Frasi

Circuito di Monte Carlo: frasi e citazioni

15 citazioni di 8 autori

Una selezione di 15 frasi su circuito di monte carlo: aforismi, versi e passi di romanzi, ognuno con il suo autore.

Frasi su «circuito di monte carlo»

Ho sempre adorato Montecarlo [...]. Una pista stretta, strettissima. È vero ci sono delle curve lente, ma a Monaco mi appassionavo perché non si può fare il minimo errore, era meraviglioso sfiorare i guard rail. A Montecarlo guidi. E guidi davvero.
Mauro Baldi
Ho sempre amato Monaco come circuito perché è diverso da tutti gli altri. È un circuito che va oltre la semplice la pista, il prestigio che si respira è unico.
Alex Caffi
Monaco è sempre una grande sfida per squadre e piloti. Per chi guida è sempre difficile arrivare al limite, oserei dire che intimidisce. C'è un crescendo di guida più intenso rispetto al solito, spingi i limiti sempre più in là e ti avvicini al muro. Se commetti un errore devi affrontare delle grandi conseguenze. È una pista molto bella da guidare dal punto di vista dei piloti, ma anche per il team, perché la gara si decide soprattutto al sabato .
Kevin Magnussen
Monte Carlo [...] è la storia, la tradizione, la leggenda della Formula 1. Un Gran Premio che possiamo definire anacronistico, folle, tutto quello che volete... ma non c'è Grande dell'automobilismo che non abbia legato il suo nome a quel tracciato.
Leo Turrini
Non puoi commettere nessun errore perché, se ne fai anche solo uno, di solito la tua storia a Monte Carlo finisce lì.
Kimi Räikkönen
Quante altre soluzioni "cittadine" ha proposto e continua a proporre la Formula Uno? Tante. Come per la [...] Settimana Enigmistica, innumerevoli sono i tentativi di imitazione. Ce ne sta uno che si sia avvicinato al fascino (perverso) dell'originale? No, evidentemente no.
Leo Turrini
A Monaco hai sempre la sensazione di essere dentro la macchina davanti.
Jean Alesi
A Monaco le compressioni della pista sono maggiori, e dunque le componenti devono sopportare maggiori carichi verticali.
Jean Alesi
Partimmo con la pioggia [...]. In queste condizioni a Monaco bisogna sempre anticipare: se si frena bloccando le gomme, è impossibile recuperare l'errore e si va a sbattere senza poter fare nulla.
Jean Alesi
Dovendo classificare Monaco, lo posizionerei, in una media di pericolosità, in quella inferiore perchè le velocità sono molto contenute, il servizio in pista svolto dai commissari e dagli assistenti è forse il migliore dopo quelli di Monza e di Silverstone. È probabilmente uno dei circuiti meno pericolosi.
Cesare Fiorio
Il pubblico. Un pubblico che viene qui per vivere la mondanità più della gara, al quale interessa poco della sfida sportiva. In altri circuiti il pubblico partecipa per assistere alla corsa, per partecipare all'agonismo e per vedere la competitività in pista, cosa che a Monaco invece non avviene perchè la gente viene qui per cazzeggiare. Per noi operativi di un team, Monaco è scomodo e molto complicato per lavorare.
Cesare Fiorio
Sicuramente la curva sotto al tunnel è quella in assoluto la più difficile e pericolosa per la sua conformazione e per la successiva staccata importante in discesa, dove ci si trova catapultati con un cambio di luce fastidioso – specialmente se c'è il sole, nonostante l'illuminazione artificiale dentro al tunnel – alla velocità più elevata del tracciato prima della chicane. È sicuramente un punto molto impegnativo, da sempre, per tutti i piloti di ieri e di oggi.
Cesare Fiorio
Il Principato è un tramezzino farcito oltre il livello di guardia. Basta un niente, un piccolo morso, e cade la maionese, una foglia di lattuga. Contro il guard-rail, ovviamente. [...] Ecco. Allora, perché? Perché questa pista che non piace a nessuno, che sembra assurda al punto da risultare affascinante, che non permette a chi lavora di lavorare, a chi corre di superare, a chi supera di continuare? Risposta: perché trattasi di Montecarlo, mica San Donato Milanese, con tutto il rispetto per il panettone.
Giorgio Terruzzi
Non si parla, guai, di sicurezza. Se affronti l'argomento trovi sempre qualcuno pronto a spiegare che qui il problema non esiste perché le macchine vanno piano. Poi vai a vederle girare 'ste benedette macchine e capisci che ti hanno raccontato una balla, l'ennesima. Il circuito di Montecarlo, è un budello, è un coltello a serramanico, è una pazzia. Basta dirlo, no? Basta dire che nel Principato, siccome fa comodo a un sacco di gente importante, si corre da una vita e si continuerà a correre in ragione dell'assurdità connessa alla corsa. Basta dire che l'ipotesi di un incidente è un ingrediente fondamentale per tenere in piedi un ambaradan come il Gran Premio. Costi (a chi rischia e a chi paga davvero) quel che costi.
Giorgio Terruzzi
Un anacronismo, la pista. Inguardabile anche se tocca guardarla per 78 giri. Poi, 'sta fuffa che non cambia mai nei secoli ha un po' scassato, no? Sembra un resort dove è obbligatoria la divisa, mettendola giù dura. Basta, dai.
Giorgio Terruzzi

Autori citati in questa pagina

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026