Frasi
Frasi di Richard Dawkins
72 citazioni, aforismi e passi dalle opere
Qui trovi 72 frasi di Richard Dawkins: aforismi, passi tratti dai libri e citazioni con la loro fonte.
Richard Dawkins (etologo, biologo e divulgatore scientifico britannico). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.
Citazioni di Richard Dawkins
I cloni sono semplicemente gemelli identici.
I miei amici americani temono che il mondo stia sprofondando di nuovo verso i Secoli Bui. Ma la direzione della storia va chiaramente nel senso opposto, verso l'illuminismo, il raziocinio, la modernizzazione. Penso che l'America stia attraversando solo un temporaneo regresso. Ho buone speranze per il futuro. Queste cose passano.
Il giornalismo scientifico è troppo importante per essere lasciato ai giornalisti.
L'idea che le epoche antiche abbiano accumulato saggezza è un errore. È un'irritante ironia che le classi ricche nel ricco occidente tollerino magiche cure indù ormai superate, mentre in India si mobilitano per adottare vaccini moderni ed antibiotici.
L'America di Bush è una teocrazia. Mentre in Europa si è continuata a sviluppare una tendenza all'illuminismo e al raziocinio scientifico, in America e nel mondo islamico è in corso un'esplosione di fanatismo teocratico. In effetti, i cristiani americani da una parte e i musulmani dall'altra combattono la stessa battaglia, in cui gli europei rimangono presi nel mezzo. Bush e Bin Laden sono dalla stessa parte: la parte della fede cieca e della violenza, contro la parte della ragione e della discussione.
La biologia è lo studio di organismi complessi che sembrano essere stati creati per un scopo. La fisica è lo studio delle cose elementari che non ci lascia tentare di invocare questo disegno creativo.
La scienza sostituisce i pregiudizi personali con prove verificabili pubblicamente.
La visione scientifica dell'esistenza è poetica fino quasi a risultare trascendentale. Siamo incredibilmente fortunati ad avere avuto il privilegio di vivere per alcuni decenni su questa terra, prima di morire per sempre. E noi che viviamo oggi siamo ancora più fortunati, perché possiamo comprendere, apprezzare e godere l'universo come nessuna delle generazioni precedenti ha potuto fare. Abbiamo il beneficio di secoli di scoperte e progressi scientifici alle spalle. Aristotele sarebbe sbalordito da ciò che uno scolaretto qualsiasi potrebbe insegnargli oggi. Ecco cosa dà significato alla vita. E il fatto che questa vita abbia un limite, e sia l'unica vita che abbiamo, ci rende ancora più determinati ad alzarci ogni mattina e cercare di partecipare al meraviglioso ciclo della natura.
Le parole sono importanti. Contano, perché ci rendono più consapevoli.
Mi sento un cristiano culturale. Non sarei felice se perdessimo le nostre belle cattedrali e le nostre belle chiese parrocchiali.
Neanche uno dei miei progenitori morì giovane. Neanche uno dei miei progenitori non riuscì ad accoppiarsi. Molti altri individui morirono giovani e non riuscirono ad accoppiarsi, ma non sono divenuti progenitori. È assolutamente ovvio, ma a cio' fa seguito molto altro. Significa che ogni singolo essere vivente ha ereditato i geni di un'ininterrotta linea di progenitori di successo. Tutti noi abbiamo ereditato quello che serve per sopravvivere e riprodursi.
Non esitiamo a dire che un bambino è cristiano o che è musulmano, quando in realtà sono troppo piccoli per comprendere argomenti del genere. Eppure non ci sogneremmo mai di dire che un bambino è keynesiano o marxista. Con la religione, invece, si fa un'eccezione.
Senza la religione staremmo tutti meglio. Saremmo liberi di esultare per il privilegio che abbiamo di essere nati, grati di vivere una vita, questa, terrena, abbandonando il presuntuoso desiderio di averne una seconda, eterna, nell'aldilà.
Frasi da «Il cappellano del Diavolo»
Il motivo per cui la religione organizzata merita ostilità aperta è che, a differenza della fede nella teiera di Russell, la religione è potente, influente, esente da imposte ed inculcata sistematicamente in bambini troppo giovani per difendersi da sé. Niente obbliga i bambini a trascorrere i propri anni formativi memorizzando pazzi libri che parlano di teiere. Le scuole sussidiate dal governo non escludono bambini i cui genitori preferiscono teiere di forma sbagliata. I credenti nella teiera non lapidano i non credenti nella teiera, gli apostati della teiera, i blasfemi della teiera. Le madri non mettono in guardia i loro figli sullo sposare dei pagani, i cui genitori credono in tre teiere invece che in una. Le persone che mettono prima il latte non gambizzano quelle che mettono prima il tè.
