- Autore
- Marco Valerio Marziale
- Genere
- satira, epigramma
- Lingua originale
- latino
«Epigrammi» è un'opera di Marco Valerio Marziale.
Il libro in breve
Gli Epigrammi (in latino: Epigrammaton libri XII) costituiscono l'intera opera letteraria del poeta latino del I secolo Marco Valerio Marziale
Si tratta di una raccolta suddivisa in dodici libri, composti e pubblicati a più riprese tra l'anno 86 e il 102, per un totale di più di un migliaio di epigrammi, scritti perlopiù in distici elegiaci ed endecasillabi faleci coliambi.
All'opera gli editori moderni aggiungono poi come introduzione il Liber de spectaculis, ovvero la porzione superstite (30 epigrammi in distici elegiaci) dei componimenti scritti per i giochi inaugurali dell'anfiteatro Flavio (80 d.C.), e come conclusione i due libri intitolati Xenia ("doni per gli ospiti", per lo più cibi e bevande) e Apophoreta ("cose da portar via" o regali estratti a sorte), raccolte di distici elegiaci che vogliono far da accompagnamento a doni (rispettivamente inviati durante i Saturnalia e offerti nei banchetti), composte fra l'83 e l'85 d.C.
Fonte: Wikipedia, voce «Epigrammi (Marziale)» · licenza CC BY-SA 4.0
Dove trovare «Epigrammi»
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Frasi tratte da «Epigrammi»
Lasciva è la mia pagina, ma onesta la vita. (I, 4, 8)
[...] non è da saggio, ah credimi, il dire: «Vivrò»: / tardi è viver domani; tu devi vivere oggi. (I, 15, 11-12; 1943, p. 7)
Ce ne sono dei buoni, alcuni sono mediocri, ma i più sono cattivi. (I, 16)
Si dice in giro, Fidentino, che tu le mie poesie / reciti in pubblico come se fossero le tue. / Te le regalerò, se vuoi che si dicano mie: comprale / se vuoi che si dica che sono tue, e non saranno più mie. (I, 29; 1995)
Vero dolore prova colui che soffre senza testimoni. (I, 31; 2013)
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Domande frequenti
Chi ha scritto «Epigrammi»?
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026