Ritratto di Honoré de Balzac
Louis-Auguste Bisson · Public domain

Frasi

Frasi di Honoré de Balzac

180 citazioni, aforismi e passi dalle opere

Qui trovi 180 frasi di Honoré de Balzac: aforismi, passi tratti dai libri e citazioni con la loro fonte.

Honoré de Balzac (scrittore, drammaturgo e critico letterario francese). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.

Citazioni di Honoré de Balzac

Bisogna che una donna ami sempre un uomo che le sia superiore o che sia talmente ingannata nel giudicarlo tale, che allora il risultato sia identico...
Citato in Nino Salvaneschi, Il tormento di Chopin, dall'Oglio Editore, 1943.
E così voi credete nella realtà!… Mi affascinate, davvero. Non vi avrei mai supposto ingenuo a tal segno. La realtà! Avanti, parlatemene, di questa realtà! Sottraetevi a queste candide fantasie. Suvvia! Siamo noi che la creiamo, la realtà.
Citato in A. Billy, Vie de Balzac, Flammarion, Parigi, 1944, t. II, p. 165.
Essa è un maschio, è artista, è grande, generosa, devota, casta; ha l'aspetto maschile: ergo, non è donna...
Citato in Nino Salvaneschi, Il tormento di Chopin, dall'Oglio Editore, 1943.
Ho avuto spesso l'occasione di osservare che quando la beneficenza non nuoce al benefattore, uccide il beneficato.
I buoni matrimoni sono come la crema; basta un nonnulla a farli andare a male.
Citato da Domenico Tarizzo in Marcel Proust, Lettere ai miei personaggi, p. 31.
I delitti sono proporzionati alla purezza della coscienza, e quello che per certi cuori è appena un errore, per alcune anime candide assume le proporzioni di un delitto.
Da La storia dei Tredici.
Il caso è il più grande romanziere del mondo: per essere fecondi, non c'è che da studiarlo.
Il cuore di una madre è un abisso in fondo al quale si trova sempre un perdono.
Il piacere è simile ad alcune sostanze medicinali: per ottenere costantemente eguali effetti, è necessario raddoppiare le dosi.
Da La fanciulla dagli occhi d'oro, a cura di Lucio Chiavarelli, Newton Compton, Roma, 2012. ISBN 9788854138285
Il potere e la legge devono essere affidati a uno solo. Chi vota discute. E un potere messo in discussione non esiste.
Citato in Beniamino Placido, Balzac e l'imperatore, in Nautilus, a cura di Franco Marcoaldi, Editori Laterza, Roma-Bari, 2010, p. 148.
Il vecchio è un uomo che ha mangiato e guarda gli altri pranzare.
Da Pensées; citato ne Il libro dei mille savi, n. 6917.
In Francia, lo scherzo è re e signore di tutto: si scherza sul patibolo, alla Beresina, sulle barricate, e qualche francese probabilmente scherzerà anche alle grandi assise del Giudizio universale.
L'amore che fa economia non è mai il vero amore.
Da Melmoth riconciliato, traduzione di Renato Mucci, in I capolavori della "Commedia umana", vol. V, Edizioni Casini, Roma, 1959, p. 34.
L'astrologia è una scienza immensa che ha regnato sulle più grandi intelligenze.
Citato in André Barbault, Trattato pratico di astrologia.
L'odio senza desiderio di vendetta è un seme caduto sul granito.
L'uomo che non è libero è proprio quello che le donne desiderano di più. L'amore è un ladro per eccellenza.
La burocrazia è un gigantesco meccanismo azionato da pigmei.
Citato in Selezione dal Reader's Digest, agosto 1964.
La felicità materiale riposa sempre sulle cifre.
Da La casa Nucingen.
La gloria è il sole dei morti.
La gloria è un veleno che bisogna prendere a piccole dosi.
Da Pensées et maximes; citato ne Il libro dei mille savi, n. 3193.
La volontà può e deve essere motivo d'orgoglio più dell'ingegno.
Da La musa del dipartimento.
Le leggi sono ragnatele che le mosche grosse sfondano mentre le piccole ci restano impigliate.
Frase che riprende un aforisma che Plutarco attribuisce a Solone: "Le leggi sono come ragnatele, che rimangono salde quando vi urta qualcosa di molle e leggero, mentre una cosa più grossa le sfonda e sfugge".
Le zie, le madri e le sorelle hanno una giurisprudenza particolare per i loro nipoti, i loro figli e i loro fratelli.
Da Le cabinet des antiques.
Molière, ragazzi miei, ha avuto l'onestà e il patriottismo a base del suo genio.
Da I piccoli borghesi.
Nessuna donna viene abbandonata senza ragione. È un assioma scritto in fondo al cuore di ogni donna; di qui il furore delle abbandonate.
Da Piccole miserie della vita coniugale.
Nessuno osa dire addio all'abitudine. Molti suicidi si sono fermati sulla soglia della morte per il ricordo del caffè dove vanno tutte le sere a giocare la loro partita a domino.
Da Il cugino Pons.
Non vi è che l'ultimo amore di una donna capace di soddisfare il primo di un uomo.
Citato in Lisi, Aria su le quattro corde, Editrice Tirrena.
Otto giorni di febbre! Avrei avuto il tempo di scrivere ancora un libro.
Citato in Elena Spagnol, Enciclopedia delle citazioni, Garzanti, Milano, 2009, p. 982. ISBN 9788811504894
Per un marito non c'è goffaggine maggiore di quella di parlare della propria moglie, se è virtuosa, alla propria amante, a parte quella di parlare della propria amante, se è bella, alla moglie.
Una notte d'amore è un libro letto in meno.
Citato in Gino e Michele, Matteo Molinari, Le Formiche: anno terzo, Zelig Editore, 1995, § 1205.
Una società di atei inventerebbe subito una religione.
Da Il catechismo sociale; citato in Elena Spagnol, Enciclopedia delle citazioni, Garzanti, Milano, 2009, p. 806. ISBN 9788811504894

