Frasi

Frasi di «Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie»

26 citazioni dal libro di Lewis Carroll

Le frasi di «Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie» raccolte in ordine di apparizione nel testo, dall'incipit alle citazioni più note. Per trama, edizioni e curiosità vedi la scheda del libro.

Citazioni da «Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie»

All'egregio Piede Destro di Alice / Tappeto Davanti al Caminetto / Presso il Parafuoco / Dalla sua affezionatissima Alice. (1988; cap. II, p. 21)
Che dice il Coccodrillo del Nilo / che batte la coda iridata / nell'ansa dall'humus profondo, / nel tonfano, nella cascata, / nel torbido fango del fondo / e sopra la sponda assolata? / «Trovato è il pasto agognato! / Trovato! Trovato!» (1988; p. 23)
«Qualche cosa di straordinario mi accade tutte le volte che bevo o mangio, — disse fra sè; vediamo dunque che mi farà questa bottiglia. Spero che mi farà crescere di nuovo, perchè son proprio stanca di essere così piccina!» (1914; cap. IV)
La ninna-nanna diceva:
Se capita che il bimbo starnutisca / lo si rampogni e poi lo si punisca / non ha alcuna ragion di starnutire / e lo fa solo per infastidire.
Coro
(con la partecipazione della cuoca e del bambino)
Ahi! Ahi! Ahi! (1988; cap. VI, p. 58)
«Allora dovresti dire quello a cui credi», riprese la Lepre Marzolina.
«È quello che faccio», rispose subito Alice; «almeno credo a quello che dico, che poi è la stessa cosa.»
«Non è affatto la stessa cosa!» disse il Cappellaio. «Scusa, è come se tu dicessi che vedo quello che mangio è la stessa cosa di mangio quello che vedo!»
È sempre l'ora del tè, e negli intervalli non abbiamo il tempo di lavare le tazze.
Guardate al senso; le sillabe si guarderanno da sé.
Le varie branche dell'Aritmetica: Ambizione, Distrazione, Mostrificazione e Derisione.
Lucio, tu sei un eroe!
Ogni cosa ha la sua morale, se si sa trovarla.
Povero me! Povero me! Arriverò in ritardo! (Bianconiglio)
Prima l'esecuzione, poi il verdetto. (cap. XII)
Tagliategli la testa! (Regina di cuori)
«Se ognuno si facesse i cavoli suoi,» ringhiò la Duchessa inviperita, «il mondo girerebbe un bel po' più svelto.»
«Il che non ci porterebbe affatto avanti,» disse Alice, felice di poter esibire un assaggio della sua cultura. (cap. VI)
«Non mi pare che stiano giocando con lealtà,» protestava Alice, «e poi battibeccano tutti con quanto fiato hanno in gola che uno non riesce neanche a sentire la propria voce... e le regole poi, così imprecise, ammesso che ce ne siano, non le rispetta nessuno...» (cap. VIII)
«Ma io non voglio andare fra i matti», osservò Alice.
«Be', non hai altra scelta», disse il Gatto «Qui siamo tutti matti. Io sono matto. Tu sei matta.»
«Come lo sai che sono matta?» disse Alice.
«Per forza,» disse il Gatto: «altrimenti non saresti venuta qui.»
Bada al senso, e i suoni baderanno a sé stessi.
«Quanti anni hai detto di avere?»
«Sette e mezzo.»
«Sbagliato! Non l'hai mai detto!»
«Credevo volessi dire quanti anni ho.»
«Se avessi voluto dirlo, l'avrei detto.»
«Non credere mai di essere altro che ciò che potrebbe sembrare ad altri che ciò che eri o avresti potuto essere non fosse altro che ciò che sei stata che sarebbe sembrato loro essere altro.» (la Duchessa)
«Prendi più tè.»
«Non ne ho ancora preso niente, non posso prenderne di più.»
«Vuoi dire non puoi prenderne di meno. È facile prendere più di niente.»
Siccome non era in grado di rispondere a nessuna delle domande, non dava molto peso alla maniera in cui se le poneva.
Le erano successe tante cose straordinarie che Alice cominciava sul serio a credere che per lei non ci fossero cose impossibili.
Di solito Alice si dava degli ottimi consigli, però poi li seguiva raramente.
Senza dubbio questo era un piano eccellente, semplice e davvero ben congegnato. C'era solo una difficoltà: che Alice non aveva la più piccola idea di come realizzarlo.
«Il modo di ragionare degli animali è terribile» disse tra sé. «Ci sarebbe da diventar pazzi!» (Alice)
Che cos'hanno in comune un corvo e una scrivania? (2004, cap. VII, p. 78)

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026