Le frasi di «Satire» raccolte in ordine di apparizione nel testo, dall'incipit alle citazioni più note. Per trama, edizioni e curiosità vedi la scheda del libro.
Citazioni da «Satire»
Che cosa vieta di dire la verità ridendo? (I, 1, 23-24)
Non basta mai niente – disse – perché sei ciò che possiedi. (I, 1, 61)
Il popolo mi fischia, ma io mi applaudo da me, a casa mia, quando contemplo le mie ricchezze in cassaforte. (I, 1, 66-7)
Sotto nome diverso la favola di te parla. (I, 1, 69-70)
C'è una giusta misura nelle cose, ci sono giusti confini / al di qua e al di là dei quali non può sussistere la cosa giusta. (I, 1, 106-107)
Così raramente si trova qualcuno che dica di esser vissuto / da uomo felice e, compiuto il tempo concessogli, / esca dalla vita soddisfatto, come commensale sazio. (I, 1, 117-119)
Per evitare un difetto, gli stolti cadono nel difetto contrario. (I, 2, 24)
Ecco a tutti i cantor vizio comune: / Pregati, non c'è caso che s'inducano / A cantar tra gli amici: non pregati / Non la finiscon mai. (I, 3, 1-3, traduzione di Tommaso Gargallo; citato in Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Hoepli, 1921, p. 546)
Dalle uova fino alle mele. (I, 3, 6-7)
Perché nessuno nasce senza vizi, e ottimo è colui che è travagliato dai più leggeri. (I, 3, 68-69)
Anche prima di Elena la fica fu una terribile causa di guerra. (I, 3, 107)
In questo sbagliò: che in una sola ora scriveva, che prodezza!, / 200 versi, così, come si dice, su un piede solo! / Ma scorrevano torbidi e c'era del troppo, che vorresti togliere. / Troppo verboso egli era, pigro alla fatica dello scrivere: / dello scrivere bene, intendo: al molto non do peso. (I, 4, 9-13)
Le membra sparse del poeta. (I, 4, 62)
Un uomo fatto fino all'unghia. (I, 5, 32)
Ci creda l'ebreo Apella, non io; poiché so che gli dèi menano vita tranquilla; e se la natura fa talora qualche portento, non sono gli dêi corrucciati a mandarlo dall'alta volta celeste. (I, 5, 100-103)
[Credo] che sia noto a tutti, cisposi e barbieri. (I, 7, 3)
Mai la vita diede ai mortali qualcosa se non a prezzo di grande fatica. (I, 9, 59-60)
Più a fondo e meglio di un attacco arcigno, / la battuta spiritosa serve a troncare anche le questioni grosse. (I, 10, 14-15)
Una visione avuta dopo la mezzanotte quando i sogni sono veri. (I, 10, 33)
Non maggior pazzìa la tua sarebbe recar legna al bosco. (I, 10, 34, Traduzione di Luca Antonio Pagnini)
Spesso volgerai lo stilo dall'altra parte, se vorrai scrivere cose degne di essere lette e rilette. (I, X, 72-73)
Quante sono le teste al mondo, altrettanti sono gli interessi. (II, 1, 27)
Dall'uomo parsimonioso sarà ben distinto lo spilorcio: poiché invano ti guarderai da un vizio, se scivolerai in un altro. (II, 2, 54-54)
Su dunque fate cuore, e forti petti / Recate incontro alle vicende avverse. (II, 2, 210-11; 1814, p. 73)
Questo era uno dei nostri voti. (II, 6, 1)
O campi, quando vi rivedrò! quando potrò, ora fra i libri degli antichi, ora nel sonno e nel riposo, obliare dolcemente questa vita affaccendata. (II, 6, 60-62)
A Roma sogni la campagna; quando sei in campagna, / incostante, esalti la città. (II, 7, 28-29)
L'uomo o impazzisce o scrive versi (II, 7, 117)
Giudizi critici di Orazio sulla satira di Lucilio contenuti nelle Satire
Facetus,
emunctae naris, durus conponere versus.
nam fuit hoc vitiosus: in hora saepe ducentos,
ut magnum, versus dictabat stans pede in uno;
cum flueret lutulentus, erat quod tollere velles;
garrulus atque piger scribendi ferre laborem,
scribendi recte.
«At magnum fecit, quod verbis graeca latinis
miscuit». O seri studiorum, quine putetis
difficile et mirum, Rhodio quod Pitholeonti
contigit?
Fuerit Lucilius, inquam,
comis et urbanus, fuerit limatior idem
quam rudis et Graecis intacti carminis auctor
quamque poetarum seniorum turba; sed ille,
si foret hoc nostrum fato delapsus in aevum,
detereret sibi multa, recideret omne quod ultra
perfectum traheretur, et in versu faciendo
saepe caput scaberet vivos et roderet unguis.
Me pedibus delectat claudere verba
Lucili ritu, nostrum melioris utroque.
Ille velut fidis arcana sodalibus olim
credebat libris neque, si male cesserat, usquam
decurrens alio neque, si bene; quo fit ut omnis
votiva pateat veluti descripta tabella
vita senis.
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026