Frasi
Frasi di Aldo Busi
386 citazioni, aforismi e passi dalle opere
Una raccolta di 386 citazioni di Aldo Busi, ordinate per opera: per ogni frase indichiamo, quando è nota, la fonte esatta.
Aldo Busi (scrittore e traduttore italiano). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.
Citazioni di Aldo Busi – 1991
I libri si pubblicano se sono buoni o se sono un affare. Ellis è noioso, scrive male, ma la sua robaccia venderà grazie alle polemiche e al fatto che l'Italia è morbosamente curiosa. Io sono per pubblicare tutto quello che vende. Il resto sono scempiaggini. Rappresentare il crimine non vuol dire incentivarlo. Il pubblico non è fatto di minorati mentali e gli editori fanno un mestiere diverso dal pedagogo. Per fortuna.
Citazioni di Aldo Busi – 1994
Chiamiamole arti: mi pare che riesca a camminarci su... È tutta roba che non parla, che non ha comunicazione. Gli italiani sono così di bocca buona che basta essere popolane per diventare popolari.
Citazioni di Aldo Busi – 1997
Perché mai dovrei desiderare di essere Flaubert quando ho la fortuna di essere Aldo Busi?
Morale mortale: due sono le specialità di RAI con me: a) fare danni subito, b) promettere di ripararli in futuro.
Citazioni di Aldo Busi – 2000
Ammiro Sterne, Flaubert, Rimbaud, Melville, Hawthorne, Cervantes, Proust (non tutto: lo ammiro troppo per ammirarlo tutto, non è necessario non trovare un difetto per essere sicuri di essere di fronte al genio); uno stile non si può mediare da nessuno, non è questione di nascita, di suggestione, di pedagogia, di cultura: direi che è lo stile del proprio sangue. Io ne ho uno, solo perché il mio sangue, come la mia testa, è mio, e questa è affermazione che calzerebbe per pochi altri (suvvia, sono poche le teste che non sono avvitate sul collo di un altro): dico grazie a tutti quelli che vi hanno contribuito (anche con le dovute malattie veneree, bruscolini), ma la memoria vera dello scrittore sta nella sua gratitudine a pari passo con il suo sistematico oblio. Non credo neppure di poter lasciare «nipotini», il mio stile è tale, non credo si possa imitare, perché, di sintagma in sintagma, resta una meraviglia imprevedibile per me per primo.
Citazioni di Aldo Busi – 2002
Le dirò subito che non c'è affatto nulla di universale in noi. Ci creiamo dei miti e dei valori, ma in realtà siamo soltanto il frutto della contingenza. L'uomo ha tutto meno che natura, siamo solo esseri umani nervosi, soggetti alla nostra cultura o subcultura. Noi che ci proponiamo disperatamente di determinare, siamo sempre comunque determinati. Soltanto all'essere veramente umano spetta la facoltà di disintroiettare questa oggettivazione, quindi aspirare a diventare se stesso e sapere realmente chi è per rapporto al mondo e agli altri.
Citazioni di Aldo Busi – 2006
È uno che ce l'ha fatta, ma è diventato un gay da regime, che va in tv in maschera e la cui funzione politica è filogovernativa.
Citazioni di Aldo Busi – 2007
Bisogna essere profondamente anticlericali.
Citazioni di Aldo Busi – 2010
"Da quando in qua la pedofilia è criminalità" l'ho sentita io stesso da me detta, senza alcun tono interrogativo, in verità, rintracciata pochi istanti fa su youtube.it grazie alla segnalazione del Vs lettore tanto solerte, e tanto criminale nella sua malafede, perché basterebbe ascoltare quanto viene detto prima e quanto viene detto dopo per capire che ha ogni significato meno quello infamante che le e mi si vuol dare a forza. [...] E poi che vile ritagliare frasi qui e là di pochi secondi o di un minuto all'interno di un contesto che minimo durava due ore e che girava tutto intorno alla perversa morale sessuale cattolica! Che il vostro Signore abbia pietà di voi, o ipocriti che volete il capro espiatorio per distogliere l'attenzione dai mostri che vi covate in seno, io mai.
Non ho alcuna intenzione di far partecipare il mio Aaa! ad alcun premio letterario di merda, tantomeno a uno che porta il nome di Tatarella, un fascista almirantiano con la cui memoria non voglio avere nulla a che vedere.
Montichiari è in pieno territorio leghista, conta 24mila abitanti ma si fanno più cappelle che asili per bambini. La Lega timbra i banchi degli asili nei paesi vicini, vergogna! Io da anticlericale sono costretto a dare l'8 per 1000 al Vaticano e non voglio trovarmi un prete davanti quando morirò. Sarei costretto a sollevare il coperchio della tomba. Insomma, sono una delle più grandi intelligenze italiane e vorrei che la mia volontà venisse rispettata.
Si può considerare la religione una malattia a trasmissione sessuale, poiché se dreni dalla religione e dalle sue vittime il senso di colpa sessuale che inculca, la religione collassa e con essa i criminali in abiti talari che di secolo in secolo hanno perfezionato questo senso di colpa e il loro dominio sull'immenso parco buoi e vacche da riproduzione che chiamiamo umanità facendoci a sragione un torto e un merito irreparabili.
Citazioni di Aldo Busi – 2011
Ho provato una sottile invidia per Agota Kristóf perché è morta.
Sia chiaro: la mia umana simpatia va più a Berlusconi che a chi l'ha sostenuto, perché lui non aveva scelta che essere se stesso, dichiaratamente e senza mai infingimenti, così sé, così bidimensionale e senza profondità e altra prospettiva che quella della propria piatta fisiologia che io ho spesso pensato che sarebbe lui il primo a non notare alcuna differenza con il giorno prima se il giorno dopo si svegliasse morto, si sveglierebbe morto e inizierebbe la sua giornata come al solito. Quanti lo hanno sostenuto no, una scelta restava loro fuori dalla geneticità coattiva che contraddistingue Berlusconi e lo muove e lo predestinava a essere sé e nessun altro che lo volesse o no – e lui lo voleva. Se gli eterni Bambini e le Bambine di Silvio Gesù avessero osato prendersela questa scelta, Berlusconi non avrebbe fatto scialo dell'Italia per ben due decenni e del prossimo a venire solo a causa del tasso d'interesse ormai greco toccato dai buoni del tesoro italiano, e non mi sto riferendo ai soli politici della maggioranza e della minorata minoranza clerical-fascista-familista quanto i suoi oppositori apparenti, ma a chi l'ha votato e a chi ha votato il partito più magna a ufo e nullafacente e cialtronesco e costituzionalmente ignorante a memoria d'uomo, la Lega Nord.
Citazioni di Aldo Busi – 2012
Qui io sono oscenamente processato non come cittadino, ma come scrittore, come artista. Mi si lasci citare Shakespeare: la bellezza estetica sta in chi la guarda, come l'oscenità. E se qualcuno trova oscene le mie opere, dipende da lui. Quando scrivo non posso pensare al committente, figuriamoci ai lettori. Non scrivo né gialli, né romanzi rosa. Non sono uno scrittore porno e nemmeno per bambini. [...] Io faccio letteratura. Il genere letterario mi sfugge. Cerco, nel mio lavoro, di recuperare una lingua italiana. Uso un vocabolario vastissimo e le mie opere non sono divulgative. Possono essere fruite pochissimo. Sono difficilissime. Che senso ha estrapolare dieci pagine su 430 per capirne, con mente perversa, significati che non hanno e che il lettore è libero di interpretare?
Quando parlo ai ragazzi come voi non voglio censure o perbenismi, perché voi avete il diritto di avere informazioni vere, reali, per quanto brutali, sconvenienti e volgari possano essere. Pur così giovani, siete già sotto ricatto del bigottismo imperante, che poi non fa altro che nascondere monnezza e bassezze umane. [...] Cosa vi interessa di bere fino a vomitare solo perché è cool e tutti fanno così? Tornate a fare l'amore, quello vero, quello viscerale, senza nascondervi dietro a un computer e dentro a quei diabolici social network, un mezzo da cui non ci si può far comandare o soggiogare.
[...] quel neoflagello di tempo ammazzato [...].
Conta di più la vita o l'opera? L'opera, se la vita ne è la superflua coerenza. Se la vita non è coerente con l'opera che produce, il dibattito resta aperto, ma non per me: non conta né l'una né l'altra, entrambe contano solo per l'occasione sprecata di farne tutt'uno. Quindi, via, giù nell'imbuto dell'oblio delle cose che ne nascondono troppe altre per non appartenere più alla fogna dell'arrivare con meno problemi al ventisette del proprio mese che al ruscello di acqua davvero sorgiva e ristoratrice in tutte le sue preziose molecole per l'umanità assetata.
È uno scarto psichico inevitabile, una sensazione di imbarazzo, un sapore di fregatura sistematica: un omosessuale non pubblicamente dichiarato che quindi se ne strafotta della morale sessuale cattolica, che mai nulla ha espresso contro l'omofobia di matrice clericale che impesta il suo Paese, che mai una volta ha preso posizione aperta per i diritti calpestati dei cittadini suoi simili di sventura politica e civile e razziale, un tipo così che, per esempio, scrive e canta il suo amore per una donna viene prima (per mediocrità di carattere, ipocrisia deliberata, amore del quieto vivere a discapito di chi lotta per i suoi stessi diritti da lui per primo negati) della bellezza o bruttezza della sua dedica impropriamente musicata. Non vedi l'omaggio alla donna, vedi la ridicola falsità e la necessità estetica per conto terzi che vi soggiace.
O credi alla gioventù o la vita sociale, civile è morta.
Citazioni di Aldo Busi – 2013
Se vuoi scrivere, non devi avere vincoli di sorta, e già tenere famiglia è spesso un impedimento non inferiore del far parte di una confraternita autoprotezionistica che riconosce solo i simili a sé, e che darà le proprie preferenze non a te, astro nascente dall'orbita ancora follemente ingovernabile e dall'imprevedibile e asistematica rivoluzione... se non sei rivoluzionario, che scrivi a fare... bensì ai pianeti che già le girano attorno e la cui aspirazione è venire assorbiti dalla terra madrina, quindi più piccoli sono prima verranno attratti e inglobati, fagocitati ed espulsi, anche con l'attribuzione di premi, va da sé, ma allora tanto valeva fare i pubblicisti e coniare slogan per il mercato, si guadagna anche di più e partecipi a simposi in oasi da favola nei posti più esotici del mondo che un autore per compulsione verso un impossibile riscatto sociale... o societario se da dipendente dipende da un editore che magari è pure un Presidente di Consiglio... si sogna.