Citazioni di Honoré de Balzac – Attribuite

Dietro ad ogni grande fortuna c'è un crimine.
Citato in epigrafe in Mario Puzo, Il padrino, traduzione di Mercedes Giordini Ozzola, Corbaccio, 2021.

All'insegna del gatto che gioca alla palla – Citazioni

– Amate dunque la stoffa? – proruppe babbo Guillaume. – Ebbene, perbacco, brindiamo insieme, amico mio. Se apprezzate il commercio ci intenderemo facilmente. E del resto, perché disprezzarlo? Il mondo cominciò di lì, perché Adamo vendette il paradiso per una mela. Quella, per esempio, non fu una speculazione fortunata! (p. 71)
La gente comune non comprende le sofferenze sempre rinascenti di un essere che unito a un altro dal più intimo di tutti i sentimenti è costretto a nascondere continuamente le più care fioriture del pensiero, a ricacciar nel nulla le immagini che una magica potenza lo costringe a creare. (p. 77)
Bisogna vincere le sofferenze morali che finiscono per rovinar la salute, perché l'amore non resiste a lungo al letto d'un malato. (p. 97)
La melanconia dà a tutta prima una certa grazia che piace, ma finisce per far dimagrire e avvizzire il viso più affascinante. (p. 97)
Più noi amiamo e meno dobbiam lasciar scorgere a un uomo, soprattutto al marito, l'intensità del nostro affetto. Chi ama di più diventa schiavo e, peggio, è abbandonato presto o tardi. (p. 99)

Frasi da «Eugenia Grandet»

L'adulazione non viene mai dalle anime grandi, è appannaggio degli spiriti piccini, che riescono a rimpicciolirsi ancor più per meglio entrare nella sfera vitale delle persone intorno a cui gravitano.
Lo sguardo d'un uomo abituato a trarre dai suoi capitali un interesse straordinario, contrae fatalmente, come quello del voluttuoso, del giocatore, o del cortigiano, certe abitudini indefinibili, certi moti furtivi, avidi, che possono sfuggire a quelli che provano le identiche inclinazioni; e questo segreto linguaggio forma in certo qual modo la framassoneria delle passioni.
Se la luce è il primo amore della vita, l'amore non è forse la luce del cuore?
La burla fa appassire il cuore e dissipa ogni sentimento...
Vi son donne che non tollerano l'abbandono e che, pur di strappare l'amante alla rivale, lo uccidono e fuggono in capo al mondo, sul patibolo o nella tomba, vinte da un impeto sublime di passione superiore ad ogni giustizia umana; ma ve ne sono altre che piegano il capo e soffrono in silenzio; esse vanno morenti e rassegnate, pregando e perdonando, pregando e ricordando fino all'ultimo respiro. Ed è questo l'amor vero, l'amore degli angeli, l'amor dignitoso che vive della propria angoscia e ne muore.
Nelle circostanze solenni della vita, l'anima resta legata ai luoghi ove piaceri e dolori ci colpiscono [...]. (1994, p. 101)
Il denaro senza l'onore è una malattia. (1994, p. 136)
Quasi sempre gli errori di una donna derivano dalla sua fede nel bene o nel vero. (1994, p. 147)
Nella vita, la donna ha più cagioni di sofferenza dell'uomo e soffre, in realtà, più di lui. (1994, p. 177)

Scheda del libro «Eugenia Grandet»

Fisiologia del matrimonio

Anche nelle mogli più virtuose vi è qualcosa che non è mai casto. (2017)
Il matrimonio deve incessantemente combattere un mostro che divora tutto: l'abitudine.
Il matrimonio è un combattimento ad oltranza, prima del quale gli sposi domandano al cielo la sua benedizione.
Il matrimonio è una scienza. (2017)
L'amore è la poesia dei sensi. (2017)
L'amore è un lusso sociale, come le trine e i diamanti.
Da Fisiologia del matrimonio, E. Sonzogno, Milano, 1883, p. 432.
La donna sposata è una schiava che bisogna saper mettere su un trono. (2017)
La potenza non consiste nel colpire forte o spesso, ma nel colpire giusto. (2017)
Mai un marito sarà così ben vendicato come dall'amante di sua moglie.
Un marito, come un governo, non deve mai confessare errori.
Un marito non deve mai addormentarsi per primo né svegliarsi per ultimo.

