Frasi

Frasi di «Lo spleen di Parigi»

16 citazioni dal libro di Charles Baudelaire

Le frasi di «Lo spleen di Parigi» raccolte in ordine di apparizione nel testo, dall'incipit alle citazioni più note. Per trama, edizioni e curiosità vedi la scheda del libro.

Incipit

"Dimmi, chi ami di più, tu, uomo enigmatico? Tuo padre, tua madre, tua sorella oppure tuo fratello?"
"Non ho padre, né madre, né sorella o fratello."
"I tuoi amici?"
"Ti servi di una parola il cui senso mi è rimasto fino a questo momento sconosciuto."1
"La tua patria?"
"Ignoro sotto quale latitudine essa sia situata."

Citazioni da «Lo spleen di Parigi»

Come sono penetranti le giornate d'autunno al loro termine! Penetranti fino al dolore! Perché vi sono certe sensazioni deliziose la cui vaghezza non esclude l'intensità; e non vi è punta così acuminata come quella dell'Infinito. (III, Il confiteor dell'artista)
Lo studio del bello è un duello in cui l'artista grida il suo terrore prima d'essere vinto. (III, Il confiteor dell'artista)
Si era all'esplosione del nuovo anno: caos di fango e di neve, percorso da mille carrozze, scintillante di giocattoli e di dolci, brulicante di cupidigie e di disperazioni, delirio ufficiale di una grande città, fatto apposta per sconvolgere il cervello anche al solitario più forte. (IV, Un faceto)
Ci sono delle nature puramente contemplative, e del tutto inadatte all’azione, che nondimeno, per un impulso misterioso e sconosciuto, qualche volta agiscono con una rapidità di cui si sarebbero credute esse stesse incapaci. (IX, Il cattivo vetraio)
Ma che importa l'eternità della dannazione a chi ha trovato in un istante l'infinito della gioia? (IX, Il cattivo vetraio)
Chi non sa popolare la sua solitudine, non sa nemmeno essere solo in una folla indaffarata. (XII, Le folle)
Chi sposa facilmente la folla conosce godimenti febbrili, di cui saranno per sempre privati l'egoista, chiuso in sé come una cassaforte, e il pigro, prigioniero come un mollusco. (XII, Le folle)
Il bimbo è turbolento, egoista, senza dolcezza e senza pazienza; non può nemmeno, come il puro animale, come il cane o il gatto, servire da confidente ai dolori solitari. (XIII, Le vedove)
Tu conosci quella malattia febbrile che s'impadronisce di noi nella fredda miseria, quella nostalgia del paese ignoto, quell'angoscia della curiosità? C'è una contrada che ti assomiglia, dove tutto è bello, ricco, tranquillo e onesto, dove la fantasia ha costruito e decorato una Cina occidentale, dove la vita è dolce da respirare, dove la felicità si sposa al silenzio. È là che dobbiamo andare a vivere, è la che dobbiamo andare a morire. (XVIII, L'invito al viaggio)
Il lusso, la noncuranza e lo spettacolo abituale, rendono quei bambini lì così graziosi, che li si crederebbe fatti di una pasta diversa dai bambini di condizione mediocre o povera. (XIX, Il giocattolo del povero)
E a che scopo portare a termine progetti, dal momento che il progetto è in se stesso un godimento sufficiente? (XXIV, I progetti)
Non si è mai scusabili d'essere malvagi, ma vi è qualche merito nel sapere che lo si è; il più irreparabile dei vizi è quello di fare del male per stupidità. (XXVIII, La moneta falsa)
La più bella astuzia del diavolo è quella di persuadervi che egli non esiste! (XXIX, Il giocatore generoso)
Citato nell'explicit del film I soliti sospetti (1995): «"La beffa più grande che il diavolo abbia mai fatto è stato convincere il mondo che lui non esiste" e come niente... sparisce.» Citato anche in Scrubs - Medici ai
È l'ora di ubriacarsi! per non essere schiavi martirizzati dal Tempo, ubriacatevi; ubriacatevi senza posa! Di vino, di poesia, o di virtù, a vostro piacimento. (XXXIII, Ubriacatevi)
Colui che guarda di fuori una finestra aperta, non vede tante cose quanto colui che guarda invece una finestra chiusa. Non v'è oggetto più profondo, pieno di mistero, più fecondo, più tenebroso, più abbagliante che una finestra rischiarata da una candela. Ciò che si può vedere al sole, è sempre meno interessante di ciò che accade dietro un cristallo. Dietro quel buco nero o luminoso, vive la vita, soffre la vita, sogna la vita [...]. (XXXV, Le finestre)
Citato in Domenico Ciampoli (a cura di), Dizionari di citazioni italiane e tradotte: citazioni francesi, § 2781, Carabba, Lanciano, 1912, p. 251.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026