Citazioni di Aldo Busi – 2015
Quindi, se da solo non puoi figliare e ti serve un terzo incomodo per fare i comodi tuoi, è meglio tu non debba. [...] gli appagati e trionfanti papà, diciamo pure contronatura e contro ogni buonsenso, di questi bambini con una madre senza come possono essere poi tanto appagati? Come possono guardare queste meravigliose creature che gli gattonano attorno e danno ai loro contorti geni, nonché a patrimoni finanziari da non disperdere certo in beneficenza qui e subito, una cinica convinzione di totale appartenenza al mondo sulla pelle di quella anonima madre, snaturata ma senza ignominia, travolta nel suo dolore di eterna bambina violentata da ultimo anche con le migliori intenzioni e senza più un grido per farsi sentire da quel buio rimosso non solo da lei ma anche da chi l'ha sfruttato? Come possono questi padri surrogati di madri surrogate guardare questi figli amatissimi e doppiamente idolatrati quali premi di una hybris vittoriosa senza provare ribrezzo per se stessi al pensiero di quella mammifera incosciente, dolente, abbandonata a se stessa che glieli ha forniti e si è tolta di mezzo, anzi, che è stata di fatto tolta di mezzo magari con un bonifico conclusivo a sigillo di una lettera di credito iniziale? Di un credito di sangue mai più esigibile, estinto – come l'utero che l'ha pompato per nove mesi come se pompasse la ruota sgonfia di una bicicletta non sua?
Noi tagliati fuori da un progresso tecnologico sempre più estremo e inarrancabile dovremo morire del tutto da vivi, privati anche delle cose apparentemente più insignificanti per come siamo abituati e che ora nemmeno riusciamo a immaginare e a quantificare tanto ci sono connaturate e fondamentali, ma prima languiremo a lungo, assomiglieremo sempre più agli antichi casellanti delle autostrade che invisibili occupano tuttora le loro postazioni, rimaste inalterate dov'erano e com'erano per risparmiare sui costi di rimozione, rimaste lì accanto alla macchinetta che ingoia biglietto e relativo pedaggio e ti ringrazia e saluta mentre si alza la sbarra – e per ogni mezzo di trasporto che passa oltre e per ogni volta che la sbarra si riabbassa resta indietro un essere umano nel suo fantasma immobilizzato al suo posto dietro il vetro dello sportello appannato e ermeticamente chiuso, nemmeno fosse a memento perenne delle arti e mestieri e dell'umanità del tempo che fu, del tempo che è.
[...] per la prima volta dopo tanti anni ho letto un racconto sino alla fine senza sentirmi frustrato.
Cosa se ne fa l'umanità di uno scrittore che non vuole cambiare il mondo, possibilmente partendo da se stesso? Solo ai supermercati e ai politici e ai preti e ai militari e banchieri e ai pavidi in generale conviene che resti tale e quale. Che mi si legge a fare, altrimenti? E perché si dovrebbe mai leggere? Per sapere il significato della parola panopticon? L'etica civile non è una bella frase: implica consapevolezza, autocontrollo, soppressione dell'istinto di rapina. Se qualcuno legge le mie opere e non arriva al fondo della sua insaziabile trippa becera e animalesca, se non interviene per contenerla ed educarla, perde il suo tempo. Io volevo che a leggermi fossero operai, lavoratori, commesse. I cittadini, tutti! Io volevo e ancora voglio una rivoluzione, però stavolta dal basso verace, non dal bassissimo delle classi dirigenti. Ma loro, questi citoyens del mio Stivale, non ci sono: non vedo l'eco sociale della mia opera, mentre sempre più a migliaia continuano a lamentarsi di non vedermi più in televisione, nelle mie operette, per quanto deliziosamente fuori canone siano. E allora ecco l'assurdo che ripeto: pur di restare inedito, mi sono ridotto a pubblicare.
Di fronte a tanta scelleratezza economicista, chiunque capisce che l'Europa si regge su fondamenta marce, profondamente menefreghiste e cinicamente mercantili, di sfruttamento a man bassa della sua cosiddetta dolcezza di vivere (venuta meno ben prima dell'Is anche per chi ha i soldi per permettersela, ma l'icona da luogo comune è quella, la sua aura sopravvive alla cosa morta, è tenuta in vita dal mercato che alimenta; dimmi tu che razza di relazioni stabilisce un turista o un viaggiatore o uno stanziale parziale come me a parte quelle con commercianti, personale alberghiero, agenzie affittuarie di appartamenti privati, taxisti, ristoratori eccetera: esiste più una parola a titolo gratuito in Europa?).
Citazioni di Aldo Busi – 2017
Consapevolezza F: ho sentito un proverbio che riassume ogni forma di relazione sociale, erotica, sentimentale, affettiva, economica e politica che sia: "Dagliene a chi ride, togline a chi piange"; non ce la farò mai a non farmi commuovere dal debole che pianga o no per furbizia, la furbizia è la debolezza per eccellenza, sarebbe più facile riavvitarmi la testa con gli occhi a vigilare sulle scapole caso mai mi spuntassero le ali, e poi nessuno mi ha mai fatto la sorpresa di ingannarmi, l'ho sempre messo in conto, mi divertiva così, pensavo che ingannare me era come lanciare male un boomerang, mi sbagliavo, ovvio, ma ognuno si dà le sragioni che può, non è facile vivere persistendo nella fiducia, un lusso inaudito, e capisco tutta una vita di dura e arcigna diffidenza, ma, volendo fare leva su una sacrosanta e dolcissima banalità, che vita insulsa anche tutta una vita di diffidenza senza talvolta un'ombra di impostura di etica tra sé e sé per essere fregati con grazia! Che te ne frega dell'aplomb attoriale di un affamato, di un rinnegato, di un ripescato, di un morente? Da che mondo è mondo, se ce n'è per due, non ce n'è anche per tre?
Citazioni di Aldo Busi – Citazioni tratte da programmi televisivi
Diciassette anni di questo pontificato ci ha rovinato tutto l'umanesimo rinascimentale e ci ha mandato indietro rispetto a ogni criterio di modernità.
Non filtra più il sentimento. Qua siamo diventate delle macchinette da confessione e da benedizione. Viviamo nella cultura della morte, e io odio la cultura della morte.
Tutto è un modo di interpretare una realtà che non c'è più: si interpreta non la realtà ma la realtà ideale secondo un potere, ed è questo che è molto deludente.
Non ho paura del sesso, non ho paura dei sentimenti, non ho paura dei miei desideri.
Io credo che voi, nella vostra autonomia, siate assolutamente preziosi e che io non possa darvi niente per migliorarvi, perché sono assolutamente contrario a chi vuole raddrizzare le gambe ai cani.
Anche il Papa si scaglia contro gli omosessuali, fosse quello che... ormai è risaputo: l'omofobo è un omosessuale represso.
I cameraman se la danno a gambe levate quando parlo di politica e letteratura. Non interessa qui nulla a nessuno dell'Alfieri e del Beccaria. Io non le posso dire queste cose, nessuno è interessato, il filtro è tale che so che mi sono prestato a una pantomima di me e dell'intellettuale.
I naufraghi sono tutti qua perché non hanno un cazzo da fare, sono marionette di se stessi che non hanno rispetto dello spettacolo.
Il presidente del PD è inesistente. Finché la sinistra sarà clericale sarà solo una brutta copia della destra.
In Italia il vero criminale non è colui che commette i crimini, ma colui che li denuncia. E quindi io sono il più grande criminale del momento.
La forma è il linguaggio. La mia sostanza sta nella mia forma. Il fatto che la mia forma sia sbagliata per lei, Ventura, e per la maggior parte degli italiani vuol dire a maggior ragione che io la forma non la cambio. Questa nazione è indietreggiata di 15 anni anche per colpa vostra. Voi dovete essere ricoverati. Sentite quelli che avete mandato sull'Isola con me. Non è una novità per me non essere capito. Purtroppo sono tutti come Federico Mastrostefano. Non c'è più cultura. Il Paese è morto.
Bisogna che i topi, come i fascisti, ritornino nelle fogne. (a 4'08)
Io sono di sinistra, se ci fosse una sinistra a parte la mia. Ma non c'è. Perché una volta che il potere è al potere, cioè una volta che l'aspirazione al potere diventa realtà e realizzazione, diventano tutti di destra. (a 5'37)
L'unico simbolo ammissibile in una scuola pubblica, o in un tribunale, è questa bellissima spirale del DNA umano, e quella è veramente internazionale, universale. (a 21'54)
Io penso che si deve continuare a pensare che se anche nessuno ti ama, gli altri tra di loro si amano. (al 25'00)
L'affetto intellettuale è il più bel dono che ci si può fare. (a 26'40)
Per quanto uno dica tutto, o anche faccia tutto, è talmente poco quello che si può dire ed è talmente poco quello che si fa, che dillo: se è un peso per te, dillo, fa' sì che i tuoi finti problemi personali divengano i problemi di tutti, perché siamo tutti uguali, pensiamo tutti allo stesso modo, abbiamo tutti questi desideri frustrati, abbiamo il bisogno di essere amati, ma certamente non abbiamo l'umiltà di ammetterlo. (a 29'05)
Guardi, io sono venuto qua perché questo suono, Lil-li, è incantevole, perché o lo dico a lei o lo dico alla famosa canzone di Valentina Cortese, quindi preferivo dirlo a lei: Lilli, è questo suono. (a 31'33)
Citazioni di Aldo Busi – Citazioni tratte da interviste
Non si mettono le mutande alle parole. (dall'intervista di P. Chessa e G. Lotti, Busi. Scandaloso Aldo, Epoca, 20 marzo 1988)
Il più gran difetto dello scrittore vivente è di non essere ancora morto. Io appartengo alla categoria dei Melville, degli Wilde. Reietti finché sono in vita. (dall'intervista di Silvia Sereni, Perché sono il più grande, Epoca, 9 marzo 1993)
Oggi le donne o tornano a fare le serve o non le vuole più nessuno. (dall'intervista di P. M. Fasanotti, Ma per fortuna ce n'è una sola, Panorama, 12 ottobre 2000)
Ho smesso di scrivere romanzi per ragioni politiche, perché in Italia, a differenza che in Inghilterra e in Francia specialmente, il successo è sempre decretato dalla omologazione a gruppi di potere.
