Frasi

Frasi di Patrick O'Brian

40 citazioni, aforismi e passi dalle opere

Una raccolta di 40 citazioni di Patrick O'Brian, ordinate per opera: per ogni frase indichiamo, quando è nota, la fonte esatta.

Patrick O'Brian (scrittore, saggista e traduttore britannico). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.

Frasi da «Primo comando»

Jack pensò alla sua situazione di marinaio senza una nave, alle tante promesse e mezze promesse non mantenute che gli erano state fatte, ai tanti programmi costruiti sulla fantasia.
L'impressione generale fu che la Sophie fosse un veliero vecchio stile; c'era qualcosa di arcaico in lei, come se, potendo scegliere, preferisse avere la carena inchiodata invece che rivestita di rame e le murate incatramate invece che pitturate.
Sì: era una nave antiquata. L'amava già profondamente, l'aveva amata fin dall'istante in cui i suoi occhi si erano posati sul ponte dalla lieve curvatura, ma la ragione diceva che si trattava di un brigantino lento, un vecchio brigantino che non avrebbe di certo fatto la sua fortuna.
Non ho mai conosciuto una persona che ammettesse di essere ricca o di stare dormendo: forse chi è povero o sta sveglio ha un qualche grande vantaggio di ordine morale? Perché mai sarà così?
Dove non c'era uguaglianza non potevano esserci sentimenti camerateschi; quando un uomo era costretto a dire «sissignore», il suo consenso non aveva valore, anche se se sincero. Si trattava di cose che gli erano ben note, che conosceva da quando era nel servizio, cose evidenti... eppure non aveva mai pensato che potessero succedere a lui.
Questa volta credevo proprio che fossimo cucinati a dovere: incendiati, affondati, distrutti; impiccati, squartati e fatti a pezzi.
«Se avesse pensato agli affari invece di fare il galletto, il toro da competizione, avrebbe…» disse il signor Williams. «È stata lei a prenderlo al laccio!» strillò la signora Williams, che non aveva mai fatto terminare una frase al marito dopo il 1782, anno in cui lui aveva pronunciato, senza essere interrotto, il fatidico "sì" nella chiesa della Trinità a Plymouth Dock.
La corvetta procedeva verso ovest il più velocemente possibile, ostacolata da due fortunali di grande violenza e da periodi di bonaccia esasperante o con il mare grosso, sul quale la Sophie ballava tanto che il gatto di bordo soffriva come un cane.

Scheda del libro «Primo comando»

Frasi da «Costa sottovento»

«[…] Conosci la vecchia canzone? Ora ti faccio sentire!» Con un cauto brontolio canticchiò il motivo.
«Dice Jack: 'Una bella notizia, è la pace per terra e per mare,
i cannoni dovranno tacere, non avremo più da faticare'.
'Brutte notizie', fa l'ammiraglio, e il capitano: 'Mi si spezza / il cuore
L'ufficial piange: 'Che sarà di me? Forse morirò per gran / dolore
Dice il dottore: 'Sono un gentiluomo, un gentiluomo di / qualità vera
ora me ne andrò per le campagne a fare il ciarlatano in / qualche fiera»
«Ah, ah, questa è per te Stephen… ah, ah, ah!»
Jack si guardò intorno alla ricerca di qualcosa da poter lodare con una parvenza di sincerità: l'ottone del cannone di caccia colpì il suo sguardo e Jack si affrettò a notarlo con compiacimento.
«Luccica come oro, non c'è che dire.»
«Sì», confermò Pullings. «Lo fanno spontaneamente... poojah, poojah, dicono. Per giorni interi al largo dell'isola e anche quando siamo arrivati al capo, hanno messo collane di fiori intorno alla bocca del cannone. Rivolgono le loro preghiere al cannone, poveretti, perché credono che sia come… be', signore, non oso nemmeno dire a che cosa credono che assomigli. [...]»

Scheda del libro «Costa sottovento»

Frasi da «Buon vento dell'Ovest»

Un consenso rifiutato senza ragione può essere estorto con diritto.
So ben poco di matematica o di legge; ma i pochi matematici e avvocati che ho conosciuto mi hanno dato l'impressione di condividere una simile aridità in proporzione diretta al loro livello di eminenza; forse per il fatto che a loro basta un ordine delle cose limitato o, nel caso degli avvocati, del tutto artificiale.

