Le frasi di «La ballata del cavallo bianco» raccolte in ordine di apparizione nel testo, dall'incipit alle citazioni più note. Per trama, edizioni e curiosità vedi la scheda del libro.
Prefazione
[...] it is the chief value of legend to mix up the centuries while preserving the sentiment; to see all ages in a sort of splendid foreshortening. That is the use of tradition: it telescopes history.
Dedica
Rigida, strana, e dai colori accesi / come il ricamo di Baioca, resta / di quegli albori l'Inghilterra, e questa / vecchia storia d'Alfredo e dei danesi / par concepita dalla tribù intera, / troppo inglese per esser veritiera. [...] Ma Alfredo non è fiaba: i giorni suoi / scorrevan come i nostri dì per noi, / per un'ora guardò fuori anche lui / su piane popolate e cieli bui, / dalle finestre in quel torrione strano / chë è la testa d'un essere umano. (2025, pp. 29-31)
Lady, by one light only / we look from Alfred's eyes, / we know he saw athwart the wreck / the sign that hangs about your neck, / where One more than Melchizedek / is dead and never dies. // Therefore I bring these rhymes to you / who brought the cross to me, / since on you flaming without flaw / I saw the sign that Guthrum saw / when he let break his ships of awe, / and laid peace on the sea.
Ricordi quando c'incamminammo, / ombre di drago riflesse nella luna, / e fra le tinte di fuoco della notte / fummo dove combatterono la battaglia ignota / e vedemmo i tronchi anneriti dove eruppe la furia, / un rovo nero sopra Ethandune? / Ed io pensai: "Camminerò con te, / come l'uomo cammina accanto a Dio, / un ramingo che segue una stella vagante, / il cuore vagante di tutto ciò che esiste, / la croce ardente dell'amore e della guerra / che, come te, va avanti". (2011, p. 27)
Libro I, La visione del Re
And there was death on the Emperor / and night upon the Pope: / and Alfred, hiding in deep grass, / hardened his heart with hope.
But for this earth most pitiful, / this little land I know, / if that which is for ever is, / or if our hearts shall break with bliss, / seeing the stranger go?
The gates of heaven are lightly locked, / we do not guard our gain, / the heaviest hind may easily / come silently and suddenly / upon me in a lane. // And any little maid that walks / in good thoughts apart, / may break the guard of the Three Kings / and see the dear and dreadful things / I hid within my heart. // The meanest man in grey fields gone / behind the set of sun, / heareth between star and other star, / through the door of the darkness fallen ajar, / the council, eldest of things that are, / the talk of the Three in One. // The gates of heaven are lightly locked, / we do not guard our gold, / men may uproot where worlds begin, / or read the name of the nameless sin; / but if he fail or if he win / to no good man is told.
The men of the East may spell the stars, / and times and triumphs mark, / but the men signed of the cross of Christ / go gaily in the dark. // The men of the East may search the scrolls / for sure fates and fame, / but the men that drink the blood of God / go singing to their shame.
Night shall be thrice night over you, / and heaven an iron cope. / Do you have joy with-out a cause, / yea, faith without a hope?