Il libro voleva essere scritto, io non volevo scriverlo. Di riscrittura in riscrittura mi rendo conto che El especialista de Barcelona giaceva in me già dal 1985, quando inizia l'azione evocata nelle prime pagine. Un caos che deve essere ordinato, e cominciano a delinearsi 24 personaggi. Si svolge in un arco di tempo dalla fondazione della Legione spagnola di Millán-Astray, poi ministro franchista, alla visita del Papa a Madrid nell'agosto 2011.
Con loro ho un contratto decennale per i 40 titoli pubblicati, che scade nel 2014. La prelazione era un gesto di cortesia, benché ormai l'immagine di Mondadori la facciano Marina Berlusconi con le sue infelici lettere a Saviano o Signorini con le foto di Kate Middleton a seno nudo.
Boccaccio non ha questo tipo di vincoli e di lungimiranze da serva. Lascia l'uomo libero di fronte a se stesso e agli altri, non lo sotterra né lo innalza, lo fa stare sui suoi piedi, gli infonde fiducia in sé e nelle sue forze e nei suoi meravigliosi limiti. Umani, per l'appunto.
Dante insegna la strada maestra della norma: l'inferno, il paradiso, il limbo, il premio o la punizione. È la grancassa del cattolicesimo, è un poeta funzionale, bravino ma interessato a compiacere, insomma, spera di essere ben presto a busta paga per i servigi resi. È critico ma solo quel tantino che fa birichino e niente più, in effetti è ligio e monolitico. In altre parole, insegna a piegare il capo e a inginocchiarsi. Tutto in lui è funzionale al potere.
Gli omosessuali mica esistono, esiste il problema dell'omofobia, esistono i dementi che sindacano sulla sessualità altrui che non corrisponde alla loro, come se la loro fosse la Verità Naturale mentre è solo la verità del coglione.
La misericordia... ma che se la metta nel culo. Gli omosessuali non hanno bisogno della sua misericordia. D'altra parte è un prete, è un gesuita, non può uscire da questi schemi in cui un pappone ispirato si inventa e impone un peccato per darsi il potere di perdonarlo e intascarne la penitenza dovuta.
Bergoglio usa parole nuove, un po' diverse, magari più accorte nella strategia del marketing ma per dire la solita stramaledetta cosa. Cioè la chiusura più totale ai gay e, tanto per cambiare, all'aborto. Non c'è nessuna volontà vera di cambiamento.
Il trucco sta nel far prendere tutto alla lettera e gli italiani ci sono cascati. [...] La relazione da me a te è sempre una traduzione. Prendere alla lettera qualcosa o qualcuno e infilzarlo con lo spillo di un'etichetta una volta per sempre come fosse un insetto in una teca sprigiona violenza. San Girolamo, il patrono dei traduttori, diceva che le cose, della Bibbia in primis, che devono transitare da una riva all'altra non vanno prese alla lettera perché nel tragitto muoio.
La struttura profonda del linguaggio verbale, e ormai scritto, è stata modificata dall'ipervelocità fonetica: non c'è tempo per articolare un pensiero, solo per dare fiato a un bisogno.
Citazioni di Aldo Busi – Citazioni tratte da libri
La vita è un orifizio che si contrae senza sosta di cui ognuno di noi è solo una pieghetta del Grande Ano dell'universo dotata a sua volta di orifizi che si contraggono finché dura. (da Il libro delle 50 merde, in Aldo Busi, Per un'Apocalisse più svelta, Bompiani, 1999; p. 140)
Le superstizioni sono la vera religione del popolo, mica il cattolicesimo o l'islamismo! (da Le persone normali)
Se la merda umana avesse un costo nessuno mangerebbe più: se pagassimo le noirritures terrestri secondo il peso d'uscita e non secondo peso e qualità d'entrata, saremmo già morti ed estinti per piaggeria. (da Il libro delle 50 merde, in Aldo Busi, Per un'Apocalisse più svelta, Bompiani, 1999; p. 139)
Aloha!!!!!
La componente femminile in un uomo... oddio, mi si sta abbassando la canna dello zucchero... (p. 29)
Quando si parla di sessualità maschile e femminile, si parla in effetti di soggetti economici scaturiti dall'import/export del cazzo e della figa, del cazzo con la figa, del cazzo e del cazzo, cioè di soggetti del cazzo, non altro. (p. 66)
L'unico vero lusso di un perfetto Gentilomo è dire in pubblico ciò che pensa in privato, e viceversa. (p. 79)
La gente ha bisogno di crearsi casini, di sempre nuove emozioni, se le inventano di notte per darsele, farsele a vicenda di giorno. (p. 109)
Un minuto di felicità in due, di sicuro in uno (chi dei due è servito alla felicità dell'altro servendogli la propria? mah!) equivale a un'ora di carognate in tre minimo. (p. 114)
Già! La vostra vera natura è sempre un'altra. Ma perché non l'avete mai usata una sola volta in vita vostra? (p. 170)
Conosco dell'amore solo i lati peggiori: il distacco da un incontro mai stato. (p. 180)
Frasi da «Altri abusi»
Ogni volta che viaggio, viaggio parecchio all'indietro. (p. 54)
Uno scrittore ha sempre una vita di scorta quando ha deciso di barare con la sua. (p. 55)
Non c'è niente di speciale in questo: la maggior parte della gente che ho conosciuto è la dolente e inaccettabile memoria di una scissione, memoria sepolta viva e che si cerca di tenere giù finché si può. (p. 56)
Diventiamo buoni sempre un tantino troppo tardi. Anche perché nessuno, grazie al cielo, potrebbe metterci alla prova. (p. 59)
La borghesia illuminata considera il povero una miniera inesauribile di ricchezza e la sfrutta in modo che si dica poi che è un modo intelligente. (p. 84)
L'unica maniera per tradurre in italiano saudade, parola intraducibile che sta a indicare uno stato di perpetua malinconia nelle genti portoghesi, è Weltschmerz. (p. 199)
Con questi presupposti la mia infatuazione per Rimbaud non si può certo ascrivere alle proiezioni piccolo borghesi dei liceali viziati che possono permettersi sempre il superfluo (la scuola) e mai il necessario (l'avventura). (p. 216)
Del resto, anche Saba e Montale sono caduti nello stesso tranello: loro, che in vita hanno osato sì e no andare qualche volta a comprare il pane non accompagnati dalla tata, si sono sentiti «in intima sintonia» con Rimbaud. (pp. 223-224)
Io arrivo a costruirmi da me la mia ridicolaggine per affermare la mia inviolabile serietà. (p. 226)
Io nuoto, svuotato dell'amore più duro, sensibile, ritmicamente armonioso nella violenza sincronica e famelica e reciproca che abbia fatto negli ultimi dieci giorni – o dieci anni, non saprei davvero, dimentico così alla svelta, e anche questo azzeramento mnemonico fa parte della memoria del tempo, del mio, dove l'istinto di sopravvivenza, messo universalmente in pericolo oltre ogni dire, ci porta impercettibilmente a far fuori non come prima solo le cose brutte ma anche quelle belle, perché sono davvero troppo poche per avere qualche possibilità di restare a galla nel mare di quelle brutte da far fuori, da dimenticare, da non aver mai vissuto. (pp. 261-262)
Dio è una frase fatta e la Chiesa un vocabolario troppo vecchio per contenerla tutta. Peccato.
Per il resto, Signore, non avere pietà più di tanto. (p. 326)
Scrivere è profanare, e i ricordi scritti sono ricordi persi.
La fortuna è un attimo, la vita è tutto il resto.
Frasi da «Casanova di se stessi»
Il gatto si è rassegnato, ha digrignato i denti come a farle paura e a indurla a scappare, ma la ratta niente, non si è mossa dalla sua tegola, dal suo faccia a faccia conquistato con i sudori della morte; svogliato, lui ha allungato la prima zampa e poi la seconda e l'ha attirata a sé nel suo indolente abbraccio, hanno fatto anche un paio di giri e capriole e forse, per un istante, le loro lingue così profondamente diverse e aliene si sono fuse in una sola e, senza per questo che lui smettesse di pulirsi le fauci dell'ultimo sangue preso e profferto, si saranno chiariti una volta per sempre traducendo lo squittio in miagolio e il miagolio in squittio, in una specie di esperanto dell'inconfessabile. (p. 19)
Posso barare all'infinito per la vanagloria della Verità, ma so che non riuscirò mai a sedurre la mia parte di cenere, a plagiarla perché ritorni carne della mia carne: in questo istante sono vivo, è la sola verità possibile, eppure ci sono tanti modi per essere vivo e non esserlo, e ecco che sarei già stato fregato anche da questa Verità se non sto in guardia contro la tentazione di farne un'abitudine, una garanzia per vegetare senza più esserne consapevole. (p. 35)
C'è qualcuno che sappia fino in fondo perché parla come parla e che mi spieghi perché poi si lamenta se capisce solo quel che vuole? Mi auguro che tu, che leggi, qui stia leggendo me e non quello che ci hai messo di tuo: mettitelo da qualche altra parte, ma non qui! (p. 43)
Per arrivare alla stupidità di un altro bisogna partire dalla propria, e qui, in questa cerchia di velleitari creativi ma di ruolo statale o partitico sicuro che non è il caso di mettere a repentaglio, nessuno è disposto a considerarsi stupido, non dico ideologicamente, ché questo è impensabile, ma emozionalmente stupido e quindi semplicemente umano. (p. 69)
Quando uno non ha un mestiere, si crea un destino. (p. 96)
Dubito che si troverà mai una cosa così da me, un romanzo inedito. Non sono vanesio a tal punto da scrivere una cosa e conservarla per i posteri, consegnargliela come se fosse una reliquia del sacro da abbassare dall'aldilà alle pecorelle smarrite del popolo bue di qua, un messaggio di salvezza caduto da un qualche alto, tipo Nostradamus o Fatima. O Mosè. (p. 131)
Siccome io non miro ai soldi dei ricchi così come non miro alle confidenze dei poveri, non spetta a me cambiare la testa agli uomini o far sì che credano alla mia buonafede, e in entrambi i casi non sto più lì tanto a sbattere la mia contro il muro: se non cavo un ragno da un buco, preferisco fare dentro di me un buco al ragno e addio per sempre.
