Ritratto di Margaret Atwood
Collision Conf · CC BY 2.0

Frasi

Frasi di Margaret Atwood

34 citazioni, aforismi e passi dalle opere

Una raccolta di 34 citazioni di Margaret Atwood, ordinate per opera: per ogni frase indichiamo, quando è nota, la fonte esatta.

Margaret Atwood (poetessa, scrittrice e ambientalista canadese). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.

Citazioni di Margaret Atwood

Chiedi a uno scrittore di fantascienza e s'inventerà qualcosa. Poco dopo qualcun altro vorrà metterlo in pratica.
Come i fumatori incalliti, che in mancanza di meglio sono disposti a fumare l'imbottitura dei materassi, io sono disposta a leggere qualsiasi cosa.
Da Come sono diventata poetessa, Internazionale, n. 204, 24 ottobre 1997, p. 44.
Di nuovo nell'oscurità. Di nuovo nella lunga ombra gettata da Laura.
Da L'assassino cieco. Citato in AA.VV., Il libro della letteratura, traduzione di Daniele Ballarini, Gribaudo, 2019, p. 326. ISBN 9788858024416
Gli uomini hanno paura che le donne ridano di loro. Le donne hanno paura che gli uomini le uccidano.
In Writing the Male Character, a Hagey Lecture at the University of Waterloo, 9 febbraio 1982; ripubblicato in Second Words: Selected Critical Prose, 1982, p. 413.
L'acqua non oppone resistenza. L'acqua scorre. Quando immergi una mano nell'acqua senti solo una carezza. L'acqua non è un muro, non può fermarti. Va dove vuole andare e niente le si può opporre. L'acqua è paziente. L'acqua che gocciola consuma una pietra. Ricordatelo, bambina mia. Ricordati che per metà tu sei acqua. Se non puoi superare un ostacolo, giragli intorno. Come fa l'acqua.
Da Il canto di Penelope. Il mito del ritorno di Odisseo.
Se avessi intenzione di convertirmi a qualche religione probabilmente sceglierei il cattolicesimo perché ha, in definitiva, sante e la Vergine Maria.
Citato in Margaret Atwood, Ontario Review Press, 1990.
[...] tutte le storie ambientate nel futuro in realtà parlano del presente.
Una parola dopo una parola dopo una parola è potere.
Citato in AA.VV., Il libro della letteratura, traduzione di Daniele Ballarini, Gribaudo, 2019, p. 14. ISBN 9788858024416
Di carne ne mangio poca. È un piccolo pacchetto di proteine troppo costoso per gli equilibri del nostro pianeta. Per allevare bovini serve molto cibo, e non possiamo permettercelo considerato il numero di persone che non ha abbastanza da mangiare. Inoltre gli allevamenti sono una delle cause dell'inquinamento e della deforestazione.
Immagini una provetta piena di cibo. A mezzogiorno in punto, lei ci mette dentro un'ameba. Questo organismo unicellulare si divide in due, producendo una cellula gemella ogni minuto così, a mezzanotte, dentro la provetta ci sono solo amebe e niente cibo. A che ora, secondo lei, la provetta era per metà occupata dalle amebe e per l'altra metà dal cibo? Quasi tutti dicono alle sei del pomeriggio, cioè a metà tra mezzogiorno e mezzanotte. Ma la risposta corretta è a mezzanotte meno un minuto. E fino a quel momento le amebe pensavano: "Ehi, va tutto bene". Tra poco ci sarà più gente di quanto la Terra possa sostenere.
Essere ottimisti non significa dire: "Andrà tutto bene". Se ci impegneremo, le cose potranno migliorare, e credo che la gente lo farà. [...] Le religioni hanno un ruolo centrale perché tutte, se tornano alle proprie origini, hanno qualcosa da dire sul rapporto tra esseri umani e natura. I leader religiosi dovrebbero essere una fonte di ispirazione per i loro fedeli anche in questo senso.
Il movimento #MeToo è sintomo di un sistema giuridico inceppato. Troppo spesso le rimostranze delle donne e di altre vittime di abuso non ricevono la giusta attenzione da parte delle istituzioni, quindi si è usato un nuovo strumento: internet. [...] Se il sistema giuridico viene aggirato perché considerato inefficace, cosa prenderà il suo posto?
In tempi di estremismi, gli estremisti vincono. La loro ideologia diventa una religione, chiunque non voglia diventarne un burattino è visto come un apostata, un eretico, un traditore e i moderati nel mezzo vengono annientati. Gli scrittori di narrativa sono visti con particolare sospetto perché scrivono dell'essere umano, che è moralmente ambiguo. Mentre lo scopo dell'ideologia è eliminare l'ambiguità.
Una guerra tra le donne, rispetto a una guerra contro le donne, dà sempre benefici a coloro che alle donne non augurano del bene.
I soldi sono un simbolo. Non hanno valore in sé. Non puoi mangiarli, berli o indossarli. Per me, in breve, significano indipendenza. Non mi è mai stato detto di sposare un uomo ricco e restare sdraiata tutto il giorno in vestaglia a mangiare cioccolatini. Ci si è sempre aspettato che mi mantenessi da sola, ed è quel che ho sempre fatto.
Il mio vecchio professore, Northrop Frye, mi diede un consiglio migliore. Per prima cosa mi sconsigliò di andare a Parigi a morire di fame in una soffitta mentre scrivevo. Disse che avrei solo fumato, bevuto assenzio e preso la tubercolosi. “Penso che scriveresti di più a Harvard”, disse. Così andai a Harvard.
È il sintomo di qualcosa di più grande, così come la febbre quando sei malato. Quando hai la febbre pensi che qualcosa non va. Che dovrei fare? #MeToo è così. È una chiamata a risvegliarsi, non è la soluzione. L’aiuto strutturale alle donne è lentamente venuto meno. Ci hanno detto che bastava indossare più Chanel, sorridere molto e farsi avanti.