Scheda del libro «Buon vento dell'Ovest»

Frasi da «Verso Mauritius»

«Signor Gill», disse Jack, «vi prometto che userò in modo ragionevole la Raisonnable. Avete afferrato, eh? Ragionevole, Raisonnable…»
«C'è molto da fare a Mauritius, e prima ci arrivo meglio è. Perché lascia che te lo dica, amico mio, anche se sono meno letali, i miei volantini sono efficaci come le… come le tue bordate.»
«Stephen», disse Jack, «io ne sono convinto.»
«Stavo per dire efficaci come le tue palle, ma ho temuto che un miserando gioco di parole potesse offendere un baronetto in embrione; […]»

Scheda del libro «Verso Mauritius»

Frasi da «L'isola della desolazione»

«Intendi dire che c'è il pericolo di una pace?» esclamò Jack voltandosi di scatto. «Voglio dire, naturalmente i benefici della pace sono importantissimi, non c'è niente di meglio della pace... ma, insomma, si vorrebbe essere avvisati!» (cap. II; TEA, p. 60)

Frasi da «Bottino di guerra»

Per molti, moltissimi anni ea stato incapace di aprire completamente il suo animo sia con un uomo sia con una donna, e talvolta gli sembrava che la sincerità fosse essenziale come il cibo o l'affetto: durante la maggior parte di quel periodo aveva usato il suo diario come surrogato di un inesistente orecchio amico, un ben misero surrogato, ma che era diventato per lui un'abitudine e quasi una necessità. (cap. VI; TEA, p. 185)

Scheda del libro «Bottino di guerra»

Frasi da «Missione sul Baltico»

«Giudei, volevo dire», si corresse Jagiello. «Non si può fare amicizia con loro. Sono stati maltrattati e oltraggiati così a lungo che sono diventati il nemico, come gli iloti di Laconia e le donne sono state i nostri iloti domestici per tanto, oh, tanto più tempo. Non ci può essere amicizia tra nemici, nemmeno in un armistizio; essi sono sempre all'erta. E se non c'è amicizia, dov'è la vera conoscenza?»
«Qualcuno dice nell'amore», suggerì Stephen.
«L'amore?» esclamò il giovane. «Ma l'amore è una creatura del tempo, mentre l'amicizia non lo è. [...]» (cap. VII; TEA, p. 183)
«Di sicuro, signore», ribadì Stephen, «nessun uomo fornito di ragione vorrebbe deliberatamente imporre la vita a un altro essere umano in questo mondo sovraffollato e perpetuamente in guerra.» (cap. X; TEA, p. 306)

Scheda del libro «Missione sul Baltico»

Frasi da «Il porto del tradimento»

È concepibile che la mera assenza del tabacco soltanto possa rendermi irritabile? No, no: nello studio della psiche, come nella storia, dobbiamo cercare cause molteplici. Fumerò un piccolo sigaro, una parte di un piccolo sigaro, in vostro onore: ma voi vedrete che la differenza, se mai esisterà, sarò di pochissimo conto. In verità le sorgenti dell'umore sono straordinariamente oscure e talvolta rimango sbalordito davanti a ciò che scopro scaturire da esse, davanti alle idee e agli atteggiamenti che si presentano, già del tutto formati, agli occhi della mente. (cap. I; TEA, p. 16)

Frasi da «Ai confini del mare»

Stavo meditando sul rituale del corteggiamento della nostra specie. Talvolta è come quello delle sule: due individui con la stessa inclinazione si scambiano occhiate dolci e dopo un rapido parlamentare si sottraggono alla vista. Sto pensando al racconto che fa Erodoto sui greci e sulle amazzoni dopo la tregua per il pranzo, quando appartenenti all'una e all'altra schiera si allontanavano insieme tra i cespugli, e penso anche ad alcuni esempi più recenti che ho avuto modo di osservare. In altri momenti, però, le evoluzioni della danza nuziale, con il finto farsi avanti e ritirarsi, con le offerte rituali e con gli atti simbolici, si protraggono oltre misura, durando forse anni prima che il vero scopo sia raggiunto, se mai lo è dopo una così lunga attesa. Esistono variazioni infinite secondo il tempo, il paese, la classe e scoprire quali siano i fattori comuni a tutte è una ricerca affascinante. (cap. VII; TEA, p. 222)