Il Torellino era così, il Perche era così. (p. 169)
Io, pur piacendomi sessualmente gli uomini, indifferentemente etero o omo o bisex o meramente di Lecco o di Chiavari o di Assisi, col passare degli anni non mi sono sentito tenuto a tanto servilismo ideologico nei loro confronti: ho ribaltato la prospettiva e, ribaltandola, non ho più provato un'attrazione sessuale se non là dove essa non veniva azzerata dalla mia ripugnanza politica nei loro confronti. (p. 238)
Le trans devono passare la vita a gestire la propria indomita virilità, le donne a gestire la femminilità degli uomini, gli uomini a gestire la virilità delle donne: un inferno per ogni genere. (p. 320)
Infine io vorrei capire il Male, l'intelligenza che lo muove e l'indifferenza che lo agita in chi si è rassegnato a esso e ha rinunciato a ogni tensione morale – stavo per dire narrativa, cioè estetica, cioè viva – al di fuori del suo familismo protettivo solo verso i suoi referenti di sangue o di clan. Vorrei sapere, infine, se i complici del Male sono consapevoli o no di esserlo e fino a che punto, dentro di sé, credono di operare, spesso omettendo di operare o supplendo con la teoria alla pratica, a fin di bene. Una questione da porre, per esempio, alla Chiesa Cattolica, distruttrice universale di ogni cultura altra da sé. (p. 380)
Ridi, tu.
Se fosse per te, che tu legga o no e in questo momento o fra cento anni a partire da questo momento o che tu non legga mai e non ti renda conto del pulviscolo dell'essere e non essere che s'è cambiato e è entrato in circolo grazie a chi scrivendo modifica ciò che non c'era in ciò che c'è ma ancora non si vede e mai si vedrà, la Terra sarebbe già ritornata ferma e tacerebbe del tutto da un bel po'.
Non esiste una crosta terrestre, esiste una crosta inchiostrata. (p. 424)
Quando sono nati, non c'era già più "la pioggia" come quando siamo nati noi: era già "acida". È davvero un mondo dell'altro mondo.
Un dettaglio è un mondo spesso senza confini.
Dicono di «Casanova di se stessi»
A conti fatti, questo dirompente e a tratti malinconico Casanova di se stessi è uno dei più felici risultati di Busi «narratore». Un Busi consapevole del tempo che passa e lascia nel pettine i riccioli del Barbino di Seminario sulla gioventù; un Busi anche impotente – ma non certo domo – di fronte all'ipocrisia con cui si cerca di farci credere che viviamo nel migliore dei mondi possibile. (Sergio Pent)
Altro che satira della borghesia lombarda post-industriale! C'è anche quello, naturalmente, ma compreso in un percorso ben più serio ed emotivamente impegnato. Senza paura per il proprio dolore, ma anzi usando il proprio dolore come un grimaldello. Di fronte a una società che si presenta nuova e ricca di mutazioni sorprendenti, Busi concepisce il romanzo come un "meccanismo testimoniale" che ricava dai particolari privati indicazioni sui fenomeni pubblici, sapendo che in indagini del genere è impossibile non essere personalmente coinvolti, fino ai nodi più oscuri e alle resistenze più profonde. [...] Busi sta dalla parte del romanzo come conoscenza e rivendicazione, contro il romanzo come "arredamento"; ma mentre in molti lo auspichiamo, lui lo fa. (Walter Siti)
Nuovo romanzo dello scrittore Busi, o il dolore secondo Casanova. Tragicomico, grottesco, pirotecnico, iperbolico: sono, una più una meno, le parole che salutano di solito i romanzi di Aldo Busi; ma nessuna di esse si presta a definire "Casanova di se stessi" (editore Mondadori, pag. 516, lire 30.000), forse il libro più radicale dello scrittore di Montichiari. [...] Sotto i cieli chiusi dove si agitano i personaggi, Busi scrive un "libro del dolore" che sembra dire: quale maggior pienezza e intensità di vita se non sul calvario di chi, malgrado disfatte e tradimenti, si ostina ad amare senza meditare vendetta? (Cesare Medail)
Frasi da «E io, che ho le rose fiorite anche d'inverno?»
L'intelligenza non ha valletti, si serve da sé. (p. 17)
La prudenza è la parte più nascosta del vero coraggio. (p. 19)
Lei stessa era la musica che la faceva danzare come può essere un sogno a fare un uomo, lei è l'unico non ricordo che rimane impresso in una serie di ricordi che si cancellano via via che passano gli istanti. La guardavo e pensavo, "Ma io questa l'ho già vista, l'ho già vista...".
Sarebbe bello poter dire, "Ma è quella stronza marocchina dell'aeroporto!", ma io non sono Emilio Salgari e quindi non era lei. (p. 41)
Nella vita non si può avere tutto: o hai un percorso o hai una meta, e le mete sono tutte uguali.
Una volta che ci sei. (p. 42)
Più divento giovane come non sono mai stato nemmeno in gioventù e più divento intransigente verso la droga, la prostituzione e l'alcol: se uno deve vivere per ammazzare il tempo comprando i suoi svettanti e gratuiti attimi fuggenti, tanto vale che faccia più alla svelta e ammazzi se stesso senza rompere le palle a me che devo sempre fare la figura del bigotto salutista allorché invece sono solo annoiato a morte dai faciloni da sballo sempre e comunque che pensano che esista qualcosa che possa essere più facile di quanto non debba invece restare strettamente raro, difficile, inaccessibile. (p. 53)
Ma in una società in cui è concesso solo ai maschi listinto e alle femmine il calcolo culturale sul proprio residuo d'istinto di sopravvivenza chiamato sentimento, non c'è che povertà, viltà, meschinità relazionale. (p. 76)
Io elaboro lutti su gente viva per dare una fine al cordoglio che con me questa gente è lettera morta; sono il vedovo e l'orbato di storie non avute con gente che le ha con altri, non con me che lo volevo tanto e che in cucina non sono male e potrei prendere per la gola anche un estintore, non solo un estinto. (p. 91)
Ah, che flagello questa italiana lingua di clericali che non fa mai fare i meritati cagnotti ai cadaveri ma li mette a riposo il tempo di lievitarli verso la resurrezione dei corpi, delle anime e degli insaziabili credenti rompipalle tutti! (p. 104)
Cos'è un vero laico? Uno che non ha certezze ma solo dubbi, dice lo spegnimoccoli illuminista. Ma non basta, dico io, uno che non ha certezze finisce pur sempre con la certezza di non averne, e spesso fuor di dubbio. No. Un vero laico è chi non rompe i coglioni agli altri e non permette a nessuno di romperglieli. Né con una verità rivelata né con un dubbio in divenire, che inevitabilmente porterà il dubbioso alla sua bella conversioncina cattolica dell'ultimo minuto senza essersi dovuto fare due marroni così con la santa messa tutte le sante e strainculate domeniche e feste raccomandate della sua vita. (p. 104)
Non c'è laicità possibile, per esempio, se tanto per cominciare non si conviene subito che Satana è un'invenzione della Chiesa per distrarre l'attenzione da se stessi. Chi grida "Al lupo! Al lupo!" di mestiere che altro mestiere può fare se non il lupo? (p. 105)
Il Papa è un divino Otelma al quale è andata da Dio. (p. 106)
Ma su un punto non sarò mai chiaro abbastanza: non si può ascrivere alla Chiesa cattolica tutta la responsabilità dell'abiezione umana e politica e sociale e economica che essa crea in Italia... nelle Filippine, in Sudamerica, in Africa, in Germania... e non fino al punto di alleggerire la responsabilità del singolo individuo che si fa cattolico, non fino a diventare essa il capro espiatorio dello stato di indigenza culturale e civile del mio paese e dei suoi fedeli; no, esiste la responsabilità individuale, altrettanto imperdonabile, di tutti coloro che sono consapevoli dell'inganno cui sottostanno e al cui dispotico trionfo contribuiscono senza fare niente per abbatterlo. (p. 126)
Se non vuoi fare di volta in volta patti col diavolo non farne uno con Dio una volta per tutte. (p. 128)
Leggere, in casa mia, era sciupare il tempo, era proibito farsi vedere, dovevo farlo di nascosto, e come tutte le cose proibite era associato alle cose sporche, intime, dovevo farlo chiuso al cesso mica per snobismo, là nessuno dei miei aguzzini fatti in casa veniva a cercarmi di proposito, ci capitavano solo per bisogno, se no erano calci e urla per la mia lazzaronaggine, il mio vizio di usare i libri per leggerli invece di renderli utili per il gancio al muro dei clienti cagatori. (p. 135)
L'italiano non pensa un pensiero, al massimo digerisce quello di un prete. (p. 138)
L'Italia è la fabbrica dei furbi ripiegati su se stessi, il suo vero originale e inimitabile made in Italy una camera ardente di furbizia, una fossa comune di furbi vivi e, soprattutto, vegeti vegetanti. Però col tonaca su tonaca giusto. (p. 138)
Parafrasando Jean Paul, egli, eterno bambino indifeso dentro l'adulto armato sino ai denti che con l'odio simulato nell'amore vuole vendicarsi di non essere stato difeso quando più sarebbe stato necessario farlo, pregherà per attirare e impadronirsi meglio di ogni altro dei frutti del peccato; s'inginocchierà, ma solo come i soldati di prima fila, per sparare meglio su chi ha di fronte; tenderà amichevolmente le mani e spalancherà calorosamente le braccia per accogliere con ardore una donna innamorata solo per ridurla in cenere, e giungerà piamente le mani nella preghiera, ma come quella macchina di tortura dotata di punte acuminate detta Vergine di Norimberga, che più abbraccia, più stritola. (p. 160)
Se bussi una due tre quattro cinque infinite volte a una porta ambita e non si apre, non significa che non ti vogliono, che fanno finta di non sentirti, che ti hanno escluso dalla loro madia e dal loro giaciglio, significa che è la porta sbagliata per te, giusta per altri ma non per te, e che dietro non c'è nessuno, a parte la tua fantasia bisognosa di collocarvi un anfitrione interessato a te e al tuo appetito di lui. (p. 177)
Se desideri rifarlo con la stessa persona, il riflesso che è scattato è già di altra "natura": è di cultura. (p. 220)
Tutta la mia casa è un mercatino, mi sembra di girare fra bancarelle e però ancora non mi decido a non comperare più niente. (p. 249)
Scheda del libro «E io, che ho le rose fiorite anche d'inverno?»