Frasi da «Il racconto dell'ancella»

Esiste più di un genere di libertà, diceva Zia Lydia. La libertà di e la libertà da. Nei tempi dell'anarchia, c'era la libertà di. Adesso vi viene data la libertà da. Non sottovalutatelo.
Vivevamo di abitudini. Come tutti, la più parte del tempo. Qualsiasi cosa accade rientra sempre nelle abitudini. Anche questo, ora, è un vivere di abitudini. Vivevamo, come al solito, ignorando. Ignorare non è come non sapere, ti ci devi mettere di buona volontà. [...] Noi eravamo la gente di cui non si parlava sui giornali. Vivevamo nei vuoti spazi bianchi ai margini dei fogli e questo ci dava più libertà.
Vivevamo negli interstizi tra le storie altrui.
Il guscio dell'uovo è liscio e insieme minutamente granuloso, piccoli cristalli di calcio sono evidenziati dalla luce, come crateri sulla luna. È un paesaggio glabro, però perfetto, come il deserto dove si rifugiavano i santi, perché le loro menti non fossero distratte dal lusso e dalla mondanità. Penso che questo dovrebbe essere l'aspetto di Dio: un uovo. La vita sulla luna potrebbe non trovarsi sulla superficie, ma all'interno.
Se sei un uomo in un qualsiasi tempo futuro, e ce l'hai fatta sin qui, ti prego ricorda: non sarai mai soggetto alla tentazione del perdono, tu uomo, come lo sarà una donna. È difficile resistere, credimi. Ricorda, però, che anche il perdono è un potere. Chiederlo è un potere, e negarlo o concederlo è un potere, forse il più grande.
Non si tratta del controllo di una persona sull'altra. Forse non si tratta di chi può stare seduto e di chi deve invece inginocchiarsi, alzarsi o sdraiarsi, a gambe divaricate. Forse si tratta del potere di fare qualcosa e poi essere perdonato.