Frasi da «Gli Sciuani»

La Bretagna è il Paese della Francia in cui le usanze galliche hanno lasciato le impronte più forti. Le parti di questa provincia che ancora oggi conservano le tradizioni linguistiche, lo spirito superstizioso e il modus vivendi dei nostri antenati, si chiamano il paese dei Gars. In queste immense foreste primeve, dove il genio della civilizzazione stenta a penetrare, i costumi feudali sono ancora rispettati e i monumenti druidici sono ancora in piedi. (p. 24)
I nativi sono noti per ferocia, caparbietà, fede nel giuramento, semplicità patriarcale e virtù eroiche che li rendono intellettualmente più poveri rispetto ai mohicani e ai pellerossa dell'America settentrionale, ma grandi, astuti e forti quanto loro. (p. 24)
In quanto cuore dell'Europa, la Bretagna ha più attrattive del Canada [...]. Gli sforzi di alcuni, persino del governo, di far sì che questa parte incantevole della Francia, ricca di tesori misconosciuti, possa conquistare la vita sociale e conoscere la prosperità cozzano contro l'immobilità della popolazione, dedita a una routine immemorabile. Tale sventura è dovuta alla natura del terreno solcato da anfratti, torrenti, laghi e paludi; dalle siepi e dai bastioni di terra che circondano i campi come fossero tante cittadine, dalla mancanza di strade e canali e dall'ignoranza di un popolo che teme i pericoli derivanti dall'agricoltura moderna. (p. 24)
La città di Fougères sorge in parte su una roccia scistosa che sembra caduta di fronte alle montagne che a ponente chiudono la valle del Couësnon e hanno nomi differenti a seconda della località. Una gola in cui scorre il ruscello Nançon separa la città dalle montagne. Da est si vede la cima della Pèlerine e dalla parte opposta la tortuosa valle del Nançon. (p. 165)

Scheda del libro «Gli Sciuani»

Frasi da «Il ballo di Sceaux»

Il Consiglio dei ministri è una specie d'albergo dove l'opinione pubblica ci invia di sovente strani viaggiatori, ma infine sapremo sempre dove mettere i nostri fedeli seguaci. (p. 115)
Una nobiltà senza privilegi [...] è come un utensile senza manico. (p. 122)
L'ammirazione prolungata è sempre una fatica per il genere umano. (p. 132)
Quelli che piacciono a tutti [...] non piacciono a nessuno e il peggiore dei difetti è quello di non averne. (p. 165)

Scheda del libro «Il ballo di Sceaux»

Frasi da «Il colonnello Chabert»

Ci sono dei sentimenti che le donne indovinano, nonostante la cura che gli uomini si danno per seppellirli.

Scheda del libro «Il colonnello Chabert»

Frasi da «Il giglio della valle»

I dolori, le meditazioni, le disperazioni, le melancolie passate e non dimenticate sono altrettanti legami con i quali l'anima si allaccia all'anima confidente.
I godimenti che la passione dà, sono orribilmente tempestosi, pagati con snervanti inquietudini che spezzano le corde dell'anima.
I sentimenti corrono sempre vivi in questi ruscelli scavati che trattengono le acque, li purificano, rinfrescano incessantemente il cuore e fertilizzano la vita con gli abbondanti tesori di una fede nascosta, divina sorgente ove si moltiplica l'unico pensiero di un unico amore.
Il rispetto è una barriera che protegge egualmente il grande e il piccolo, ciascuno dal suo lato può guardarsi in faccia.
L'amore ha in orrore tutto ciò che non è esso stesso.
L'astinenza ha dei mortali mancamenti che alcune briciole, cadute a una a una da quel cielo che da Dan al Sahara dà la manna al viandante, prevengono.
La lingua di una inglese spiritosa assomiglia a quella di una tigre che strazia la carne fino all'osso volendo giocare.
La rassegnazione della vigilia ha sempre preparato quella dell'indomani.
Le anime dolci e pacifiche in cui la collera è impossibile, che vogliono far regnare attorno a sé la loro profonda pace interiore, sanno esse sole quanta forza sia necessaria per tali lotte, quali abbondanti fiotti di sangue affluiscono al cuore prima di intraprendere il combattimento, quale stanchezza si impadronisca dell'essere loro quando dopo aver lottato, nulla è raggiunto.
«Le leggi penali son state fatte da gente che non ha conosciuto la sventura.»
Le meno astute delle donne hanno un'infinità di trappole; la più sciocca trionfa grazie alla poca diffidenza che ispira.
Le passioni vere sembrano essere dei bei fiori che più dànno piacere al vederli quanto più è ingrato il terreno ove fioriscono.
Lo schiavo ha la propria vanità, non vuole obbedire che al più grande dei despoti
Nessuna donna, per quanto gran moralista può essere, può essere eguale a un uomo.
Vi sono nella natura effetti i cui significati sono senza contorni, e che si elevano all'altezza delle più grandi concezioni morali.