Grazie del pensiero – Citazioni
La vera natura di un uomo lo avvolge globalmente, non è scissa in due emisferi per saltare dall'uno all'altro secondo comodità e convenienze a piacere. (p. 20)
Si suol dire che noi omosessuali ci riconosciamo fra di noi a colpo d'occhio: questo mi sembra un grande limite per la nostra espressività pubblica, visto che sarebbe già circoscritta nel perimetro semiotico di chi ci riconosce per omosessuale e per omosessuale si fa riconoscere. (p. 33)
Non si ha fiducia negli altri perché essi se la meritano, ma perché merita di averla colui che la prova. (p. 43)
Dirò che Pasolini sta al Pci come don Giuseppe Diana, il prete operaista trucidato dalla camorra a Casal di Principe il 19 Marzo del 1994, sta alla monarchia britannica o alla Chiesa di Roma. (p. 45)
La destra è sempre fattuale, la sinistra sempre ideale, un ideale che spetta sempre agli altri rispettare e applicare. (p. 53)
Chi non è in grado o non è messo in grado dai genitori di sviluppare una manualità qualsiasi sin dalla più tenera età, è inevitabilmente destinato a farsi seghe per tutta la vita. (p. 55)
Solo coloro destinati a vivere come bruti pensano con la testa dei pregiudizi altrui: fattene almeno dei tuoi personali. (p. 58)
Non c'è niente di più misero di un vero uomo alla ricerca di una vera donna e viceversa: partiti da un miraggio, finiscono con un cazzo di gomma e una figa di caucciù. (p. 71)
In Italia non esistono statisti poiché non vi è mai stata alcuna cultura dello Stato, della democrazia vera, del bene pubblico. (p. 72)
L'uomo politico ideale deve avere tutte quelle qualità per cui, se le avesse davvero e tutti fossero convinti di questo, non troverebbe nemmeno un paralitico portato a braccio disposto a dargli un voto. (p. 78)
Preferisco uno che sta sulle sue che uno che sta sulle mie. (p. 79)
Quando qualcuno non sa cosa concepire e non è una donna, concepisce un aforisma. (p. 79)
La storia dell'umanità è la storia dei suoi traumi, cioè dei suoi viaggi fuori da un ennesimo feto verso la speranza di un'ennesima sopravvivenza. (p. 81)
Non essendo cattolico, detesto la seduzione classica dell'inganno, dell'intrigo, del ti-vedo-non-ti-vedo o tramite il dispiego di qualsivoglia carisma intellettuale o sociale al fine, risibile, di una scopata. (p. 89)
Quanto alla masturbazione femminile, posso dire molto poco, avendola sperimentata a lungo ma con scarsi risultati. Forse non avrei dovuto sperimentarla su di me. (p. 102)
Quando uno non ha più niente da far credere e deve raschiare il fondo del barile della sua criminalità politica e, spesso, psichica, chiama a suffragio la Chiesa e riecco che saltano fuori i più bruttarelli mostriciattoli della Storia, Dio-Patria-Famiglia, è giù olio di ricino. (p. 106)
Cosa c'è di più mafioso che non essere in grado di capire il bisogno di autodeterminazione e di libera espressione di un bambino per quello che è? perché infangarlo già di un peccato originale al fine di poterlo redimere, cioè violare a piacimento? (p. 113)
È la vostra mafiosità spicciola, o italiani, lo zoccolo duro su cui giostra l'intero cavallo di Troia della mafia nazionale. (p. 116)
Non è vero che se una mano lava l'altra saranno pulite entrambe, dipende dalla subcultura mafiosa che ci si è fatti dello sporco. (p. 117)
È ora che gli italiani scendano in piazza a protestare contro se stessi. Grazie del Pensiero. (p. 158)
L'erotismo è ragionieristico, il sesso è trigonometrico e si applica solo per numeretti infiniti. (p. 181)
Il rapporto in questo paese cattolico tra potere e sesso è lo stesso che c'è tra il buonpaterfamilias Riina e il buonjourexfamiglio Carnevale: comandare e cassare è sempre meglio che fottere. (p. 183)
[Che cosa diresti a chi considera l'Aids una punizione divina?] che Dio ha già punito lui infettandolo con un pensiero simile. (p. 184)
Ognuno si fa degli altri la conoscenza che vuole e, spesso, che può. (p. 190)
Schiacciamo le larve ma amiamo le farfalle: una farfalla questo non lo dimentica. (p. 192)
D'Annunzio è stato una creazione masmediatica del sistema di allora, non sarebbe mai esistito al di fuori dell'apparato del potere del momento, e infatti, caduto il sistema, caduta la fortuna di D'Annunzio, che nessuno legge più, malgrado le volte che si è tentato di farlo resuscitare. (p. 199)
La donna cerca nell'uomo di soddisfare il suo scompenso culturale, l'uomo cerca nella donna di soddisfare il suo scompenso naturale. (p. 207)
Io non credo all'amore che moltiplica, troppo comodo, è mica un conto in banca. (p. 210)
Mi calmano le parole interiori dei due in me / e le sedie bassa di paglia nel sibilo / del mattino mentre l'alloro fa la sua parte / e le ossa scendono a un compromesso per sostenermi; / mi calma la roccia scalata e lo spino nel piede, / il gonfiore degli intestini e la ristrettezza di vedute / guardando la marina, si fa per dire, immensa. (da E.A. Poe-metto 6, p. 221)
Frasi da «Guancia di Tulipano»
Come c'è del merito nell'infelicità, c'è dell'intelligenza nell'essere felici.
La vita ha le parole che può, la fiaba le parole che deve.
Si mente nella vita, non nel racconto che se ne fa.
Una fiaba che non menta non rivela alcuna verità, e questa sarebbe la sua più imperdonabile menzogna.
Frasi da «L'amore trasparente»
A volte penso / di essere un sogno / che qualcuno si è dimenticato di fare, / il sogno nel cassetto / aperto nel momento sbagliato, / il dormiveglia di una dalia d'inverno / che lascia i suoi petali / alla brina che l'uccide. (da L'amore trasparente)
L'amore non è il toccasana dei mali, / è il bene più bello del male supremo, / l'assegno in bianco dei dolori in attesa, / una speranza tradita in agguato, / lo sguardo malato di una bolla di sapone / che scoppia con te. (da L'amore è un drago dormiente)
Una vota si ama, / poi si ricama. (da Dama esperta)
Senza il nulla del sesso / sarei niente del tutto, / la tristezza di esseri umani / è di sicuro successo / per i giganti e i nani / ma i nani che inseguono altri nani / sono più giganti dei giganti fermi / ad aspettare giganti fermi. (da La bella fine)
Se tesso la tela / sono Penelope, / se tendo la vela sono Ulisse, / io sono Ulisse e Penelope di me, / il ragno d'amore triste e perfetto / che da sé si crea le travi, il tetto, / la bava – e la mosca nel letto. (da Ragno d'amore)
Frasi da «La Delfina Bizantina»
Anastasia quelle scarpe chiuse, coi bottoncini tipo suora del catechismo, le portava solo nell'impresa e i tacchi erano allenati alla riproduzione sonora di una condoglianza pro-forma che non guastava, era anzi indispensabile nella conduzione dell'azienda. Anastasia era sicura che in una città turistica come Ravenna prima o poi lei sarebbe arrivata all'export. Pazienza per il naso, ma sapeva fin troppo bene che una donna alta, slanciata, biondo chiaro e occhi viola può e deve arrivare oltre confine con le sue ambizioni. Lei le cornici era riuscite a imporle perfino ai morti, figuriamoci ai vivi. (p. 17)
La signorina Adelaide non aveva cognome, le disse Anastasia, anche se c'era stato un periodo in cui si chiamava signorina Scontrino per via che dava certe ricevute alla cassa e che prima ancora, da ragazza, era la Schisciada dalla Alpi alle Piramidi, una roba di porci e di manzoni che una bambina non stava bene di sapere. Teodora capì dai mille e uno elaboratissimi casqué che la signorina Scontrino era stata figlia o di se stessa o di nessuna. (p. 21)
[...] la generosità è quasi sempre frutto del senso pratico di togliersi un pensiero. (p. 50)
Teodora lesse a alta voce solo il grosso trafiletto e poche righe: "Svelata la millesima profezia di Nostradamus: tale Bertino Primo salirà al soglio pontificio e tutto finirà come in una bolla papale di sapone, il mondo indietreggerà dall'organico all'inorganico, nessuno si accorgerà di niente e la morte continuerà più di prima a trionfare sotto sedicenti spoglie mortali. E la vita diventerà una congiunzione che non congiunge più niente." (p. 65)
Gli unici compagni veri dell'esistenza erano i simboli che non si lasciavano decifrare, erano sempre con te, caldi, fragranti della mestizia di chi ti sfugge per il tuo bene e ti fa sentire meno solo. (p. 104)
Ma a Lui e alle Sue favorite, dio Ingegnere non gliela farà: loro tre la morte l'hanno messa nel sacco, e adesso stanno salendo, salendo, anche se figlia e nipotona non se ne rendono ancora ben conto, Lui alla testa di questa nuova Trinità. Lui ingurgiterà mo' ben 'sto dio buonino, lo incamererà nel proprio stomaco e lo terrà dentro terra terra, per sempre. Ah, questo bolo del firmamento non si aspetta che qualcuno sta arrivando per digerirlo, farlo fuori a sua volta! (p. 368)
E l'attimo della vita non è più fuggente perché il tempo nella Delfina Bizantina, che si allarga a macchia d'olio, viene azzerato boccone dopo boccone dalla famelicità missionaria delle tre signore o signorine sistematesi in pochi Gallia papalmente addobbati e congiunti fra di loro da un bel colonnato doppio più servizi di potenti di mezza Roma e Romagna tutta. Solo la signorina Scontrino è consapevole che si tratta di un manicomio da camera ad usum Delphinarum tutte: mascherato da fabbrica del ping-pong: lei sa che ogni profeta viene inviato un po' nel deserto per poi lasciarlo salire senza più mettergli i bastoni fra le ruote. La signorina Scontrino non demorde e per riguardo obbliga tutte le altre a far le prove finali con lei. (pp. 378-379)
Frasi da «La signorina Gentilin dell'omonima cartoleria»
Ci sono tante belle cose che si possono fare da soli coi multipli di uno.
