Frasi

Frasi di «Sodomie in corpo 11»

32 citazioni dal libro di Aldo Busi

Le frasi di «Sodomie in corpo 11» raccolte in ordine di apparizione nel testo, dall'incipit alle citazioni più note. Per trama, edizioni e curiosità vedi la scheda del libro.

Citazioni da «Sodomie in corpo 11»

Il romanzo di Laclos è scrittura che si introietta frase per frase e il libro, pertanto, come il Tristram Shandy di Sterne, richiede di essere letto come un tutto già organico nella singola frase, poiché ogni frase è un romanzo. (p. 19)
Il Principe di Machiavelli ha una concezione e visione volgare del desiderio. (p. 20)
Sono sempre tantissimi i pirla politici che interpretano Il Principe come un trattato scientifico e non come un vaudeville rinascimentale steso da un depresso cortigiano di seconda segata. (p. 21)
Laclos si spinge ancora più in là: rifiuta un fine anche nella parola stessa [...] il percorso dal pensiero all'azione e alla parola, dal desiderio alla sua realizzazione (il fine di Machiavelli) è già stato coperto in ogni sua prospettiva prima ancora che l'uomo compia o esterni un primo passo. (p. 22)
L'odio, a differenza dell'amore, circoscrive la propria identità. Dimmi chi odi e ti dirò chi sei; dimmi chi ami e ne saprò quanto prima. (p. 29)
L'omosessualità è la sublimazione empirica del nulla fine a se stesso, l'eterosessualità la sublimazione astratta del nulla a procedere. (p. 32)
Lo stomaco è come il buco del culo: rischia di diventare la parte trainante del cervello. (p. 34)
La vera conoscenza non si accumula, la si smaltisce. (p. 54)
Il sesso fatto bene arricchisce la sensibilità estetica, quello fatto male l'intelligenza speculativa e perciò le svolte di carriera. (p. 107)
L'organizzazione politica, non avendo niente da temere da sessuali frustrati, ha tutto da guadagnare usandoli. (p. 108)
Puoi fare la decifrazione del ghiaccio anche in pantofole davanti al televisore, ma se tiri dei sermenti per non andare a sbattere contro un iceberg è meglio – come la vita: non indispensabile, ma meglio di niente. (p. 142)
Essere corpo con tutto il corpo se aspiri al bodoniano, altrimenti, se l'omologazione dello spirito prevale a tal punto da optare per la via di comodo della scissione dalla carne, accontentarsi di essere un copro-corpo, un letterato che fa la morale senza saper raccontare la favola. (p. 146)
Imparare a lasciar vivere chi non ha altro da fare. (p. 146)
Uno scrittore vero non prende appunti per strada o al caffè perché significherebbe che sta rubando tempo alla scrittura interna che non deve cessare mai – e che va celata sempre. (p. 166)
Se uno scrittore deve mettersi nei panni dell'orizzonte di attesa di un lettore, questo lettore deve essere lui stesso: che scriva dunque come e cosa gli piacerebbe leggere.
L'erotismo è la ciliegina sulla torta quando manca la torta.
L'uomo dei tuoi sogni non è quello dei tuoi sogni, ma l'uomo che rimorchi in questo preciso istante.
Buio, bel buio, bella pioggia, gli istanti scivolano via da una parte all'altra del tergicristallo, e anche questa faccenda del vivere, una poesia senza attributi, una poesia senza perché. E anche il cuore che batte, batte meglio se batte per niente. (p. 218)
Non bisogna avere pietà con chi prospera sull'offesa fatta agli offesi... dagli schiavisti moderni che offendono legalitariamente perché pensano che così va il mondo, o stai sopra o stai sotto.
Gratta appena un po' sulla commedia e viene fuori il dramma, e viceversa. Tutto starebbe nel sapersi fermare in tempo.
Chi vive intensamente non ha tempo per l'eternità.
Chi snatura le parole, snatura la realtà – degrada ogni possibile naturalezza dei sentimenti.
Io perdono solo quando non ho più altra scelta – e mi dilanio perché sono stato ridotto a perdonare.
L'amore batte solo alle proprie tempie.
L'amore del momento non può essere la commedia dell'odio a lunga scadenza.
Non potendo fare a meno di non avere una vita, ho quella dei miei personaggi.
Per far sì che sia come la prima volta, non incontratevi una seconda.
Per la scrittura io ho fatto tutto, mi sono ridotto persino a vivere.
Più cerco di gettare qualcuno nelle braccia di un amico, più vorrebbe buttarsi nelle mie. Forse lo faccio apposta.
Stessa cosa vale per la scrittura: posso spiegarla ricorrendo a una nomenclatura criticistica o ingegneristica, e non avrò ancora detto niente sull'essenza – tutt'al più, molto sull'inessenza, dicendo come per tanti campi del sapere, che cosa non è. Chi non è scrittore non sa che farsene delle teorie sulla scrittura, chi lo è non ne ha bisogno. Uno scrittore vero è allo stesso tempo il teorico più qualificato nel suo campo, non ha bisogno di articolare i problemi inerenti alla propria arte: li individua arandoli, e basta. Scrivere un romanzo è l'unica possibile teoria dello scrivere. Tutto il resto riguarda o il leggere o è gettone di presenza.

Citazioni su Sodomie in corpo 11

Non è certo un gran male che uno scrittore scriva il contrario di quello che si proponeva, anzi è proprio in questi casi che, più di una volta, ottiene i risultati migliori. Ma Busi ha scritto proprio quel che voleva riuscendo a risultati non sempre felici.
È che Busi non diffida mai di se stesso e si abbandona, senza vergogna, alla sua bravura. È una sorta di goloso, anzi un ingordo della letteratura (o meglio dello scrivere) della quale (e del quale) si riempie fino a scoppiare. (Angelo Guglielmi)
Per difendere Sodomie in corpo 11 dall'accusa d'oscenità, Aldo Busi lesse un passo non certo casto d'un altro romanzo, Seminario sulla gioventù, dopo essersi sincerato che la parola "cazzo" non avrebbe turbato l'aula [...]. La denuncia, inviata anche al governo Andreotti, era sospetta. Veniva da Roma, da tale Paolo Napolitano (non identificato), elencava diciassette passi osceni: "Migliaia di libri ho letto ad oggi, ma mai mi era capitato di imbattermi in un libro indecente, immorale, di inaudita depravazione come Sodomie in corpo 11". Il procuratore capo, Francesco Simeoni, di area cattolica, era, secondo Busi e altri commentatori, il terminale tridentino della ridicola vicenda. Ispirato da Flaminio Piccoli, ironizzava lo scrittore. (Antonio Armano)
Da Quando l'osceno Busi fu difeso da Pisapia, il fatto quotidiano.it, 30 maggio 2011.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026