Scheda del libro «Il giglio della valle»

Frasi da «Il medico di campagna»

Il male possiede una voce poderosa che desta le anime volgari e le riempie d'ammirazione, mentre il bene è largamente muto. (p. 206)
La malattia del nostro tempo è la superiorità. Ci sono più santi che nicchie.
Da Il medico di campagna.
[...] la misantropia, specie di vanità nascosta sotto una pelle di riccio [...]. (cap. XXVIII, Fine della confessione)
Da Balzac, Il medico di campagna, 2 voll., traduzione di G.B. Menini, Truffi, Milano, 1834, vol. II, p. 138.
Nei luoghi in cui si trovano cretini, la popolazione crede che la presenza d'uno di essi porta fortuna alla famiglia. Tale credenza serve a render dolce una vita che, in una città, sarebbe condannata ai rigori d'una falsa filantropia e alla disciplina d'un ospizio. (p. 183)
Se abbiamo tanti cattivi amministratori, è che l'amministrazione, come il gusto, procede da un sentimento elevatissimo, purissimo. In questo il genio viene da una tendenza dell'animo e non da una scienza. (p. 206)

Scheda del libro «Il medico di campagna»

Frasi da «Illusioni perdute»

La rassegnazione, angelo mio, è un suicidio quotidiano [...]. (da Eve e David, 2011)
L'avarizia comincia dove finisce la povertà.
Oggi la società, invitando tutti i suoi figli a uno stesso festino, risveglia in essi l'ambizione fin dal mattino della vita. Essa priva la giovinezza delle sue grazie e vizia la maggior parte dei suoi sentimenti generosi contaminandoli con il calcolo. La poesia vorrebbe che non fosse così; ma i fatti troppo spesso smentiscono la finzione alla quale si vorrebbe credere, sicché non è possibile rappresentare il giovane del diciannovesimo secolo diversamente da quello che è.
Una delle disgrazie cui sono soggette le grandi intelligenze è quella di abbracciare necessariamente tutto, i vizi come le virtù.
Che cosa è l'arte, signore? è la natura concentrata.
La critica è una spazzola da non usare sulle stoffe leggere che si romperebbero.
Quei luoghi di perdizione del pensiero chiamati giornali.
Questa reputazione tanto desiderata è quasi sempre una prostituta.
Una voce gli gridò dentro: «L'intelligenza è la leva con la quale si solleva il mondo.» Ma un'altra voce gli gridò che il punto d'appoggio dell'intelligenza è il denaro.
Dalla vista di un poeta eminente che vi prostituiva la musa a un giornalista che vi umiliava l'arte, come la donna era umiliata, prostituita sotto quelle gallerie ignobili, il grand'uomo di provincia ricavava insegnamenti terribili. Il denaro era la parola chiave dell'enigma.
La coscienza, mio caro, è un bastone che impugniamo per battere il prossimo, ma che non usiamo mai su noi stessi.
Ciò che rende le amicizie indissolubili e raddoppia il loro fascino è un sentimento che manca all'amore, la sicurezza.
Attualmente, da voi, il successo è la ragione suprema di tutte le azioni, quali che siano. […] Tutto è forma. [...] I nemici dell'ordine sociale sfruttano questa contraddizione per inveire contro la giustizia e per sdegnarsi in nome del popolo perché viene mandato in galera un ladro notturno di polli mentre un uomo che rovina intere famiglie con una bancarotta fraudolenta se la cava con qualche mese di prigione: ma questi ipocriti sanno bene che condannando il ladro i giudici difendono quella barriera fra poveri e ricchi che, se fosse abbattuta, provocherebbe la fine dell'ordine sociale, mentre colui che dichiara fallimento, chi carpisce con la scaltrezza un'eredità, il banchiere che manda a monte un affare a proprio vantaggio, provocano solo degli spostamenti di capitali. […] La vostra società non adora più il vero Dio, ma il Vitello d'Oro! E questa la religione della vostra Carta, che ormai, in politica, tiene conto solo della proprietà. Non è come dire a tutti i sudditi: "Cercate di essere ricchi..."? […] Perché vi ho detto di adeguarvi alla società?... Perché oggi, giovanotto, la società si è a poco a poco arrogata tanti diritti sugli individui, che l'individuo è costretto a combattere la società. Non ci sono più leggi, ma solo usanze, cioè affettazioni; dunque, sempre la forma.
Ci sono due storie: la storia ufficiale, menzognera, quella che si insegna, la storia ad usum delphini; e la storia segreta, nella quale si trovano le vere cause degli avvenimenti, una storia vergognosa.
In Francia, si applaude da cinquant'anni allo spettacolo delle scempiaggini nazionali, si continuano a portare assurdi cappelli, e il governo cambia solo a condizione di essere sempre lo stesso!