La scienza non può dire se l'aborto sia sbagliato, ma può precisare che il continuum (embriologico) che collega senza soluzione di continuità un feto non senziente con un adulto senziente è analogo al continuum (evolutivo) che collega gli esseri umani alle altre specie. Se il continuum embriologico appare più uniforme, è solo perché il continuum evolutivo è scandito dall'evento dell'estinzione. I principi fondamentali dell'etica non dovrebbero dipendere dalle accidentali contingenze dell'estinzione. In altre parole, la scienza non può dirvi se l'aborto sia o meno un assassinio, ma può avvertirvi che sareste incoerenti se pensaste che l'aborto è un assassinio, mentre uccidere uno scimpanzé non lo è. Non si può avere contemporaneamente la botte piena e la moglie ubriaca. (pp. 40-41)
I teisti di oggi ammetteranno di essere completamente atei quando si tratta di Baal e del Vello d'Oro, di Thor e Wotan, di Poseidone e Apollo, di Mithras e Ammon Ra. Siamo tutti atei rispetto alla maggior parte degli dei che gli uomini hanno venerato. Alcuni di noi vanno semplicemente avanti di un dio. (p. 103)
Noi ammettiamo di essere simili alle scimmie, ma raramente ci rendiamo conto di essere delle scimmie.
Il Fiume della Vita – Citazioni
Questa barocca stravaganza che, su questo pianeta, chiamiamo vita. (dalla prefazione)
C'è più poesia nella figura dell'Eva Mitocondriale che nel suo omologo mitologico. (dalla prefazione)
La scienza condivide con la religione il convincimento di poter rispondere a profondi interrogativi sulle origini, sulla natura della vita e sul cosmo. Ma la rassomiglianza finisce qui. Le convinzioni scientifiche sono suffragate da prove e danno luogo a risultati, ma non è lo stesso per i miti e le credenze.
Il creazionismo esercita un'attrattiva duratura, e non è difficile individuarne la ragione.
Far bene senza farsi notare. Una caratteristica fondamentale dell'evoluzione è la sua gradualità. È soprattutto una questione di principio. Può accadere, oppure può non accadere, che alcuni episodî evolutivi assumano improvvisamente un nuovo andamento.
Praticamente, ogni fatto naturale curioso e difficilmente spiegabile potrebbe essere chiamato in causa da chi non crede nel gradualismo evolutivo e nel darwinismo.
La natura non è crudele, è solo spietatamente indifferente. Questa è una delle più dure lezioni che un essere umano debba imparare. Noi non riusciamo ad ammettere che gli eventi della vita possano essere né positivi né negativi, né spietati né compassionevoli, ma semplicemente indifferenti alla sofferenza, mancanti di scopo.
L'illusione che vi sia uno scopo è così forte che gli stessi biologi si avvalgono dell'assunzione del buon progetto come strumento di lavoro.
I geni non si preoccupano per le sofferenze degli organismi perché in realtà non si preoccupano di nulla.
I teologi fanno del loro meglio per liquidare un tema preoccupante come il "problema del male" con il conseguente "problema della sofferenza" […] In un universo di cieche forze fisiche e di duplicazione genetica, alcune persone rimangono danneggiate mentre altre sono fortunate, e in tutto ciò non vi è né ragione né giustizia […] Il DNA non sa nulla e non si cura di nulla. Il DNA, semplicemente, è. E noi danziamo alla sua musica.
Per esempio, un particolare gene in una specie di chiocciola presente in un'isola del Pacifico determina se l'avvolgimento della conchiglia sarà destrorso o sinistrorso. La molecola di DNA non è essa stessa né destrorsa né sinistrorsa, ma lo è la sua conseguenza fenotipica. In relazione all'avvolgimento, la conchiglia potrà non avere lo stesso successo nel proteggere il corpo della chiocciola. Poiché i geni della chiocciola stanno all'interno della conchiglia la cui forma contribuiscono a influenzare, i geni che rendono una conchiglia particolarmente efficiente finiranno per sopraffare numericamente quelli che la rendono meno capace di proteggere la chiocciola. Le conchiglie, essendo fenotipi, non generano conchiglie figlie. Ciascuna è determinata dal DNA, ed è il DNA che genera altro DNA.
