Frasi

Frasi di «La ballata del cavallo bianco»

26 citazioni dal libro di Gilbert Keith Chesterton

Le frasi di «La ballata del cavallo bianco» raccolte in ordine di apparizione nel testo, dall'incipit alle citazioni più note. Per trama, edizioni e curiosità vedi la scheda del libro.

Prefazione

[...] it is the chief value of legend to mix up the centuries while preserving the sentiment; to see all ages in a sort of splendid foreshortening. That is the use of tradition: it telescopes history.

Dedica

Rigida, strana, e dai colori accesi / come il ricamo di Baioca, resta / di quegli albori l'Inghilterra, e questa / vecchia storia d'Alfredo e dei danesi / par concepita dalla tribù intera, / troppo inglese per esser veritiera. [...] Ma Alfredo non è fiaba: i giorni suoi / scorrevan come i nostri dì per noi, / per un'ora guardò fuori anche lui / su piane popolate e cieli bui, / dalle finestre in quel torrione strano / chë è la testa d'un essere umano. (2025, pp. 29-31)
Lady, by one light only / we look from Alfred's eyes, / we know he saw athwart the wreck / the sign that hangs about your neck, / where One more than Melchizedek / is dead and never dies. // Therefore I bring these rhymes to you / who brought the cross to me, / since on you flaming without flaw / I saw the sign that Guthrum saw / when he let break his ships of awe, / and laid peace on the sea.
Ricordi quando c'incamminammo, / ombre di drago riflesse nella luna, / e fra le tinte di fuoco della notte / fummo dove combatterono la battaglia ignota / e vedemmo i tronchi anneriti dove eruppe la furia, / un rovo nero sopra Ethandune? / Ed io pensai: "Camminerò con te, / come l'uomo cammina accanto a Dio, / un ramingo che segue una stella vagante, / il cuore vagante di tutto ciò che esiste, / la croce ardente dell'amore e della guerra / che, come te, va avanti". (2011, p. 27)

Libro I, La visione del Re

And there was death on the Emperor / and night upon the Pope: / and Alfred, hiding in deep grass, / hardened his heart with hope.
But for this earth most pitiful, / this little land I know, / if that which is for ever is, / or if our hearts shall break with bliss, / seeing the stranger go?
The gates of heaven are lightly locked, / we do not guard our gain, / the heaviest hind may easily / come silently and suddenly / upon me in a lane. // And any little maid that walks / in good thoughts apart, / may break the guard of the Three Kings / and see the dear and dreadful things / I hid within my heart. // The meanest man in grey fields gone / behind the set of sun, / heareth between star and other star, / through the door of the darkness fallen ajar, / the council, eldest of things that are, / the talk of the Three in One. // The gates of heaven are lightly locked, / we do not guard our gold, / men may uproot where worlds begin, / or read the name of the nameless sin; / but if he fail or if he win / to no good man is told.
The men of the East may spell the stars, / and times and triumphs mark, / but the men signed of the cross of Christ / go gaily in the dark. // The men of the East may search the scrolls / for sure fates and fame, / but the men that drink the blood of God / go singing to their shame.
Night shall be thrice night over you, / and heaven an iron cope. / Do you have joy with-out a cause, / yea, faith without a hope?

Libro II, L'adunata dei capi

Ma dalla bocca della Madre di Dio / ho visto splendere la verità come un fuoco. (2011, p. 47)
La sua arpa era intarsiata finemente, / la sua spada pronta e tagliente, / ed egli gioiva quando brandiva la spada, / era triste quando suonava l'arpa. / Perché il grande popolo d'Irlanda / è quello degli uomini che Dio ha creati pazzi, / perché le loro guerre sono inni di gioia / e tutte le loro canzoni sono tristi. (2011, pp. 49-50)

