Frasi

Frasi di «I pensieri oziosi di un ozioso»

28 citazioni dal libro di Jerome K. Jerome

Le frasi di «I pensieri oziosi di un ozioso» raccolte in ordine di apparizione nel testo, dall'incipit alle citazioni più note. Per trama, edizioni e curiosità vedi la scheda del libro.

Citazioni da «I pensieri oziosi di un ozioso»

A la / carissima e prediletta / Amica / dei miei giorni prosperi e avversi, / A l'amica / che, pur avendomi contrariato, / durante i primi approcci del nostro sodalizio, / mi fu poi compagna ardentissima / A l'amica / che, pur da me spesso trascurata, / mai (ora) per vendicarsi mi fa / guastare lo stomaco. / A l'amica / che, trattata con voluta freddezza / da tutti i membri femminili della mia famiglia / e guardata con disprezzo perfino dal mio cane, / ciò nonostante pare di giorno in giorno / eserciti su di me una maggiore attrazione / e, in ricompensa, mi impregni / sempre di più / col profumo della sua amicizia. / A l'amica / che mai mi disse i miei difetti / che mai mi chiese a prestito danaro / che mai parla di sé, / A la compagna delle mie ore d'ozio / A la consolatrice de' miei dispiaceri / A la confidente delle mie gioie e delle mie / speranze / A la mia vecchia e forte / PIPA / Questo volumetto / è / in segno di gratitudine e d'affetto / dedicato.
Da Pensieri oziosi di un ozioso, traduzione di Gigi De' Motta, Elliot, Roma, 2019. ISBN 9788869938511
È una cosa strana questo letto, imitazione della tomba, dove stendiamo le nostre stanche membra e ci sprofondiamo quietamente nel silenzio e nel riposo. (cap. L'ozio)
È prodigiosa la conoscenza intima e profonda dell'economia domestica che si acquista, quando si è realmente al verde. (cap. La «bolletta», p. 16)
Essere poveri è il meno. È l'esser conosciuti come poveri, che fa male. (cap. La «bolletta», p. 18)
Aprite un libro e cercate di leggere, ma scoprite che Shakespeare è trito e banale, Dickens insipido e pedestre, Thackeray noioso e Carlyle eccessivamente sentimentale. (cap. I nervi, p. 23)
Il mondo appartiene alla Malinconia, allora, una pensosa vergine, che non ama il riverbero del giorno. (cap. I nervi, p. 27)
Maiuscolo nel testo
Un buon uomo è un uomo che è buono con noi, e un cattivo è un uomo che non fa quello che noi vorremmo facesse. (cap. La vanità, p. 32)
Sì, sì, la vanità è indubbiamente la forza motrice che spinge il mondo ed è l'adulazione che lubrifica le ruote. (cap. La vanità, p. 34)
Dopo tutto la vanità è una virtù quanto un vizio. È facile recitare massime contro la sua peccaminosità, ma è una passione che può muovere al bene, non solo al male. L'ambizione è semplice vanità passata di grado. (cap. La vanità, p. 36)
L'amore stesso non è che la più alta forma di vanità. (cap. La vanità, p. 36)
L'ambizione non è che una vanità annobilita. (cap. La vanità)
Mentre l'ambizioso lavora per sé, lavora per tutti. Noi siamo così legati che nessuno può lavorare solo per sé. (cap. Come riuscire nel mondo, p. 43)
Alessandro e Cesare combattevano per i propri fini, ma così facendo strinsero una cintura di civiltà intorno alla Terra. (cap. Come riuscire nel mondo, pp. 43-44)
Se vi accontentate di cento, cominciate a insistere per avere mille; se comincerete col chiedere cento, otterrete soltanto dieci. Il povero Jean Jacques Rousseau si procurò tanti dolori proprio per non aver seguito questo semplice piano. Aveva stabilito che il massimo della felicità terrestre consisteva in un orticello, una donna amabile e una mucca, e non giunse mai nemmeno a sfiorarli. Arrivò fino all'orticello, ma la donna non era amabile e si portò dietro la propria madre: in compenso la mucca non c'era. (cap. Come riuscire nel mondo, pp. 44-45)
È impossibile godere la pigrizia fino in fondo se non si ha parecchio lavoro da compiere. (cap. La pigrizia, p. 47)
Conobbi un tale che arrivava fino ad alzarsi e a fare un bagno freddo, ma nemmeno questo gli serviva perché, dopo il bagno, doveva saltare di nuovo in letto per scaldarsi. (cap. La pigrizia, p. 51)
L'amore è come il morbillo, dobbiamo passarci tutti. E, sempre come il morbillo, lo prendiamo una volta sola. (cap. L'amore, p. 55)
Noi non ci ammaliamo mai d'amore due volte. Cupìdo non spreca una seconda freccia per lo stesso cuore. (cap. L'amore, p. 56)
L'affetto è un fuoco che può essere alimentato giorno per giorno e tanto più caricato quanto più gli anni dell'inverno si avvicinano. (cap. L'amore, p. 56)
Il tempo è come un governo, non ne fa mai una dritta. (cap. Il tempo, p. 67)
Il tempo, in città, è come un'allodola in un ufficio di contabilità: è fuori posto e da fastidio. [...] Il tempo è una ragazza di campagna ed in città non ci fa bella figura. (cap. Il tempo, p. 68)
La primavera della vita e la primavera dell'anno son fatte per essere cullate nel grembo verde della natura. (cap. Il Tempo, p. 73)
Tittums è il nostro gatto, ed ha le dimensioni di un rotolo di soldini. Inarcava la schiena e bestemmiava come uno studente in medicina. (cap. Cani e gatti, p. 76)
Poiché gli imbecilli in generale se la passano bene, anche il mondo, nel suo complesso, se la passa discretamente. (cap. Cani e gatti)
Quando un uomo ha detto: «Che Dio vi benedica, mio caro, dolce signore. Che il sole, la luna e le stelle vi abbiano fatto tanto distratto (se mi è permessa l'espressione) da non vedere che il vostro leggero e delicato piede schiaccia con tanta forza il mio callo? Siete forse fisicamente incapace di comprendere la direzione verso la quale state camminando? Dico a voi, grazioso e intelligente giovanotto… a voi!» o parole simili, si sente meglio. (cap. Cani e gatti)
Eppure, in generale, io amo molto i cani e i gatti. Come sono graziosi e cari! Quali compagni, sono molto superiori agli esseri umani. Essi non litigano né discutono con voi. Non vi parlano mai di sé, ma vi ascoltano quando parlate di voi, mostrando di interessarsi della conversazione. (cap. Cani e gatti)
La sorte del timido non è felice. Gli uomini non lo possono soffrire, le donne lo disprezzano, e lui si disprezza e non si può soffrire. (cap. La timidezza, p. 87)
La presunzione è la miglior armatura che l'uomo possa portare. Sulla sua superficie liscia ed impenetrabile le meschine stoccate del disprezzo e dell'invidia scivolano via, ormai innocue. (cap. La timidezza, p. 90)

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026