Frasi da «Il gene egoista»
La teoria dell'evoluzione è in dubbio più o meno quanto l'ipotesi che la Terra ruoti attorno al Sole.
Noi siamo macchine per la sopravvivenza, veicoli automatici ciecamente programmati per preservare quelle molecole egoiste conosciute come geni. Da lungo tempo penso che la biologia dovrebbe apparire eccitante come un romanzo di favole, perché la biologia è esattamente una storia di magie. (p. 1)
Bisogna cercare di insegnare generosità e altruismo, perché siamo nati egoisti. Bisogna cercare di capire gli scopi dei nostri geni egoisti, per poter almeno avere la possibilità di alterare i loro disegni, qualcosa a cui nessun'altra specie ha mai aspirato. (cap. 1, p. 5)
Ma l'estinzione di un gruppo è un processo lento, in confronto alla rapida violenza della competizione individuale. Anche quando il gruppo sta declinando lentamente e inesorabilmente, a breve termine gli individui egoisti prosperano a spese degli altruisti. I cittadini dell'Inghilterra possono o no avere il dono della preveggenza, ma l'evoluzione è cieca. (cap. 1, p. 10)
Se sia possibile porre l'etica dello «specismo», per usare il termine di Richard Ryder, su di un terreno logico più saldo di quello del «razzismo» proprio non saprei. Quello che so è che non ha basi reali in biologia evolutiva. (p.)
Se un gruppo di atomi, in presenza di energia, si dispone in un modello stabile, tenderà a rimanere così. La forma più precoce di selezione naturale fu semplicemente una selezione di forme stabili e un rigetto di quelle instabili. (1994, p. 14)
Una scimmia è una macchina che conserva geni sugli alberi, un pesce è una macchina che conserva geni nell'acqua; esiste perfino un piccolo verme che conserva geni nei sottobicchieri di birra tedesca. Misteriose sono le vie del DNA! (1994, p. 20)
Molte sofferenze umane sono state causate dal fatto che troppi di noi non riescono a capire che le parole sono soltanto strumenti da usare e che la semplice presenza nel dizionario di una parola come «vivente» non implica necessariamente che questa si riferisca a qualcosa di definito nel mondo reale. (cap. 2, p. 21)
I geni non fanno previsioni né preparano progetti in anticipo: semplicemente esistono, alcuni più di altri, ma è tutto qui. (cap. 3, p. 27)
Nelle specie che si riproducono sessualmente, l'individuo è troppo grosso e temporaneo come unità genetica per essere considerato un'unità significativa di selezione naturale. (cap. 3, p. 38)
I geni sono programmatori professionisti che programmano la propria vita e sono giudicati da un tribunale spietato, quello della sopravvivenza, in base al successo dei loro programmi nell'affrontare tutti i pericoli che la vita pone di fronte alle loro macchine per sopravvivere. (cap. 4, p. 67)
È una semplice verità logica che, senza un'emigrazione in massa nello spazio, con razzi che partono al ritmo di parecchi milioni al secondo, un ritmo delle nascite incontrollato porterebbe inevitabilmente a un ritmo di morti orribilmente alto. È difficile credere che questa semplice verità non venga compresa da quei capi che proibiscono ai loro seguaci di usare metodi efficaci di contraccezione. Esprimono una preferenza per metodi «naturali» di controllo della popolazione e otterranno effettivamente un metodo naturale: si chiama morire di fame. (cap. 7, p. 117)
La contraccezione talvolta viene attaccata perché considerata innaturale. È vero, è fortemente innaturale. Il problema è che anche lo stato assistenziale è innaturale. Penso che la maggior parte di noi creda che lo stato assistenziale sia una cosa positiva, ma esso non può esistere se non esiste anche un controllo delle nascite (innaturale), altrimenti il risultato finale sarà una miseria ancora maggiore di quella che si ha in natura. (cap. 7, p. 124)
Lo Stato assistenziale è forse il più grande sistema altruistico che il regno animale abbia mai conosciuto. (cap. 7; 2013)
L'eccesso di copulazioni può in realtà non costare molto a una femmina, a parte un po' di tempo e di energia, ma certamente non le è di vantaggio. Un maschio invece non copula mai abbastanza con un numero sufficiente di femmine diverse: per un maschio, la parola eccesso non ha significato. (cap. 9, p. 173)
Che cosa è successo all'uomo occidentale moderno? Davvero il maschio è diventato il sesso ricercato, quello che è molto richiesto, il sesso che si può permettere di fare il difficile? E se è così, perché? (cap. 9, p. 174)
Per comprendere l'evoluzione dell'uomo moderno dobbiamo anzitutto chiarire che il gene non è l'unica base delle nostre idee sull'evoluzione. Sono un darwiniano entusiasta, ma credo che il darwinismo sia una teoria troppo grande per essere confinata nel ristretto contesto del gene. (cap. 11, p. 200)