Libro III, L'arpa di Alfred

Come già i nostri padri, è bella azione / seder nei luoghi delle storie buone; / ma un dì, passata la sua gioventù, / verrà l'ora che un uom non saprà più / belle storie, bensì la verità, / e, innanzi a quella, il suo cuor cederà. // Quand'egli a chiare lettere vedrà / che cosa è scritto nei campi e nei cieli, / quand'ei senza speranza bramerà / per la fame persino dèi crudeli. // Già, questa cosa ci grava il pensiero, / e, a pronunciarlo, è molto freddo il vero; / non sappiam, non abbiam forse udito?, / l'anima è come un uccello smarrito, / il corpo un guscio nemmeno più intero. // E l'uomo, essendo ignorante, la spene / conserva, fino a che, in qualche foresta / bianca, distante, egli alfin non rinviene / morto l'uccello smarrito: la testa / ancora l'uomo potrà tirar su, / ma sollevare il suo cuore, mai più. (2025, pp. 112-113)
E lì tra tutti i rumori soltanto / giunge dal cielo antichissimo il pianto; / lacrima è già nel più piccolo fiore / perché persino un dio infine muore. // Son molto dolci i parvi ruscelletti, / quai di fanciulla arricciati nastretti, / ma è amaro il gran mare le cui onde / di tutto il mondo lavano le sponde. // Son resistenti le rose di Roma, / ed ogni fior della brughiera è forte; / ma, come un fior di mare, nell'aroma / ogni fiore ha in sé il sale della morte. (2025, pp. 113-114)
Su di voi è caduta l'ombra, / ma non è caduta sul Verbo; / anche se noi siamo dispersi e fuggiamo / e voi incombete su di noi come il cielo, / voi siete stanchi di vittorie molto più / di quanto noi lo siamo di vergogne. / Sebbene voi diate la caccia ai Cristiani / come lepri sulla collina, / la lepre ha molta più voglia di correre / di quanta ne abbiate voi di inseguirla. / Sebbene tutte le lance si spezzino di fronte a voi / e tutte le spade siano impugnate invano, / noi abbiamo molta più brama di fallire di nuovo / di quanta ne abbiate voi di vincere di nuovo. (2011, pp. 66-67)
I nostri monaci vanno col saio sotto la pioggia e la neve, / ma dentro il cuore brucia il fuoco, / mentre voi andate agghindati alle feste e tra le fiamme, / ma dentro è il ghiaccio ovunque; / e anche le tragedie inesorabili non renderanno muti / gli uomini che incessantemente domandano, / a meno che non sia meglio digiunare in tempo di gioia, / piuttosto che far festa in tempo di miseria. (2011, p. 67)
Prima che la triste stirpe dei padri dei vostri dèi / vedesse trascorrere la sua triste alba, / il Cavallo Bianco della Valle del Cavallo Bianco, / che voi avete lasciato coprire e sparire, / affiorò dall'erba. / Dunque la vostra fine è su di voi, / è su di voi e sui vostri re, / non a causa di un fuoco nella palude di Ely / non perché i vostri dèi sono nove o dieci, / ma perché solo agli uomini cristiani / è dato custodire anche il mondo dei pagani. / Perché il nostro Dio ha benedetto la creazione / chiamandola 'buona'. So bene / che lo spirito a cui ciecamente vi siete legati / ha benedetto con le sue mani la distruzione; / eppure, in nome della morte di Dio, le stelle splenderanno / e le mele continueranno a maturare. (2011, pp. 67-68)

Libro IV, La donna nella foresta

Alfred, chinandosi faticosamente, / si sedette presso il fuoco per sorvegliarlo, / e come la donna si era impietosita di lui, / così lui si mosse a pietà di lei. / E pregava: "O grande cuore nella notte, / raggio che sorgi in mezzo al buio, / la penombra sparirà e sorgerà il mattino / e niente di tutto questo capiterà a lei, / fino a quando Dio sconvolgerà il mondo / e tutti gli ultimi saranno i primi. / E Dio, insieme al popolo che lo serve, / ha condiviso la Sua legge tremenda: / non si è fatto servo anch'Egli, / non è stato anch'Egli dimenticato? / Non fu forse Dio il mio giardiniere, / silenzioso come un servo, / che fece crescre le querce sulle alture / e riempì di piante i nostri cimiteri? / E non fu forse Dio il mio armaiolo, / scrupoloso e senza compenso, / che saldò il mio teschio come un elmo / e delle costole fece il mio usbergo? / Non fu forse il grande servo canuto / dei miei antenati e mio, / che costruì questo teatro di pini, / che allevò il pollame e maturò le vigne, / che lavorò, passò e non lasciò altra traccia / se non misericordia e mistero?" (2011, p. 73)
Ma in questo grigio mattino della vita, / a volte giunge alla mente / una piccola luce che scintilla e vola, / come una stella che ondeggia nel vento. / Una stella che giunge dall'ignoto, senza nome, / una luce che guizza e volteggia, / e grida che, circondati da siepi o dall'alto di una collina, / persino sulla terra, alla fine può essere il peggio / quando si affrontano i signori del male. / È un bagliore che danza, il fremito di una stella, / che l'onda di un arido vento spinge e fa girare, / ma sembra che essa canti di una virtù impavida, / di un tempo che non ha potere sulla morte e sulla vita, / e canta che il regno dei poveri sulla terra / verrà, come accade in cielo. (2011, p. 74)

