Frasi
Frasi di Lion Feuchtwanger
16 citazioni, aforismi e passi dalle opere
Le citazioni di Lion Feuchtwanger raccolte in un'unica pagina: 16 frasi, divise per libro e argomento.
Lion Feuchtwanger (scrittore tedesco). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.
Frasi da «Ballata spagnola»
La cavalleria e la peste sono i flagelli peggiori con i quali Dio punisce le sue creature. (p. 456)
Le imprese del frivolo ardimento, si concludevano sempre in una disgrazia. (p. 497)
Credo davvero che il mondo andrebbe meglio se fosse condotto dai saggi, invece che dai guerrieri. (p. 497)
Nessun vizio è radicato più profondamente della passione per lo scrivere. (p. 530)
Cayetana, amante e strega – Citazioni
Al di là dei Pirenei il popolo francese decapitava il re e scacciava i signori. In Spagna il popolo adorava i suoi monarchi, benché fossero di origine francese e tutt'altro che regali. (p. 11)
Sempre, disse, aveva avuto l'impressione che le opere di David, nonostante la perfezione formale, avessero un che di vuoto, fossero soltanto facciata: non lo sorprendeva pertanto se aveva lasciato da parte libertà, uguaglianza e fraternità mutando rotta verso il potere dominante, verso gli affaristi della grassa borghesia. (pp. 259-260)
Frasi da «Il diavolo in Francia»
Nel migliore dei casi, passavano dieci giorni prima di ottenere il permesso. Mai che venissero seriamente appurate le ragioni e gli scopi di questi nostri movimenti; però era necessario che ci fossero delle autorizzazioni scritte e, se possibile, timbrate. Ogni atto esisteva non quanto fine a se stesso: il funzionario voleva sentirsi protetto da una muraglia di carta scritta. (pag. 45)
Per tutta la mia vita non sono riuscito a superare lo stupore per questo fenomeno della memoria, la funzione più strana della mente umana. Mentre ricordo - come immagino accada a molti - incontri con persone qualsiasi con una precisione tale da poter aggiungere i minimi dettagli, ci sono volti che mi erano cari che sono completamente svaniti. Neanche la più approfondita analisi psicologica saprebbe spiegare il vero perché. (pag. 69)
Io stesso ho vissuto improvvisi rovesciamenti di fortuna dagli esiti straordinari, e se ci ripenso con calma mi rimane il senso di stupore per la rapidità con cui ogni volta io abbia saputo adattarmi alle nuove condizioni. (pag. 70)
La maggior parte degli avvenimenti intorno a noi sono prodotti da tante cause diverse, di cui riusciamo a identificare, di volta in volta, appena una piccola parte. Della catena noi vediamo solo qualche anello, mai la catena per intero. Nè riusciamo a sapere dove abbia inizio e dove finisca. Faremo dunque bene a non identificare una singola concausa come la causa generale, ma piuttosto, malgrado il nostro presuntuoso intelletto opponga resistenza, riconoscere al caso il ruolo principale nell'esistenza di tutti noi. Einstein ha dovuto rassegnarsi a confessare come la scienza non abbia trovato spiegazione migliore, per i fenomeni che avvengono nell'universo, che un'analogia con il gioco d'azzardo. Ora, però, lo spirito umano è fatto in modo tale da esigere comunque una spiegazione per questo gioco inspiegabile: la vita, il destino. Non riusciamo ad accettare che la nostra vita sia governata dal caso, ovvero da leggi da noi ignote. E poiché una spiegazione che soddisfi la ragione non la si può trovare, tendiamo a cercare al di là della ragione, nella superstizione, nel misticismo, nella religione. (pag. 106)
Frasi da «I fratelli Oppermann»
Berthold stette a contemplare i libri allineati in lunghe file. Rappresentavano la Germania. E gli uomini che leggevano quei libri rappresentavano anch'essi la Germania. Gli operai che nelle ore libere frequentavano le Università popolari e si empivano la testa del loro non facile Karl Marx rappresentavano la Germania. e l'Orchestra filarmonica rappresentava la Germania. E anche le corse automobilistiche dell'Avus e le società sportive operaie rappresentavano la Germania. Ma, purtroppo, anche il Canzoniere nazionalsocialista e le masnade vestite di bruno rappresentavano la Germania. Possibile che questa follia debba distruggere tutto il resto? (pp. 142-43)
Non c'è dubbio, i nazi hanno seguito punto per punto il loro programma, della cui barbarie primitiva tanti avevano sorriso, increduli, lui per primo. Tutti coloro che non godevano le loro simpatie sono stati arrestati, deportati, maltrattati, ammazzati, le loro case sono state saccheggiate o distrutte, con la semplice motivazione che trattandosi di avversari andavano sterminati (p. 215)
Frasi da «Jefte e sua figlia»
Nel frattempo però avevo scorto l'uomo Jefte, ritto e grande, solo e ribelle, sotto il cielo vuoto e pallido, intento a combattere dentro di sé tutti i conflitti e le contraddizioni del suo tempo. Egli disputa col popolo del paese, ma anche con le tribù dei nomadi, appartiene alla famiglia di suo padre, ma anche alla tribù della madre. Egli si ribella al Dio delle sedi fisse, ma anche a quello del Fuoco e del Toro. Si ribella al sacerdote di suo padre, al re di sua madre e a se stesso. (da Nota storica dell'autore, pp. 346-347)
Certamente anche gli autori ebrei erano irretiti nei pregiudizi del loro tempo, ma a differenza, poniamo dei grandi poeti dei greci, si rendevano conto che la loro epoca era un anello di una catena senza fine, un ponte tra il passato e l'avvenire. Essi si sforzarono di conferire agli avvenimenti del passato un ordine, un nesso, una direzione, un significato che si proiettasse nel futuro. Anche osservatori ostili riconoscono che gli autori biblici prima di tutti gli altri possedettero la filosofia della storia, il sentimento della storicità, la coscienza del divenire e del fluire, della dinamica, della dialettica. I loro uomini non hanno soltanto una vita propria, ma sono impregnati di storia. (da Nota storica dell'autore, pp. 349-350)
L'arte semidimenticata della letteratura storica è un'arte molto elevata. Il romanzo storico è il legittimo discendente della grande epopea. Esso libera colui che vi lavora con onestà dal suo presente che è tutto statico, lo solleva al di sopra di sé, gli conferisce la sensibilità del divenire infinito, gli insegna a comprendere il proprio tempo come un fatto dinamico. (da Nota storica dell'autore, pp. 351-352)
[...] la scienza procura soltanto scheletri, sia pure costruiti molto chiaramente, la cui contemplazione è ricompensata da una specie di soddisfazione estetica: ma soltanto la fantasia dello scrittore – poeta può coprire di carne viva le ossa di questi scheletri. (risvolto di sovraccoperta)
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026