Le frasi di «The Cantos» raccolte in ordine di apparizione nel testo, dall'incipit alle citazioni più note. Per trama, edizioni e curiosità vedi la scheda del libro.
Citazioni da «The Cantos»
Oltrepassò le Sirene, lungi da lì / sino a Circe. / "Venerandam". / In stile cretense, con l'aurea corona, "Venerem, / Cypri munimenta sortita est", gioconda, oricalca, / auree cinte alla vita e ai seni, palpebre di bistro, / che portò il ramo d'oro dell'Argicida. Si che: / I BELIEVE IN THE RESURRECTION OF ITALY QUIA IMPOSSIBLE EST NOW IN THE MIND INDESTRUCTIBLE. (da Canto I)
A me non fa gioia |che la mia stirpe muoia infangata della vergogna / governata dalla carogna e spergiurata. / Roosvelt, Churchill ed Eden / ed il popolo spremuto in tutto ed idiota! / Morte che fui a Sarzana aspetto la diana della riscossa. / Son quel Guido che amasti pel mio spirito altiero / e la chiarezza del mio intendimento. (da Canto LVIII)
[...] e terminati questi ringraziamenti il corteo / e le contrade con corni tamburi / trombe e stendardi... (da Canto XLIV)
Con usura nessuno ha una solida casa / di pietra squadrata e liscia / per istoriarne le facciate, / con usura / non c’è chiesa con affreschi di paradiso / harpes et luz / e l’Annunciazione dell’Angelico / con le aureole sbalzate, / con usura / nessuno vede dei Gonzaga eredi e concubine / non si dipinge per tenersi l’arte / in casa ma per vendere e vendere / presto e con profitto, peccato contro natura. (da Canto XLV)
Purgatorio già hai fatto / dopo il tradimento, nei giorni di Settembre Ventunesimo, / nei giorni del crollo. / Vai! Vai a farti di nuovo eroe. / Lascia a me la parola. / Lascia a me ch'io mi spieghi, / ch'io faccia il canto della guerra eterna / fra luce e fango. / Addio, Marinetti! / Tornaci a parlar quando ti sembra". / "PRESENTE". (da Canto LXXII)
L'enorme tragedia del sogno sulle spalle curve del / contadino / Manes! Manes fu conciato e impagliato, / Così Ben e la Clara a Milano / per i calcagni a Milano / Che i vermi mangiassero il torello morto / DIGENES, διγενές, ma il due volte crocifisso / dove lo trovate nella storia? / eppure dite questo al Possum: uno schianto, non una lagna, / con uno schianto, non con una lagna, / Per costruire la città di Dioce che ha terrazze color delle stelle, / Gli occhi miti, sereni, non sdegnosi, / fa parte del processo anche la pioggia. / Quello di partire non è il modo / e l'albero di olivo soffiata bianchezza nel vento / lavata nel Kiang e nell'Han / che bianchezza aggiungerai a questo candore, quale candore?
Il giovane Dumas piange perché il giovane Dumas ha lacrime. (Canti Pisani, Canto LXXX)
La banca trae beneficio dall'interesse / su tutta la moneta che crea dal nulla (Canto XLVI)
La chiesa, baldracca sdentata / Più non si oppone all'usura (Canto LII)
I porci pensano ad allargare ad allargare i confini / Gli onesti all'ordine interno (Canto LIII)
E la carità più profonda / si trova fra chi ha infranto / le regole ( da I Canti Pisani, Canto LXXIV)
Quello che veramente ami non ti sarà strappato. / Quello che veramente ami è la tua vera eredità. (da Canti Pisani, Canto LXXXI, Garzanti, traduzione di Alfredo Rizzardi)
Il mondo a chi appartiene, a me, a loro / o a nessuno? [...] Strappa la tua vanità, non fu l'uomo / a creare il coraggio, o l'ordine, o la grazia, / Strappa da te la vanità, ti dico strappala! (da Canti Pisani, Canto LXXXI)
Sotto nuvole bianche, cielo di Pisa / da tutta questa bellezza qualcosa deve uscire (da Canti Pisani, Canto LXXXIV)
Se il cielo t'attanaglia la tenda / Saluterai l'alba ringraziando (da Canti Pisani, Canto LXXXIV)
Il tempio è sacro perché non è in vendita. (da Canto XCVI)
E il peccato una trovata – eh? / per consolidare il dominio / eh? In buona parte (Canto CXIII)
Anche al ragazzo del fruttivendolo sarebbe piaciuto scrivere qualcosa, / ma disse: – bisogna essere portato (Canto CXIV)
Vivono nel terrore gli scienziati / e la mente Europea s'arresta [...] né vita né morte è la risposta. / Un uomo che cerca il bene, / e fa il male. / In meine Heimat / Dove i morti camminavano / e i vivi erano di cartapesta (canto CXV)
Carità talvolta io l'ebbi, / non riesco a farla fluire. / Un po' di luce, come un barlume / ci riconduca allo splendore (Canto CXVI)
M'amour, m'amour / cos'è che amo e / dove sei? / Ho perso il mio centro / a combattere il mondo. / I sogni cozzano e si frantumano – / e che ho tentato di costruire un paradiso terrestre [...] Lascia che gli Dei perdonino quel che / ho costruito / chi ho amato cerchi di perdonare / quello che ho costruito [...] Uomini siate non distruttori (Appunti per il CXVII e seq.)
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026