Ritratto di Otto Weininger
Photogravure Richard Paulussen (1852-1906), Wien · Public domain

Frasi

Frasi di Otto Weininger

22 citazioni, aforismi e passi dalle opere

Le citazioni di Otto Weininger raccolte in un'unica pagina: 22 frasi, divise per libro e argomento.

Otto Weininger (filosofo austriaco). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.

Citazioni di Otto Weininger

Da una stazione non si partirà mai per la libertà.
Citato in Focus n. 89, p. 150.
Malattia e solitudine sono affini. Alla minima malattia, l'uomo si sente ancora più solo di prima.
Da Letzte Aphorismen, in Über die letzten Dinge, Braumüller, Vienna, 1907.
Qui a Siracusa sentii ier l'altro sera suonare dalla musica militare la Cavalleria rusticana, in un sito magico, sulla spiaggia del mar ionico illuminato dalla luna, fra la fonta Aretusa cinta di papiri, e le navi a vela del porto. Quando Mascagni la scrisse era «grande»... (da Sesso e carattere. Un'indagine sui principi)
Siracusa è il luogo più singolare della terra. Qui non potrei che nascere o morire – vivere mai. (da Lettere ad Arthur Gerber, in Taccuino e lettere)

Intorno alle cose supreme

Pochissimi sentono il bisogno di farsi un'idea chiara del carattere degli uomini grandi nel pensiero o nell'azione. Essi sono abituati non solo a togliersi il cappello quando si pronunziano i grandi nomi, ma a privarsi, come dietro un ordine, di ogni capacità di pensare. Wagner, Goethe sono per essi dei punti esclamativi. (Alcuni aforismi, p. 33)
psicologismo è la concezione più comoda della vita, perché segna la fine di tutti i problemi. Perciò esso condanna a priori tutte le soluzioni, non riconoscendo né i problemi veri e proprii, né il concetto della verità. (Alcuni aforismi, p. 72)
Il delinquente è l'opposto dell'uomo che si sente colpevole. Perché quest'ultimo assume sopra di sé la sua colpa, il delinquente la rigetta sull'altro: egli vendica e punisce l'altro per sé: così si spiega l'assassinio. (Alcuni aforismi, pp. 77-78)
L'uomo onesto si dà la morte, quando senta che egli alla fine diverrà malvagio; l'uomo inferiore deve essere forzato alla morte da un giudizio. (Alcuni aforismi, p. 78)
Colpa e punizione non sono due cose ma una sola. (Alcuni aforismi, p. 78)
Il peccato originale avviene continuamente: le cose eterne e le cose temporali stanno le une accanto alle altre. (Alcuni aforismi, p. 102)
La sola grandezza di Schiller consiste nell'aver rovinata la tragedia: essa non se n'è ancora riavuta. Gli eroi dei suoi Drammi non ha hanno il menomo passato interiore, – solamente il «Fiesco», il migliore dei suoi lavori e appunto perciò così maltrattato dai letterati, e, in grado minore, la «Pulzella d'Orleans» potrebbero esser considerati come eccezioni. Egli stesso è affatto privo di intelligenza per i problemi interiori dell'uomo, e pensa così poco a fare del delitto o dell'amore, della brama di conoscenza o della vanità, del bisogno d'impero o di sacrificio, l'oggetto della [su]a poesia, che attribuisce sempre la più gran parte della colpa agli astri fatali. (Contributo alla caratterologia, p. 114)
Nessun'arte ha mai cosi completamente dominato e soddisfatto i bisogni artistici di una età, quanto quella di Riccardo Wagner. Tutti gli sforzi per far sorgere una nuova letteratura, per fondare un'arte nuova appaiono artificiosi e falsi a paragone di ciò che noi ammiriamo nelle sue opere. Questa completa soddisfazione che tanti trovano solamente in Wagner, nasce dal fatto indubitabile, che mai fu al mondo uomo, nel quale il bisogno di espressione fosse così smisuratamente forte quanto in Wagner. A questo riguardo, colui che vien subito dopo di lui è Beethoven, come Wagner stesso l'ha sempre sentito. Anche Beethoven però ne è assai lontano. (Contributo alla caratterologia, p. 119)
La lava è lo sterco della terra. (Ultimi aforismi, p. 245)

Frasi da «Sesso e carattere»