Scheda del libro «La signorina Gentilin dell'omonima cartoleria»
Dicono di «La signorina Gentilin dell'omonima cartoleria»
Minuscola tresca paesana, bella triangolazione sentimental-speculativa tra una appariscente direttrice didattica in tacchi a spillo, un maestro di nome Fagiolone, la Gentilin e, fuori o fin troppo dentro, va da sé, l'io narrante, lo scrittore, che si riflette e si immedesima nella protagonista. C'è sempre più, in Busi, l'esigenza di una immediatezza linguistica fresca e dolorosa con cui congiungere l'estetica della parola alla parola popolare, alla conquista, si capisce, di un'ultima parola davvero ultima, verso una religiosità laica, un'esistenza eroica senza religione né feticci, spietata ma morale, nichilistica ma vitale, che scandaglia nell'animo umano la straordinarietà della banalità, e il baratro dietro le pupille di ciascuno. (Massimiliano Parente)
Scheda del libro «La signorina Gentilin dell'omonima cartoleria»
Frasi da «Madre Asdrubala»
Inutile dire che sono nata il giorno stesso dell'insediamento alla Casa Bianca della presidentessa degli Stati Uniti Hillary Clinton e che mi chiamo Ilaria per colpa sua. (p. 6)
Ma prima di arrivare in picchiata a Madre Asdrubala, come non spandere due goccine di parola anche per ricordare il mio primo impatto con l'asilobus guidato, si fa per dire, da quello spostato di Gigi Coltrucco? (p. 33)
Una volta che hai odiato fino a fondo qualcuno, tipo la tua signorina o la tua maestra o il governo, non riesci quasi più a innestare un odio duraturo per nessuno, neanche per la tua mamma. (p. 154)
Frasi da «Manuale del perfetto Gentilomo»
Chi condivide una vita a due nello stesso appartamento, sappia che presto l'unico trait d'union sarà l'amministratore dello stabile.
Non accontentatevi della felicità, aspirate alla serenità.
Se parlate davvero per dire, imparerete a tacere un po' di tutto.
Non è successo niente in televisione, è successo tutto a voi!
Non esiste la Natura, né quella dei Padri della Chiesa, né quella di Darwin, né quella del calzaturificio Valleverde, né quella del Mulino Bianco: esisti tu, pirla!
La figa, sollevata dall'essere l'imbocco di un utero da fecondare, conoscerà il suo vero trionfo sessuale, tanto che si può affermare sin da ora, con scarsa percentuale di errore, che, mentre fino a pochi decenni fa il culo era la figa del futuro, adesso la figa è il culo del presente. (p. 27)
Uno può tollerare tutto nella vita, ma non tollera che qualcuno insinui che il suo cazzo non è il cazzo più bello del mondo. (p. 82)
Frasi da «Manuale del perfetto papà»
Beati gli orfani.
Mio padre, in verità, c'è sempre stato accanto, a modo suo: remoto, astioso, crudele, indifferente, ma c'è stato. In una sola parola: paterno, come tutti i padri, come ci riusciva lui.
Io non rimpiango di avere avuto il padre che ho avuto, io rimpiango di averne avuto uno.
Il padre è stanziale, il maschio è mobile, l'uccello è volatile.
Il padre è sempre altrove: deputato a difendere la famiglia, di fatto è sempre fuori della famiglia a progettare la società o difendere la patria, cioè se stesso, la sua radice vitale.
Il maschio è sempre un maschio a parole, perciò anche i suoi fatti sono fatti a parole, tanto lo sa che i fatti veri pertengono, che lo vogliano o no, alle femmine.
Se vuoi sapere qualcosa di un uomo devi aspettare che muoia e che te lo dica una donna.
Un perfetto Papà lo capisci subito dalla sua capacità, una volta sposato e padre, di mantenere le relazioni coi suoi vecchi amici non sposati e non padri.
La cultura degli uomini è divisa in parti uguali in tre aree stagne e comunicanti secondo convenienza: quella del silenzio, quella dell'omissione, quella dell'omertà. Un vero maschio rivelatore lo misuri solo dalla tenacia del suo coma volontario. Non vede, non sente, non parla.
Il vero perfetto Papà non delega del tutto alla mamma la diseducazione e rovina del proprio figlio.
È ora che le donne e i gay si rendano conto che i primi uomini o sono loro o altri non ce n'è al mondo.
Il perfetto Papà fa tutto per suo figlio: cioè non lo fa, tanto per cominciare.
Chi introduce la morale negli ormoni inevitabilmente introduce gli ormoni nella morale: non avremo né una sana morale nelle cose pubbliche, né un sano sesso nelle cose private.
Quando ti senti solo soltanto perché sei da solo puoi pur sempre covare una speranza, ma quando sei solo e già insieme a qualcuno?
Il romanzo meraviglioso nasce dalla capacità del romanziere di interpretare le maschere degli uomini attraverso la sua maschera-psiche per farne i volti dei suoi personaggi.
Il volto è servile e servizievole, la maschera è dispotica e intransigente. Il volto ti viene dato, e si esprime su un unico piano orizzontale; la maschera si impone, ed è verticistica anche quando sempre piana.
Perché il Potere, se è vero, è vero anche quando è millantato, mentre l'amore, agli occhi del Potere, non può essere che millantato anche se è vero.
L'amore pretende di parificare, ma il denaro riesce a differenziare.
La battaglia per impedire all'altro è la stessa che ti sottrae ogni energia per poi permettere a te di fare qualcosa.
Per essere liberi, basta accontentarsi di essere infelici e da soli.
Non c'è Cristo in croce che non sia sceso per scopare una qualche esaurita posseduta dal Demonio. Poveri cristi entrambi.
La percezione che ho di me si è immobilizzata su queste due sponde non del tutto opposte: o sono uno spettro o un uomo da abbattere; interesso in quanto proiezione che non mi riguarda o non interesso in quanto non funzionale a alcun sistema.
La lingua, come la realtà, è vendicativa: o la pensi o sei pensato. E se sei pensato, sei fritto.
Il fascismo, distillato ultimo del machismo, è perdita di virilità.
Non capirò mai l'amante abbandonato che vuole una spiegazione da chi lo lascia: il fatto che non riesca a trovarla da sé è di solito la spiegazione che dovrebbe cercarsi da solo.
È meglio andare scalzi che tenere i piedi in due scarpe.
Dicono di «Manuale del perfetto papà»
Qual è il Padre contro cui Busi costruisce questo manuale? È un padre enorme, perché è la complessione del suo vero padre, della figura del padre, del ruolo sociale del padre, della funzione sessuale della paternità, della posizione paterna nella famiglia, e infine del padre in quanto Potere. Il discorso di Busi è principalmente politico, in un senso della parola che ormai rischia di perdersi nella truffa mediatica che ne fa la caricatura quotidiana e permanentemente preelettorale. Quello che Busi ha di mira – e che non perde di vista mai – è l'urgenza di una rifondazione delle libertà individuali, la rivendicazione totale dell'importanza di autodeterminarsi come persone, singoli, in perenne stato di costruzione della propria vita. (Dario Voltolini)
Frasi da «Manuale del perfetto Single»
Io sono un democratico convinto che ha, sì, i suoi gusti, ottimi, ma tiene conto però del diritto al cattivo gusto altrui, e credo che nessuno, io compreso e quindi neppure Dio, debba avere licenza di volere il mondo a sua immagine e somiglianza.
Essere generosi con gli stupidi è un modo come un altro per punirli e rimetterli per sempre al loro posto.
No, un uomo single non è un uomo solo, è, semmai, un uomo da solo.
Il tenere famiglia corrisponde da sempre all'ottenere licenza di delinquere: per il bene dei propri cari si persegue il male dei cari solo altrui.
La cellula prima della società civile, che lo si voglia ammettere o no, è l'individuo retto, probo, coscienzioso, che pone un limite al suo egoismo e al suo istinto predatorio [...].
I vampiri della finta compagnia sottraggono solitudine dopo solitudine per vincere e allo stesso tempo corroborare la loro paura del vuoto irreversibile che sono: deformano te, loro non cambiano mai.
La vera, devastante solitudine non è di chi è solo da solo con se stesso, ma di chi è in due e dispera di poter essere di nuovo solo da solo.
Con i soldi, come con un falso concetto di libertà foriera di guadagni più gli interessi, compri solo la realizzazione del desiderio, mai il desiderio. È come mandare in viaggio un tuo ritratto al tuo posto, non sei né via né più a casa.
La vita non sta in un album di nozze.
Si potrebbe cominciare dall'eliminare la carne dal piatto e poi, che ne so, i telefonini, l'ultima moda, il gel nei capelli, le radio private quando sei alla guida, l'ultimo accessorio e già che ci sei l'ultima automobile, eliminare le donne sessuali, gli uomini sessuali, i preti e gli altri politici e asessuati di sinistra in generale.
Un uomo da solo è un uomo agguerrito, pieno di risorse impensate, di fierezza inaudita, di ferrea coordinazione dentro-fuori del principio di realtà, perché sente e sa di essere il re detronizzato da una masnada di fittavoli isterici che scambiano il tinello in cui fanno consorteria per la sala del trono e del consiglio, primo e ultimo.
Non è facile alla lunga conciliare l'attrazione sessuale per gli uomini con la repulsione politica per i maschi... e tutta l'intenzione della mia vita sentimentale non è stata di coronare questa attrazione ma di vincere questa repulsione, invincibile, che di fatto mi ha vinto...
Io sono grato alla mia solitudine, come sono grato alla mia omosessualità, alla mia sordità congenita, all'infiammazione al testicolo sinistro, alla mia infanzia di una strana, matura infelicità, alla mia gioventù brada e disperata e mitomane in cui cercavo di colmare il vuoto d'affetto con un pieno di ossessione sessuale... grato alla mia vecchiaia incipiente e persino all'amore che non mi è stato corrisposto... grato al finale più roseo di tutti, la morte e la liberazione da questa cultura della bistecca, sia essa bovina o umana, con l'osso o l'osso buco...
Il perfetto Single, visto che se perfetto e abita da solo e da sola, non tiene animali domestici, scarafaggi, mosche e sorcetti e altri involontari a parte, e resisterà all'egoismo di farne prigioniero uno. Noi non abbiamo fatto tanta strada per toglierci il guinzaglio e poi bloccarci per fare la guardia a un cane. È anche questione di generosità verso gli animali, non solo di buon senso.
