Frasi

Frasi di «Viaggio con Charley»

17 citazioni dal libro di John Steinbeck

Le frasi di «Viaggio con Charley» raccolte in ordine di apparizione nel testo, dall'incipit alle citazioni più note. Per trama, edizioni e curiosità vedi la scheda del libro.

Citazioni da «Viaggio con Charley»

Che bene è il caldo, senza un freddo che gli dia dolcezza? (p. 39)
E finalmente, nei nostri tempi, una barba è la sola cosa che una donna non sa fare meglio di un uomo. O se le riuscisse, di sicuro il successo le tocca solo dentro un circo. (p. 42)
Non bevo mai da solo. Non è molto divertente. E non credo che lo farò mai, se non quando sarò un alcolizzato. (p. 47)
Un'anima triste può ucciderti più in fretta, molto più in fretta che un germe. (p. 47)
La vecchia storia del muschio che cresce sul lato nord degli alberi mi mentì, quando ero boy-scout. Il muschio cresce sul lato in ombra, che può essere qualsiasi lato. (pp. 55-56)
Io nacqui sperso e non mi dà piacere essere ritrovato, e non ricavo molta identificazione dalle forme che simboleggiano continenti e stati. E poi le strade cambiano, crescono, si allargano, oppure vengono abbandonate così spesso, nel nostro paese, che le carte stradali vanno comprate come se fossero giornali. (p. 62)
Infatti i deodoranti usurpano il proprio nome; essi sostituiscono un odore all'altro, e l'odore sostitutivo può essere anche più forte e più penetrante dell'odore sconfitto. (p. 77)
Ricordo quando una moneta da una fessura ti dava una stecca di gomma o una tavoletta di caramelle. Ma in questi palazzi del mangiare c'erano macchine distributrici dove varie monete liberavano fazzoletti, pettini, limette per le unghie, lozioni per i capelli, cosmetici, astucci del pronto soccorso, medicinali come l'aspirina e altri d'uso più comune, pillole per non dormire. (p. 77)
Imparai che ai parcheggi dei camionisti ci sono docce, sapone, asciugamani – che volendo potevo anche trascorrere la notte al parcheggio. Gli uomini avevano poco traffico con la gente locale, ma essendo avidi ascoltatori della radio, sapevano riferire notizie di cronaca e di politica di ogni parte del paese. (p. 78)
Infatti i camionisti navigano sulla superficie della nazione senza farne parte. Certo, nelle città dove vivono, le loro famiglie avranno pure una qualche radice: circoli, balli, storie d'amore, assassinii. (p. 78)
I camionisti di lungo tragitto hanno su tutte le strade stazioni dove conoscono il personale di servizio e le cameriere dietro il banco, e dove di tanto in tanto incontrano i loro colleghi degli altri autocarri. Il grande simbolo del cameratismo è la tazza di caffè. (pp. 78-79)
Sono case costruite a meraviglia, con la pelle di alluminio, la doppia parete, l'isolamento, e perfino i pannelli di compensato o di legno massiccio. I parcheggi dove sostano hanno a volte un bel paesaggio e sono attrezzati di tutto punto. (p. 81)
La casa mobile va al parcheggio, si installa su una rampa, sotto s'avvita un tubo di gomma robusta, per lo scarico, si fa l'allacciamento dell'acqua e della corrente elettrica, si alza l'antenna della televisione, e la famiglia è sistemata. (p. 81)
Il fatto che siano mobili non vuol dire che si muovano davvero. A volte i proprietari rimangono per anni nello stesso posto, si fanno un giardino cintato da un muretto, mettono tende e mobili da giardino. Tutto un modo di vita nuovo, almeno per me. Queste case non costano mai poco, spesso anzi sono molto care e lussuose. (pp. 81-82)
Ci sono anche i solitari, e io ho parlato anche con loro. Viaggiando, tu vedi in cima a una collina una sola casa mobile piazzata in modo da dominare un vasto panorama. Altri mettono il nido sotto gli alberi in riva a un fiume o a un lago. Questi solitari han preso in affitto un pezzo di terra dal proprietario. Basta loro soltanto lo spazio per l'automezzo e il diritto di passaggio per arrivarci. A volte il solitario si scava un pozzo e un cesso, e mette su un piccolo giardino, ma altri si portano dietro l'acqua in fusti di benzina da cinquanta galloni. (p. 84)
M'ero scordato quanto fosse bella la campagna, quanto ricca di humus, l'abbondanza degli alberi, la zona dei laghi, nel Michigan, bella come una donna ben fatta e vestita e ingioiellata. Pareva a me che la terra, da quelle parti fosse generosa ed estroversa nel cuore, e forse la gente le assomigliava. (p. 88)
A me sembra che il Montana sia una gran pennellata di grandezza. La scala è grande, ma non sopraffattoria. La terra è ricca di erba e di colore, e le montagne sono proprio come quelle che creerei io se toccasse a me il compito di crearle. [...] Qui per la prima volta sentii un preciso accento regionale, non influenzato dalla TV, una parlata calda e spaziata. Pareva a me che il frenetico trambusto d'America non fosse più nel Montana. (p. 124)

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026