Le frasi di «Odi barbare» raccolte in ordine di apparizione nel testo, dall'incipit alle citazioni più note. Per trama, edizioni e curiosità vedi la scheda del libro.
Citazioni da «Odi barbare»
Lieta del fato Brescia raccoltemi, / Brescia la forte, Brescia la ferrea, / Brescia leonessa d'Italia / beverata nel sangue nemico. (Alla Vittoria, tra le rovine del tempio di Vespasiano in Brescia, libro I, vv. 37-40)
Salve, Umbria verde, e tu del puro fonte / nume Clitumno! (Alle fonti del Clitumno, libro I, vv. 25-26)
Roma, ne l'aer tuo lancio l'anima altera volante: / accogli, o Roma, e avvolgi l'anima mia di luce. (Roma, libro I, vv. 1-2)
Anch'ei, tra 'l dubbio giorno d'un gotico / tempio avvolgendosi, l'Alighier trepido / cercò l'immagine di Dio nel gemmeo / pallore d'una femina. (In una chiesa gotica, libro I, vv. 21-24)
Surge nel chiaro inverno la fosca turrita Bologna, / e il colle di sopra bianco di neve ride. (Nella piazza di San Petronio, libro I, vv. 1-2)
[...] quando Odoacre dinanzi a l'impeto / di Teodorico cesse, e tra l'èrulo / eccidio passavan sui carri / dritte e bionde le donne amàle // entro la bella Verona, odinici / carmi intonando: raccolta al vescovo / intorno, l'italica plebe / sporgea la croce supplice a' Goti. (Davanti il Castel Vecchio di Verona, libro I, vv. 5-12)
[...] una gran tazza argentea, // cui placido olivo per gli orli nitidi corre / misto a l'eterno lauro. (Sirmione, libro I, v. 4)
Breve ne l'onda placida avanzasi / striscia di sassi. Boschi di lauro / frondeggiano dietro spirando / effluvi e murmuri ne la sera. | [...] | Par che da questo nido pacifico / in picciol legno l'uom debba movere / secreto a colloqui d'amore / leni su zefiri, la sua donna / fisa guatando l'astro di Venere. (Scoglio di Quarto, libro I, vv. 1-4, 9-13)
Superba ardeva di lumi e cantici / nel mar morenti lontano Genova / al vespro lunare dal suo / arco marmoreo di palagi. (Scoglio di Quarto, libro I, vv. 29-32)
Fulgida e bionda ne l'adamantina / luce del serto tu passi. (Alla Regina d'Italia, libro I, vv. 29-30)
Già il mostro , conscio di sua metallica / anima, sbuffa, crolla, ansa, i fiammei / occhi sbarra; immane pe 'l buio / gitta il fischio che sfida lo spazio. (Alla stazione in una mattina d'autunno, libro II, vv. 29-32)
Oh qual caduta di foglie, gelida, / continua, muta, greve, su l'anima! / io credo che solo, che eterno, / che per tutto nel mondo è novembre. (Alla stazione in una mattina d'autunno, libro II, vv. 53-56)
Quale una incinta, su cui scende languida / languida l'ombra del sopore e l'occupa, / disciolta giace e palpita su 'l talamo, / sospiri al labbro e rotti accenti vengono / e súbiti rossor la faccia corrono || [...] Chinatevi al lavoro, o validi omeri; / schiudetevi agli amori, o cuori giovani; / impennatevi a sogni, ali dell'anime; / irrompete alla guerra, o desii torbidi: / ciò che fu torna e tornerà nei secoli. (Canto di marzo, libro II, vv. 1-5, 26-30)
[...] vacche del cielo [...]. (Canto di marzo, libro II, v. 11)
L'ora presente è in vano, non fa che percuotere e fugge, / sol nel passato è il bello, sol ne la morte è il vero. (Presso l'urna di Percy Bysshe Shelley, libro II, vv. 3-4)
Ah, ma non ivi alcuno de' novi poeti mai surse, / se non tu forse, Shelley, spirito di titano, / entro virginee forme. (Presso l'urna di Percy Bysshe Shelley, libro II, vv. 41-42)
Citazioni sulle Odi barbare
Le Barbare sono serti di fiori posti su delle tombe; o corone di cipresso appese ad abbandonate are votive. Il Carducci è apparso come un superstite di altri tempi, venuto a narrare a noi delle saghe antiche, che il secolo desueto non intendeva oramai più. E della sua solitudine ebbe anch'egli coscienza. Onde quella tristezza elegiaca di parecchie, delle più belle e più sincere forse, delle Odi barbare, quella quasi nostalgica adorazione di rovine: quel sentirsi sfiorare dolcemente la fronte dall'ala trista dei secoli: quel desiderio di essere tratto dai fiumi eterni verso l'eterno nulla [...]. (Eugenio Donadoni)
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026