Frasi

Frasi di «Il codice da Vinci»

19 citazioni dal libro di Dan Brown

Le frasi di «Il codice da Vinci» raccolte in ordine di apparizione nel testo, dall'incipit alle citazioni più note. Per trama, edizioni e curiosità vedi la scheda del libro.

Citazioni da «Il codice da Vinci»

[...] la coincidenza non era una categoria di cui si fidasse molto. Avendo trascorso la vita a esplorare i collegamenti nascosti tra i diversi emblemi e le diverse ideologie, vedeva il mondo come una rete di storie e di eventi profondamente intrecciati tra loro. (p. 26)
Gli studiosi di simboli spesso osservavano come la Francia – paese famoso per il masochismo, l'adulterio e i suoi capi di Stato insicuri e di bassa statura come Napoleone e Pipino il Breve – non avrebbe potuto scegliere un simbolo nazionale più adatto di quello: un fallo eretto, alto trecento metri. (p. 27)
Ritenuto il più corretto disegno anatomico della sua epoca, lUomo vitruviano era diventato una delle moderne icone della cultura e veniva stampato su manifesti, copertine di libri e T-shirt in tutto il mondo. Il famoso disegno era costituito di un cerchio perfetto con inscritto un corpo nudo maschile, le braccia tese lateralmente e le gambe divaricate. (p. 61)
Uno virgola seicentodiciotto. Volete un altro esempio? Misurate la distanza dalla spalla alla punta delle dita e dividetela per la distanza dal gomito alla punta delle dita. Di nuovo phi. Altro esempio? Dal fianco al pavimento diviso per la distanza dal ginocchio al pavimento. Di nuovo phi. Le articolazioni delle dita, le sezioni della colonna vertebrale. Ancora phi. Amici miei, ciascuno di voi è un tributo ambulante alla proporzione divina! (Robert Langdon, p. 115)
«Leonardo era notoriamente devoto alle antiche tradizioni della dea. Domani vi mostrerò il suo affresco L'Ultima Cena, che è uno dei più stupefacenti tributi al femminino sacro che si possa incontrare.»
«Scherza?» aveva chiesto qualcuno. «Pensavo che L'Ultima Cena riguardasse Gesù!»
Langdon gli aveva strizzato l'occhio. «Ci sono simboli nascosti in luoghi che non riuscireste mai a immaginare.» (p. 116)
Il fatto che la Monna Lisa fosse la più famosa opera d'arte del mondo non aveva niente a che vedere, come Langdon sapeva, con il suo sorriso enigmatico, né era dovuto alle misteriose interpretazioni che le avevano attribuito noti storici dell'arte e seguaci delle teorie del complotto. Semplicemente, la Monna Lisa era famosa perché Leonardo da Vinci la giudicava la sua opera migliore. Portava con sé il dipinto dovunque si recasse e, se gliene chiedevano la ragione, rispondeva che trovava difficile separarsi dalla sua più sublime espressione della bellezza femminile.
Tuttavia, molti esperti d'arte sospettavano che la devozione di Leonardo alla Monna Lisa non avesse niente a che fare con il suo valore artistico. In realtà, il quadro era un ritratto in stile "sfumato" abbastanza comune. La venerazione di Leonardo per quell'opera, sostenevano alcuni, derivava da cause più profonde: un messaggio nascosto nelle sue immagini. La Monna Lisa era, come avevano dimostrato esaurientemente gli storici dell'arte, una sorta di linguaggio cifrato per chi era in grado di intenderlo. Gran parte dei libri di storia dell'arte elencavano i doppi sensi e le allusioni contenuti nel quadro ma, anche se la cosa sarebbe parsa incredibile, il pubblico continuava a pensare che fosse il sorriso il suo più grande mistero. (p. 143)
«Ehi, signor Langdon» lo aveva chiamato un uomo tutto muscoli. «E vero che la Monna Lisa è un ritratto di Leonardo vestito da donna?»
«E del tutto possibile» aveva spiegato Langdon. «Leonardo era un burlone e analizzando al computer la Monna Lisa e i suoi autoritratti, si notano alcune strane coincidenze nelle loro facce. Qualunque fosse l'intenzione di Leonardo» aveva continuato «la sua Monna Lisa non è né maschio né femmina. Contiene un sottile messaggio di androginia. E una fusione dei due sessi.» (pp. 144-145)
[...] gli appassionati del mistero del Graal studiavano ancora le opere e i diari di Leonardo da Vinci nella speranza di trovare qualche indizio che rivelasse l'attuale collocazione del Graal. Alcuni dicevano che le montagne che facevano da sfondo alla Vergine delle rocce corrispondevano alla topografia di alcuni monti della Scozia, pieni di caverne. Altri sostenevano che l'irregolare disposizione dei discepoli nellUltima Cena fosse una sorta di codice. Altri ancora dicevano che l'esame ai raggi X della Monna Lisa rivelava che in originale il personaggio ritratto portava una collana con l'immagine in lapislazzuli di Iside, un particolare che poi Leonardo aveva coperto. (p. 201)
Seracini aveva rivelato senza possibilità di dubbio che lo schizzo preparatorio dellAdorazione dei Magi era veramente opera di Leonardo, ma il dipinto era di un'altra mano. Qualche anonimo pittore aveva colorato lo schizzo seguendo le sue indicazioni di colore, anni dopo la morte di Leonardo. Assai più preoccupante, però, era ciò che stava sotto il dipinto dell'impostore. Le fotografie agli infrarossi e ai raggi X suggerivano che l'anonimo pittore, mentre riempiva gli spazi delineati da Leonardo, si era allontanato in modo sospetto dalla traccia, in deroga alle vere intenzioni dell'artista. La natura dello schizzo originale, qualunque essa fosse, non era stata comunicata. (p. 202)
"La Bibbia non ci è arrivata per fax dal Cielo". [...] La Bibbia è un prodotto dell'uomo, mia cara, non di Dio. La Bibbia non è caduta magicamente dalle nuvole. L'uomo l'ha creata come memoria storica di tempi tumultuosi ed è passata attraverso innumerevoli traduzioni, aggiunte e revisioni. Nella storia non c'è mai stata una versione finale del libro. (Leigh Teabing, p. 271)
Martyn Percy.
Nessuno è più indottrinato dell'indottrinatore. (Leigh Teabing, p. 276)
[...] la storia è sempre scritta dai vincitori. Quando due culture si scontrano, chi perde viene cancellato e il vincitore scrive i libri di storia, libri che sostengono la sua causa e condannano quella del nemico sconfitto. (Leigh Teabing, p. 299)
[...] gli uomini sono disposti a fare molto di più per eliminare ciò che temono che per ottenere ciò che desiderano. (Leigh Teabing, p. 312)
[...] noi inglesi giudichiamo la civiltà dell'uomo non in base alla sua compassione per gli amici, ma a quella per i nemici. (p. 337)

