Frasi
Frasi di Patañjali
21 citazioni, aforismi e passi dalle opere
Una raccolta di 21 citazioni di Patañjali, ordinate per opera: per ogni frase indichiamo, quando è nota, la fonte esatta.
Patañjali (filosofo indiano). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.
Frasi da «Yoga Sūtra»
Yoga è l'arresto delle modificazioni mentali. (I, 2)
Lo stato supremo di assenza di desiderio si verifica quando tutti i desideri cessano, in seguito alla scoperta della natura più intima del Purusha, il Sé Supremo. (I, 16)
La realizzazione può essere ottenuta anche mediante la devozione a Dio, Ishvara. (I, 23)
Dio è il sommo Sé. Egli è intocco dalle pene della vita, dalle azioni e dalle loro Conseguenze. (I, 24)
Oppure, si mediti su qualsiasi cosa si adatti a voi naturalmente. (I, 39)
La miseria o infelicità è prodotta da: mancanza di consapevolezza, o avidya, egoismo, passioni, avversioni, attaccamento alla vita e paura della morte. (II, 3)
La dissociazione di colui che vede e della cosa vista prodotta dell'ignoranza è il rimedio che arreca liberazione. (II, 25)
Gli otto mezzi dello yoga sono: yama (autocontrollo), niyama (osservanze), asana (posizione), pranayama (controllo del respiro), pratyahara (astrazione), dharana (concentrazione), dhyana (meditazione), samadhi (contemplazione). (II, 28)
Allorché lo yogin è fermamente stabile nella non violenza, coloro che sono in sua presenza abbandonano ogni ostilità. (II, 35)
Allorché lo yogin è fermamente stabile nella continenza sessuale, acquista energia. (II, 38)
Samadhi si ha allorché, la mente si unisce all'oggetto. (III, 3)
Grazie a samyama si può conoscere l'immagine presente nella mente altrui. (III, 19)
Abbandonando le cause che delimitano e conoscendo i passaggi, è possibile entrare nel corpo di un altro essere. (III, 39)
I poteri vengono rivelati alla nascita, oppure sono conseguiti tramite l'uso di droghe, la ripetizione di parole sacre, l'ascesi o il samadhi. (IV, 1)
Passato e futuro esistono nel presente, tuttavia non sono sperimentati nel presente in quanto sussistono su piani diversi. (IV, 12)
Lo stesso oggetto è visto in modi diversi da menti diverse. (IV, 15)
La mente, benché, variegata da innumerevoli desideri, agisce per lo scopo di un altro, in quanto agisce per associazione. (IV, 24)
Allorché si è vista questa distinzione, si ha un arresto dei desideri riflessi nell'atma, o Sé. (IV, 25)
Dicono di Patañjali
I sūtra sono brevi, ma pieni di gemme di saggezza su cui riflettere e con cui vivere: Patañjali ha studiato la condizione umana in profondità, ha identificato la causa della sofferenza dell'uomo e il modo e il modo di superarla, cioè come ognuno di noi può vivere una vita più piena e più felice.
Ha analizzato la coscienza, i suoi stati e i suoi umori; la sua metodologia mostra una mente originale, un intelletto chiaro e penetrante, una capacità analitica sorprendente.
Lo Yoga classico inizia là dove finisce il Sāṃkhya. Patañjali infatti non crede che la conoscenza metafisica possa, da sola, condurre l'uomo alla liberazione: la conoscenza si limita a preparare il terreno in vista della conquista della libertà, ma quest'ultima si ottiene mediante una tecnica ascetica e un metodo di meditazione.
Patañjali, o chi per lui, sembra orientato su una pista «kantiana»: è necessario comprendere che la conoscenza è imputabile a un soggetto; ma questa attività non è creativa, e deve tener conto di un mondo oggettivamente esistente.
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026