Frasi

Frasi di «Luminal»

25 citazioni dal libro di Isabella Santacroce

Le frasi di «Luminal» raccolte in ordine di apparizione nel testo, dall'incipit alle citazioni più note. Per trama, edizioni e curiosità vedi la scheda del libro.

Citazioni da «Luminal»

Così dolce e crudele perdermi anche solo per secondi. Così dolce e crudele. Nel silenzio. Così dolce.
Davi: ci troveranno?
Demon: no Davi
Davi: hai paura?
Demon: no Davi
Davi: cosa facciamo adesso?
Demon: aspettiamo
Davi: chi, Demon?
Demon: il sole.
Davi: hai paura?
Demon: di svanire Davi, ho paura di svanire
Davi: tienimi così
Demon: e tu hai paura?
Davi: quando non ci sono fate dai capelli di fata
Demon: quando non ci sono né eclissi né canti
Davi: ma solo roghi che incendiano costellazioni scintillanti.
Dentro sonni eterni voliamo immortali regine maldestre ora le nostre urla non sono che un canto.
Desdemona si trucca in reggiseno e io le sparo in testa.
Guardo il viso di Davi diventare il mio. E lei diventa specchio. E lei diventa specchio e io mi sdoppio. È solo avvicinarmi al riflesso e accarezzare la mia immagine dai non sincronizzati movimenti. E lei diventa tutta calda e dolce.
Ho conosciuto giorni di famiglia dove mi si diceva cosa mangiare e come sulle gambe di mia madre già mi sentivo inquieta come a presagire un futuro non sinfonico.
In attesa di giochi senza memoria dove vendersi e svendersi e poi dimenticare. Cosa di alta magia non ferirsi mai.
Non voglio più lasciarti perché è già successo tra noi due anni fa per colpa del francese allora tuo boy friend modello C. K. Per gelosia siamo state giorni e giorni lontane disperandoci tanto con quel senso di forte astinenza da spasmi dolorosi piegate nel letto ci siamo pensate sentendo quanto male può fare un qualsiasi distacco. Dipendenza forse.
Ci sentiamo come dio comanda. In vena. Di fare. Del male.
Siamo alla Hauptbahnhof e io mi sento romantica e sola. Sola e romantica. Sai cosa vorrei? Incontrarti qui. Incontrarti e baciarti. Cosa di meglio di un bacio quando ci si sente romantici e soli. Io vorrei di quegli abbracci che sanno di braccia attorno che stringono facendo scivolare lacrime e c'è freddo cane in stazione che non regala brividi d'amore e io vorrei, perché mi sento romantica. Romantica e sola nella Hauptbahnhof veloci sul primo treno saliamo seguite da Toy appena conosciuta.
Sono la regina degli angeli maldestri delle calde notti sole di violini ascoltati. Sono la regina del sottile sentire ansioso di angeli maldestri fragili gelsomini in fiore che passeggiano battendo ritmi che corrono dentro ferendo tremanti cuori in equilibrio sulla linea della mia inquieta lingua. Sono la regina di angeli in attesa di dolce risveglio tra le braccia entriamo un po' respirando piano tra le braccia in attesa di giochi senza memoria dove vendersi e svendersi e poi dimenticare. Cosa d'alta magia non ferirsi mai.
Di rabbia finalmente mi sento. Estemporanea rivolta. Contro il panico. Dei miei movimenti. Telecomandati... E vorrei un frontale che libera. un crash mortale che dissacri il sacro del suo potere. che infranga vetri e dilani corpi. Perché resti solo anima in questo carnale possedersi. E non più odori. Solo poesia di un suicidio collettivo da me voluto. In nome. Di dio.
E il reale è un incubo nel sogno amplificato oltre il dovuto.
Sentivo il bisogno di baci di essere baciata tutta.
Sentii il delirio delle mie voglie scatenate dall'angoscia riempire gli angoli della stanza..
Le mie labbra le vorresti su di te. Si aprono e ti leccano lasciando gloss trasparente sulla tua pelle... E tanti occhi nei miei così per poco. Ti regalerei la mia lingua per tanti occhi nei miei. Per questo perdermi veloce che riscalda i miei pensieri. Così provo amore.
La bellezza dei muscoli in movimento duplicata dallo specchio in esercizi di stile..dopo il primo bacio simulavo attillando le labbra già consapevole che sarebbero rimaste solo repliche.
Veloci verso casa in taxi vorrei ammaestrare le stelle per deciderne il rientro. Ancora un attimo donatemi il vostro ardore sacro microscopici fuochi assorbiti dallo schiarire del resto spegnetevi solo al mio dormire perché io vivo della vostra fiamma che nei sogni porto in una notte eterna.
Viaggia veloce e la città si muove se guardi fuori dal finestrino e ti viene incontro se guardi davanti e scompare se le tue mani coprono il tuo viso quasi a difenderlo da abbaglianti soli che già da tempo non incontri ma è solo aria scura che ti copre scaldandoti in questa ora che non è alba e non è tramonto ma solo ritorno che sa di abbandono, malinconico come musica che può farti piangere se vuole.
Vorrei che tu e io fossimo solo una fantastica foto.
E il suo corpo ora è tuo ma non lo possiedi perché lei è altrove. Si regala una stravagante morte ogni volta che dura il tempo di finire. Una specie di pause per il cuore e l'anima che dura il tempo di finire e c'è ancora vita dopo lo spettacolo, dopo il suo appoggiarsi dolce contro la solita lastra di vetro lasciando che un qualche sconosciuto la penetri da dietro mentre tutti guardano.
I nostri passati sono cosi simili. Sovrapposti le loro linee combaciano perfettamente e c'è musica dentro perfetti primi piani sfocati da persone ferite dalla nascita durante un concerto berlinese di David Bowie a volume d'inferno e una voce ripete perdendosi dimmi che mi ami 100 volte e poi svanisce chiudendo le nostre palpebre che scivolano nel vuoto di stanze senza temperatura né voci, in attesa di risveglio rimaniamo per più di un attimo sognando appena paesi delle meraviglie dove passeggiare con Alice tra fantastici fiori. E ora chiudi gli occhi e prova a immaginare cosa si prova. Ad ascoltare. Look Back In Anger. Cadendo. Nel vuoto.
Sono passati di ricordi che assomigliano a vetri appannati dall'umidità dell'autunno... Possiamo scriverci il nostro nome sopra e annullarli
Gli strumenti toccati nella confusa tensione di pensieri. Arrivavano inconsapevoli del danno. Lastricando sensibile provare. Mi abbandonavo regalandomi, vittima dalla facile resistenza. Cadevo Precipitando come Alice gli inferi mi accoglievano non sorpresi.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026