Le frasi di «Odi» raccolte in ordine di apparizione nel testo, dall'incipit alle citazioni più note. Per trama, edizioni e curiosità vedi la scheda del libro.
Citazioni da «Odi»
O Mecenate, che discendi da antichi re, / mio presidio, mio dolce orgoglio... (I, 1, 1-2)
La guerra è detestata dalle madri. (I, 1, 24-25)
Che la dea signora di Cipro
e i Dioscuri fulgide stelle,
e il padre dei venti
con l'unico soffio di Iàpige
ti proteggano, o nave
che trasporti Virgilio: incolume
sbarcalo sulle rive dell'Attica
e salva la metà dell'anima mia (I, 3)
Robusto e col petto coperto di triplice corazza era colui che primo affidò al crudele oceano una fragile nave. (I, 3, 9-12)
Non vi è nulla di difficile per i mortali. (I, 3, 37)
La pallida morte batte ugualmente al tugurio del povero come al castello dei re. (I, 4, 13-14)
La brevità della vita ci vieta di concepire speranze a lungo termine. (I, 4, 15)
Domani torneremo a navigare l'immenso mare (I, 7, 32)
Lascia il resto agli dei. (A Taliarco, I, 9)
Ciò che verrà domani / non chiedere, e ogni giorno / che ancora ti darà la sorte, prendilo / come un guadagno. (A Taliarco, I, 9)
Mentre stiamo parlando il tempo invidioso sarà già fuggito. Cogli il giorno presente confidando il meno possibile nel futuro. (I, 11, 7-8)
Con la pazienza si rende più tollerabile ciò che non si riesce a correggere. (I, 24, 19)
Dammi, o Apollo, che io in buona salue / goda di quello che ho; dammi, ti prego, / una mente sana e una vecchiaia non turpe / e non priva del conforto del canto. (I, 31, 17-20)
Ragazzo, odio il lusso persiano. (I, 38)
Cammini sui carboni accesi nascosti dalla cenere ingannatrice. (II, I, 7-8)
Nei momenti difficili ricordati di conservare l'imperturbabilità, e in quelli favorevoli un cuore assennato che domini la gioia eccessiva. (II, 3)
Tutti siamo spinti in uno stesso luogo. (II, 3, 25)
Quell'angolo di terra mi sorride più di qualunque altro. (II, 6, 13-14)
Chiunque ama l'aurea via di mezzo, evita, sicuro, sia lo squallore del vile tugurio sia, frugale, lo splendore della reggia invidiata. (II, 10, 5-8)
Le folgori colpiscono i monti più alti. (II, 10, 11-12)
Perché affatichi con propositi immortali l'animo, che è tanto da meno? (II, 11, 11-12)
Ohimé, Postumo, Postumo, fuggono veloci gli anni! (II, 14, 1-2)
Non c'è vita lieta del tutto. (II, 16, 27-28)
Disprezzo il volgo dei profani, e lo scaccio. Tacete. (III, I, 1-2)
È bello e dolce morire per la patria. (III, 2, 13)
Persegue anche chi l'evita / la Morte [...]. (III, 2, 14-15; 1938, p. 111)
La virtù sprezza e a volo abbandona la compagnia della plebe e le paludi della terra. (III, 2, 23)
L'uomo giusto e tenace di propositi non riusciranno a smuovere dal suo fermo pensiero né il malo furore di prepotenti cittadini né il fiero viso di minaccioso tiranno. (III, 3, 1-4)
Mi spezzo, ma non mi piego. (III, 3)
La forza bruta non governata dalla ragione rovina sotto il suo stesso peso. (III, 4, 65)
Abbiamo creduto al regno di Giove quando lo sentimmo tonante in cielo. (III, 5, 1-2)
I nostri padri, peggiori dei nostri avi, ci generarono ancora più cattivi, e noi daremo vita ad una prole ancora peggiore. (III, 6, 46-48)
Cogli felice i doni di questo momento. (III, 8, 27)
Con la ricchezza crescono le preoccupazioni (III, 16, 17)
Povero tra grandi ricchezze. (III, 16, 28)
Prudentemente Iddio nascose fra tenebre caliginose gli eventi del tempo futuro. (III, 29, 29-30)
Ho eretto un monumento più duraturo del bronzo. (III, 30)
Non morirò del tutto. (III, 30)
Non è concesso di sapere tutto. (IV, 4, 22)
A non nutrire speranze immortali ti ammonisce l'anno e l'ora che trascina via il giorno dator di vita.... Tuttavia nel cielo le rapide lune ripristinano ciò che hanno perso; noi invece, una volta caduti dove il padre Enea, dove Tullo potente e Anco, siamo polvere e ombra. (IV, 7, 7)
Non chiamar felice chi possiede / molte ricchezze; si addice / di più quel termine a chi sa curare / da saggio i doni degli dèi, // e sa sopportare la dura povertà; / a chi teme di più il disonore che la morte, / e non esita a perder la vita / per i cari amici o per la patria. (IV, 9, 45-52)>
È cosa dolce ammattire a tempo opportuno. (IV, 12, 28)
L'amore è cieco.
Misuratore del mare e della terra e delle innumerevoli arene; uomo che sulle celesti sfere ardito avea di sollevarsi ed aggirarsi. (1, 28)
Ora è tempo di bere, ora è tempo di battere la terra con piede libero da vincoli.
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026