Scheda del libro «Illusioni perdute»

Dicono di «Illusioni perdute»

Se proviamo a rileggere le Illusions perdues e Guerra e pace o Tess, nasce in noi un'impressione che i lettori di allora dovevano probabilmente condividere: la realtà pareva densa, folta, resistente, immodificabile come il granito. Qualsiasi tentativo gli uomini facessero per cambiarla, si spezzava contro di lei. Oggi, la nostra impressione è capovolta. (Pietro Citati)

Scheda del libro «Illusioni perdute»

L'ultima incarnazione di Vautrin – Citazioni

Il pericolo estremo ha sull'anima una potenza così terribile quanto quella dei più potenti reattivi sul corpo. È una pila di Volta morale. Forse non è lontano il giorno in cui si scoprirà che il sentimento si condensa chimicamente in un fluido, quasi simile a quello dell'elettricità.
Il potere non prova la propria forza a sé stesso che collo strano abuso d'incoronare con le palme della vittoria qualche assurdità, insultando il genio, sola forza che il potere assoluto non possa toccare. La promozione del cavallo di Caligola, questa farsa imperiale ha avuto e avrà sempre un gran numero di rappresentazioni.
Il ricatto è uno dei più vili assassini. E ai miei occhi un delitto d'una scellerataggine più profonda dell'omicidio.
La vendetta che sopravvive alla morte dell'essere odiato, che non è mai sazia, causa un tetro spavento.
Quando la legge è soddisfatta, la società non lo è, essa conserva le sue differenze, e fa di tutto per giustificarle a sé stessa; essa rende il forzato liberato un essere impossibile; essa deve rendergli tutti i suoi diritti, ma gli interdice di vivere in una certa zona.
Sono i paesi atei o filosofi che fanno pagar cara la vita umana a quelli che la turbano, ed hanno ragione, poiché essi non credono che alla materia, presentemente!

Frasi da «La borsa»

Un uomo costretto a prodigare a molte donne il suo tempo e i suoi fascini non poteva essere degno d'un vero affetto.

Scheda del libro «La borsa»

La cugina Betta – Citazioni

Le vere passioni hanno un loro istinto molto preciso. Mettete un piatto di frutta davanti a un goloso; non si sbaglierà, sceglierà, anche ad occhi chiusi, il frutto migliore. Così è anche per le ragazze che abbiano avuto una buona educazione: date loro la possibilità di scegliersi il marito che fa per loro, e raramente sbaglieranno. La natura è infallibile. E il modo con cui si manifesta la natura in questi casi è: innamorarsi al primo sguardo. In amore, il primo sguardo è semplicemente e precisamente una seconda vista.
A Parigi la generosità è il più delle volte niente altro che una speculazione; come l'ingratitudine è quasi sempre una vendetta!...Con una parente povera si tratta come con i cani ai quali si dànno le ossa.
Il selvaggio ha solo sentimenti, l'uomo civile ha sentimenti e idee.
Da La cugina Betta, traduzione di Ugo Dettore, Rizzoli, Milano, 2014. ISBN 978-88-586-6660-9
La maggior parte delle dispute umane provengono dal fatto che l'umanità è costituita di dotti e di ignoranti, messi in modo da non veder mai che un solo lato del fatti e delle idee; e ognuno di loro pretende che il lato da lui visto sia il solo vero e il solo giusto.

Frasi da «La pelle di zigrino»

Chi dice arte, dice menzogna.
Ci sono abissi che l'amore non può superare malgrado la forza delle sue ali.
Il sentimento che l'uomo sopporta più difficilmente è la pietà, soprattutto quando se la merita. L'odio è un tonico, fa vivere, suscita la vendetta; ma la pietà uccide, indebolisce ancora di più la nostra debolezza.
In un'ora d'amore c'è tutta una vita.
La chiave di tutte le scienze è senza alcun dubbio il punto interrogativo.
La gente aborrisce i dolori e le sventure, li teme al pari dei contagi, tra essi e i vizi non esita mai: il vizio è un lusso.
Le donne vogliono emozioni ad ogni costo.
Non sai che tutti abbiamo la pretesa di soffrire molto più degli altri?
Tra la mollezza di una spugna bagnata e la durezza di una pietra pomice ci sono gradazioni infinite. L'uomo è qui.

