Frasi

Frasi di «Sonata a Kreutzer»

21 citazioni dal libro di Lev Tolstoj

Le frasi di «Sonata a Kreutzer» raccolte in ordine di apparizione nel testo, dall'incipit alle citazioni più note. Per trama, edizioni e curiosità vedi la scheda del libro.

Citazioni da «Sonata a Kreutzer»

Se avesse cominciato subito a tenerla a freno, a farle intendere la ragione, ora sarebbe una donna saggia. Bisognava levarle i grilli dalla testa fin dalla prima volta. Non puoi fidarti del cavallo che corre in aperta campagna, come non puoi fidarti della donna che tieni in casa. (vecchio; cap. I, p. 27, 2008)
È straordinario come di solito ci illudiamo che la bellezza non possa essere disgiunta dalla bontà. Stai ad ascoltare volentieri una bella donna, anche se dice delle sciocchezze; per quanto faccia discorsi inutili, sembra intelligente. Se si comporta in maniera ineducata ti sembra ugualmente graziosa. Quando poi non dice nemmeno stupidaggini né frasi ineducate, ed è anche gentile, allora ti persuadi definitivamente di avere di fronte una donna di prodigiosa virtù e intelligenza. (Pozdnyšev; cap. V, p. 41, 2008)
Provate a domandare a un'esperta civetta, intenzionata a conquistare qualcuno, se preferisca rischiare di essere accusata, in presenza di quello che vuole sedurre, di falsità, crudeltà o anche dissolutezza, o di mostrarsi in un brutto abito mal cucito: tutte preferiranno la prima evenienza. Sanno bene che tutti noi mentiamo parlando degli elevati sentimenti, che tutti gli uomini hanno solo bisogno del corpo, e perciò perdoneranno ogni schifezza, ma non un abito malfatto, inadeguato e di cattivo gusto. (cap. VI, Roma 2011)
Voi ritenete che le donne nella nostra società nutrano interessi diversi rispetto alle donne delle case di tolleranza, e io vi dimostrerò che è falso. Se le finalità, il contenuto interiore dell'esistenza sono differenti, tale differenza si rifletterà inevitabilmente anche sull'aspetto esteriore, e tale aspetto sarà differente. Ma osservate quelle derelitte e infelici, e poi le dame della più alta società: agghindate, vestite allo stesso modo, gli stessi profumi, le stesse braccia, spalle e seni denudati e il sedere in bella mostra sotto gli abiti attillati, la stessa passione per le pietruzze e gli altri gingilli costosi e luccicanti, gli stessi divertimenti, balli, musica e canti. Sia quelle che queste usano ogni mezzo per sedurre. Non c'è alcuna differenza. A un esame oggettivo si può solo dire che quelle che si prostituiscono per brevi periodi sono di solito disprezzate, e quelle che si prostituiscono più a lungo sono invece riverite. (cap. VI, Roma 2011)
Sono convinto che verrà il giorno, e sarà forse molto presto, in cui ci si chiederà con stupore come abbia potuto esistere una società che consentiva azioni così lesive dell'ordine pubblico come quegli abbellimenti corporali che sono permessi alle donne nella nostra società. È come se si mettessero sulle passeggiate o lungo i sentieri trappole di ogni sorta, o peggio! Per quale motivo si proibisce il gioco d'azzardo, mentre alle donne sono consentiti abiti da meretrice che eccitano i sensi? Il pericolo è mille volte maggiore! (cap. IX, Roma 2011)
Durante il periodo della luna di miele si prova disagio, vergogna, nausea, dispiacere e soprattutto noia, una terribile noia! È la stessa sensazione che provai quando cominciai a fumare; sentivo il voltastomaco e la saliva in bocca. La inghiottivo e facevo finta di provar piacere; se c'è un certo piacere a fumare, lo si avverte dopo un po' di tempo. E ugualmente bisogna che gli sposi si abituino a quel vizio per provare piacere. (Pozdnyšev; cap. XI, p. 54, 2008)
altro non è che lo sfruttamento da parte di pochi del lavoro di molti. [...] La schiavitù della donna consiste nel fatto che alcuni vogliono e ritengono conveniente sfruttarla come uno strumento di piacere. (cap. XIV, Milano 2011)
Si può apprendere presto e con facilità quanto ferro e quali specie di metalli ci sono nel sole e nelle stelle, ma con quanta difficoltà riusciamo a conoscere come sia bestiale la nostra natura... (Pozdnyšev; cap. XV, p. 73, 2008)
Insomma, andammo ad abitare in città, dove gli infelici si trovano meglio. In città si può vivere cento anni senza rendersi conto di essere morti e putrefatti già da molto. Non c'è tempo di riflettere; si è sempre continuamente occupati. Gli affari, le relazioni mondane, la salute dei bambini e la loro istruzione, tutte queste cose ci assorbono continuamente. Bisogna ricevere questo o quell'altro, restituire le visite, vedere quello e ascoltare questo. In città c'è sempre una o due celebrità che non si può fare a meno di conoscere. Poi bisogna pensare a curarsi o cose del genere, infine ci sono i precettori, gli educatori, le governanti: nonostante tutto ciò la vita è vuota, vuotissima. (Pozdnyšev; cap. XVIII, p. 82, 2008)
[...] se non si è vanitosi nella vita, allora non c'è motivo di vivere. (cap. XXIII, 2010)
Che effetto fa la musica? E come mai desta certe sensazioni? Affermano che la musica nobiliti e ingentilisca lo spirito. Che stupidaggine! Non è vero affatto che eleva l'anima. Ha, sì, un effetto su di essa, ma un effetto eccitante. Cosa volete? La musica mi fa dimenticare le mie condizioni e la mia esistenza; mi trasporta in un mondo che non è quello reale. Sotto la sua influenza mi sembra di provare sensazioni che in realtà non sento affatto, di pensare cose diverse da quelle che penso comunemente. Sono persuaso che la musica ha lo stesso effetto dello sbadiglio o del riso; anche se non ho sonno, sbadiglio se vedo un altro sbadigliare; anche se non ho nessun motivo di ridere, rido se vedo un altro che ride. (Pozdnyšev; cap. XXIII, p. 105, 2008)
La musica mi trasporta improvvisamente nello stato d'animo in cui era colui che l'ha scritta. Il mio spirito si confonde con il suo e passo con lui attraverso sensazioni diversissime. (Pozdnyšev; cap. XXIII, pp. 105-106, 2008)
Ecco cos'è la tortura! Non sarebbe stato necessario portare un giovane in un ospedale di sifilitici per togliergli il desiderio delle donne; era sufficiente farlo entrare nella mia anima e fargli vedere come i demoni l'avevano sbranata! (Pozdnyšev; cap. XXV, p. 115, 2008)
Ricordo di aver sognato di essere in perfetto accordo con lei; avevamo fatto la pace dopo un grave litigio. Per quanto fossi ancora turbato da qualche cosa, ci volevamo bene. (Pozdnyšev; cap. XXVII, p. 126, 2008)

