Frasi
Frasi di Olindo Guerrini
30 citazioni, aforismi e passi dalle opere
Le citazioni di Olindo Guerrini raccolte in un'unica pagina: 30 frasi, divise per libro e argomento.
Olindo Guerrini (poeta, scrittore e gastronomo italiano). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.
Citazioni di Olindo Guerrini
Le autobiografie e le memorie, per poco che siano scritte con sincerità d'animo e di stile, interessano i lettori quanto e più dei romanzi, poiché, al racconto che diletta per sé, s'aggiunge la certezza che il fatto è veramente accaduto. I casi veri ci più che gl'imaginati e così nell'autobiografia confluiscono tutte le sorgenti di diletto e di commozione che scorrono separate nel romanzo, nel dramma e nella storia. Quando poi i fatti accaduti e narrati sono compassionevoli o meravigliosi, l'interessamento del pubblico diventa così vivace che il libro passa immortale alla posterità. Silvio Pellico come poeta è sceso nel limbo; vive e vivrà solo per quelle poche paginette delle Mie Prigioni sulle quali piansero tanti occhi italiani.
Non si vive di solo pane, è vero; ci vuole anche il companatico; e l'arte di renderlo più economico, più sapido, più sano, lo dico e lo sostengo, è vera arte. Riabilitiamo il senso del gusto e non vergogniamoci di sodisfarlo onestamente, ma il meglio che si può, come ella ce ne dà i precetti.
Se l'uomo non appetisse il cibo o non provasse stimoli sessuali, il genere umano finirebbe subito.
Questa minestra, che onora Bologna, / Detta la grassa non inutilmente, / Carezza l'uomo dove gli bisogna, / Dà molta forza ai muscoli e alla mente, / Fa prender tutto con filosofia, / Piace, nutre, consola e così sia.
[...] sovra il ferreo corsier passo contento / come a novella gioventù rinato / e sano e buono e libero mi sento.
Nova polemica di Lorenzo Stecchetti – Citazioni
Avanti, avanti, avanti / con la fiaccola in pugno e con la scure! (da Ai poeti pinzocheri)
Dissi — noi siam vigliacchi — / e me ne pento. Errai. / È il secolo de' Gracchi / questo che bestemmiai: / ma voi vi siete accorti / che siamo tutti forti, forti, forti. (da Palinodia)
Dominedio ci salvi / da i libri troppo lunghi e da i poemi! (da A Felice Cavallotti)
Non ci sono né veristi né idealisti. Ci sono degli autori che scrivono bene e degli altri che scrivono male; ecco tutto.
Passar Mirrina, Lalage, Fiammetta, / l'arte de 'l Venosino e de 'l Boccaccio... / Curate i fiori bianchi e la calzetta. (da Per nozze)
Postuma: canzoniere di Lorenzo Stecchetti – Citazioni
Sono un poeta o sono un imbecille? (VII)
I canti che pensai ma che non scrissi / le parole d'amor che non ti dissi. (XIV)
Bevendo in fresco, e bestemmiando Cristo. (XVII)
Ma noi giacciamo nauseati e stracchi / senza un affetto in cor, sul reo letame / di questa sozza età. Noi siam vigliacchi. (XXI)
Ed io che intesi quel che non dicevi / m'innamorai di te perché tacevi. (XXVII)
Magre virtù che vi scandolezzate / Se una donnina mostra un po’ le spalle, / Verginità feroci e stagionate / Dai denti lunghi e dalle labbra gialle, / Chiudete la finestra e non guardate / In questa nostra lacrymarum valle. (XXIX)
Conosci tu il paese / dove non s'è mortali, / dove alla fin del mese / non scadon le cambiali? (XXXVII)
Vigna, nel mio cortil nereggia un fico / L'albero sarto del gran padre Adamo: / Io pranzo all'ombra de' suoi rami e dico: / — Vecchia Bologna, t'amo! (XXXVIII)
Io non voglio saper quanto sii casta, / ci amammo veramente un'ora intera, / fummo felici quasi un giorno e basta. (LXVIII)
Torna all'infamia tua: sei troppo vile, / sei troppo vile, non ti posso amar! (LXXVI)
Frasi da «Rime di Argia Sbolenfi»
Addio sorrisi dell'albe rosate, / Addio tramonti che d'oro parete! / Novembre porta le tristi giornate / E delle nebbie la bigia quïete! (dalle "Rime", libro secondo - Le decadenti)
Armiamoci e partite! (da Agli Eroissimi)
È certo che lo studio e la riproduzione del mondo esterno come è, costano più fatica che non l'operare secondo una formola od una maniera.
