Frasi

Frasi di «Piccolo mondo moderno»

16 citazioni dal libro di Antonio Fogazzaro

Le frasi di «Piccolo mondo moderno» raccolte in ordine di apparizione nel testo, dall'incipit alle citazioni più note. Per trama, edizioni e curiosità vedi la scheda del libro.

Citazioni da «Piccolo mondo moderno»

Aperse la finestra, bevve l'aria fredda, scura e muta. (2011, p. 25)
Prese un'aria di Sibilla restìa. (2011, p. 28)
Mi accoravo del mio inganno come di non saper decifrare in me stesso i desideri che mi rendevano inquieto. (2011, p. 41)
Mi pareva che avessero acqua nelle vene, acqua santa, se vuole, ma troppo diversa da quel sangue pieno di fuoco latente che mi sentivo io. (2011, p. 42)
Mi piaceva sopra tutto, credo, perché mi ero accorto di piacere a lei. (2011, p. 42)
Ha finito per tanto tempo di sdilinquirsi per la bellezza che ora si crede sincero. (2011, p. 66)
Che forse la sessa intera religione cattolica era un grande spettrale cadavere in piedi come l'abbazia. (2011, p. 75)
«Lei?» diss'egli ridendo. «Un mondano come Lei?»
«Io non sono un mondano, caro Maironi. Io prendo interesse a osservare le vanità mondane e non sono mondano come un astronomo non è celeste.» (2011, pp. 75-76)
Una religione nuova! Poniamo, se vuole, la religione mia, ch'è la religione del dubbio, una religione che invece di obbligarci a credere quello che non si può sapere, ci proibisce di negarlo e c'impone il dubbio, il quale è infinitamente più sapiente e utile della fede, poiché ci dispone a tutte le possibilità! (2011, p. 78)
«Ecco, i cattolici, come sono» ribatté Dessalle, sorridendo. «Ci vogliono addirittura empi. Più ci avviciniamo a voi, meno ci sopportate. Si potrebbe sostenere benissimo che la vostra religione insegna l'odio del prossimo». (2011, p. 79)
Di lunghe frondi mobili ai fiati vagabondi della notte. [...] Un'ora beata in quel solingo incanto di marmi e di luna, fra le rose inquiete, accennanti un voluttuoso invito. (2011, p. 103)
Le facce compunte dei devoti stupidamente prostrati, come a lui pareva, ciascuno davanti a un piccolo specchio, guardandovi un piccolo Iddio della propria mente. (2011, p. 131)
Si ritirò accigliato dentro le trincee della propria dignità. (2011, p. 150)
Una fisionomia da Sfinge che non vuol proporre il suo enigma. (2011, p. 187)
Ogni cosa vi ha l'impronta di un sentimento, di una personale idea di bellezza, che ci movono a sospirare per un triste, indefinibile senso dell'assenza di qualcuno che ivi passò e che avremmo amato. (2011, p. 237)
Se tutte le note musicali volessero essere il la perché il la comanda, addio musica! (2011, p. 241)

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026