Libro V, Ethandune: il primo attacco

O, cari compagni di bevute, / ragazzi del mio albero di mele, / il mondo si fa greve e imprevedibile, / uomini saggi vi governeranno / e voi piangerete per me. / Portatemi dalle mie mandrie, / presso i campi della mia tenuta; / là, dove il mio cane guairà per me / e i miei amici si inginocchieranno, / e dove nemici, caduti sotto i miei colpi, / non mi hanno mai augurato il male. (2011, p. 86)
"Dig for me where I die," he said, / "If first or last I fall— / dead on the fell at the first charge, / or dead by Wantage wall; // lift not my head from bloody ground, / bear not my body home, / for all the earth is Roman earth / and I shall die in Rome."
E il re disse: "Ora prendi la mia spada, / tu che hai fatto divampare il fuoco, / perché questo è il modo dei Cristiani, / la tempra del guerriero come quella del prete: / lanciare i propri cuori oltre le certezze, / per guadagnare ciò che il cuore desidera. / Puoi giurare fedeltà ad un'accolita di monaci, / o di fronte ad una moglie graziosa, / ma questo è il modo dei Cristiani: / che il loro giuramento duri fino alla morte. / Perché l'Amore stesso, nostro Signore, alla fine del mondo, / sarà seduto in trono su un cavallo rosso, / con un elmo d'ottone ed un arco di ferro, / ma avrà una freccia sola. / L'Amore, con lo scudo del Cuore Spezzato, / tende sempre il suo arco, / un solo dardo per un solo premio, / ed il colpo finale, che parte e vola, / giunge come il tuono che spacca il cielo / e ha il suono di anime straziate. / E così tu meriti la spada del re, / tu che hai lanciato via la tua spada". (2011, p. 93)

Libro VI, Etanduna: l'uccisione dei capi

La fede che crescea su mille fedi / ci mise solo un attimo per cedere, / e quella che sorgeva sul non credere / come ferro rimase sola in piedi. (2025, p. 178)

Libro VII, Ethandune: l'assalto finale

And as a child whose bricks fall down / re-piles them o'er and o'er, / came ruin and the rain that burns, / returning as a wheel returns, / and crouching in the furze and ferns / he began his life once more.
Ditemi se è meglio / essere colpiti dai pali danesi, / essere stanati dentro un fossato fortificato, / e braccati come una strega che urla, / magari attendere la morte nascosti? / Oppure, che prima del canto del gallo, / tutti noi, un migliaio di uomini tenaci, / scendiamo la scura strada verso la casa di Dio, / intonando un canto del Wessex? / Rendersi schiavi ad una razza di schiavi, / ubriacarsi di infamia? / No, fratelli, se permettete, io penso / che la morte sia una birra migliore, / e per tutte le stelle di Cristo che affondano, / i Danesi la berranno con me. / Invecchiare tra le paure in una terra conquistata, / con il sole stesso spodestato, / vedere gli alberi incurvarsi e le bestie abortire? – / La morte è una birra migliore, / e per l'ombra della Morte sul mattone caduto, / questo fiasco continuerà a girare. / Sebbene tutti i paladini siano morti, / e la gloria li abbia tra i suoi, / sebbene tutti i vostri irruenti cavalieri / siano morti con onore in mezzo ai Danesi, / finché un solo uomo resta, resta una grande guerra: / ora è la guerra degli uomini. (2011, pp. 112-113)

Libro VIII, La cura del cavallo

[...] per la vita / il saggio troppo piccolo si sente, / e invece troppo grande l'insipiente. // L'Asia tutta e ogni impero che si spande / per lo sciocco son cosa troppo stretta; / ma per l'uomo i cui occhi han vista retta, / d'Adelingia la piccola isoletta / per governarla è terra troppo grande. (2025, p. 227)
Dalle malerbe vi libererete / una volta per tutte? O scaccerete / le pratoline per sempre di torno? / O alla sfrontata erba ingiungerete / d'andar via, e non fare più ritorno? [...] Cangiano i cieli e infin passa ogni impero, / ma questo resterà comunque vero: / se vogliamo il Cavallo del passato, / sfregatelo, ché sia . (2025, pp. 232-233)

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026