Libro II, L'adunata dei capi
Ma dalla bocca della Madre di Dio / ho visto splendere la verità come un fuoco. (2011, p. 47)
La sua arpa era intarsiata finemente, / la sua spada pronta e tagliente, / ed egli gioiva quando brandiva la spada, / era triste quando suonava l'arpa. / Perché il grande popolo d'Irlanda / è quello degli uomini che Dio ha creati pazzi, / perché le loro guerre sono inni di gioia / e tutte le loro canzoni sono tristi. (2011, pp. 49-50)
Libro III, L'arpa di Alfred
Come già i nostri padri, è bella azione / seder nei luoghi delle storie buone; / ma un dì, passata la sua gioventù, / verrà l'ora che un uom non saprà più / belle storie, bensì la verità, / e, innanzi a quella, il suo cuor cederà. // Quand'egli a chiare lettere vedrà / che cosa è scritto nei campi e nei cieli, / quand'ei senza speranza bramerà / per la fame persino dèi crudeli. // Già, questa cosa ci grava il pensiero, / e, a pronunciarlo, è molto freddo il vero; / non sappiam, non abbiam forse udito?, / l'anima è come un uccello smarrito, / il corpo un guscio nemmeno più intero. // E l'uomo, essendo ignorante, la spene / conserva, fino a che, in qualche foresta / bianca, distante, egli alfin non rinviene / morto l'uccello smarrito: la testa / ancora l'uomo potrà tirar su, / ma sollevare il suo cuore, mai più. (2025, pp. 112-113)
E lì tra tutti i rumori soltanto / giunge dal cielo antichissimo il pianto; / lacrima è già nel più piccolo fiore / perché persino un dio infine muore. // Son molto dolci i parvi ruscelletti, / quai di fanciulla arricciati nastretti, / ma è amaro il gran mare le cui onde / di tutto il mondo lavano le sponde. // Son resistenti le rose di Roma, / ed ogni fior della brughiera è forte; / ma, come un fior di mare, nell'aroma / ogni fiore ha in sé il sale della morte. (2025, pp. 113-114)
Su di voi è caduta l'ombra, / ma non è caduta sul Verbo; / anche se noi siamo dispersi e fuggiamo / e voi incombete su di noi come il cielo, / voi siete stanchi di vittorie molto più / di quanto noi lo siamo di vergogne. / Sebbene voi diate la caccia ai Cristiani / come lepri sulla collina, / la lepre ha molta più voglia di correre / di quanta ne abbiate voi di inseguirla. / Sebbene tutte le lance si spezzino di fronte a voi / e tutte le spade siano impugnate invano, / noi abbiamo molta più brama di fallire di nuovo / di quanta ne abbiate voi di vincere di nuovo. (2011, pp. 66-67)
I nostri monaci vanno col saio sotto la pioggia e la neve, / ma dentro il cuore brucia il fuoco, / mentre voi andate agghindati alle feste e tra le fiamme, / ma dentro è il ghiaccio ovunque; / e anche le tragedie inesorabili non renderanno muti / gli uomini che incessantemente domandano, / a meno che non sia meglio digiunare in tempo di gioia, / piuttosto che far festa in tempo di miseria. (2011, p. 67)
Prima che la triste stirpe dei padri dei vostri dèi / vedesse trascorrere la sua triste alba, / il Cavallo Bianco della Valle del Cavallo Bianco, / che voi avete lasciato coprire e sparire, / affiorò dall'erba. / Dunque la vostra fine è su di voi, / è su di voi e sui vostri re, / non a causa di un fuoco nella palude di Ely / non perché i vostri dèi sono nove o dieci, / ma perché solo agli uomini cristiani / è dato custodire anche il mondo dei pagani. / Perché il nostro Dio ha benedetto la creazione / chiamandola 'buona'. So bene / che lo spirito a cui ciecamente vi siete legati / ha benedetto con le sue mani la distruzione; / eppure, in nome della morte di Dio, le stelle splenderanno / e le mele continueranno a maturare. (2011, pp. 67-68)
Libro IV, La donna nella foresta
Alfred, chinandosi faticosamente, / si sedette presso il fuoco per sorvegliarlo, / e come la donna si era impietosita di lui, / così lui si mosse a pietà di lei. / E pregava: "O grande cuore nella notte, / raggio che sorgi in mezzo al buio, / la penombra sparirà e sorgerà il mattino / e niente di tutto questo capiterà a lei, / fino a quando Dio sconvolgerà il mondo / e tutti gli ultimi saranno i primi. / E Dio, insieme al popolo che lo serve, / ha condiviso la Sua legge tremenda: / non si è fatto servo anch'Egli, / non è stato anch'Egli dimenticato? / Non fu forse Dio il mio giardiniere, / silenzioso come un servo, / che fece crescre le querce sulle alture / e riempì di piante i nostri cimiteri? / E non fu forse Dio il mio armaiolo, / scrupoloso e senza compenso, / che saldò il mio teschio come un elmo / e delle costole fece il mio usbergo? / Non fu forse il grande servo canuto / dei miei antenati e mio, / che costruì questo teatro di pini, / che allevò il pollame e maturò le vigne, / che lavorò, passò e non lasciò altra traccia / se non misericordia e mistero?" (2011, p. 73)
Ma in questo grigio mattino della vita, / a volte giunge alla mente / una piccola luce che scintilla e vola, / come una stella che ondeggia nel vento. / Una stella che giunge dall'ignoto, senza nome, / una luce che guizza e volteggia, / e grida che, circondati da siepi o dall'alto di una collina, / persino sulla terra, alla fine può essere il peggio / quando si affrontano i signori del male. / È un bagliore che danza, il fremito di una stella, / che l'onda di un arido vento spinge e fa girare, / ma sembra che essa canti di una virtù impavida, / di un tempo che non ha potere sulla morte e sulla vita, / e canta che il regno dei poveri sulla terra / verrà, come accade in cielo. (2011, p. 74)
Libro V, Ethandune: il primo attacco
O, cari compagni di bevute, / ragazzi del mio albero di mele, / il mondo si fa greve e imprevedibile, / uomini saggi vi governeranno / e voi piangerete per me. / Portatemi dalle mie mandrie, / presso i campi della mia tenuta; / là, dove il mio cane guairà per me / e i miei amici si inginocchieranno, / e dove nemici, caduti sotto i miei colpi, / non mi hanno mai augurato il male. (2011, p. 86)
"Dig for me where I die," he said, / "If first or last I fall— / dead on the fell at the first charge, / or dead by Wantage wall; // lift not my head from bloody ground, / bear not my body home, / for all the earth is Roman earth / and I shall die in Rome."
