Ritratto di Olindo Guerrini
Mario Nunes Vais · Public domain

Frasi

Frasi di Olindo Guerrini

30 citazioni, aforismi e passi dalle opere

Le citazioni di Olindo Guerrini raccolte in un'unica pagina: 30 frasi, divise per libro e argomento.

Olindo Guerrini (poeta, scrittore e gastronomo italiano). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.

Citazioni di Olindo Guerrini

Le autobiografie e le memorie, per poco che siano scritte con sincerità d'animo e di stile, interessano i lettori quanto e più dei romanzi, poiché, al racconto che diletta per sé, s'aggiunge la certezza che il fatto è veramente accaduto. I casi veri ci più che gl'imaginati e così nell'autobiografia confluiscono tutte le sorgenti di diletto e di commozione che scorrono separate nel romanzo, nel dramma e nella storia. Quando poi i fatti accaduti e narrati sono compassionevoli o meravigliosi, l'interessamento del pubblico diventa così vivace che il libro passa immortale alla posterità. Silvio Pellico come poeta è sceso nel limbo; vive e vivrà solo per quelle poche paginette delle Mie Prigioni sulle quali piansero tanti occhi italiani.
Dalla Prefazione a Giuseppe Pignata, Avventure di Giuseppe Pignata fuggito dalle carceri dell'Inquisizione di Roma, traduzione di Olindo Guerrini, Città di Castello, Lapi, 1887, pp. VI-VII.
Non si vive di solo pane, è vero; ci vuole anche il companatico; e l'arte di renderlo più economico, più sapido, più sano, lo dico e lo sostengo, è vera arte. Riabilitiamo il senso del gusto e non vergogniamoci di sodisfarlo onestamente, ma il meglio che si può, come ella ce ne dà i precetti.
Citato in Pellegrino Artusi, La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene, p. xix.
Se l'uomo non appetisse il cibo o non provasse stimoli sessuali, il genere umano finirebbe subito.
Citato in Pellegrino Artusi, La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene, p. xvii.
Questa minestra, che onora Bologna, / Detta la grassa non inutilmente, / Carezza l'uomo dove gli bisogna, / Dà molta forza ai muscoli e alla mente, / Fa prender tutto con filosofia, / Piace, nutre, consola e così sia.
Da un sonetto dedicato alle tagliatelle; citato in Touring Club Italiano, Guida Gastronomica d'Italia, Milano, 1931, p. 206.
[...] sovra il ferreo corsier passo contento / come a novella gioventù rinato / e sano e buono e libero mi sento.
Da Di nuovo in bicicletta, in Le rime di Lorenzo Stecchetti, Zanichelli, Bologna, 1905, p. 511.

Nova polemica di Lorenzo Stecchetti – Citazioni

Avanti, avanti, avanti / con la fiaccola in pugno e con la scure! (da Ai poeti pinzocheri)
Dissi — noi siam vigliacchi — / e me ne pento. Errai. / È il secolo de' Gracchi / questo che bestemmiai: / ma voi vi siete accorti / che siamo tutti forti, forti, forti. (da Palinodia)
Dominedio ci salvi / da i libri troppo lunghi e da i poemi! (da A Felice Cavallotti)
Citato in Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Hoepli, 1921, p. 10
Non ci sono né veristi né idealisti. Ci sono degli autori che scrivono bene e degli altri che scrivono male; ecco tutto.
Passar Mirrina, Lalage, Fiammetta, / l'arte de 'l Venosino e de 'l Boccaccio... / Curate i fiori bianchi e la calzetta. (da Per nozze)

Postuma: canzoniere di Lorenzo Stecchetti – Citazioni

Sono un poeta o sono un imbecille? (VII)
I canti che pensai ma che non scrissi / le parole d'amor che non ti dissi. (XIV)
Bevendo in fresco, e bestemmiando Cristo. (XVII)
Ma noi giacciamo nauseati e stracchi / senza un affetto in cor, sul reo letame / di questa sozza età. Noi siam vigliacchi. (XXI)
Ed io che intesi quel che non dicevi / m'innamorai di te perché tacevi. (XXVII)
Citato in 32 dicembre (1988).
Magre virtù che vi scandolezzate / Se una donnina mostra un po’ le spalle, / Verginità feroci e stagionate / Dai denti lunghi e dalle labbra gialle, / Chiudete la finestra e non guardate / In questa nostra lacrymarum valle. (XXIX)
Conosci tu il paese / dove non s'è mortali, / dove alla fin del mese / non scadon le cambiali? (XXXVII)
Vigna, nel mio cortil nereggia un fico / L'albero sarto del gran padre Adamo: / Io pranzo all'ombra de' suoi rami e dico: / — Vecchia Bologna, t'amo! (XXXVIII)
Io non voglio saper quanto sii casta, / ci amammo veramente un'ora intera, / fummo felici quasi un giorno e basta. (LXVIII)
Torna all'infamia tua: sei troppo vile, / sei troppo vile, non ti posso amar! (LXXVI)