Scheda del libro «La pelle di zigrino»

Frasi da «La ricerca dell'assoluto»

L'archeologia sta alla natura sociale così come l'anatomia comparata sta alla natura organizzata. (p. 23)
Un mosaico rivela tutta una società, come uno scheletro di ittiosauro sottintende una creazione. (p. 23)
La causa fa intuire un effetto, come ogni effetto consente di risalire a una causa. (p. 23)
La materialità più squisita si ritrova in tutte le abitudini fiamminghe. Il comfort inglese presenta tinte secche, toni duri; mentre in Fiandra i vecchi interni delle case rallegrano lo sguardo con morbidi colori e con una schietta bonomia; suggeriscono un lavoro senza fatica, e il piacere della pipa rivela una felice applicazione del far niente napoletano; [...] (pp. 24-25)
Troppo spesso il vizio e il genio producono effetti simili, che ingannano l'uomo comune. Il genio non è forse un eccesso costante che divora tempo, denaro, corpo, e conduce all'ospedale ancor più rapidamente delle cattive passioni? (p. 38)
Sembra che gli uomini abbiano addirittura più rispetto per i vizi che per il genio, giacché rifiutano di dargli credito. (p. 38)
Una donna bella può tranquillamente esser se stessa, il mondo ne tollera sempre una sciocchezza o una goffaggine; mentre invece un solo sguardo spegne anche la più meravigliosa delle espressioni sulle labbra di una donna brutta, le intimidisce gli occhi, aumenta la malagrazia dei suoi gesti, imbarazza il suo compagno. (p. 44)
L'amore che si basa sul denaro e sulla vanità genera la più ostinata delle passioni [...]. (p. 131)

Scheda del libro «La ricerca dell'assoluto»

Dicono di «La ricerca dell'assoluto»

Pubblicato in quello stesso 1834 in cui Balzac lo aveva scritto, La Recherche de l'Absolu fa parte degli «Studi Filosofici» nella ripartizione in cui si articola il grande edificio della Comédie Humaine. (Luciano Poggi, in prefazione al libro)
Senza averci ancora detto nulla di lui , Balzac ce lo fa sentire come un essere straordinario, avvolto di mistero, presenza prevalente in quella casa, di certo causa e origine di molto per sé e i suoi. Tutto in questa inquietante figura ci rivela un homo melancholicus, un saturnino. (Luciano Poggi, in prefazione al libro)

Scheda del libro «La ricerca dell'assoluto»

Onorina

L'edificio è una di quelle magnifiche ville in cui i nobili genovesi profusero milioni al tempo della potenza di quella repubblica aristocratica. Se la tarda sera è bella in qualche luogo, lo è indubbiamente a Genova, quando è piovuto come piove laggiù, a torrenti, per tutta la mattinata; quando la purezza del mare gareggia con la purezza del cielo; quando il silenzio regna sul viale e nei boschetti di quella villa, tra i marmi dalla bocca spalancata da cui l'acqua fluisce con un senso di mistero; quando le stelle brillano, quando le onde del Mediterraneo si susseguono come le confidenze di una donna a cui strappiate parola per parola. (p. 8)
Onorina Pedrotti è una di quelle belle genovesi che sono le più magnifiche creature d'Italia, quando son belle. Per la tomba di Giuliano, Michelangelo prese le modelle a Genova, e di là deriva quell'ampiezza, quella curiosa disposizione del seno nelle figure del "Giorno" e della "Notte", che tanti critici trovano esagerata, ma che è propria delle donne della Liguria. (p. 12)
A Genova, oggigiorno la bellezza non esiste più che sotto il mezzaro, così come a Venezia non la si ritrova che sotto i fazzioli. (p. 12)
Le donne, quando non amano, hanno il sangue freddo di un vecchio avvocato.
Da Honorine, a cura di Pierluigi Pellini, traduzione di Francesco Monciatti, Sellerio, Palermo, 2019. ISBN 9788838939419

Frasi da «Papà Goriot»