Il meme della fede cieca assicura la sua perpetuazione con il semplice espediente inconscio di scoraggiare l'indagine razionale. (p. 207)
Siamo stati costruiti come macchine dei geni e coltivati come macchine dei memi, ma abbiamo il potere di ribellarci ai nostri creatori. Noi, unici sulla terra, possiamo ribellarci alla tirannia dei replicatori egoisti. (cap. 11, p. 210)
Frasi da «L'arcobaleno della vita»
La familiarità e la quotidianità rappresentano un anestetico, un sedativo che ottunde i sensi e ci nasconde le meraviglie dell'esistenza. (L'anestetico della familiarità, p. 14)
Scrollarsi di dosso l'anestesia indotta dalla quotidianità, ecco che cosa sanno fare bene i poeti: è il loro mestiere. Ma per troppo tempo troppi di loro hanno ignorato quale miniera d'oro la scienza rappresenti per l'ispirazione. (Un salotto di duchi, p. 21)
Frasi da «L'illusione di Dio»
Se la religione sottile e raffinata dei Tillich e dei Bonhoeffer predominassero, il mondo sarebbe sicuramente un posto migliore e io avrei scritto un altro libro. La triste verità è che quel la religione pacata e onesta è numericamente trascurabile. Per la stragrande maggioranza dei credenti del mondo, la fede somiglia più a quella professata dai Robertson, Falwell, Haggard, Osama bin Laden o l'ayatollah Khomeini. Non si tratta di personaggi minori, ma di uomini molto influenti con i quali tutti, nel mondo contemporaneo, sono costretti a fare i conti. (p. 5)
Se siamo brillanti filosofi morali la cui tesi di dottorato sui mali della guerra ha vinto un premio, faremo fatica a convincere la commissione di leva, mentre se diciamo che la mamma, il babbo o entrambi sono quaccheri, otterremmo subito l'esenzione anche se siamo ignoranti ed analfabeti sia riguardo al pacifismo sia riguardo alla stessa confessione quacchera. (p. 31)
Il Dio presentato nell'Antico Testamento è forse il personaggio più sgradevole di tutta la letteratura: geloso e fiero di esserlo, è un castigamatti, meschino, iniquo e spietato; sanguinario istigatore della pulizia etnica; un bullo misogino, omofobo, razzista, infanticida, genocida, figlicida, pestilenziale, megalomane, sadomasochista e maligno secondo il suo capriccio. (p. 38)
Quando mi è stato chiesto se ero ateo, mi sono divertito a sottolineare che chi mi rivolgeva la domanda era a sua volta ateo nei confronti di Zeus, Apollo, Amon-Ra, Mitra, Baal, Thor, Odino, il vitello d'oro e il Mostro Volante degli Spaghetti. In fondo, sono ateo solo nei confronti di un dio in più. (p. 60)
La teiera di Russell dimostra che l'ampia diffusione della credenza in Dio, rispetto alla scarsa diffusione della credenza nelle teiere celesti, non modifica dal punto di vista logico l'onere della prova, anche se sembra modificarlo dal punto di vista della politica pratica. Che non si possa dimostrare l'inesistenza di Dio è un fatto riconosciuto, se non altro perché non si può dimostrare in maniera incontrovertibile l'inesistenza di niente. L'importante non è se Dio sia confutabile (non lo è), ma se Dio sia probabile. È tutt'altra questione. (p. 60)
Per quanto l'entità che si cerca di spiegare evocando un creatore possa essere statisticamente improbabile. il creatore stesso è almeno altrettanto improbabile. (p. 115)
I miei amici teologi sono tornati più volte sul punto che è più sensato postulare l'esistenza di qualcosa anziché del nulla. Ci deve essere stata una causa prima di tutto. Sì, ho risposto, ma questo qualcosa dev'essere stato semplice e quindi comunque, Dio non è il termine giusto. (p. 157)
La selezione naturale comporta che i bambini tendano a accettare per vero tutto quello che i genitori o familiari più anziani dicano loro. Questo comportamento è finalizzato alla sopravvivenza: si riscontra anche nelle falene che si orientano guardando la luna. La conseguenza indesiderata di questa obbedienza cieca è un'ignavia che rende schiavi degli altri. Da ciò deriva direttamente è la mancanza di barriere critiche nei confronti di mentalità bacate. (p. 176)
Per tutta una serie di ragioni non mi piace la Chiesa cattolica romana. Ma mi piace ancora meno la scorrettezza e non posso non chiedermi se questa istituzione sia stata ingiustamente demonizzata oltre la realtà, soprattutto in Irlanda e in America. (pp. 315-316)
Non bisogna scusarsi di essere atei. Bisogna, al contrario, andarne fieri, a testa alta, perché «ateismo» significa quasi sempre sana indipendenza di giudizio e, anzi, mente sana tout court.
