Frasi
Frasi di Silvio Pellico
33 citazioni, aforismi e passi dalle opere
Qui trovi 33 frasi di Silvio Pellico: aforismi, passi tratti dai libri e citazioni con la loro fonte.
Silvio Pellico (scrittore, poeta e patriota italiano). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.
Citazioni di Silvio Pellico
Chi ragion vuol tutta gelo / senza slanci, senza affetto, / tarpa l'ali all'intelletto, / non s'innalza fino al ver. (da Le processioni, vv. 61-64)
[...] non v'è in terra virtù senza pianto. (da La redenzione, v. 54)
Dei doveri degli uomini – Citazioni
Ad amare l'umanità, è d'uopo saper mirare, senza scandalezzarsi, le sue debolezze, i suoi vizi.
Bella è sempre la pietà verso gl'infelici; sino verso i rei. La legge può aver diritto di condannarli; l'uomo non ha mai diritto d'esultare del lor dolore, né di dipingerli con colori più neri del vero.
Chi mente, se anche non viene scoperto, ha la punizione in sé medesimo; egli sente che tradisce un dovere e si degrada.
L'adempimento del dovere è talmente necessario al nostro bene, che pure i dolori e la morte, che sembrano essere il più immediato nostro danno, si cangiano in voluttà per la mente dell'uomo generoso che patisce e muore coll'intenzione di giovare al prossimo.
La gratitudine è l'anima della religione, dell'amor filiale, dell'amore a quelli che ci amano, dell'amore alla società umana, dalla quale ci vengono tanta protezione e tante dolcezze.
La verità è Dio. Amar Dio ed amare la verità sono la stessa cosa.
Non disonorare il sacro nome d'amico, dandolo ad uomo di niuna o poca virtù.
Non volerti sforzare ad avere amici. È meglio non averne alcuno che doversi pentire d'averli scelti con precipitazione. Ma quando uno n'hai trovato, onoralo di elevata amicizia.
Per credere, è d'uopo voler credere, è d'uopo amare fortemente il vero.
Quand'hai commesso un torto, non mentir mai per negarlo od attenuarlo. Debolezza turpe è la menzogna. Concedi d'avere errato; qui v'è magnanimità; e la vergogna che ti costerà il concedere, ti frutterà la lode de' buoni.
Tutto ciò che impari, t'applica ad impararlo con quanta più profondità è possibile. Gli studi superficiali producono troppo spesso uomini mediocri e presuntuosi.
Francesca da Rimini – Citazioni
Amore è di sospetti fabbro. (I, 2)
Vederti, udirti, e non amarti... umana / cosa non è. (I, 5)
Bella / come un angel, che Dio crea nel più ardente / suo trasporto d'amor. (III, 2)
T'amo, Francesca, t'amo, / e disperato è l'amor mio! (III, 2)
Ah, pace, / o esacerbati spiriti fraterni! (IV, 3)
Frasi da «Le mie prigioni»
Simile ad un amante maltrattato dalla sua bella, e dignitosamente risoluto di tenerle il broncio, lascio la politica ov'ella sta, e parlo d'altro. (cap. I)
Il vivere libero è assai più bello del vivere in carcere; chi ne dubita? (cap. VII)
Un'anima umana, nell'età dell'innocenza, è sempre rispettabile. (cap. VIII)
La disgrazia di non piangere è una delle più crudeli ne' sommi dolori. (cap. XIV)
Una mente agitata non ragiona più: avvolta fra un turbine irresistibile d'idee esagerate, si forma una logica sciocca, furibonda, maligna: è in uno stato assolutamente antifilosofico, anticristiano. (cap. XVII)
L'uomo si reputa migliore, aborrendo gli altri. (cap. XVII)
Chi opera per sincera coscienza può errare, ma è puro innanzi a Dio. (cap. LIX)
Non v'è dubbio che ogni condizione umana ha i suoi doveri. Quelli d'un infermo sono la pazienza, il coraggio e tutti gli sforzi per non essere inamabile a coloro che gli sono vicini. (cap. LXXXVIII)
Una diffidenza moderata può esser savia: una diffidenza oltrespinta, non mai. (cap. XCVII)
Dicono di «Le mie prigioni»
Ho sempre amato molto questo libro per l'affascinante obbiettività con cui l'autore parla delle sue disumane sofferenze, come se non avesse altra pretesa che quella di apparire un semplice esperto delle catene e delle carceri della Reazione. (Frigyes Karinthy)
Libro profondissimamente vissuto, cosicché sfumano i molti difetti di costruzione, l'impaccio della lingua, gli arcaismi; anche lo spirito rassegnatamente religioso, che vorrebbe essere cristiano, ma è degno di ogni credente, non pesa e non guasta lo poesia, perché non è astrattamente aggiunto a posteriori, ma è un elemento concorde e coerente della lunga vita di sofferenze. (Emanuele Artom)
Più che la perdita di una battaglia campale.
Dicono di Silvio Pellico
Pellico era d'indole mitissima, né parea partecipare dei bassi affetti di quaggiù. Visitandolo, lo si trovava sempre solo, seduto ad un tavolo, pallido, sepolto in profonda contemplazione, sovente colla fronte bassa sulla Bibbia.
Recluso come Silvio Pellico, / le mie prigioni sono un incubo mentale.
Silvio diffonde sulle scene un non so che di molle e serafico, sicché d'uopo è ripetere con un suo biografo ch'egli somiglia al buon angelo, il quale, mentre scrive il peccato degli uomini, lo cancella con le lagrime.
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026