Chi considera le «inversioni sessuali» come qualche cosa di patologico o come anomalie psichiche di orribile mostruosità (quest'ultima è la credenza normale delle piccole menti), magari come un vizio acquisito, come il risultato di qualche diabolica seduzione, deve pur pensare che una serie infinita di trapassi conduce dal tipo più perfetto del maschio all'uomo femminile, da questo al sessualmente pervertito, all'ermafroditismo spurio e genuino, e più oltre alla tribade, da questa alla virago per finire alla virgo femminile. (Parte prima, cap. IV, p. 41)
Quello che noi sosteniamo è che D non ha né il bisogno, né conseguentemente la capacità di emanciparsi. Tutte le donne che veramente tendono all'emancipazione, tutte quelle rinomate a buon diritto, e in qualche modo spiritualmente eminenti, dimostrano sempre molti tratti maschili e un osservatore acuto può sempre riconoscere in loro anche caratteri anatomicamente maschili, un aspetto somatico più simile a quello dell'uomo. (Parte prima cap. VI, p. 58)
[...] un altro tratto distintivo del genio è l'universalità. Non ci sono dei geni specialisti, geni matematici e musicali, nemmeno geni della scacchiera, ma solo universali. L'uomo di genio si può definire come quello che sa tutto senza averlo mai imparato. (Parte seconda, cap. IV, p. 99)
Visto che la genialità d'un uomo cresce con l'articolazione del complesso delle sue rappresentazioni, ne consegue che quanto più geniale uno sarà, tanto prima si ricorderà di tutto il proprio passato, di ciò che ha fatto e pensato, visto e udito, percepito e sentito; e con altrettanta maggior sicurezza e vivacità saprà riprodursi tutto quanto è passato nella sua vita. Il distintivo del genio più sicuro, generale, e più facile a provarsi è la memoria universale. (Parte seconda, cap. V, p. 102)
[...] anche il più gran genio è in certi momenti privo di genio. (Parte seconda, cap. V, p. 104)
[...] quanto più uno vive nel proprio passato – e non nel futuro, come potrebbe sembrare a prima vista – tanto più intensa sarà in lui la brama di immortalità. (Parte seconda, cap. V, p. 116)
Il coito contraddice [...] sempre all'idea dell'umanità; non perché l'ascetismo sia un obbligo, ma perché in esso la donna vuol divenire oggetto, cosa, e l'uomo le fa veramente il favore di considerarla soltanto come tale, non come creatura umana vivente dotata di fenomeni interiori psichici. Perciò l'uomo disprezza la donna non sì tosto l'abbia posseduta e la donna sente di venire ora disprezzata, anche se pochi minuti prima si sapeva ancora adorata. (Parte seconda, cap. XIV, p. 329)

Scheda del libro «Sesso e carattere»

Dicono di Otto Weininger

Fu preso, adolescente, da una fame di sapere che poté saziare coll'ingegno pronto e la straordinaria forza di lavoro: si erudì in molti rami dello scibile e, ventenne, intervenendo a certe private adunanze di studiosi di filosofia, stupiva colla vastità e la sicurezza della sua dottrina [e] aderì dapprima all'empirio-criticismo dell'Avenarius, il quale si oppone a tutte le metafisiche, e non ammette altra realtà che il fenomeno. Ma ad un tratto inorridì del nulla in cui gli parve lo sospendesse quella interpretazione del mondo, fu colto [da un] senso di vertigine, vedendo ogni stabilità sprofondarsi dinanzi al suo sguardo, e dovunque andasse tastando, non offrirglisi alcuna cosa, ma solo rapporti di cose.
Giulio Augusto Levi
Weininger non è un virtuoso del pensiero. Non pensa in libertà come altri fan le scarpe in libertà o gonfiano il bicipite in libertà. Ogni suo pensiero è nato da un conflitto, ogni idea sua ha radici passionali. È vero, è vero: i suoi libri sono impregnati di sentimento, coloriti di temperamento, vibranti di fantasia; son autobiografie spirituali, calde, germinanti, personalissime. Questo poeta-filosofo non raggiunge mai l'oggettività pura; dappertutto lo ritrovate con le sue miserie, con le sue speranze, con i suoi trionfi. Ogni pagina sua è parte del suo caos e della sua santità. Perciò, ancora una volta, Weininger è dei pochi e non della massa. Perciò non sa dire niente agli accademici ammiratori della classicità in arte e in filosofia.
Italo Tavolato

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026