Citazioni su La sonata a Kreutzer

il più dostoevskiano tra i racconti di Tolstoj [...], pur esplorando «naturalisticamente» i risvolti più amari e minacciosi di un sentimento irrazionale come la gelosia, è, in sostanza, un ennesimo apologo tolstojano sulla crudeltà dei rapporti umani basati sulla proprietà. (Serena Vitale)
La risposta alla Sonata a Kreutzer e alla sua Postfazione – per quanto esse siano artisticamente di grande valore, e nonostante vi siano espressi vigorosamente gli aspetti negativi delle relazioni matrimoniali – non può che essere una sola: la loro conclusione è erronea.
Come ideale vi è eletto ciò che non può esserlo. Come ideale nella questione dei rapporti sessuali non si può proporre la loro abolizione, perché ciò annullerebbe la stessa possibilità di un ideale di tal genere, conducendo a un'assurdità logica. (Lev L'vovič Tolstoj)
La Sonata a Kreutzer – che la povera Sof'ja, pur odiandola, dovette copiare – mi sembra una classica descrizione dell'omosessualità maschile. (Doris Lessing)
Non pensavo che nello scrivere quest'opera una logica rigorosa mi avrebbe condotto là dove sono giunto. Le mie stesse conclusioni mi hanno atterrito, non volevo crederci, ma non potevo. (Lev Tolstoj)
Citato in Lev L'vovič Tolstoj, p. 78.
Sarebbe terribile restare incinta. Tutti lo verranno a sapere e ripeteranno con gioia maligna una battuta uscita ora nell'ambiente di Mosca: «Ecco la vera conclusione della Sonata a Kreutzer». (Sof'ja Tolstaja)
Si fa fatica, leggendo [La sonata], a trattenersi dal gridare "è vero!" o "è assurdo!" (Anton Čechov)
Una teoria negativa, che si è diffusa nel mondo per mezzo di quel delizioso racconto inverosimile che è la Sonata a Kreutzer. Per Tolstoi l'amore nella sua significazione fisiologica di atto che obbedisce all'istinto è vizio e lussuria; e da perfetto asceta egli sacrifica volentieri la perpetuità della specie a questa perpetuità del male. (Scipio Sighele)

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026