Tra i diciotto commensali si trovava, come nei collegi, come dappertutto, una povera creatura abbandonata, una vittima su cui fioccavano gli scherzi. Al principio del secondo anno, questa figura divenne per Eugenio de Rastignac la più saliente fra tutte quelle in mezzo a cui era condannato a vivere ancora per due anni. Questo Patirai era l'antico vermicellaio, papà Goriot, sul quale un pittore, lo storico, avrebbe fatto cadere tutta la luce del quadro. (p. 14)
Il nostro cuore è un tesoro, vuotatelo di colpo, siete rovinati. Noi non perdoniamo ad un sentimento d'essersi manifestato nella sua interezza più di quanto non perdoniamo ad un uomo di non possedere un soldo di suo. (p. 58)
Quando non si vuol essere ingannato dal giuoco delle marionette, bisogna entrare senz'altro nella baracca, e non contentarsi di guardare attraverso i buchi della tenda. (p. 62)
Chiedete alle donne quali uomini preferiscono: gli ambiziosi. Gli ambiziosi hanno le reni più resistenti, il sangue più ricco di ferro, il cuore più caldo, degli altri uomini. E la donna è così felice e così bella nelle ore in cui è forte, che preferisce a tutti gli uomini quello che ha una forza enorme, a costo d'essere spezzata da lui. (p. 77)
È noioso desiderare sempre e non soddisfarsi mai. (p. 77)
Di corruzione ce n'è tanta, il talento è raro. Perciò, la corruzione è l'arma della mediocrità che abbonda, e voi ne sentirete ovunque la punta. (p. 79)
La virtù è inscindibile: o è o non è. Si dice che basta far penitenza dei propri peccati. Un altro bel sistema, in virtù del quale si è assolti da un delitto con un atto di contrizione! (p. 83)
Che cosa c'è di più bello del contemplare la propria vita e trovarla pura come un giglio? Io e la vita siamo come un giovane e la sua fidanzata. (p. 84)
La beneficenza, che unisce due esseri in uno solo, è una passione celeste, tanto incompresa, tanto rara quanto il vero amore. L'una e l'altro sono la prodigalità delle anime belle. (p. 87)
È proprio nella natura femminile provare l'impossibile col possibile e distruggere i fatti con presentimenti. (p. 109)
L'insuccesso ci fa sentire sempre il potere delle nostre pretese. (p. 109)
Ricchi o poveri, non hanno mai denaro per le necessità della vita, mentre ne trovano sempre per i loro capricci. (p. 112)
Le donne sono sempre sincere, anche nelle loro più grandi falsità, perché cedono a qualche sentimento naturale. (p. 114)
Un sentimento non è forse il mondo in un pensiero? (p. 118)
L'amore è una religione, e il culto deve costar più caro che quello d'ogni altra religione; esso passa rapidamente, e passa come un monello che vuol lasciar traccia del suo passaggio con le devastazioni. Il lusso del sentimento è la poesia delle soffitte; senza tale ricchezza, che diverrebbe l'amore? (p. 161)
Rastignac, come la maggior parte dei giovani i quali, in anticipo, hanno assaporato il gusto del grandioso, voleva presentarsi completamente armato nella lizza del mondo, ne aveva contratto la febbre e sentiva forse di avere il potere di dominarlo, ma senza ancora conoscere né i mezzi né il fine di quella ambizione. Quando manca l'amore puro e sacro, che riempie una vita, questa sete del potere può divenire un nobile sentimento; basta abbandonare ogni interesse personale e proporsi qual meta la grandezza del proprio paese. (p. 161)
– Sacramento!, signori – disse il ripetitore – lasciate stare papà Goriot, e non ce ne fate fare un'indigestione; è da un'ora che ci è servito in tutte le salse! Uno dei privilegi della brava città di Parigi è quello di poter nascere, vivere, morire senza che nessuno vi faccia attenzione. Approfittiamo perciò dei vantaggi della civiltà. Oggi sono morte sessanta persone; vi volete proprio impietosire delle ecatombi parigine? Se papà Goriot è crepato, tanto meglio per lui! Se lo adoravate, andate a vegliarlo, e a noi lasciateci mangiare in pace.
Oh!, sì – disse la vedova – meglio per lui che sia morto! Pare che il pover'uomo abbia avuto parecchi dispiaceri, durante la sua vita. (p. 205)
Provò quei bei rimorsi intimi e nobili – il cui merito raramente è apprezzato dagli uomini quando giudicano i propri simili – che fanno sovente assolvere dagli angeli del cielo il criminale condannato dai giuristi della terra. (p. 86)
La gioventù non osa guardarsi allo specchio della coscienza quando precipita dalla parte dell'ingiustizia, mentre l'età matura vi si è già specchiata: qui sta tutta la differenza fra queste due fasi della vita. (p. 108)
In questo assomigliava a molta gente che non si fida dei parenti e si abbandona al primo venuto. Fatto di costume curioso, ma vero, di cui è facile trovare radice nel cuore umano. Forse alcuni non hanno più nulla da guadagnare vicino alle persone con cui vivono; anzi dopo aver mostrato loro il vuoto della propria anima si sentono intimamente giudicate da quelle con una severità meritata; e così, provando un bisogno invincibile di adulazioni che non ricevono mai, oppure rosi dalla voglia di apparire possessori di qualità che non hanno, sperano di sorprendere la stima o il cuore degli estranei, a rischio, un giorno o l'altro, di abbassarsi. (p. 23)
Come tutte le menti ristrette, Mme Vauquer aveva l'abitudine di non uscire dalla cerchia degli eventi e di non giudicarne le cause. Preferiva incolpare gli altri dei propri errori. (p. 23)
Ecco com'è la vita. È un po' come la cucina, puzza altrettanto e bisogna sporcarsi le mani se si vuol far da mangiare; sappia soltanto sbrogliarsela con eleganza. È tutta qui la morale della nostra epoca.
Da Papà Goriot, traduzione di Giuseppe Pallavicini Caffarelli, Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1995, p. 109.
Forse l'amore è solo la riconoscenza del piacere.
Citato in Dizionario delle citazioni, a cura di Italo Sordi, Rizzoli, 1992. ISBN 881714603X
Il segreto delle grandi fortune senza causa apparente è un delitto dimenticato, perché è stato eseguito secondo le regole.
Da Papà Goriot, traduzione di Elina Klersy Imberciadori, Garzanti, Milano, 2011.
La felicità è la poesia delle donne.

