Frasi

Frasi di «Tenera è la notte»

26 citazioni dal libro di Francis Scott Fitzgerald

Le frasi di «Tenera è la notte» raccolte in ordine di apparizione nel testo, dall'incipit alle citazioni più note. Per trama, edizioni e curiosità vedi la scheda del libro.

Citazioni da «Tenera è la notte»

La mattina presto l'immagine lontana di Cannes, il rosa e crema della fortificazioni [...] venivano gettate nell'acqua e giacevano tremolanti nei gorghi e negli anelli spinti alla superficie dalle piante marine attraverso la limpida acqua bassa. (I, I, 1967, p. 9.)
Il mezzogiorno dominava mare e cielo: anche la linea bianca di Cannes, otto chilometri lontano, era impallidita in un miraggio di frescura. (I, I, 1967, pp. 18-19.)
Una dozzina di vetturini sonnecchiavano sulle loro carrozze da piazza fuori della stazione di Cannes. Sulla passeggiata, il Casino, i negozi eleganti e i grandi alberghi volgevano inespressive maschere ferree al mare estivo. (I, I, 1967, p. 22.)
Dovendo aspettare mezz'ora il treno, Rosemary sedette nel Café des Alliés alla Croisette, dove gli alberi creavano un crepuscolo verde sui tavoli e un'orchestra corteggiava un pubblico immaginario di cosmopoliti col Canto del Carnevale di Nizza e le canzonette americane più recenti. (I, I,1967, pp. 22-23.)
La gente crede quasi sempre che tutti provino per essa sensazioni molto più violente di quelle che provano in realtà: crede che l'opinione degli altri oscilli sotto grandi archi di approvazione o disapprovazione. (Nicole: I, XVI; p. 81)
La guardia più forte è posta ai cancelli del nulla. Forse perché la condizione di vuoto è troppo vergognosa per venir divulgata. (Dick: I, XVI; p. 85)
Quando la gente si prodiga tanto esternamente non è forse perché manca di un'intensità interiore? (I, XVII; p. 91)
Il guaio è che quando si è sobri non si ha voglia di veder nessuno, e quando si è sbronzi nessuno ha voglia di vedere noi. (Abe: I, XIX; p. 100)
Ma la genialità, la versatilità della follia è parente alla ineluttabilità dell'acqua che filtra attraverso, sopra e intorno a una diga. È necessario il fronte unito di molte persone per resistere a essa. (II, XV; pp. 231-232)
Quando si è soli nel corpo e nello spirito si ha bisogno di solitudine, e la solitudine causa altra solitudine. (II, XVIII; p. 244)
[...] i migliori contatti sono quelli di cui si conoscono gli ostacoli e pure si vuole conservare un rapporto. (II, XIX; p. 250)
Gli uccelli vanno d'accordo nel loro nido. (Franz: III, I; p. 285)
Dick pensava, per esempio, che nulla conducesse allo sviluppo dell'osservazione più di un silenzio coercitivo. (III, IV; p. 305)
Non si sa mai esattamente quanto spazio si occupi nella vita della gente.
Aveva una magia nelle rosee palme, e guance accese in una bella fiamma, come il trepido rossore dei bimbi dopo il bagno freddo serale.
La bella fronte alta si arrotondava delicatamente dove i capelli, cingendola di uno scudo di blasone, esplodevano in riccioli ed onde e boccoli biondo cenere e oro.
Aveva occhi chiari, grandi, luminosi, umidi e splendenti, il colore delle guance era autentico, e irrompeva alla superficie della giovane pompa vigorosa del suo cuore.
Il corpo aleggiava delicatamente sull'estremo limite della fanciullezza: aveva diciotto anni, quasi compiuti, ma era ancora coperta di rugiada.
Il naso [di Dick] era leggermente appuntito e non c'era mai da chiedersi chi stesse guardando o con chi stesse parlando, e questa è un'osservazione lusinghiera, perché, chi ci guarda?
Ci sono sguardi che cadono su di noi, curiosi o disinteressati, nient'altro.
Sono una donna e il mio compito è di tener unite le cose.
A volte è più difficile privarsi di un dolore che di un piacere.
Si scrive di cicatrici guarite, un parallelo comodo della patologia della pelle, ma non esiste una cosa simile nella vita di un individuo.
Vi sono ferite aperte, a volte ridotte alle dimensioni di una punta di spillo, ma sempre ferite.
I segni della sofferenza sono confrontabili piuttosto con la perdita di un dito o della vista di un occhio.
Possiamo non perderli neanche per un minuto all'anno, ma se li perdessimo non ci sarebbe niente da fare.
Mentre faceva a ritroso i labirinti in cui aveva vagato per anni, il suo io incominciò a fiorire come una grande rosa lussureggiante. Odiò la spiaggia, detestò i luoghi dove aveva fatto il pianeta intorno al sole di Dick.
Buona notte, bambina. È un gran peccato. Dimentichiamo tutto questo... Tanta gente si innamorerà di te e sarà più bello incontrare il tuo primo amore tutta intatta, anche emotivamente. È un'idea antiquata, vero?
Le buone maniere sono un'ammissione che tutti siano così teneri da essere trattati coi guanti. Ora, il rispetto umano... Non si da del bugiardo o del vigliacco a un uomo con leggerezza, ma se si passa la vita a non offendere i sentimenti della gente e ad alimentare la loro vanità, si arriva al punto che non si sa più distinguere ciò che si dovrebbe rispettare in loro.
So che qui non mi piacerebbe niente. Mi piace la Francia dove tutti si credono Napoleone Bonaparte. Qui tutti credono di essere Cristo.
Le donne sposano tutte le qualità dei loro mariti, e naturalmente più tardi non ne sono affatto impressionate, anche se continuano a fingere di esserlo.
Un uomo deve imparare molte cose, e quando non è più in grado d'imparare diventa uno qualunque: si tratta di arrivare al potere prima che questo succeda.
Citato in Elena Spagnol, Enciclopedia delle citazioni, Garzanti, Milano, 2009. ISBN 9788811504894
Si ha bisogno di solitudine quando si è soli nel corpo e nello spirito. La solitudine genera altra solitudine.
Da Tenera è la notte, traduzione di Alessio Cupardo, Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2011. ISBN 978-88-6865-206-7

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026