Frasi da «Rime di Argia Sbolenfi»

Addio sorrisi dell'albe rosate, / Addio tramonti che d'oro parete! / Novembre porta le tristi giornate / E delle nebbie la bigia quïete! (dalle "Rime", libro secondo - Le decadenti)
Armiamoci e partite! (da Agli Eroissimi)
È certo che lo studio e la riproduzione del mondo esterno come è, costano più fatica che non l'operare secondo una formola od una maniera.
Il destino è così, questa è la vita; / Soffrire e poi soffrire! (in Ora triste)
Io corro, io volo sulla bicicletta, / questo ideal delle cavalcature: / chi soffre d'emorroidi o di bolletta / m'insulti pure. (da In bicicletta)
Sperare e disperar, questa è la vita. (in Anno nuovo)

Scheda del libro «Rime di Argia Sbolenfi»

Dicono di Olindo Guerrini

La grazia fa passare assai cose che, per loro natura, non sono graziose, ed il Guerrini, con la simpatia d'un verso agile, schietto e brioso, divulgò, come il Porta e come il Belli, qualche oscenità. Ma non per queste il Porta ed il Belli riuscirono grandi poeti; essi anzi son tali a malgrado di esse; il volgo, e tra il volgo, pur troppo, molta gioventù liceale, cercò avidamente nelle poesie dello Stecchetti, non già l'arte squisita ma le audacie più inaudite del poeta; del qual genere d'ammirazione primo ad indispettirsi fu probabilmente il poeta stesso, il quale non aveva , di certo, voluto tanto.
Angelo De Gubernatis
Le Rime di Argia Sbolenfi non avendo alcun serio valore come opera d'arte, (come riconosce argutamente e prudentemente nella prefazione lo Stecchetti), non meriterebbero certo una recensione, e tanto meno un articolo sul Marzocco, se non si prestassero a parecchie utili osservazioni ed a qualche malinconica riflessione.
Olindo Guerrini, Lorenzo Stecchetti ed Argia Sbolenfi sono, aimè! la stessa ed unica persona nei diversi di bibliotecario, di poeta romantico-naturalista e di poetessa (?) pornografico-politico-socialista. Olindo Guerrini, com'è risaputo, non avendo mai posseduta un'anima propria di poeta, e pure smaniando di apparire anch'egli cinto del sacro lauro, sempre sentito il bisogno, per apparir qualcuno e qualchecosa, di esser qualchedun'altro e qualchecos'altro, mistificando da una parte il pubblico, e solleticandone dall'altra, col pretesto del verismo, i più bassi e ciechi istinti.
Diego Garoglio
Quale propugnatore di una società pagana, liberale, nemica della chiesa, lo Stecchetti si mise a lato del Carducci. Ma presto fu chiaro che la sua spada era una spatola d'arlecchino e che tutta la sua lotta letteraria-culturale derivava più dal gusto che aveva di far dispetto ai borghesi, prendere in giro i credenti e gli sciocchi, scandalizzare le persone religiose e potere infine prodursi in modo rumoroso, stuzzicante ed interessante.
Karl Vossler
Si può essere poeti poco nuovi come fondo eppur poeti grandi, cioè nuovi nella potenza e magnificenza delle parole. Il Guerrini purtroppo, e me ne dispiace perché fu un brav'uomo e doveva esser molto simpatico, non fu nuovo e grande neanche a questo modo. Di versi suoi che resistano come materia prima, come forza di creazione verbale, come struttura o sonorità singolari ce ne son pochi per non, dir punti. Lo Stecchetti è chiaro, logico, scorrente, improvvisatore; i suoi versi si ricordano facilmente e si cantano senza volere. Anzi a queste qualità, io credo, e insieme al sentimentalismo sensuale che piace a tutti, egli dovette la sua grande fortuna. Trentadue edizioni di Postuma in meno di quarant'anni son molte – senza contare le contraffazioni. il libro di poesia moderna italiana, anche superiore a quello, che si sia venduto altrettanto? Ma in questa medesima facilità di spaccio sta, disgraziatamente, la sua condanna.
Giovanni Papini

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026