Scheda del libro «Il racconto dell'ancella»

Frasi da «L'ultimo degli uomini»

Perciò ogni sera era stata sera di festa, una festa ad personam. O meglio, ogni sera in cui aveva avuto l'occorrente, ogni volta che era riuscito a localizzare un'altra scorta di alcol negli edifici abbandonati delle plebopoli ancora accessibili. Per primi aveva perlustrato i bar vicini, poi i ristoranti, poi le case e le roulotte. Aveva rubato sciroppo per la tosse, dopobarba, alcol per frizioni; dietro l'albero ha accumulato un imponente mucchio di bottiglie vuote. Ogni tanto si imbatteva in una scorta d'erba e rubava anche quella, anche se piuttosto spesso era ammuffita; eppure, riusciva a sballare anche così. O gli capitava di trovare delle pillole. Né coca né crack né eroina: quella roba era finita per prima, ficcata nelle vene e nei nasi in un ultimo sussulto di carpe diem; qualsiasi cosa pur di liberarsi della realtà, date le circostanze. C'erano contenitori vuoti di BlyssPlus ovunque, tutto ciò che tornava utile per un'orgia continua. I festaioli non erano riusciti a far fuori tutto l'alcol, anche se spesso nelle sue escursioni di caccia e raccolta aveva scoperto che altri erano arrivati prima di lui e avevano lasciato solo rotti. Dovevano esserci state intemperanze di ogni genere, finché non era rimasto nessuno a compierle. (Bottiglia, p. 90)
Apre il nascondiglio facendo scivolare una lastra, ci fruga dentro alla cieca, recupera il terzo di scotch.
Lo ha messo via, resistendo all'impulso di tracannarlo, conservandolo come una sorta di amuleto; finché ha saputo che era ancora là è stato più facile far passare il tempo. Potrebbe essere l'ultimo. È sicuro di avere esplorato ogni posto in cui era probabile trovarlo nel raggio di una giornata di viaggio tra andata e ritorno dal suo albero. Ma si sente sciocco. Perché mettere da parte quella roba? Perché aspettare? Cosa vale la sua vita, comunque, e a chi importa? Spegniti, spegniti, corta candela. (Bottiglia, p. 91)
MacBeth, atto V, scena V.
Non mangiava mai la crosta . Diceva che la faceva sentire molto ricca gettare via il cibo. «Molta gente lo faceva. Era l'usanza».
«Un'usanza stronza» disse Jimmy. [...] «Stronza non è un'imprecazione, è solo una descrizione calzante». (Oryx, p. 99)
«Jimmy, guarda la cosa in maniera realistica. Non si può far coesistere all'infinito una minima disponibilità di cibo e una popolazione in aumento. A quanto pare lhomo sapiens non è capace di annientarsi alla fine delle scorte. È una delle poche specie che non limita la riproduzione di fronte al diminuire delle risorse. In altre parole - e fino a un certo punto, s'intende - meno mangiamo e più scopiamo».
«Come lo spieghi?» domandò Jimmy.
«Immaginazione» disse Crake. «Gli uomini possono immaginare la propria morte, possono vederla arrivare, e il solo pensiero della morte incombente funziona da afrodisiaco. Un cane o un coniglio non si comportano così. Prendi gli uccelli: in una stagione di magra riducono il numero di uova, o non si accoppiano affatto. Concentrano le energie sul mantenersi in vita fino a tempi migliori. Invese gli esseri umani sperano di poter infilare la loro anima in qualcun altro, qualche nuova versione di se stessi, e di vivere in eterno».
«Allora, come specie siamo condannati dalla speranza?»
«Chiamala pure speranza. O disperazione».
«Ma siamo condannati anche senza speranza» ribatté Jimmy.
«Solo come individui» disse Crake in tono allegro. (Oryx, p. 99-100)
Di notte i bambini piangevano, ma piano, tra sé e sé. Erano spaventati: non sapevano dove stessero andando, ed erano stati portati via da quanto era loro familiare. Inoltre, disse Oryx, non avevano più amore, ammesso che ne avessero mai avuto. Però adesso avevano un valore di mercato: rappresentavano un profitto per altre persone. Dovevano intuirlo: intuivano di valere qualcosa.
Naturalmente (diceva Oryx), avere un valore di mercato non poteva sostituire l'amore. Ogni bambino avrebbe dovuto ricevere amore, ogni persona. Quanto a lei, avrebbe preferito avere l'amore della madre - l'amore in cui continuava ancora a credere, l'amore che l'aveva seguita attraverso la giungla sotto forma di uccello affinché non fosse troppo spaventata o sola - ma l'amore era inaffidabile, andava e veniva, perciò era un bene avere un valore di denaro, perché almeno quelli che volevano guadagnare con te si sarebbero assicurati che fossi abbastanza nutrito e non troppo strapazzato. Erano in molti a essere privi sia dell'amore che di un valore di mercato, e avere una delle due cose era meglio che non avere niente. (Richiamo, p. 105)
«La rana maschio, nella stagione degli accoppiamenti» disse Crake, «fa più rumore che può. Le femmine sono attratte dal maschio con la voce più grossa e profonda, perché fa pensare a un esemplare più forte, con geni di qualità superiore. È stato documentato come i maschi di rana piccoli scoprono che, se si infilano nei tubi di scarico vuoti, questi fanno da amplificatori alla loro voce, facendoli sembrare più grandi di quanto non siano in realtà».
«E allora?»
«E allora ecco cos'è l'arte, per l'artista» disse Crake. «Un tubo di scarico vuoto. Un amplificatore. Un tentativo di scopare».
«La tua analogia fa cilecca nel caso delle artiste femmine» disse Jimmy.
«Loro non lo fanno per scopare. Non otterrebbero alcun vantaggio biologico dall'amplificare se stesse, dal momento che i potenziali partner sarebbero scoraggiati piuttosto che attratti da quel tipo di amplificazione. Gli uomini non sono rane, non vogliono donne dieci volte più grosse di loro».
«Le artiste femmine sono biologicamente confuse» disse Crake. (Blu, p. 140)