Frasi da «L'orologiaio cieco»
Uno dei miei obiettivi è quello di trasmettere almeno in parte la mia meraviglia dinanzi alla complessità biologica a quegli occhi che sono sempre rimasti chiusi dinanzi ad essa. Ma, una volta magnificato il mistero, l'altro mio obiettivo è quello di eliminarlo e di spiegarne la soluzione. (prefazione)
Noi siamo del tutto abituati all'idea che una complessa eleganza presupponga un progetto, frutto di abilità e di intenzionalità. Questa è probabilmente la ragione più forte a sostegno della fede – condivisa dalla grande maggioranza delle persone, in passato come oggi – in una qualche sorta di divinità soprannaturale.
Per quanto l'ateismo possa esser stato logicamente sostenibile prima di Darwin, soltanto Darwin creò la possibilità di adottare un punto di vista ateo con piena soddisfazione intellettuale.
La selezione naturale è l'orologiaio cieco, cieco perché non vede dinanzi a sé, non pianifica conseguenze, non ha in vista alcun fine. Eppure, i risultati viventi della selezione naturale ci danno un'impressione molto efficace dell'esistenza di un disegno intenzionale di un maestro orologiaio; che alla base della complessità della natura vivente ci sia un disegno intenzionale, è però solo un'illusione.
L'evoluzione non ha un obiettivo a lungo termine. Non c'è un bersaglio lontano, nessuna perfezione finale funge da criterio per la selezione, anche se la vanità umana accarezza la nozione assurda che obiettivo finale dell'evoluzione sia la nostra specie.
Al cuore di ogni cosa vivente non c'è fuoco, non alito caldo, non una «scintilla di vita», bensì informazione, parole, istruzioni. Se si vuole una metafora […] si pensi invece a un miliardi di caratteri discreti, digitali, incisi in tavolette di cristallo. Se si vuol comprendere la vita, non si pensi a gel e fanghi vibranti, palpitanti, bensì alla tecnologia dell'informazione. […] Quella del gene non è analogica, ma digitale.
Per il nostro cervello, la cui consapevolezza temporale si estende solo alla durata di decenni, un evento che si verifica solo una volta in un milione di anni è così raro da sembrare un vero miracolo.
L'unica cosa che fa dell'evoluzione una teoria così meravigliosa è che essa ci spiega in che modo la complessità organizzata possa derivare dalla semplicità primordiale.
Per quanti modi possano esserci di essere in vita, è certo che esistono molti più modi di essere morti, o piuttosto non vivi. (2016)
Dicono di Richard Dawkins
Dawkins è un brillante scrittore e divulgatore scientifico. La sua padronanza della materia e il suo uso di vivide analogie possono rendere chiari i concetti scientifici anche ai profani... (Richard Harries)
L'errore di Dawkins come docente universitario (lo era ancora durante il periodo in cui ha composto quel libro sebbene abbia poi annunciato l'intenzione di ritirarsi) è stato il suo scandaloso e deliberato rifiuto di presentare la dottrina che pare abbia rifiutato nel modo più deciso.
L'intera faccenda di L'illusione di Dio non era, come invece pretendeva di essere, un tentativo di scoprire e diffondere la conoscenza dell'esistenza o non esistenza di Dio, quanto piuttosto un tentativo – di estremo successo – di diffondere le convinzioni personali dell'autore.
Richard Dawkins è semplicemente incomparabile. Nessun altro è in grado di rendere la scienza così eccitante, interessante e chiara... se solo Stephen Hawking avesse un decimo della sua chiarezza. (Jonathan Gathorne-Hardy)
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026