Le frasi di «I vermi» raccolte in ordine di apparizione nel testo, dall'incipit alle citazioni più note. Per trama, edizioni e curiosità vedi la scheda del libro.
Citazioni da «I vermi»
Né climi meridionali sotto un cielo come questo di Napoli che invita così potentemente alla pigrizia ed a quel dolce far niente di che ci han fatto una colpa gli stranieri, il vagabondaggio è così esteso che noi disperiamo che possa il governo giungere ad estirparlo del tutto in un paese come il nostro dove si vive così a buon mercato. Dove con dieci centesimi di maccheroni, dove con cinque centesimi di pane ed altrettanti di frutte un uomo ha messo a poco a poco il suo pranzo, non sappiamo come si possa sentire la suprema necessità e l'obbligo del lavoro. (Prima Piaga, Parte seconda, I, p. 127)
Ma è proprio per il guaglione che Napoli è stata creata. Il guaglione è il Re di Napoli è il padrone assoluto del suolo sebezio ed esercita talvolta il suo impero con una tirannia che è tanto più inesorabilmente quanto è più graziosa. (Prima Piaga, Parte seconda, II, p. 144)
L'invenzione dei bassi, cioè delle case a terreno, delle case-botteghe, è proprio un'invenzione tutta napolitana a pro del guaglione, il quale si procura quel divertimento di scegliere quel domicilio che vuole su la soglia di qualcuni di questi bassolini. (Prima Piaga, Parte seconda, II, p. 144)
Vedi qua, diceva il già esperto tamurro al neofito dell'arte, è questo il soggetto che noi altri dobbiamo spogliare accortamente di tutta la roba che porta addosso, involandogliela in guisa da non produrre il minimo agitamento nella sua persona e per conseguenza il minimo suo di campanello. Ognun di noi fa la sua prova alla presenza del masto, il quale fà un buo premio a quello fra gli allievi che sarà riuscito a cavare uno degli oggetti di su la persona del soggetto senza cagionare il minimo scrollo. (I Vermi, Prima Piaga, Parte seconda, II, p. 156)
La polizia tollerava e talvolta favoriva eziandio la camorra, nella quale si riprometteva per ogni circostanza un'ausiliaria potente contro il ceto de penniferi. (Prima Piaga, Parte seconda, II, p. 164)
Il marciume, la sordidezza e la morte producono i vermi nel mondo fisico, siccome l'Ozio, la Miseria e l'Ignoranza producono i loro vermi nel mondo morale. (Seconda Piaga, Parte prima, I, p. 219)
Le donne in generale non sanno essere mogli, elle cadono nel dispotismo amoroso che consiste a vessare il marito per troppo incaricarsi de suoi affari o nella indifferenza che a lungo andare uccide lo scambievole amore, una donna che sia sempre su le spalle del consorte per spiare quello ch'el fa, per chiedergli conto di quel che ha fatto e di quel che ha detto; che s'impaddia degli affari di lui; che gli misura i passi, le parole, gli sguardi; una donna che dice 'noi' quando deve dire semplicemente 'mio marito'; che fa in pubblico delle osservazioni al suo uomo quando egli parla o gli fa in privato scene continue di gelosia: questa donna 'non' ama suo marito 'ma' se stessa. (Seconda Piaga, Parte prima, II, p. 258)
La donna giovane, a qualunque classe appartenga e in qualsivoglia condizione la sia nata, all'eccezione di quelle sventuratissime precipitate nella più lurida prostituzione, ama sempre le belle vesti, gli stivaletti, gli ornamenti e le crinoline. (p. 279)
I birbanti fanno subito lega tra di loro; il vizio ha il suo magnetismo come la virtù. (p. 316)
Iddio non abbandona nessuna delle sue creature; il sole illumina e riscalda i buoni ed i tristi, e la terra produce i suoi grani e i suoi frutti pe' più malvagi siccome pe' più virtuosi tra gli uomini. Il pentimento e l'espiazione possono rendre santo un gran peccatore. Oggi la Chiesa Cattolica venera sugli altari una Maddalena, una Maria Egiziaca, una Pelagia, una Taide, una Margherirta da Cortona ed altre non poche, la cui giovinezza trascorse nella più abbietta prostituzione. (p. 367)
Noi guarderemo la prostituzione nelle sue cagioni e nei suoi effetti morali; porremo sotto gli occhi dei nostri lettori il quadro terribile della degradazione di un essere che è pure la più stupenda fattura di Dio, ed il cui amore forma la più pura gioia dell'uomo nel mortale suo esilio. (p. 368)
LUCIA
Allorché da Napoli si vuol tenere la via degli Abruzzi, s'incontra, dopo Castel di Sangro, in su l'aspra vetta di un monte un paese addimandato Roccaraso; l'etimologia di questa parola addita, chiaramente la natura del sito. Infatti, una rupe pressocché sempre coperta di neve solleva il paese, come uno spettro che esca da bianche lenzuola. Dalle alture di Roccaraso, di cui la maggior parte sono addetti alla pastorizia, perocché quelle campagne, visitate dalla neve per lunghi mesi dell'anno, meglio rispondono ad uso di pascoli.
