Le frasi di «I re di sabbia» raccolte in ordine di apparizione nel testo, dall'incipit alle citazioni più note. Per trama, edizioni e curiosità vedi la scheda del libro.
Citazioni da «I re di sabbia»
«Talvolta è necessario che il sangue dei martiri venga versato, e anche quello degli eretici. Che importa se una creatura rende la vita, fintanto che la sua anima è salva?» (p. 8, 2014)
Un tempo la mia fede ara salda, ma sono stato troppo a lungo in mezzo agli eretici e ai miscredenti, adesso nemmeno le preghiere fugano più i miei dubbi.(p. 10, 2014)
«La guerra è infinita, ma le battaglie sono sporche e noiose» (p. 16, 2014)
«Scomunicami, se questo ti rende felice, padre Damien. La felicità è quello che tutti noi cerchiamo.» (p. 20, 2014)
«Lo scopo della vita è vivere, resistere alla morte, forse sfidare l'entropia.» (p. 22, 2014)
«Quando ce ne saremo andati, l'universo non si ricorderà più di noi e in breve sarà come se non fossimo mai esistiti. I nostri mondi e il nostro universo non ci sopravviveranno a lungo. Alla fine l'entropia consumerà tutto, e i nostri deboli sforzi non possono arrestare l'orribile fine. Sarà andato, finito, come se non fosse mai esistito e non fosse mai stato importante. L'universo stesso è condannato, effimero, indifferente.» (p. 22, 2014)
«Le verità, le grandi verità – così come un gran numero delle minori – sono insopportabili per la maggior parte degli uomini. Allora ci rifugiamo nella fede; la vostra fede, la mia fede, qualsiasi fede, non ha importanza, purché crediamo, realmente e veramente, alla bugia cui ci aggrappiamo.» (p. 23, 2014)
«[...] quelli che credono sono felici. Che credano in Cristo o in Buddha o in Erika Stormjones, nella reincarnazione, nell'immortalità o nella natura, nella forza dell'amore o nel programma di un partito politico, il punto è sempre lo stesso. Credono, sono felici. Sono quelli che hanno visto la verità che si disperano e si tolgono la vita. Le verità sono così grandi, e le fedi così piccole, così misere, così crivellate di errori e contraddizioni da poterci vedere attraverso, oltre che intorno, e allora sentiamo il peso dell'oscurità sopra di noi, e non possiamo più essere felici.» (p. 23, 2014)
«Una religione deve adattarsi alla cultura e alla società in cui opera, collaborare con esse, non contrapporsi. Se c'è conflitto, contraddizione, allora la bugia crolla e la fede vacilla.» (p. 24, 2014)
La fiducia è difficile da ottenere, e facile da perdere. (p. 27, 2014)
La verità ci renderà liberi.
Ma la verità è fredda, vuota e spaventosa, mentre le bugie spesso possono essere calde e piacevoli. (p. 29, 2014)
Il drago di ghiaccio era di un bianco cristallino, quella sfumatura così nitida e fredda che vira quasi all'azzurro. Era ricoperto di brina, per cui quando si muoveva la pelle di rompeva e crepava come la crosta della neve sotto gli stivali di un uomo, e perdeva scaglie di ghiaccio.
Gli occhi erano chiari e profondi e glaciali.
Le ali enormi e simili a quelle di un pipistrello coloravano tutto di un tenue azzurro traslucido. [...] Aveva denti cristallini, in triplice fila, lance frastagliate di altezza irregolare, bianche contro le fauci blu.
Quando il drago di ghiaccio batteva le ali, spirava un'aria gelida, si alzavano vortici di neve e il mondo pareva ritirarsi e rabbrividire.[...]
Il drago di ghiaccio respirava il gelo.