Frasi da «Caccia notturna»

«Un'ulteriore infelicità della vita umana è avere un contubernalis che russa per dieci», osservò Stephen, rivolto all'oscurità prima dell'alba.
«Non stavo russando», ribatté Jack. «Ero sveglissimo. Che cos'è un contubernalis?»
«Tu sei un contubernalis.»
«E tu anche. […]»
Termine latino che indica il compagno di tenda.
«Che cos'è questo rumore? Non un tuono, per amor del Cielo.»
«Sono soltanto le squadre di Truciolo e del nostromo che si allontanano senza far chiasso. […]»

Scheda del libro «Caccia notturna»

Frasi da «Clandestina a bordo»

Stephen si ritirò nella cabina, dove il comandante stava riposando, allungato sullo stipo sotto la vetrata, con un piede in un catino pieno d'acqua.
«Soffri, fratello?» domandò Maturin. «O questo fa parte dell'adorazione superstiziosa della marina per la pulizia?»
«Soffro, Stephen, ma moderatamente», rispose Jack. «Ricordi quando ho cercato di sbloccare con Dick Richardson il timone della Nutmeg? Hai presente l'agugliotto del timone?»
«L'agugliotto del timone. Ma certo, è costantemente nei miei pensieri, si può dire che non abbia altro in mente.»
«Be', vi ho battuto contro malamente e ho zoppicato per una settimana. E proprio adesso ho battuto la caviglia contro quel ferro laggiù, esattamente sullo stesso punto. Che urlo ho lanciato!»
«Non ne dubito. Vuoi che ti dia un'occhiata?» Stephen gli sollevò il piede, lo studiò, vi premette sopra le dita e, quando sentì Jack sussultare, disse: «È un minuscolo pezzetto del malleolus esterno che vuole uscire fuori».
«Che cos'è il malleolus esterno?»
«No, se tu mi opprimi con i tuoi agugliotti del timone, io posso fare altrettanto con i miei malleoli. Sta' fermo. […]»
«Be', signore… alcuni ufficiali hanno un debole per la signora Oakes.»
«Lo credo bene: una giovane donna molto gradevole.»
«No, signore. Voglio dire che è una cosa molto più seria… maledettamente seria… fottutamente seria…»
«Ah.» Jack rimase per qualche istante ammutolito. «Ma quest'ultima espressione… non va intesa in senso letterale, vero?»

Frasi da «Fuoco sotto il mare»

«Sei sveglio?» domandò Jack in un bisbiglio rauco attraverso una fessura della porta.
«No,», rispose Stephen. «[…]»
«[…] al Perù che agognavo tanto di raggiungere e che tu mi avevi indotto a credere fiduciosamente avremmo visto prima del compleanno di Bridie.»
«Non ho mai detto quale compleanno, se questo o il prossimo.»
«Mi meraviglio che tu possa parlare con tanta leggerezza di mia figlia. Io ho sempre trattato le tue col dovuto rispetto.»
«Una volta le hai paragonate a due raperonzoli, quando erano ancora quasi in fasce.»
«Vergognati, Jack! Vergogna e disonore su di te! Sei stato tu a definirle così quando me le hai mostrate ad Ashgrove prima della spedizione alle Mauritius. Al diavolo la tua animaccia.»
«Si, forse è cosi. […]»

Scheda del libro «Fuoco sotto il mare»

Frasi da «Doppia missione»