Nel mezzo di quei pastori correva tempo fa una storia molto bizzarra, che essi diceano avvenuta in su lo scorcio dello anno 1839. (p. 369)
L'ospitalità è una delle virtù più comuni agli Abruzzesi in generale ed in particolare agli abitanti de' paesi alpestri e montagnosi. (p. 369)
Nella rigida stagione egli amava di visitare i siti alpestri e nevosi per raccogliere, come San Vincenzo de' Paoli, i fanciulli perduti nel mezzo de ghiacci. (Seconda Piaga, Parte terza, I, p. 379)
Si scagliò contro quella tapina e le diè due schiaffi in su le guance, appiccicandole per la prima volta un nome osceno e infame, il cui significato non potea Lucia comprendere per la sua tenera età. (I Vermi, Seconda piaga, Parte terza, I, pp. 382-383)
La meretrice, a qualunque categoria si appartenga, e per quanto si voglia abbruttita nel cinismo del vizio, guarda sempre con invidia, con astio e con livore la donna onesta. Non potendo essa più innalzarsi all'altezza, dalla quale precipitò sì giù, vorrebbe trarre le altre donne nella medesima bassezza. (p. 402)
Quando manca il lavoro, quando invano ogni tentativo si è fatto per buscare dieci soldi e la fronte non è dura abbastanza da indurre la mano a protendersi al cospetto del viandante: quando al cader della sera i figliuletti innocenti sfiniscono per inedia, allora l'uomo si caccia in istrada a rubare e la donna a prostituirsi; l'uno e l'altra si valgono dell'unico capitale che è a lor disposizione, il primo si vale della sua forza, l'altra della sua bellezza. (Seconda Piaga, Parte terza, II, p. 406)
Davvero che è bellina questa ceratura! Esclamò Donna Maria con occhi sfavilannti di gioia. Di queste nenne per esempio non ne cede né la Luisa né la Piazza. Benedetta Sant Apolinnare che è oggi! La piena e la cavane! Un disastro e una fortuna! Oh comare mia se sapeste quel che mi ha fatto quella troiaccia di Perzechella che la possa afferrare un cancero all'utero! Quest'oggi appresso il desinare se n'è ita con un sergente e in sul tardi sta sera me la son vista porstare in quattro, ignuda e ubbriaca come un canonico, salvando la sorda meldetta, che le possa incogliere un fistola; che possa comitare un porco sangue; Signore, perdonami! Non ho visto ancora una sgualdrinacia non pregiudicando nessuno, più ubbriacona di questa ulcera di casa mia parlando con rispetto alla faccia vostra. (Seconda Piaga, Parte terza, III, p. 415)
Napoli, per la sua posizione geografica, per la sua gran popolazione, per la natura feracissima del suo suolo, per le sue gloriose tradizioni in ogni ramo dello scibile, per la prodigiosa attitudine de suoi abitanti alle arti belle e dalle arti meccaniche, per grandiosi e storici monumenti di che è ricca e pei suoi vasti commerci, sarà sempre la Filadelfia d'Italia. Incorporata oggi alla grande Famiglia Italiana, essa comincia ad appropriarsi dalle città sorelle l'affrancamento da quegli aviti pregiudizi che formarono per sì lungo volger di tempo sì possente ostacolo al progresso della sua civiltà siccome le città sorelle e specialmente le settentrionali cominciano a smettere, per la fusione coi nostri vispi meridionali, le forme pedantesche, le arie pesanti e le rigidezze cancelleresche. (Conclusione, p. 538)
Citazioni su I vermi
Ne I vermi, la vita napoletana è ritratta in un insuperabile splendore; ivi la descrisse in modo da illustrarne tutte le sue miserie reali.
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026