati, / debole e giallo, gran cuore orgoglioso! (I fari, 2011)
Watteau, che carnevale di tanti cuori illustri, / in fiamme come farfalle volteggianti, / scene fresche e frivole di lampadari accesi / come fascio di follia sul vortice del ballo! (I fari, 2011)
[...] paese profumato che il sole accarezza [...]. (A una signora creola, 2011)
Assai più che la Vita / è la Morte a tenerci sovente con lacci sottili. (Semper eadem, 1996)
Stasera, la luna sogna con più abbandono, / come una bella donna che, abbandonata sui cuscini, / prima di addormentarsi accarezza / i seni con mano distratta e leggera. (Tristezze della luna, 2011)
Gl'innamorati ardenti e i sapienti austeri, / tutti, nella loro età matura, amano / i gatti forti e dolci, orgoglio della casa, / freddolosi anch'essi e anch'essi sedentari. (I gatti, 2011)
Pensando, assumono nobili pose / da grandi sfingi accosciate in fondo a solitudini / e sembrano addormentarsi in un sogno senza fine; / quelle reni feconde son piene di magiche scintille, / e atomi d'oro, come sabbia fine, / costellano vaghi quelle mistiche pupille. (I gatti, 2011)
Io sono la pipa d'un autore; si vede, contemplando la mia faccia d'Abissina o di Cafra, che il mio padrone è un gran fumatore.
Quando egli è oppresso dal dolore, io fumo come il camino d'una capanna in cui si prepari la cena per il lavoratore che fa ritorno.
Io stringo e cullo l'anima sua ne la rete mobile ed azzurra che sale da la mia bocca ,
e svolgo un potente dittamo che gl'incanta il cuore e guarisce da le fatiche il suo spirito. (La pipa, 1893)
Ho più ricordi che se avessi mille anni. (Spleen, 1996)
L'impegno è quello che all'opera occorre, / ma l'Arte è lunga, breve è il Tempo. (La scarogna, 1996)
La mia giovinezza non fu che un'oscura tempesta, traversata qua e là da soli risplendenti: tuono e pioggia l'hanno talmente devastata che non rimane nel mio giardino altro che qualche fiore vermiglio. (Il Nemico, 2006)
La Natura è un tempio ove pilastri viventi lasciano sfuggire a tratti confuse parole. (Corrispondenze, 2006)
I profumi, i colori e i suoni si rispondono. (Corrispondenze)
L'Irreparabile rode col dente maledetto il pietoso monumento della nostra anima e sovente ne attacca, simile alla termite, l'edificio alla base. (L'Irreparabile, 2006)
Noi vogliamo, per quel fuoco che ci arde nel cervello, tuffarci nell'abisso, Inferno o Cielo, non importa. Giù nell'Ignoto per trovarvi del nuovo. (da Il viaggio)
O Morte, vecchio capitano, è tempo, leviamo l'ancora. Questa terra ci annoia, Morte. Salpiamo. (Il viaggio, 2006)
Per te, Madonna, mia signora, innalzerò un segreto / altare nel profondo della mia afflizione, / e scaverò nell'angolo più nero del mio cuore, / lungi d'ogni affetto umano e da sguardi schernitori, / una nicchia d'azzurro smaltata e d'oro, / dove tu starai eretta, Statua, piena di stupore. (da A una Madonna)
Perché, veramente, o Signore, è la migliore testimonianza che noi si possa dare della nostra dignità questo singhiozzo ardente che passa di secolo in secolo per morire ai piedi della tua eternità. (I fari, 2006)
Quando il nostro cuore ha fatto la sua vendemmia, vivere non è che male. (Semper eadem, 2006)
Angiolo pien di gioia, / conosci tu l'angoscia, / la vergogna, il rimorso, / le lagrime, la noia, / e il terror che ci prende / in certe notti orrende / quando il cor, come un foglio / gualcito in pugno, scroscia? / Angiolo pien di gioia, / conosci tu l'angoscia? (Reversibilità)
Citato in Vittoria Aganoor, Leggenda eterna; Intermezzo; Risveglio, Casa Edit. Nazionale Roux e Viarengo, Torino, 1903, p. 103.
Ecco già l'ora in cui, vibrando sullo stelo, / ogni fiore svapora siccome un incensiere. / Suoni e profumi ondéggiano sovra l'ali ... / O valzer malincònico, languore di sfacelo! (Armonie della sera)
In AA. VV., Parnassiani e simbolisti francesi, liriche scelte e tradotte da Vincenzo Errante, Sansoni, Firenze, 1953, p. 108.
Sono la piaga e il coltello! / Lo schiaffo e la guancia! / Le membra e la ruota, / la vittima e il carnefice! (Heautontimoroumenos, 1996)
