Frasi

Frasi di «Le due città»

14 citazioni dal libro di Charles Dickens

Le frasi di «Le due città» raccolte in ordine di apparizione nel testo, dall'incipit alle citazioni più note. Per trama, edizioni e curiosità vedi la scheda del libro.

Citazioni da «Le due città»

Strana circostanza, degna di meditazione, il fatto che ogni creatura umana è composta in modo da esser per tutte le altre un profondo segreto e un profondo mistero. Una solenne considerazione, quando entro in una grande città di notte, quella che ciascuna di quelle case, oscuramente raggruppate, chiude un suo particolare segreto; che ogni stanza in ciascuna di esse chiude un suo particolare segreto; che ogni cuore pulsante nelle centinaia di migliaia di petti che respirano nella stessa città, è, in alcuni dei suoi pensieri, un segreto per il cuore che gli è più vicino. C'è in questo un senso di spavento pari a quello della stessa morte. (lib. I, cap. III; 1936)
Noi uomini d'affari, che serviamo una casa, non siamo padroni di noi stessi. Più che a noi stessi, dobbiamo pensare alla casa. (Jarvis Lorry: lib. I, cap. IV; 1936)
Tristemente, tristemente, sorse il sole: sorse sullo spettacolo di cui nulla è più triste, quello d'un uomo dotato d'ingegno e di sentimento ma incapace di dirigere le sue qualità in un esercizio durevole, incapace di lavorare a proprio vantaggio e per la propria felicità, sensibile alla piaga che lo rodeva e rassegnato a lasciarsene divorare così. (lib. I, cap. V; 2012)
L'odio per i grandi è l'omaggio involontario dei piccoli. (Marchese: lib. II, cap. IX; 1936)
– La repressione è l'unica filosofia durevole. La torva deferenza della paura e della schiavitù, caro, – osservò il marchese, – terrà i cani obbedienti alla frusta [...]. (lib. II, cap. IX; 1936)
[...] il primo dovere d'una madre è d'ingrassare il figlio. (Cruncher: lib. II, cap. XIV; 1936)
– Giacomo, – disse Defarge; – a un gatto bisogna far vedere il latte, se si vuole che lo lambisca. A un cane bisogna mostrare la sua preda naturale, se si vuole che un giorno le dia la caccia. (lib. II, cap. XV; 1936)
Castello e capanne, facce di marmo e cadavere penzolante, la macchia rossa sul pavimento di marmo, e l'acqua pura della fontana del villaggio – migliaia di ettari di terra – tutta una provincia di Francia – tutta quanta la Francia – giacevano sotto il cielo notturno concentrati in una sottile linea capillare. Così un mondo intero, con tutte le sue grandezze e le sue minuzie, giace in una stella scintillante. E come la semplice conoscenza umana può dividere un raggio di luce e analizzarne la composizione, così intelligenze più alte possono penetrare nel fioco barlume di questa nostra terra, in ogni pensiero e in ogni azione, in ogni vizio e in ogni virtù d'ogni creatura responsabile che vi respira. (lib. II, cap. XVI; 1936)
– Bene! – disse Defarge, con una scrollatina di spalle ch'era un po' di scusa, un po' di deplorazione, – non vedremo il trionfo.
– Lo avremo aiutato, – rispose madama [...]. (lib. II, cap. XVI; 1936)
[Il] chiarore della luna [...] è sempre malinconico, come la luce del sole – come la luce che si chiama la vita umana – all'alba e al tramonto. (lib. II, cap. XVII; 1936)
In tempi di pestilenza, alcuni hanno una segreta attrazione per il morbo... un terribile impulso a morire. E tutti chiudiamo in seno simili meraviglie, alle quali manca soltanto l'occasione per mostrarsi. (lib. III, cap. VI; 1936)
Io ammetto d'essere una spia, professione che non ha una buona reputazione, sebbene sia necessario che qualcuno la eserciti; ma questo signore non è spia, e non veggo la ragione perché debba abbassarsi a far la spia. (John Barsad: lib. III, cap. VIII; 1936)
Vi è una forza prodigiosa, – gli risposi, – nella tristezza e nella disperazione. (Dottor Manette: lib. III, cap. X; 1936)
I contagi fisici, generati dai vizi e dalle colpose negligenze degli uomini, attaccano vittime di tutte le classi; e lo spaventoso disordine morale, nato da indicibili sofferenze, da una intollerabile oppressione e dalla spietata indifferenza, colpisce egualmente senza alcuna distinzione. (lib. III, cap. XIII; 1936)

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026