Citazioni su Il codice da Vinci

Dalla lettura critica, alla luce delle più elementari conoscenze storiche, del romanzo di Dan Brown non si salva neanche una pagina. (Andrea Tornielli)
È un libro idiota, stupido, bugiardo, pornografico e depensato per depensati. La qualità del Vangelo e dei Vangeli è cosa diversa da questa patacchiata immonda, da questa stronzata insopportabile di questo libro. (Vittorio Sgarbi)
Il Codice da Vinci di Dan Brown è stato un tale successo editoriale che tutti i suoi rivali, a quanto si può ricordare, al confronto impallidiscono. Nel momento in cui ho scritto queste pagine (14 giugno 2004) il libro era sulla lista dei best seller del «New York Times» da sessantatré settimane ed è ancora il numero uno. Nel corso di quest'anno ha venduto un numero astronomico di copie: centomila alla settimana, secondo il «Publishers Weekly» del 9 febbraio 2004, e con l'uscita della versione paperback c'è da aspettarsi un'altra valanga di vendite, che si aggiungeranno ai milioni di copie della versione cartonata già stampata. (Bart Ehrman)
Le «fonti» stesse di Dan Brown, i suoi stessi «ispiratori», sono stati costretti dalla grossolanità delle loro affermazioni a fare ammenda pubblica, smentendo le loro teorie: documenti falsi, storie inesistenti, persino il Priorato di Sion ormai esiste soltanto a livello «metafisico». Eppure tutto questo coacervo di bufale e di leggende è stato reimpastato, riabilitato e fornito su un piatto d'argento a milioni di lettori, molti dei quali portati a credere che le dotte disquisizioni propinate dal professor Langdon e dal professor Teabing alla povera Sophie Neveu, discendente della Maddalena, siano vere e che la Chiesa abbia realmente ingannato per duemila anni i suoi fedeli. (Andrea Tornielli)
Sono arrivato a metà, poi l'ho mollato. È una sciocchezza dal punto di vista storico e culturale. (Andrea Camilleri)

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026