Uomo libero, sempre tu amerai il mare! Il mare è il tuo specchio; tu miri, nello svolgersi infinito delle sue onde, la tua anima. Il tuo spirito non è abisso meno amaro. (L'uomo e il mare, 2006)
Vieni tu dal cielo profondo o sorgi dall'abisso, Beltà? Il tuo sguardo, infernale e divino, versa, mischiandoli, beneficio e delitto. (Inno alla Bellezza, 2006)
Da Satana o da Dio, che importa? Angelo o Sirena, se tu ci rendi – fata dagli occhi di velluto, ritmo, profumo, luce, mia unica regina! – l'universo meno odioso, meno pesante il minuto? (Inno alla Bellezza)
Vieni, gatto bello, sul mio cuore innamorato; / tieni strette l'unghie nelle zampe, / e lasciami annegare nei tuoi occhi belli / fatti d'agata e metallo. (Il gatto, 1996)
...ma l'amore, per me, non è che un materasso d'aghi fatto per procurare da bere a crudeli puttane. (da La fontana di sangue)
Tienti i sogni: i saggi non ne hanno di così belli come i pazzi! (da La voce)
Per comporre i miei versi in castità voglio, come gli astrologhi, dormire accanto al cielo, vicino ai campanili, e ascoltare sognando i loro inni solenni dissipati dal vento. (da Paesaggio)
Viso in pianto asciugato dalla brezza, il mattino è percorso da un fremito di cose che svaniscono; l'uomo è stanco di scrivere, e la donna d'amare. (da Crepuscolo del mattino)
Satana abbi pietà del mio lungo patire! Tu che dalla Morte, tua amica e forte amante, generasti la folle, leggiadra speranza. (da Le litanie di Satana)
Gloria e lode a te, nel più alto dei cieli, Satana, dove regnasti, e nel profondo Inferno dove te ne stai vinto, sognando in silenzio! Fá che la mia anima un giorno si riposi presso di te, sotto l'Albero della Scienza, nell'ora che i suoi rami s'allargheranno frondosi sopra la tua fronte, come un Tempio novello! (da Le litanie di Satana)
La pendola dai funebri rintocchi suonava mezzogiorno brutalmente e sul lugubre mondo intorpidito versava tenebre il cielo. (da Un sogno di Parigi)
O tardo autunno, inverno, fangosa primavera, ipnotiche stagioni che adoro! A voi sia lode d'avvolgere così la mia mente e il mio cuore in un tenero sudario, in un vago sepolcro. (da Piogge, brume)
Quando il cielo basso e greve pesa come un coperchio sullo spirito che geme in preda a lunghi affanni, e versa, abbracciando l'intero giro dell'orizzonte, una luce diurna più triste della notte; quando la terra è trasformata in umida prigione dove, come un pipistrello, la Speranza sbatte contro i muri con la sua timida ala picchiando la testa sui soffitti marcescenti; quando la pioggia, distendendo le sue immense strisce, imita le sbarre d'un grande carcere, e un popolo muto d'infami ragni tende le sue reti in fondo ai nostri cervelli, improvvisamente delle campane sbattono con furia e lanciano verso il cielo un urlo orrendo, simili a spiriti vaganti, senza patria, che si mettono a gemere, ostinati. E lunghi trasporti funebri, senza tamburi né bande, sfilano lentamente nella mia anima, vinta; la Speranza, piange; e l'atroce Angoscia, dispotica, pianta sul mio cranio chinato, il suo nero vessillo. (da Spleen)
Ridicola Umanità, la Morte t'ammira in ogni clima, / sotto ogni sole, con tutte le tue contorsioni, / e spesso, profumandosi di mirra come te, / mischia la sua ironia alla tua insania! (da Danza macabra, 2011)
O Dio, dammi il coraggio, la forza di guardare / senza provar disgusto il mio corpo e il mio cuore! (da Un voyage à Cythère)

Citazioni su I fiori del male

Le sue Fleurs du Mal sono una specie di umana tragedia dove il senso del male e del peccato, le angosce di una suprema chiaroveggenza, il sublime dolore d'una umanissima pietà, tutte le raffinatezze e i tormenti della coscienza moderna vivono nella delicatissima anima di un meditabondo sognatore, sperduto «dans les plis sinueux» della metropoli di cui egli ha cosi bene interpretato il carattere esemplare, Parigi. (Mario Bonfantini)
Fra cent'anni Les fleurs du mal verranno ricordati solo come una curiosità. (Émile Zola)

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026