Frasi

Frasi di «Viaggio a Ixtlan»

14 citazioni dal libro di Carlos Castaneda

Le frasi di «Viaggio a Ixtlan» raccolte in ordine di apparizione nel testo, dall'incipit alle citazioni più note. Per trama, edizioni e curiosità vedi la scheda del libro.

Citazioni da «Viaggio a Ixtlan»

«Vedi» proseguì «abbiamo solo due alternative; o riteniamo che sia tutto certo e reale, oppure no. Se seguiamo la prima ipotesi, arriviamo alla morte annoiati di noi stessi e del mondo. Se seguiamo la seconda e cancelliamo la storia personale, creiamo una nebbia intorno a noi, una situazione molto eccitante e misteriosa, nella quale nessuno sa dove balzerà fuori il coniglio, nemmeno noi stessi.» (Don Juan: 2016, pp. 31-32)
«Un cacciatore sa che attirerà sempre la preda nelle sue trappole, perciò non si preoccupa. Preoccuparsi significa diventare accessibile, inconsapevolmente accessibile. E quando ti preoccupi, ti aggrappi a qualsiasi cosa per la disperazione; e quando ti aggrappi, sei destinato a esaurirti o a esaurire coloro ai quali ti stai aggrappando.» (Don Juan: 2016, p. 88)
«Un cacciatore non deve solo conoscere le abitudini della preda, deve anche sapere che ci sono poteri su questa Terra che guidano gli uomini, gli animali e tutti gli esseri viventi.» (Don Juan: 2016, p. 99)
«... Un guerriero è un cacciatore immacolato che va a caccia di potere.» (Don Juan: 2016, p. 112)
«Il potere è qualcosa di cui si occupa un guerriero» disse. «Dapprima è una questione incredibile, inverosimile; è difficile persino pensarci, Questo è quello che ti sta succedendo. Poi il potere diventa una faccenda seria; si può non averlo, oppure si può persino non rendersi pienamente conto della sua esistenza, eppure si sa che c'è qualcosa che prima non si notava. In seguito il potere si manifesta come qualcosa di incontrollabile che ci arriva addosso. Non posso dire come arriva o cos'è veramente. Non è niente, eppure fa apparire meraviglie davanti ai tuoi occhi. Infine il potere è qualcosa in se stesso, che controlla le nostre azioni eppure obbedisce ai nostri comandi.» (Don Juan: 2016, p. 118)
«...La notte passata, per esempio, il potere ti avrebbe spinto ad attraversare il ponte e poi sarebbe stato al tuo comando per sostenerti mentre lo attraversavi. Ti ho fermato perché sapevo che non hai i mezzi per usare il potere, e senza potere il ponte sarebbe crollato.»
«Lo hai visto anche tu il ponte, don Juan?»
«No, io ho visto solo il potere. Avrebbe potuto essere qualsiasi cosa. Il potere per te questa volta era un ponte, non so perché. Noi siamo creature molto misteriose.» (2016, p.157)
«La caccia al potere è una faccenda molto strana» disse. «Non si può pianificare in anticipo. E questa è la cosa eccitante. Comunque un guerriero procede come se avesse un piano, perché crede nel suo potere personale. Sa per certo che il il potere lo farà agire nel modo più appropriato.» (Don Juan: 2016, p. 183)
«... Il segreto non sta in quello che si fa a noi stessi, ma in quello che non si fa.» (Don Juan: 2016, p. 184)
«Il trucco sta in ciò a cui si dà importanza» disse. «O ci rendiamo infelici o ci rendiamo forti. La quantità di fatica è la stessa.» (Don Juan: 2016, p. 209)
Si alzò in piedi, collocò il sassolino su un masso e poi mi chiese di avvicinarmi e di esaminarlo. Mi disse di osservarne i buchi e le depressioni e di individuarne tutti i minimi dettagli. Spiegò che se avessi individuato i particolari, i buchi e le depressioni sarebbero sparite e io avrei capito che cosa significava non-fare. (2016, p. 215)
«Diciamo che si possono sentire. La parte più difficile della strada percorsa da un guerriero è capire che il mondo è una sensazione, Quando uno non-fa, sente il mondo, e lo sente attraverso le sue linee.» (Don Juan: 2016, p. 219)
«Non è questione di capire, ma di esercitarsi. Vedere, naturalmente, è il risultato finale per un uomo di sapere, e la vista si ottiene solo dopo aver fermato il mondo attraverso la tecnica del non-fare.» (Don Juan: 2016, p. 220)
«Le ombre sono come le porte, le porte del non-fare. Un uomo di sapere, per esempio, può descriverti i sentimenti più reconditi degli uomini osservando le loro ombre.» (Don Juan: 2016, p. 221)
Durante la mia ultima visita don Genaro aveva tentato di portarmi al punto di fermare il mondo. I suoi sforzi erano stati così bizzarri e diretti che lo stesso don Juan aveva dovuto dirmi di andarmene via. Le dimostrazioni di «potere» di don Genaro erano state così straordinarie e sconcertanti da obbligarmi a una totale riconsiderazione di me stesso. Ero tornato a casa, avevo risolto gli appunti che avevo preso all'inizio dell'apprendistato e una sensazione completamente nuova si era insediata dentro di me, ma non ne fui perfettamente consapevole finché non vidi don Genaro nuotare sul pavimento. (2016, p. 260)

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026