Le frasi di «Illusioni perdute» raccolte in ordine di apparizione nel testo, dall'incipit alle citazioni più note. Per trama, edizioni e curiosità vedi la scheda del libro.
Citazioni da «Illusioni perdute»
La rassegnazione, angelo mio, è un suicidio quotidiano [...]. (da Eve e David, 2011)
I due poeti
L'avarizia comincia dove finisce la povertà.
Oggi la società, invitando tutti i suoi figli a uno stesso festino, risveglia in essi l'ambizione fin dal mattino della vita. Essa priva la giovinezza delle sue grazie e vizia la maggior parte dei suoi sentimenti generosi contaminandoli con il calcolo. La poesia vorrebbe che non fosse così; ma i fatti troppo spesso smentiscono la finzione alla quale si vorrebbe credere, sicché non è possibile rappresentare il giovane del diciannovesimo secolo diversamente da quello che è.
Una delle disgrazie cui sono soggette le grandi intelligenze è quella di abbracciare necessariamente tutto, i vizi come le virtù.
Un grand'uomo di provincia a Parigi
Che cosa è l'arte, signore? è la natura concentrata.
La critica è una spazzola da non usare sulle stoffe leggere che si romperebbero.
Quei luoghi di perdizione del pensiero chiamati giornali.
Questa reputazione tanto desiderata è quasi sempre una prostituta.
Una voce gli gridò dentro: «L'intelligenza è la leva con la quale si solleva il mondo.» Ma un'altra voce gli gridò che il punto d'appoggio dell'intelligenza è il denaro.
Dalla vista di un poeta eminente che vi prostituiva la musa a un giornalista che vi umiliava l'arte, come la donna era umiliata, prostituita sotto quelle gallerie ignobili, il grand'uomo di provincia ricavava insegnamenti terribili. Il denaro era la parola chiave dell'enigma.
La coscienza, mio caro, è un bastone che impugniamo per battere il prossimo, ma che non usiamo mai su noi stessi.
Ciò che rende le amicizie indissolubili e raddoppia il loro fascino è un sentimento che manca all'amore, la sicurezza.
La sofferenza dell'inventore
Attualmente, da voi, il successo è la ragione suprema di tutte le azioni, quali che siano. […] Tutto è forma. [...] I nemici dell'ordine sociale sfruttano questa contraddizione per inveire contro la giustizia e per sdegnarsi in nome del popolo perché viene mandato in galera un ladro notturno di polli mentre un uomo che rovina intere famiglie con una bancarotta fraudolenta se la cava con qualche mese di prigione: ma questi ipocriti sanno bene che condannando il ladro i giudici difendono quella barriera fra poveri e ricchi che, se fosse abbattuta, provocherebbe la fine dell'ordine sociale, mentre colui che dichiara fallimento, chi carpisce con la scaltrezza un'eredità, il banchiere che manda a monte un affare a proprio vantaggio, provocano solo degli spostamenti di capitali. […] La vostra società non adora più il vero Dio, ma il Vitello d'Oro! E questa la religione della vostra Carta, che ormai, in politica, tiene conto solo della proprietà. Non è come dire a tutti i sudditi: "Cercate di essere ricchi..."? […] Perché vi ho detto di adeguarvi alla società?... Perché oggi, giovanotto, la società si è a poco a poco arrogata tanti diritti sugli individui, che l'individuo è costretto a combattere la società. Non ci sono più leggi, ma solo usanze, cioè affettazioni; dunque, sempre la forma.
Ci sono due storie: la storia ufficiale, menzognera, quella che si insegna, la storia ad usum delphini; e la storia segreta, nella quale si trovano le vere cause degli avvenimenti, una storia vergognosa.
In Francia, si applaude da cinquant'anni allo spettacolo delle scempiaggini nazionali, si continuano a portare assurdi cappelli, e il governo cambia solo a condizione di essere sempre lo stesso!
Citazioni sul libro
Se proviamo a rileggere le Illusions perdues e Guerra e pace o Tess, nasce in noi un'impressione che i lettori di allora dovevano probabilmente condividere: la realtà pareva densa, folta, resistente, immodificabile come il granito. Qualsiasi tentativo gli uomini facessero per cambiarla, si spezzava contro di lei. Oggi, la nostra impressione è capovolta. (Pietro Citati)
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026