Frasi

Frasi di «The Cantos»

21 citazioni dal libro di Ezra Pound

Le frasi di «The Cantos» raccolte in ordine di apparizione nel testo, dall'incipit alle citazioni più note. Per trama, edizioni e curiosità vedi la scheda del libro.

Citazioni da «The Cantos»

Oltrepassò le Sirene, lungi da lì / sino a Circe. / "Venerandam". / In stile cretense, con l'aurea corona, "Venerem, / Cypri munimenta sortita est", gioconda, oricalca, / auree cinte alla vita e ai seni, palpebre di bistro, / che portò il ramo d'oro dell'Argicida. Si che: / I BELIEVE IN THE RESURRECTION OF ITALY QUIA IMPOSSIBLE EST NOW IN THE MIND INDESTRUCTIBLE. (da Canto I)
A me non fa gioia |che la mia stirpe muoia infangata della vergogna / governata dalla carogna e spergiurata. / Roosvelt, Churchill ed Eden / ed il popolo spremuto in tutto ed idiota! / Morte che fui a Sarzana aspetto la diana della riscossa. / Son quel Guido che amasti pel mio spirito altiero / e la chiarezza del mio intendimento. (da Canto LVIII)
[...] e terminati questi ringraziamenti il corteo / e le contrade con corni tamburi / trombe e stendardi... (da Canto XLIV)
Con usura nessuno ha una solida casa / di pietra squadrata e liscia / per istoriarne le facciate, / con usura / non c’è chiesa con affreschi di paradiso / harpes et luz / e l’Annunciazione dell’Angelico / con le aureole sbalzate, / con usura / nessuno vede dei Gonzaga eredi e concubine / non si dipinge per tenersi l’arte / in casa ma per vendere e vendere / presto e con profitto, peccato contro natura. (da Canto XLV)
Purgatorio già hai fatto / dopo il tradimento, nei giorni di Settembre Ventunesimo, / nei giorni del crollo. / Vai! Vai a farti di nuovo eroe. / Lascia a me la parola. / Lascia a me ch'io mi spieghi, / ch'io faccia il canto della guerra eterna / fra luce e fango. / Addio, Marinetti! / Tornaci a parlar quando ti sembra". / "PRESENTE". (da Canto LXXII)
L'enorme tragedia del sogno sulle spalle curve del / contadino / Manes! Manes fu conciato e impagliato, / Così Ben e la Clara a Milano / per i calcagni a Milano / Che i vermi mangiassero il torello morto / DIGENES, διγενές, ma il due volte crocifisso / dove lo trovate nella storia? / eppure dite questo al Possum: uno schianto, non una lagna, / con uno schianto, non con una lagna, / Per costruire la città di Dioce che ha terrazze color delle stelle, / Gli occhi miti, sereni, non sdegnosi, / fa parte del processo anche la pioggia. / Quello di partire non è il modo / e l'albero di olivo soffiata bianchezza nel vento / lavata nel Kiang e nell'Han / che bianchezza aggiungerai a questo candore, quale candore?
Il giovane Dumas piange perché il giovane Dumas ha lacrime. (Canti Pisani, Canto LXXX)
La banca trae beneficio dall'interesse / su tutta la moneta che crea dal nulla (Canto XLVI)
La chiesa, baldracca sdentata / Più non si oppone all'usura (Canto LII)
I porci pensano ad allargare ad allargare i confini / Gli onesti all'ordine interno (Canto LIII)
E la carità più profonda / si trova fra chi ha infranto / le regole ( da I Canti Pisani, Canto LXXIV)
Quello che veramente ami non ti sarà strappato. / Quello che veramente ami è la tua vera eredità. (da Canti Pisani, Canto LXXXI, Garzanti, traduzione di Alfredo Rizzardi)
Il mondo a chi appartiene, a me, a loro / o a nessuno? [...] Strappa la tua vanità, non fu l'uomo / a creare il coraggio, o l'ordine, o la grazia, / Strappa da te la vanità, ti dico strappala! (da Canti Pisani, Canto LXXXI)
Sotto nuvole bianche, cielo di Pisa / da tutta questa bellezza qualcosa deve uscire (da Canti Pisani, Canto LXXXIV)
Se il cielo t'attanaglia la tenda / Saluterai l'alba ringraziando (da Canti Pisani, Canto LXXXIV)
Il tempio è sacro perché non è in vendita. (da Canto XCVI)
E il peccato una trovata – eh? / per consolidare il dominio / eh? In buona parte (Canto CXIII)
Anche al ragazzo del fruttivendolo sarebbe piaciuto scrivere qualcosa, / ma disse: – bisogna essere portato (Canto CXIV)
Vivono nel terrore gli scienziati / e la mente Europea s'arresta [...] né vita né morte è la risposta. / Un uomo che cerca il bene, / e fa il male. / In meine Heimat / Dove i morti camminavano / e i vivi erano di cartapesta (canto CXV)
Carità talvolta io l'ebbi, / non riesco a farla fluire. / Un po' di luce, come un barlume / ci riconduca allo splendore (Canto CXVI)
M'amour, m'amour / cos'è che amo e / dove sei? / Ho perso il mio centro / a combattere il mondo. / I sogni cozzano e si frantumano – / e che ho tentato di costruire un paradiso terrestre [...] Lascia che gli Dei perdonino quel che / ho costruito / chi ho amato cerchi di perdonare / quello che ho costruito [...] Uomini siate non distruttori (Appunti per il CXVII e seq.)

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026