Scheda del libro «Papà Goriot»

Frasi da «Sarrasine»

Parigi è un paese molto ospitale; accoglie tutto, sia le fortune vergognose che quelle insaguinate. Il delitto e l'infamia vi godono diritto d'asilo, v'incontrano simpatie; solo la virtù non vi possiede altari. (p. 94)

Scheda del libro «Sarrasine»

Frasi da «Splendori e miserie delle cortigiane»

Gli ebrei, quantunque siano così spesso imbastarditi dai contatti con altri popoli, tra le loro numerose tribù conservano la traccia della sublime bellezza asiatica. Quando non sono brutti, d'una bruttezza repellente, gli israeliti presentano gli stupendi caratteri dei volti armeni. Esther avrebbe ottenuto la palma in un harem, poiché possedeva le trenta bellezze armoniosamente fuse insieme.
Il privilegio di trovarsi dappertutto a casa propria appartiene solo ai re, alle puttane e ai ladri.
L'amore vero, come si sa, è spietato.
Quando si è in cammino sotto un sole cocente, non ci si ferma neppure per cogliere il più splendido fiore.

Scheda del libro «Splendori e miserie delle cortigiane»

Trattato della vita elegante

Da quando le società esistono un governo è sempre stato, per forza di cose, un contratto d'assicurazione concluso fra i ricchi contro i poveri.
L'abbigliamento è l'espressione della società.
La fortuna che uno s'acquista è in proporzione con i bisogni che uno si crea.

Un principe della Bohème – Citazioni

Tutte le donne sono eguali davanti all'uomo.
Non è più la morbidezza del fiore, ma vi è del grano disseccato, pieno, fecondo, che rende sicura la stagione invernale.
La speranza è una memoria che desidera, il ricordo è una memoria che ha goduto. Quale bella esistenza nell'esistenza ci fa così il pensiero!

Dicono di Honoré de Balzac

Balzac è forse il solo scrittore che abbia il diritto di scrivere male.
Jules Renard
Era un uomo che non è mai riuscito a trovare il proprio metodo. Uno Shakespeare inespresso, schiacciato sotto il peso di particolari imposti e fiacchi. Per una mente matura è stupefacente vedere fino a che punto sia scadente, fiacco, falso, noioso; e naturalmente, ogni volta che cede al proprio temperamento, buono e potente. Non poteva accettare la noia, e per questo diventò noioso. Voleva sviluppare tutto, ed è annegato lontano da riva, sommerso da una massa di particolari clamorosi e incoerenti.
Robert Louis Stevenson
In Balzac vi sono tre categorie della passione: cercatori, collezionisti, quelli che se la godono. Oggi è il tempo dei collezionisti.
Corrado Alvaro
Nei suoi romanzi non c'è niente che riveli particolari doti immaginative, nella trama, nei personaggi. Balzac non occuperà mai un posto ti rilievo nella letteratura francese. (Eugène Poitou, Revue des deux mondes, 1856)
Citato in Storia della bruttezza, a cura di Umberto Eco, Bompiani, Milano, p. 393. ISBN 978-88-452-7389-6
Quest'uomo di genio, il padre del romanzo fisiologico, il tremendo analizzatore dei Brideau e degli Hulot, delle Rogron e delle Marneffe – il poeta di Séraphita e di Enrichetta Mortsauf – fu per tutta la vita oppresso dai debiti, e tormentato dagli usurai e dagli uscieri di tribunale. Gli appunti delle scadenze di cambiali si alternano nel suo diario con le note e i sommari per un capitolo della Peau de chagrin o di Eugénie Grandet. Come un forzato, egli visse tutta la portentosa sua vita a tavolino coatto, colla palla dei debiti al piede. Eppure la sua larga faccia di sanglier joyeux non perdé mai la serenità e la luce divina dell'ispirazione creatrice, e solo la morte poté arrestare improvvisamente il complicato e fulmineo lavoro della possente macchina cerebrale che elaborò la Comédie humaine.
Enrico Nencioni
Narratore ineguale, poeta a sbalzi, moralista compromesso dal valer troppo provar, Balzac non sarà per avventura uno storico? Il fascino che la storia esercitò sempre su lui ha senza dubbio gran parte nella sua vocazione di romanziere. Per un momento egli aspirò ad essere il Walter Scott francese, e per sua e nostra fortuna fu invece lui, Balzac, e lasciò a Dumas padre il facile mestiere di mettere a sacco la storia di Francia.
Se avesse avuto la libera fantasia del suo amico Stendhal, si sarebbe abbandonato alla gioia di veder agire le proprie creature quasi per se stesse mosse, senza interventi programmatici, secondo la logica della loro natura.
Se non fu l'Omero della borghesia, Balzac ne fu almeno il Tacito e il Saint-Simon. Chi voglia avere il quadro totale della società francese durante la prima metà dell'Ottocento non può lasciar da parte Balzac.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026