Il destino è così, questa è la vita; / Soffrire e poi soffrire! (in Ora triste)
Io corro, io volo sulla bicicletta, / questo ideal delle cavalcature: / chi soffre d'emorroidi o di bolletta / m'insulti pure. (da In bicicletta)
Sperare e disperar, questa è la vita. (in Anno nuovo)
Dicono di Olindo Guerrini
La grazia fa passare assai cose che, per loro natura, non sono graziose, ed il Guerrini, con la simpatia d'un verso agile, schietto e brioso, divulgò, come il Porta e come il Belli, qualche oscenità. Ma non per queste il Porta ed il Belli riuscirono grandi poeti; essi anzi son tali a malgrado di esse; il volgo, e tra il volgo, pur troppo, molta gioventù liceale, cercò avidamente nelle poesie dello Stecchetti, non già l'arte squisita ma le audacie più inaudite del poeta; del qual genere d'ammirazione primo ad indispettirsi fu probabilmente il poeta stesso, il quale non aveva , di certo, voluto tanto.
Le Rime di Argia Sbolenfi non avendo alcun serio valore come opera d'arte, (come riconosce argutamente e prudentemente nella prefazione lo Stecchetti), non meriterebbero certo una recensione, e tanto meno un articolo sul Marzocco, se non si prestassero a parecchie utili osservazioni ed a qualche malinconica riflessione.
Olindo Guerrini, Lorenzo Stecchetti ed Argia Sbolenfi sono, aimè! la stessa ed unica persona nei diversi di bibliotecario, di poeta romantico-naturalista e di poetessa (?) pornografico-politico-socialista. Olindo Guerrini, com'è risaputo, non avendo mai posseduta un'anima propria di poeta, e pure smaniando di apparire anch'egli cinto del sacro lauro, sempre sentito il bisogno, per apparir qualcuno e qualchecosa, di esser qualchedun'altro e qualchecos'altro, mistificando da una parte il pubblico, e solleticandone dall'altra, col pretesto del verismo, i più bassi e ciechi istinti.
Quale propugnatore di una società pagana, liberale, nemica della chiesa, lo Stecchetti si mise a lato del Carducci. Ma presto fu chiaro che la sua spada era una spatola d'arlecchino e che tutta la sua lotta letteraria-culturale derivava più dal gusto che aveva di far dispetto ai borghesi, prendere in giro i credenti e gli sciocchi, scandalizzare le persone religiose e potere infine prodursi in modo rumoroso, stuzzicante ed interessante.
Si può essere poeti poco nuovi come fondo eppur poeti grandi, cioè nuovi nella potenza e magnificenza delle parole. Il Guerrini purtroppo, e me ne dispiace perché fu un brav'uomo e doveva esser molto simpatico, non fu nuovo e grande neanche a questo modo. Di versi suoi che resistano come materia prima, come forza di creazione verbale, come struttura o sonorità singolari ce ne son pochi per non, dir punti. Lo Stecchetti è chiaro, logico, scorrente, improvvisatore; i suoi versi si ricordano facilmente e si cantano senza volere. Anzi a queste qualità, io credo, e insieme al sentimentalismo sensuale che piace a tutti, egli dovette la sua grande fortuna. Trentadue edizioni di Postuma in meno di quarant'anni son molte – senza contare le contraffazioni. il libro di poesia moderna italiana, anche superiore a quello, che si sia venduto altrettanto? Ma in questa medesima facilità di spaccio sta, disgraziatamente, la sua condanna.
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026