Le donne sono in tutto e per tutto i giocattolini animati di una società maschilista e infantile, i suoi animaletti compiacenti: le donne sono i veri animali-angeli da allevare per la macellazione in vista — e a vista.
Le donne nella pubblicità, e persino nella politica, non hanno nulla di umano perché non hanno niente di veramente politico nemmeno in famiglia.
Noi non abbiamo problemi psicologici irrisolti, abbiamo diritti politici negati, cioè risolti sulla nostra pelle.
Io ho conosciuto parecchia gente rovinata da Internet e non ancora una sola persona da una rete per farfalle.
A me Philip Roth non m'incanta, [...] I suoi personaggi, persino amanti ventennali e coniugi centenari, parlano come libri stampati, ecco, e nessuno sembra accorgersene, e Roth men che meno. Essi non si interrompono mai, non si fraintendono mai, e, udite!, parlano per rivelare di sé all'altro più che possono, non come noi comuni mortali che parliamo per nascondere più che possiamo a noi stessi per primi.
Frasi da «Manuale della perfetta Gentildonna»
Vieni, mia cara Maddalena, mia cara ex puttana ex utero ex santa ex serva, si parte verso l'utopia. Stiamo per spiccare il volo non verso E.T. ma verso TE. (p. 19)
Fra due di cui uno ti dà la soluzione dei tuoi problemi e l'altro un calcio in culo e ti dice di arrangiarti, preferisci sempre il secondo, fa meno danno. (p. 64)
La bellezza vera non ammette di esser vociferata ai quattro venti: una volta appurata da noi su di noi, se mai è il caso, bisogna che sia un po' occultata, perché la vera scoperta della nostra bellezza o la fa qualcun altro o non la fa nessun altro. (p. 81)
Si è vivi quando hai fatto di nuovo un ulteriore passo in avanti o nel buio e sei contento che la terra non abbia ceduto sotto i tuoi piedi, e sei consapevole di questo miracolo; si è vivi in base a ciò che ti resta da imparare, non certo in base a quanto sai già. Andare a caccia di zanne di elefanti è infinitamente più vivace e vitale che vivere in una torre d'avorio. (pp. 107-108)
Grida di più un esempio chiaro, diretto, sfacciatamente silenzioso che le mille proteste e richieste e sollecitazioni dei mille che hanno scambiato il volontariato per una carriera visto che altrove hanno fatto acqua da tutte le parti e si sono ridotti a fare del bene agli altri perché, incapaci di pensare innanzitutto al proprio, hanno trovato il modo migliore per ovviare all'inconveniente. (p. 142)
Una Gentildonna ricca, consapevole del grado di sentimentalità che può permettersi, che decide di corrompere un povero che le piace, corrompe del tutto e non bada a spese e sborsa quel che c'è da sborsare. (p. 170)
L'unica maniera per dare al sogno una possibilità di realizzarsi è smettere di sognarlo. (p. 211)
In verità, chi dei due ha un'urgenza sentimentale più spiccata di quella sessuale è il maschio, non la femmina. Con la differenza che la femmina palesa, sentendolo poco o sentendolo come socialmente necessario per non fare la figura della puttana, questo suo bisogno, secondario, di amore, mentre il maschio, sentendolo come bisogno primario ma socialmente disdicevole per un vero uomo, lo reprime, vendicandosi però sulla donna che, potendo provare tutto dandogli fiato e ossigeno, non permette a lui di provar niente di sentimentale cui possa dar veramente voce. (p. 245)
Il culto di queste meravigliose creature della terra e del sole non ha epoche. (p. 269)
Se è lecito amare gli uomini in quanto animali, la Perfetta gentildonna si guarda bene dall'amare gli animali in quanto surrogati di uomini. (p. 271)
L'immortalità è come il preservativo: devi abituarti sin da piccolo a trovarlo erotico altrimenti te lo ammosci già a quattordici anni. (p. 280)
La perfetta Gentildonna, ripeto, può anche fare la sposa e la spesa, la mamma e la mammona, la casalinga e la carlinga per tutta la vita: basta che non scambi un intestino con il destino e la sfiga con una missione. Se è costretta, per le più svariate ragioni, a stare quasi sempre in casa, si affacci più che può almeno al davanzale e, se sente un fischio, non pensi automaticamente alla pentola a pressione. A buona intenditrice poche parole. (p. 303)
Dicono di «Manuale della perfetta Gentildonna»
Dopo tanti manuali, e galatei, trattati e saggi sulle donne e le loro infelicità, incontinenze, sogni, errori, sconfitte, prevaricazioni, vite da manager e da casalinga, ugualmente frustrate al lavandino o alla scrivania, quello di Busi è forse il primo, dopo quello vecchio di quasi cinque secoli di Castiglione, che pare davvero conoscere le donne, spronandole a non essere più solo delle liberte, ma delle donne libere. (Natalia Aspesi)
Frasi da «Manuale della perfetta mamma»
Il mito della Madonna consegna la donna o alla castità e conseguente rinnegamento della sessualità o alla puttanaggine, che è l'altra faccia della medaglia della santità e dell'innocenza che deve espiare i peccati altrui senza mai commetterne uno suo e addossandoseli però tutti quanti.
Una madre fa tutto per il figlio, ma non deve fare anche il figlio e la parte del figlio.
Esistono, stringendo, due tipi di mamma e quindi due tipi di famiglia: quella che si preoccupa se scopre che il figlio di sedici anni alle otto di sera rientra a casa con mille lire di non comprovata provenienza e lo prende a sberle [...] e quella che si preoccupa se a notte fonda il figlio di otto non è rientrato in roulotte o nel basso o nello scantinato con almeno un centone in saccoccia.
Ma via, non trascendiamo, c'è ben di peggio di una mamma snaturata secondo copione: c'è una mamma che fa fino in fondo la sua parte!
La famiglia è una prostituta per aver bisogno di un protettore? [...] Proteggere è un eufemismo per sfruttare.
Una brava ragazza nata è ottusa laddove una qualsiasi si accontenta di essere sprovveduta o prevenuta o scaltra.
Ma tu, mammina cara, non porti queste mie sciocche domande col tuo adorato figlioletto, sii classica, romantica e liberty da quella gran brava nata che sei: limitati a castrarlo, a dargli un beauty di frasi e sentimenti fatti e a farne un uomo vero come tutti gli altri.
Purtroppo la mamma generica commette lo stesso madornale errore della Chiesa in fatto di sesso: lo rinnega, lo plasma, lo stigmatizza.
La Chiesa cattolica è la mamma che mette al centro della vita individuale e sociale delle sue pecorelle alla pecorina qualcosa che non ha posto da nessuna parte: la sessualità umana. E sopra vi pianta un codice d'onore, una morale.
Se vuoi rovinare un figlio per sempre dagli la stessa verità confezionata per te dai tuoi genitori quando eri piccola.
La verità è un percorso da fare, non un traguardo da cui partire.
Le donne saranno perfettamente emancipate quando la forza della mente sarà eguale alla debolezza della figa tanto da, volendolo, prodursi da sé la frittata che vogliono, anche per il solo gusto di girarla.
Il rapporto vero è vero fra due persone vive e entrambe vere, non è il mausoleo di una salma imbalsamata a fronte di una persona che è viva ma non è più con te, non più riguardo a te.
Ci sono legami fortissimi e inestricabili che resistono nel tempo proprio perché o non sono mai cominciati o sono finiti e uno dei due non ha il coraggio, e nemmeno la viltà, di dirlo all'altro.
La gente che trova le parole già pronte non sa che avrà i pensieri già fatti.
Se è difficile concepire la società senza madri, senza sante e senza puttane che in quanto persone marcano visita da millenni, è impossibile presagire una società in cui le donne, finalmente liberatesi dai ruoli di subordinazione per loro stabiliti dagli uomini, non manchino più all'appello. Sarà una grande società, saremo più vicini a un progetto non più utopico di felicità tutta in Terra.
Perché una donna deve essere un genio di forza e di intraprendenza e di pazienza e di spirito di sopportazione per vivere in una società misogina come la nostra senza aver almeno partorito un alibi che la assolva dall'abominio di non essere servita a niente, nemmeno a aumentare il fatturato delle aziende dei pannolini e degli omogeneizzati e della canapa indiana.
Come in tutti i grandi sentimenti, l'amore o la follia non è questione di dare e avere: è una questione di parità, il che è una convenzione fra le parti.
Non si può mettere in discussione la Vita nemmeno per migliorare la sua situazione: bisogna farle fede dell'esperienza che accampa.
Che me ne faccio di vent'anni in più se poi è già da cinquanta che non riesco a trovare nessuno che non mi faccia cadere le braccia dalla disperazione e dalla noia entro venti minuti?
Io credo che l'amore non si debba cercare, l'amore ti capita incontro e addosso; l'amore non si cerca, l'amore si trova; puoi cercare di appianare la vita di tutti i giorni con il compromesso, l'oculatezza, la pazienza, il timore, il coraggio e persino la viltà e il rischio perché tutto ciò dipende da te, ma non puoi esaltarla, perché questo dipende da un altro.
C'è gente che mette ogni energia nell'andare alla ricerca d'amore e, una volta trovatolo, è così esausta dal girovagare forsennato di prima che non fa più niente dopo. Io invece per l'amore non faccio niente prima, mi riservo di dare la carica a partire dal primo istante che qualcuno è d'accordo nell'accettarlo e nel restituirmelo.
Forzare l'amore è come voler forzare una porta blindata a spallate: o la trovi aperta o finisci al pronto soccorso.
Frasi da «Nudo di madre»
Perché per me scrivere rientra nelle prestazioni del trapezista da triplo salto mortale senza rete: impossibile applicarvi un adeguato cartellino del prezzo se non col metro dell'arroganza. (p. 18)
Un uomo religioso è un individuo-massa, cioè una contraddizione in termini. (p. 20)
Un individuo individuale, l'artista in sé, è un essere senza protesi, senza stampelle, senza certezze, senza credi neppure sulla sua stessa identità. (p. 20)
Se ti presti a mettere in scena con le parole scritte i desideri e i memorabilia – degni dell'oblio – dell'umanità che ti compra, è perché la tua vera vocazione è quella del venduto, non quella dello Scrivere. (p. 75)
L'estabilishment letterario e critico e accademico e giornalistico, non producendo niente, produce se stesso. (p. 92)
Dicono di Aldo Busi
Aldo Busi è uno dei tanti narcisi assolutamente autoriferiti. Ho seguito con notevole irritazione la sua esibizione all'ultimo festival di Sanremo, nel quale ha miseramente fallito nel ruolo di animatore.