Il suo alito formava ghiaccio. (p. 36, 2014)
«Devi avere occhi per vederla» (2014, p. 60)
«Noi due ci assomigliamo. Abbiamo addosso la carne della città, ma nel nostro sangue soffia ancora il vento gelido delle terre perdute.» (2014, p. 61)
«bisogna che ciò che deve compiersi si compia» (2014, p. 71)
«Notte e giorno, bianco e nero sono deboli. Tutta la forza deriva dal regno intermedio, dal crepuscolo, dall'ombra, dal tragico punto tra la vita e la morte. Dal grigio, Boyce, dal grigio.» (2014, p. 71)
«È tutta opera sua. Se uno li tratta bene, i re di sabbia si comportano come cortesi guerrieri rituali. Lei ha trasformato i suoi in qualcos'altro, con privazioni e torture. Era il loro dio. Li ha resi quello che adesso sono.» (p. 122, 2014)
Sempre e dovunque, lui li spiava.[...] Dopo una settimana li conosceva, tutti e nove, e aveva cominciato a carpire i loro piccoli, miseri segreti. (2014, p. 131)
«Mia madre aveva ragione [...] I normali sono subnormali» (2014, p. 159)
«Da oggi ci siamo guadagnati il diritto di agire in modo irrazionale.» (2014, p. 188)
«Bugiarda» replicò Royd. Ma il suo tono era allegro. «Non importa, non sarei comunque vissuto a lungo. La morte non mi spaventa. Se vinciamo, devi raccontarmi ancora dei tuoi Volcryn, Karoly. E tu, Melantha, devi giocare a scacchi con me, e trovare il modo di toccarmi» (2014, p. 218)
«non sprecare il mio tempo, è la cosa più preziosa che ho, la cosa più preziosa che ognuno di noi ha.» (2014, p. 242
«Tutto questo, tutto il nostro piccolo universo... non è altro che un'isola di luce circondata da un'area molto più estesa di grigio e di mito che alla fine scema nel nero dell'ignoranza. E tutto questo solo in una piccola galassia di cui non potremo mai conoscere le ultime propaggini, anche se vivessimo un miliardo di anni. Alla fine, malgrado tutti i nostri sforzi o strepiti, sarà la semplice misura delle cose a sconfiggerci.» (2014, p. 244)
«io non mi arrendo facilmente. Questo è il mio orgoglio, il mio massimo e unico motivo d'orgoglio; non è molto per affrontare l'oscurità, ma meglio che niente. Quando arriverà la fine, le andrò incontro con rabbia.» (2014, p. 244)
Noi diamo per scontate le nostre immagini riflesse per tutta la vita, finché arriva il momento in cui i nostri occhi cercano i lineamenti familiari e trovano invece uno sconosciuto. (2014, p. 263)
Che cosa si può dire sul dolore?
Le parole ne possono far intravedere solo l'ombra. La realtà di un dolore fisico intenso, acuto, non ha paragoni e va oltre le possibilità del linguaggio. Il mondo ci è fin troppo presente, giorno e notte, ma quando soffriamo, quando soffriamo davvero, si dissolve, svanisce e diventa un fantasma, un vago ricordo, una sciocchezza senza importanza. Tutti gli ideali, sogni, amori, paure, pensieri che possiamo avere avuto diventano irrilevanti. Siamo soli con il nostro dolore, è l'unica forza rimasta nell'universo, l'unica cosa concreta, l'unica che conta, e se il dolore è abbastanza forte e dura a lungo, se è il genere di agonia che continua senza darci respiro, allora tutto quello che costituisce la nostra umanità svanisce e il fiero, sofisticato computer che è il cervello umano può elaborare un unico pensiero: "Basta! Fatelo cessare!"
E se il dolore alla fine smette, in seguito, con il passare del tempo, anche la mente che lo ha sperimentato diventa incapace di comprenderlo, di ricordare quanto era orribile, di descriverlo e di affrontare la terribile verità di come ci si sentiva quando era presente. (2014, pp. 271-272)
«Che cosa farò? Tutto per cominciare, tutto.» (2014, p. 291)
«Le storie crescono a forza di essere raccontate» (2014, p. 330)
«Tutti gli uomini sono folli, e tutti gli uomini sono cavalieri.» (2014, p. 334)
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026