Scheda del libro «L'ultimo degli uomini»

Frasi da «Tornare a galla»

Un divorzio è come un'amputazione: si sopravvive, ma menomati. (cap. 5)
Le voci della gente prendono un tono radiofonico quando danno consigli. (cap. 5)
Questo soprattutto, rifiutare di essere una vittima. Se non riesco a farlo, non riuscirò a fare nulla. (cap. 27)

Scheda del libro «Tornare a galla»

Adattamenti

The Handmaid's Tale (2017 - in corso)

Dicono di Margaret Atwood

Credo che sia stata Margaret Atwood a dire che la grande paura delle donne è essere uccise dagli uomini. Mentre quella degli uomini: essere derisi. (Dietland)
Mi sono sempre ispirata a Margaret Atwood, lei per me è un faro: quando ho iniziato a leggere i suoi libri, mi sono detta "Io voglio scrivere così". Considero la Atwood una maestra di stile: amo molto il suo modo di raccontare le storie, su piani temporali differenti, piuttosto che facendo parlare i personaggi attraverso lettere o pagine di diario, a volte narrando in prima persona, a volte in terza. [...] Questa scrittrice per me è nutrimento, la sento molto vicina alle mie corde.
Maristella Lippolis
Mi viene in mente Il Canto di Penelope, il libro di Margaret Atwood: siamo abituati al punto di vista di Ulisse, ma c'è anche quello di Penelope che dice ma come, sono stata sola trent'anni, ho creato le mie relazioni, il mio mondo, e tu Ulisse torni e uccidi tutti?
Alba Donati

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026