Ritratto di Marco Valerio Marziale
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Frasi

Frasi di Marco Valerio Marziale

45 citazioni, aforismi e passi dalle opere

Qui trovi 45 frasi di Marco Valerio Marziale: aforismi, passi tratti dai libri e citazioni con la loro fonte.

Marco Valerio Marziale (poeta ed epigrammista romano). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.

Frasi da «Epigrammi»

Lasciva è la mia pagina, ma onesta la vita. (I, 4, 8)
[...] non è da saggio, ah credimi, il dire: «Vivrò»: / tardi è viver domani; tu devi vivere oggi. (I, 15, 11-12; 1943, p. 7)
Ce ne sono dei buoni, alcuni sono mediocri, ma i più sono cattivi. (I, 16)
Citato in Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Hoepli.
Si dice in giro, Fidentino, che tu le mie poesie / reciti in pubblico come se fossero le tue. / Te le regalerò, se vuoi che si dicano mie: comprale / se vuoi che si dica che sono tue, e non saranno più mie. (I, 29; 1995)
Vero dolore prova colui che soffre senza testimoni. (I, 31; 2013)
Questa è la legge stabilita per le poesie giocose: / possono divertire solo se sono pruriginose. (I, 35, 10; 1995)
L'uva sbattuta dalle continue piogge è tutta bagnata: se anche lo volessi, tu non potresti, o oste, vendere il vino schietto. (I, 56; 2013)
O Lelio, tu non pubblichi i tuoi carmi, ma critichi i miei. O smetti di criticare i miei carmi o pubblica i tuoi. (I, 91; 2013)
Muove liti Diodoro in ogni lato, / sebbene afflitto sia dalla podagra; / ma quando ha da pagare l'avvocato, / il suo male convertesi in chiragra.
Citato in Vittoria Madurelli Berti, Epigrammi di Dafnide Eretenia, G. B. Berti Editore, Padova, 1824, p. 24
Non sente di buono chi vuol sentir sempre di buono. (II, 12, 4)
Tu, o Mamerco, non declami mai una poesia, e vuoi essere considerato un poeta. Sii pure ciò che vuoi, purché non declami nulla. (II, 88; 2013)
Ti stupisci che le orecchie di Mario puzzino. / Colpa tua, Nestore: sei tu che gli parli nelle orecchie. (III, 28; 1995)
Tu stai ammirando dei pesci, splendida cesellatura degna di un Fidia: aggiungi dell'acqua ed essi nuoteranno. (III, 35; 2013)
Lascia che si veda il tuo piccolo difetto: / un difetto, se nascosto, sembra molto più grave. (III, 42; 1995)
Tutto quello che mi chiedi, Cinna maledetto, non è mai nulla: / se non mi chiedi nulla, Cinna, allora non ti nego nulla. (III, 61; 1995)
Ciabattino, non devi prendertela con il mio libretto. / Le mie poesie colpiscono il tuo mestiere, non la tua vita. / Permettimi le mie spiritosaggini innocue. (III, 99; 1995)
Ecco il Vesuvio, poc'anzi verdeggiante di vigneti ombrosi, qui un'uva pregiata faceva traboccare le tinozze; Bacco amò questi balzi più dei colli di Nisa, su questo monte i Satiri in passato sciolsero le lor danze; questa, di Sparta più gradita, era di Venere la sede, questo era il luogo rinomato per il nome di Ercole. Or tutto giace sommerso in fiamme ed in tristo lapillo: ora non vorrebbero gli dèi che fosse stato loro consentito d'esercitare qui tanto potere. (IV, 44)
Citato in Verena Lindtner, Il Vesuvio – Un Vulcano Nella Letteratura E Nella Cultura, GRIN Verlag, 2008, p.18.
Lodano quelli, ma leggono gli altri. (IV, 49, 10)
Quando non avevi seimila sesterzi, Ceciliano, una portantina / da sei schiavi ti scarrozzava in giro per tutta Roma. / dopo che la dea cieca te ne ha dati due milioni, / tanti da sfondarti le tasche, ecco, te ne vai in giro a piedi. (IV, 51; 1995)
Parma, nella Gallia Cisalpina, tosa innumerevoli armenti. (V, 13, 8; citato in Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Hoepli, 1921)
Se la gloria suole venire dopo la morte, non ho nessuna fretta. (V, 10; 2013)