La notte trascorreva e Stephen si tormentava scioccamente, come spesso avviene nel buio, quando la vitalità e il coraggio, la capacità di ragionare e il buon senso sono in fase di stanca. (cap. I, p. 16)
Oh, la forza morale della collera del tutto sincera, del tutto disinteressata e giusta! (cap. III, p. 91)
«La malattia presenta innumerevoli aspetti squallidi, molti dei quali tu conosci anche troppo bene, mio caro», disse a Jack mentre erano insieme nella cabina del commodoro, «e tra questi, in un certo senso il peggiore è il totale egoismo del malato. È vero che un organismo impegnato a sopravvivere deve necessariamente concentrari su sé stesso, ma la mente che abita quell'organismo è talmente incline a indulgere anche quando la necessità non sussiste...» (cap. IX, p. 227)
«I matrimoni degli altri sono una perpetua fonte di perplessità», commentò Stephen. (cap. IX, p. 248)
«Per un animo tormentato, credo che non vi sia niente di più irritante delle parole di conforto», disse dopo un istante. «A parte ogni altra considerazione, implicano spesso un atteggiamento di superiore saggezza in chi le offre.» (cap. X, p. 256)

Scheda del libro «Doppia missione»

Frasi da «Burrasca nella Manica»

Uno dei vantaggi della vita sul mare, per gli uomini della nostra condizione, è la libertà di parola. Nella cabina o nel giardinetto possiamo dire quel che ci aggrada quando vogliamo. E, a ben pensarci, è una cosa niente affatto ordinaria sulla terraferma. Vi sono quasi sempre motivi per essere discreti: servitori, persone care, visitatori, orecchie innocenti ma ricettive o la possibilità della loro presenza. Allo stesso modo, leggere davvero con tranquillità, senza distrazioni, è difficile in una casa, a meno di non godere della benedizione di una stanza inespugnabile e a prova di rumore: interruzioni, movimenti ripetuti e inutili, porte che si aprono e si chiudono, scuse, perfino bisbigli e, Dio ci scampi, orari dei pasti. Per potersi sprofondare veramente in un libro non c'è che il mare: ho letto tutto Giuseppe Flavio tra Freetown e il Fastnet durante l'ultima traversata: le grida marinaresche, il movimento del mare e gli elementi, tranne, forse, nelle loro manifestazioni estreme, non sono nulla a paragone delle incursioni domestiche. Da quando sono sbarcato, soltanto giornali, gazzette, pubblicazioni periodiche, tutte letture frivole e leggere, a parte gli Atti, hanno assorbito impercettibilmente il mio tempo e le mie energie. (cap. II, p. 51)
«Sì, signore, è questo il mio nome», rispose Stephen, non del tutto contento di essere riconosciuto con tanta facilità. Gli agenti segreti dovrebbero avere facce tutte uguali come rape, indistinguibili l'una dall'altra, dovrebbero avere più o meno la stessa altezza, il colorito pallido, la conversazione prosaica, banale, impossibile da ricordare, pensò. (cap. IV, p. 95)
L'effetto del mare si faceva già avvertire con forza. Pur non essendo certamente un gran marinaio, perfino Stephen sentiva, nel corpo e nello spirito, che il dondolio regolare e dolce di una branda sospesa era qualcosa di più naturale dell'immobilità di un letto sulla terraferma; e sebbene nessuno dei due avesse più di una tavola da nove pollici, e forse anche meno, tra sé e l'eternità, mentre al tempo stesso erano esposti ai pericoli del mare e alla violenza del nemico, entrambi provavano una specie di beato sollievo, come se le complicazioni del condurre dapprima una goletta e poi un grande e affollato vascello fino a una costa rocciosa e ostile, nota per il cattivo tempo, le perpetue burrasche di vento da sud-ovest e le insidiose maree, fossero ben poca cosa a confronto con le preoccupazioni della vita sulla terraferma, e della vita domestica, in particolare. (cap. IV, p. 99)
«Forse... ma, Jack, non hai dimenticato la promessa del reinserimento, vero?»
«Oh, povero me, no! Resto aggrappato a questa speranza giorno e notte, come un toro in un negozio di porcellane. Ma le promesse sono fatte di vento, sai. Un ministro della marina può morire ed essere sostituito da uno stramaledetto e perfido whig... oh, scusa, fratello... da gente di un altro partito, che non sa nemmeno chi è Abramo, quando il proprio nome stampato in quella bella lista è la cosa più solida che esista in questo mondo instabile... oggi c'è, domani non c'è più.» (cap. X, p. 258)

Scheda del libro «Burrasca nella Manica»