E il re disse: "Ora prendi la mia spada, / tu che hai fatto divampare il fuoco, / perché questo è il modo dei Cristiani, / la tempra del guerriero come quella del prete: / lanciare i propri cuori oltre le certezze, / per guadagnare ciò che il cuore desidera. / Puoi giurare fedeltà ad un'accolita di monaci, / o di fronte ad una moglie graziosa, / ma questo è il modo dei Cristiani: / che il loro giuramento duri fino alla morte. / Perché l'Amore stesso, nostro Signore, alla fine del mondo, / sarà seduto in trono su un cavallo rosso, / con un elmo d'ottone ed un arco di ferro, / ma avrà una freccia sola. / L'Amore, con lo scudo del Cuore Spezzato, / tende sempre il suo arco, / un solo dardo per un solo premio, / ed il colpo finale, che parte e vola, / giunge come il tuono che spacca il cielo / e ha il suono di anime straziate. / E così tu meriti la spada del re, / tu che hai lanciato via la tua spada". (2011, p. 93)
Libro VI, Etanduna: l'uccisione dei capi
La fede che crescea su mille fedi / ci mise solo un attimo per cedere, / e quella che sorgeva sul non credere / come ferro rimase sola in piedi. (2025, p. 178)
Libro VII, Ethandune: l'assalto finale
And as a child whose bricks fall down / re-piles them o'er and o'er, / came ruin and the rain that burns, / returning as a wheel returns, / and crouching in the furze and ferns / he began his life once more.
Ditemi se è meglio / essere colpiti dai pali danesi, / essere stanati dentro un fossato fortificato, / e braccati come una strega che urla, / magari attendere la morte nascosti? / Oppure, che prima del canto del gallo, / tutti noi, un migliaio di uomini tenaci, / scendiamo la scura strada verso la casa di Dio, / intonando un canto del Wessex? / Rendersi schiavi ad una razza di schiavi, / ubriacarsi di infamia? / No, fratelli, se permettete, io penso / che la morte sia una birra migliore, / e per tutte le stelle di Cristo che affondano, / i Danesi la berranno con me. / Invecchiare tra le paure in una terra conquistata, / con il sole stesso spodestato, / vedere gli alberi incurvarsi e le bestie abortire? – / La morte è una birra migliore, / e per l'ombra della Morte sul mattone caduto, / questo fiasco continuerà a girare. / Sebbene tutti i paladini siano morti, / e la gloria li abbia tra i suoi, / sebbene tutti i vostri irruenti cavalieri / siano morti con onore in mezzo ai Danesi, / finché un solo uomo resta, resta una grande guerra: / ora è la guerra degli uomini. (2011, pp. 112-113)
Libro VIII, La cura del cavallo
[...] per la vita / il saggio troppo piccolo si sente, / e invece troppo grande l'insipiente. // L'Asia tutta e ogni impero che si spande / per lo sciocco son cosa troppo stretta; / ma per l'uomo i cui occhi han vista retta, / d'Adelingia la piccola isoletta / per governarla è terra troppo grande. (2025, p. 227)
Dalle malerbe vi libererete / una volta per tutte? O scaccerete / le pratoline per sempre di torno? / O alla sfrontata erba ingiungerete / d'andar via, e non fare più ritorno? [...] Cangiano i cieli e infin passa ogni impero, / ma questo resterà comunque vero: / se vogliamo il Cavallo del passato, / sfregatelo, ché sia . (2025, pp. 232-233)
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026