Il povero coltiva amicizie che non gli rendono nulla. (V, 19; 2013)
I regali fatti agli amici non sono preda del fato: / avrai soltanto le ricchezze che hai donato. (V, 42)
Povero sempre sarai, se povero sei, Emiliano; / oggi soltanto ai ricchi si donan le ricchezze. (V, 81; 1943, p. 163)
Le creature superiori hanno breve vita e raramente invecchiano. (VI, 29; 2013)
A quale avvoltoio toccherà questo cadavere? (VI, 62, 4)
La vita non è vivere: la vita è stare bene. (VI, 70, 15; 1995)
Mi chiedete perché io non voglio sposare una donna ricca? Non voglio diventare la moglie di mia moglie. (VIII, 12; 2013)
Se ci saranno Mecenati, Flacco, non mancheranno i Virgilii. (VIII, 56, 5)
Citato in Dizionario delle citazioni, a cura di Italo Sordi, BUR, 1992. ISBN 88-17-14603-X
Vuoi sposare Prisco: non mi stupisco, Paola, scema non sei. / Prisco non ti vuole sposare: scemo non è neppure lui. (IX, 10; 1995)
Hai sentito che applausi ai bagni pubblici? Sappi che è entrata l'enorme minchia di Marone! (IX, 33)
Nelle strettezze è facile sprezzare la vita. Fortezza / vera è quella di chi sa sopportar la miseria. (IX, 56, 15-16; 1943, p. 305)
Un uomo onesto aumenta il tempo della sua vita: / vive due volte chi riesce a godere del passato. (X, 23; 1995)
[...] non temer né affrettare il dì supremo. (X, 47, 13; 1943, p. 277)
Hai fatto un errore, Lupo, per colpa delle vocali: / infatti, quando mi hai dato un terreno, / avrei preferito che tu vessi dato un torrone. (XI, 18; 1995)
Mi sorprendi a letto con un ragazzino e, con tono severo, / moglie, mi sgridi dicendo che un culo ce l'hai anche tu. / Quante volte Giunone disse la stessa cosa al lascivo Giove! / Ma lui dorme con Ganimede, che non è più un ragazzo. / Ercole metteva da parte il suo arco e faceva piegare Ila: / credi forse che sua moglie Megara non avesse le chiappe? / Febo si tormentava per Dafne che lo fuggiva: ma Giacinto, / il giovane spartano, fece spegnere quel fuoco d'amore. / Anche se Briseide, dormendo, gli offriva il fondoschiena, / Achille preferiva l'amichetto dal volto senza peli. / Smettila di dare alle tue cose due nomi maschili: / tu hai due fiche, dammi retta, mogliettina. (XI, 43; 1995)
Vergognati, Fillide: rispetta almeno verità e giustizia. / Io non ti nego nulla, Fillide: tu, Fillide, non mi negare nulla. (XI, 49; 1995)
La fortuna dà troppo a molti, a nessuno abbastanza. (XII, 10.2)
Apro è asciutto e astemio: e che m'importa? Così apprezzo lo schiavo, non l'amico. (XII, 30; 2013)
Né con te posso vivere, né senza di te. (XII, 47)
L'uomo buono è sempre un inesperto. (XII, 51)
Dal momento che conosci la vita e la fedeltà di tuo marito / e sai che nessun'altra donna agita o monta sul tuo letto, / perché sciocca ti tormenti per i suoi schiavi come fossero / i suoi amanti, che amano di un amore breve e fuggitivo? [...] / La vera matrona, la vera donna deve conoscere i suoi limiti: / lascia ai ragazzi la loro parte, tu tieniti la tua. (XII, 96; 1995)
Se nella questione alcuno chiami me a giudice, dirò che il più prelibato fra gli uccelli è il tordo, fra i quadrupedi la lepre. (XIII, 92)
In questo piccolo volume di pergamena è racchiuso l'immenso Livio, che la mia biblioteca non può contenere per intero. (XIV, 190; 2013)
Si allude a un'epitome liviana. L'opera storica di Livio (Ab urbe condita libri) si componeva di 142 libri (ce ne restano 35). (2013)

Scheda del libro «Epigrammi»

Dicono di Marco Valerio Marziale

Era un uomo ingegnoso, acuto e pungente, che aveva nello scrivere moltissimo di sale e di fiele e non meno di sincerità.
Plinio il Giovane

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026