Busi è il contemporaneo che la distrazione di massa italiana non merita. [...] Basterebbe la lingua che – tra le sue mani – è ancora una questione nazionale aperta. Il più squillante what if che in effetti risuona dalle pagine migliori del sessantasettenne che ho davanti è: cosa ne sarebbe stato dell'italiano se a un certo punto la nostra lingua avesse imboccato la via di Boccaccio anziché quella di Petrarca, se avesse cioè conservato la sua forza materica e la sua viva complessità, libera dalla padronalità curiale, poi leguleia, poi accademica, poi ministeriale, infine televisiva e dunque non più l'autobiografia del popolo sovrano che non c'è ancora ma il guaito delle plebi di ogni censo e condominio sociale?
Busi ha umiliato chi si aspettava di vederlo vestito di rosa e con un lavoro all'uncinetto tra le mani, comportandosi come un fiero gentiluomo, un intellettuale offeso, uno scrittore integro, senza padrini o protettori.
Cari trentenni, non dimenticate Pasolini, Busi e Tondelli.
Di notte leggeva, studiava, scriveva: «Alla Siemens di Monaco facevo il magazziniere e raccoglievo l'immondizia, mi davano due ore di libertà e io mi chiudevo nel cesso a studiare: la mia cultura nasce dagli odori delle deiezioni». Così Busi ha imparato perfettamente inglese, francese, tedesco, tanto da diventare interprete anche di quel venditore di collant, il grasso Lometto di Vita standard di un venditore provvisorio di collant, che già nell'85 prefigurava l'ascesa di personaggi berlusconiani e bossiani. Finalmente, a 28 anni prende a Firenze il diploma di puericultrice, e nell'81, a 33, si laurea a Verona in lingue e letterature straniere con una tesi sul poeta americano John Ashbery, anche lì un dispetto, perché in tanti tra gli intellettuali d'epoca non sapevano chi fosse.
Dice che sono quasi dieci anni che non va più in televisione e che non rilascia interviste. Ha orrore della mediocrità e del conformismo. Il silenzio non lo ha arrugginito. Cavalca gli argomenti più diversi con la solita maestria oratoria. È perentorio e poco incline al dubbio. Ma è anche il miglior talento narrativo degli ultimi trent'anni. È chiaro che un'affermazione del genere Busi la considererebbe un insulto. Ma è un fatto che romanzi come Seminario sulla gioventù, Vendita galline Km 2, Vita standard di un venditore provvisorio di collant, sono un pezzo importante di storia letteraria.
E allo stesso modo anche il suo libro, fintamente in sordina, va letto tutto per antifona, a cominciare dalla pretesa di parlare di niente quando in realtà tra una chiavata e una chiave di violino, entrano in ballo i massimi sistemi, magari avvinti in un tangaccio con l'autore.
Forse uno dei libri più belli usciti negli ultimi dieci anni, restituito a uno splendore stilistico insospettabile se si tiene conto della scarsa considerazione di cui gode la lingua italiana nella contemporanea repubblica delle lettere. [...] Si discute di amore, di pedagogia, di moda maschile e femminile, di frizioni generazionali, di arte della dissimulazione, e l'effetto è quello che scaturirebbe dall'ascolto di un talk-show elegante e raffinatissimo.
Ha voluto fare il coup de théâtre. Il gesto imprevedibile. Aldo Busi ieri sera ha abbandonato l'Isola dei famosi. Così come era entrato, cercando di sorprendere, provocare, indignare, portare all'esasperazione i suoi colleghi naufraghi, nello stesso modo ha voluto dare l'addio. Con un'infilata di parolacce, di strali contro il conformismo degli italiani, contro il Papa «omofobo» e Berlusconi «tiranno», ha spiegato di non poter stare più sull'isola di Wild Cane Cay. (Laura Rio)
Io Busi l'ho sempre stimato, soprattutto per la sua lingua, è un tipo di scrittura che ho sempre ammirato.
La critica ha accostato il suo nome a quelli di Céline, Gadda, Joyce, Volponi, e il suo temperamento letterario riconosciuto come uno dei più interessanti che l'anemico e deodorato panorama della nuova narrativa nostrale abbia prodotto negli ultimi anni. Quanto alla cattiveria, doverosa per chi fruga sotto le maschere della vita, Busi la esercita attenendosi a una severa deontologia. Narcisista con devozione, messo alle corde ha scritto: Non si può più essere emarginati senza essere integrati? Allora vi sconcerterò. (Fabio Ciriachi)
Lo scrittore Aldo Busi, sicuramente uno dei romanzieri più talentosi di questo dopoguerra, è stato bocciato all'esame di giornalismo. Non credo che ci sia da scandalizzarsi né che Busi debba prendersela più di tanto. A prescindere infatti dalla validità di un esame come quello di giornalista, c'è il fatto che giornalismo e letteratura sono due attività solo apparentemente affini.
Nulla di quanto scrive Aldo Busi potrebbe essere scritto, se non come lo scrive lui. Non so di quanti altri scrittori italiani viventi lo si possa dire, soprattutto in riferimento a un'opera oramai imponente, costruita in decenni di attività nel silenzio e disinteresse della critica (né l'uno né l'altro davvero completi, però). [...] La sua letteratura, e El especialista de Barcelona lo conferma, ha una forte carica civile, ritraendo con acume rigoroso – non privo di pietas – la politica delle relazioni fra gli individui. Di questa attenzione per la politica delle relazioni è parte, e non solo espressione, la competenza sintattica e lessicale che Busi manifesta senza tradire sforzi. Il pensiero e il giro di frase di Busi dicono spesso, assieme, la stessa cosa: ed è qualcosa che ha a che fare con la vita delle persone, con il loro individualismo, la loro socialità.
Penso che Busi sia davvero un autentico scrittore con doti fuori dalla norma. Questo non mi impedisce di sorridere alle sue, peraltro deliziose, iperboli. Ma c'è anche un secondo Aldo Busi, ilare e sereno, niente affatto aggressivo, attento e interessato a chi gli sta di fronte, curioso del mondo, grande lettore e critico meditato. Mai banale, mai scioccamente vanitoso. Un uomo che possiede doti non solo letterarie ma anche umane.
Per quanto riguarda il luogo comune, il più bravo ad annusarli e a evitarli è Aldo Busi. È lui che in un articolo su un viaggio in Islanda, ha scritto: "Andando per geyser, è inevitabile scoprire l'acqua calda"...
Quando si dice avere nerbo: Aldo Busi è stato radiato da tutte le trasmissioni Rai. La decisione è stata presa da Viale Mazzini dopo le escandescenze dello scrittore nella puntata di mercoledì sera: «Il direttore di Raidue, Massimo Liofredi, sentito il direttore generale della Rai Mauro Masi, ha ravvisato nel comportamento dello stesso palesi e gravi violazioni delle regole e delle disposizioni contrattuali». Busi non metterà più piede in Rai (gli restano sempre gli studi Mediaset). [...]«Una clausola mi imponeva di non parlare in modo offensivo di politica e di religione. Ho preteso che venisse tolta. Altrimenti cosa dovrei dire tutto il giorno? Cip-cip?»
«Sentire le donne»: con questo suo nuovo libro divertente quanto insolito, forse stravagante, che s'inizia come un saggio e prosegue come un romanzo, Aldo Busi conferma le sue doti di affabulatore appassionato.
Forte di uno stile compatto, degno al tempo stesso di un sofista, di un «uomo di mondo» e di un puro letterato, Busi ci fa sapere cosa pensa delle donne. (F. C.)
Aldo Busi, d'altra parte, nei romanzi più belli ti rivolta come un calzino la pochezza dell'italianità più opportunistica e bieca e corrotta e cialtrona e machiavellica, leggendolo leggi una lingua sfavillante e mai letta, resti a bocca aperta e te lo immagini, Busi, astrattamente sospeso su un qualche empireo da sub-dio, su un Olimpo à la Arbasino, o giù in una fogna à la Céline, o a marcire in un carcere à la Genet, invece apri un quotidiano e lui ti fa un santino di Di Pietro e un altro di Cofferati, perché sono buoni e puri, e ci aspetteremmo di meglio, noi busiani ripudiati da Busi: o un isolamento più splendido, o una militanza più complicata.
È così che Busi è una geniale invenzione di Busi che ha divorato se stessa, in quaranta libri, fino all'ultimo brandello di io narrante, è un'opera d'arte vivente della parola che si è fatta letteratura e poi di nuovo carne scrivente, soliloquio nevrotico e sublime, per esasperazione di sé e degli altri. [...] È l'unico scrittore a aver rifondato una lingua, l'italiano, uno stile unico attraverso cui smascherare l'ipocrisia estetica e etica di un Paese piccolo piccolo e, per metonimia, un'umanità in generale ancora più piccola ma mai quanto l'Italia. Se fossimo una nazione con un minimo di coscienza intellettuale, se non fossimo il Paese che sdilinquisce nella propria ignoranza per il comico che legge Dante e la Costituzione in televisione, o per il ragazzo pupazzo che combatte la mafia con una scrittura da farti pensare che un mafioso farà schifo ma scriverà meglio, dovremmo inserire i libri di Busi nelle scuole. Mi sembra l'unico scrittore morale, spesso insopportabilmente morale, e allo stesso tempo estetico, enormemente estetico, nel senso che si legge perché detta legge.
Io ogni tanto provo a aggrapparmi a Aldo Busi, uno dei pochi scrittori italiani a aver scritto romanzi veramente importanti, ma anche lui parla solo di società civile, dell'onestà, del governo in carica, come se fosse Beppe Grillo.
Tra i contemporanei ha avuto importanza quando avevo vent'anni Aldo Busi, con il quale avevo un rapporto epistolare, che talvolta continua tutt'oggi pur con molte, spesso troppe differenze di visione, e al quale imputo lo stesso difetto di provincialismo che vedo in altri, seppure il suo contributo sulla letteratura italiana sia tra i più rilevanti, ma non si può fare letteratura di sola lingua.
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026