Immagine relativa a «Lo spleen di Parigi»
Carlos Schwabe · Public domain

Raccolta di poesie · 1869

Lo spleen di Parigi

di Charles Baudelaire · titolo originale Le Spleen de Paris

Prima pubblicazione
1869
Tipo
Raccolta di poesie
Lingua originale
francese
Editore
Eldonejo Koko

«Lo spleen di Parigi» è una raccolta di poesie di Charles Baudelaire, pubblicata per la prima volta nel 1869.

Il libro in breve

Lo spleen di Parigi o Piccoli poemi in prosa è un'opera di Charles Baudelaire. I cinquanta pezzi che compongono l'opera sono stati scritti fra il 1855 ed il 1864. Una quarantina di essi furono pubblicati in diversi giornali dell'epoca, l'ultima decina venne pubblicata tra il 1867 e il 1869.

Il titolo originale Petits poèmes en prose è sovente seguito dal sottotitolo Le spleen de Paris, da quando il 7 febbraio 1864, il quotidiano francese Le Figaro, pubblica quattro racconti della raccolta intitolandoli Le spleen de Paris. Quest'ultimo, infatti, è il primo titolo scelto dal poeta, ma fu rifiutato dell'editore che riteneva più opportuno il titolo "Petits Poèmes en prose".

Tuttavia, in Italia, differenti edizioni hanno riportato talvolta la traduzione del secondo, talvolta di entrambi i titoli.

I poemetti non hanno un particolare ordine, sono provocatori e sondano sentimenti, abitudini e personaggi della Parigi di quel secolo.

Fonte: Wikipedia, voce «Lo spleen di Parigi» · licenza CC BY-SA 4.0

Edizioni e codici ISBN di «Lo spleen di Parigi»

EditoreAnnoISBNPagineLinguaOpen Library
Gallimard20069782070319596343francesescheda
Editions Nilsson217francesescheda

2 edizioni censite su Open Library; in tabella le prime 2, a partire da quelle in italiano.

Dove trovare «Lo spleen di Parigi»

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Incipit di «Lo spleen di Parigi»

"Dimmi, chi ami di più, tu, uomo enigmatico? Tuo padre, tua madre, tua sorella oppure tuo fratello?"
"Non ho padre, né madre, né sorella o fratello."
"I tuoi amici?"
"Ti servi di una parola il cui senso mi è rimasto fino a questo momento sconosciuto."1
"La tua patria?"
"Ignoro sotto quale latitudine essa sia situata."

Frasi tratte da «Lo spleen di Parigi»

Come sono penetranti le giornate d'autunno al loro termine! Penetranti fino al dolore! Perché vi sono certe sensazioni deliziose la cui vaghezza non esclude l'intensità; e non vi è punta così acuminata come quella dell'Infinito. (III, Il confiteor dell'artista)
Lo studio del bello è un duello in cui l'artista grida il suo terrore prima d'essere vinto. (III, Il confiteor dell'artista)
Si era all'esplosione del nuovo anno: caos di fango e di neve, percorso da mille carrozze, scintillante di giocattoli e di dolci, brulicante di cupidigie e di disperazioni, delirio ufficiale di una grande città, fatto apposta per sconvolgere il cervello anche al solitario più forte. (IV, Un faceto)
Ci sono delle nature puramente contemplative, e del tutto inadatte all’azione, che nondimeno, per un impulso misterioso e sconosciuto, qualche volta agiscono con una rapidità di cui si sarebbero credute esse stesse incapaci. (IX, Il cattivo vetraio)
Ma che importa l'eternità della dannazione a chi ha trovato in un istante l'infinito della gioia? (IX, Il cattivo vetraio)

Tutte le frasi di «Lo spleen di Parigi»

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Domande frequenti

Chi ha scritto «Lo spleen di Parigi»?
«Lo spleen di Parigi» è stato scritto da Charles Baudelaire.
Quando è uscito «Lo spleen di Parigi»?
La prima pubblicazione risale al 1869.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026