I cento giorni – Citazioni

«...vale a dire, se siete ancora impegnato totalmente.»
«Lo sono, assolutamente», affermo Stephen. «Se non fosse un sentimento perverso, sarei quasi grato a quell'uomo malvagio e al suo odioso regime.» (cap. I, p. 36)
«Dottor Jacob», disse Jack, «spero che possiate salire a bordo al più presto. Non vedo l'ora di andarmene da qui.» E in privato a Stephen: «Ho ripetuto il tuo 'niente penetrazione, niente sodomia', e li ho messi a terra; anche se devo dire che la maggior parte di loro è stata ben felice di essere messa a terra. Ho persuaso gli altri a giudicarlo soltanto un caso di flagrante impudicizia».
«E la pena prevista è essere rimorchiati a terra su un carabottino?»
«No. È solo un'usanza del mare: si è sempre fatto così.» (cap. I, p. 38)
Tuttavia, l'equipaggio era soddisfatto, una soddisfazione che raggiunse il culmine a Durazzo, con i suoi sette cantieri navali (compresi quelli dei sobborghi) illuminati a giorno dal fuoco, gli alberi e i pennoni di una piccola fregata e di due corvette che ardevano come gigantesche torce.
«Be'», disse Jack, «non sarà un modo molto glorioso di fare la guerra, ma, perdio, Stephen, i tuoi alleati hanno ripulito la costa! E anche se abbiamo perso una piccola fortuna in quanto a denaro delle prede, abbiamo risparmiato un mucchio di tempo. Forse dobbiamo ringraziare il tuo san Giorgio e i suoi auspici, dopotutto.» (cap. V, p. 145)
«Rinfranca il tuo animo, amico mio», disse Stephen con convinzione. «Jacob e io abbiamo appena conferito con il comandante in capo e con il suo consigliere politico, poi solo con quest'ultimo: Matthew Arden, un uomo intelligente e molto influente a Whitehall. Il ministero rietiene che questo sia un teatro di guerra di eccezionale importanza e ha mandato qui uno dei suoi cervelli migliori, una persona che ha rifiutato un'alta carica, un'altissima carica. È un amico intimo di Lord Keith, il quale si offenderebbe se le sue esplicite istruzioni venissero ignorate. Arden e io ci conosciamo da moltissimi anni, non siamo mai stati in disaccordo su qualcosa di importante e anche questa volta la pensiamo allo stesso modo. Inoltre, sono felice di poter dire che Lord Barmouth, nonostante i suoi modi autoritari, ha un certo timore reverenziale per Matthew... [...] Ma vorrei che avessi potuto ascoltare Arden decantare le tue imprese nell'Adriatico e vedere come abbia costretto l'ammiraglio a riconoscere l'importanza di ciò che hai fatto... No, Jack: Lord Barmouth è certamente coraggioso, ma non credo che oserebbe trattarti male in simili circostanze.» (cap. IX, pp. 238 sg)
«Allora dovete certamente andare. Ma, Aubrey, non avevo idea che foste un amico d'infanzia di mia moglie , in effetti una specie di cugino. LAcasta è entrata in porto questo pomeriggio, portandola qui, finalmente, in salute nonostante il brutto tempo: mia moglie è un magnifico marinaio. Aveva un pacchetto per Lady Keith e siamo andati subito da loro. Sono stati così gentili da ospitarci per cena, una semplice cenetta improvvisata, solo per noi quattro, e non so come è stato fatto il vostro nome. Abbiamo scoperto che le due signore vi conoscevano fin da quando eravate un marmocchio: vi avevano seguito di nave in nave sulla Gazzetta e sul Ruolo navale e quando hanno messo il piede in fallo, come per la data della vostra nomina sulla Sophie, Lord Keith le ha rimesse sulla rotta giusta. Alla fine è stato deciso che i Keith, voi e il dottor Maturin – Lord Keith lo stima molto – verrete a pranzo domani sull'ammiraglia. Ma temo che dopo la vostra richiesta non possiate farlo.» [...]
Il comandante in capo gli strinse la mano e i due si lasciarono in ottimi rapporti, migliori di quanto Jack avrebbe mai pensato. (cap. X, pp. 248 sg.)

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026