Frasi

Frasi di «Il cappello del prete»

17 citazioni dal libro di Emilio De Marchi

Le frasi di «Il cappello del prete» raccolte in ordine di apparizione nel testo, dall'incipit alle citazioni più note. Per trama, edizioni e curiosità vedi la scheda del libro.

Citazioni da «Il cappello del prete»

L'arte è cosa divina; ma non è male di tanto in tanto scrivere anche per i lettori. (Avvertenza premessa dall'autore, p. VIII)
Per quanto su un nudo scoglio non resti che di morire di fame, pure si preferisce soffrire un giorno di più al morir subito. (parte I, cap. II, p. 17)
La coscienza — aveva scritto il dottor Panterre — è un geroglifico scritto col gesso sopra una tavola nera. Si cancella così presto, come si fa. La coscienza è il lusso, l'eleganza dell'uomo felice. E Dio? Dio una capocchia di spillo puntato nel cuscino del cielo.... (parte I, cap. II, p. 21)
La società è come le donne. Non si offende d'essere tradita se non quando lo sa. Se la lasci nella sua ignoranza, la donna ti vorrà bene come prima. (parte I, cap. II, p. 22)
Nel rispetto dei diritti e delle leggi ogni debole trova la sua difesa e la sua protezione, e l'egoismo di ciascuno viene a creare questo grande egoismo sociale che si chiama la legge. (Barone Santafusca: parte I, cap. V, p. 66)
La speranza è niente, ma dà un buon sapore alla roba. (parte I, cap. VI, p. 73)
La fortuna è come l'onda del mare grosso che vi spinge a terra, ma non vi lascia mai sbarcare e qualche volta vi ammazza sullo scoglio. (Filippino: parte I, cap. VI, p. 75)
La vita è un fiume che dopo un uragano ha le acque torbide; ma lasciate passare dell'acqua, e a poco a poco il fiume andrà schiarendosi. (Barone Santafusca: parte I, cap. VII, p. 83)
Il paradiso e l'inferno sono in fondo a un sacchetto. Tu vi cacci la mano e tiri a sorte.... (Barone Santafusca: parte I, cap. VII, p. 84)
Il mattino è la giovinezza del giorno, una giovinezza che torna ogni giorno, mentre l'altra, ahimè, una volta passata non ritorna più. (parte I, cap. VIII, p. 86)
[...] fanciullezza, felice età, quando il giuoco ci rende tutti eguali. (parte I, cap. XIII, p. 135)
Nella nausea del male s'invoca il bene come un porto di rifugio e di riposo. Forse c'è un paradiso terrestre oltre quel porto, ma chi lo nega non lo merita. (parte I, cap. XIV, p. 136)
[...] [il] mondo dei bisogni semplici e degli affetti semplici della natura. Solo in questo terreno vergine cresce l'erba della felicità. (parte I, cap. XVI, p. 170)
[...] questo sistema detto di democrazia che consiste nel raccogliere su un foglio stampato i pettegolezzi, che le pescivendole sparpagliano sui loro usci. Colla scusa di un «si dice», si stampano cose che nessuno dice, che nessuno vorrebbe dire, e nemmeno sentire a dire. (parte II, cap. III, p. 202)
Regola generale, per un giornalista, un misfatto esiste sempre e specialmente quando si accorge che non esiste. Questo processo del prete ha troppo interessato i nostri buoni lettori perché si possa ora disgustarli con un non farsi luogo a procedere. Noi abbiamo bisogno di galvanizzare il nostro morto, di farlo vivere oggi per ammazzarlo dimani, seppellirlo dopo, esumarlo più tardi, e ciò almeno fino alle prossime elezioni politiche, cioè fino a nuovi assassini politici. E perché non faremo tutto ciò con un morto, se lo facciamo sempre coi vivi? (Cecere: parte II, cap. V, p. 225)
Chi manda al diavolo un giornalista, lo manda a casa di suo nonno. Il divino poeta ha detto che il diavolo è il padre della menzogna, e noi siamo i figli della figlia.... capite. (Cecere: parte II, cap. V, p. 226)
Il bene è necessario alla vita quasi come l'olio alla macchina. (parte II, cap. VII, p. 260)

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026