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Grido: frasi e citazioni
17 citazioni di 11 autori
Una selezione di 17 frasi su grido: aforismi, versi e passi di romanzi, ognuno con il suo autore.
Frasi su «grido»
– Aiuta sentire una voce.
– Silenzio o urla. È la storia del nostro mondo. (Ai confini della realtà)
Anch'io non sono affatto domato, anch'io sono intraducibile, / e lancio il mio grido barbarico sopra i tetti del mondo.
C'è un momento nella vita in cui gridare è il solo dovere: come S. Giovanni nel deserto!
E quel gettarmi alla terra, / quel gridare alto il nome del silenzio, / era dolcezza di sentirmi vivo.
Grido, è vero, ma a fior di labbro.
Il grido indica in modo semplice e potente che l'inflessibilità del mondo ha ceduto in un punto. Il nemico ucciso, l'animale catturato e divorato, la donna posseduta, ma anche l'incombenza della morte e lo scacco subito e il corpo e l'anima dilaniati sono, da che i mortali si affacciano sulla terra, i punti cardinali dove l'inflessibilità del mondo cede. Sino a quel momento l'ordine inflessibile del mondo è una parete che non si lascia scalfire o si spera non venga scalfita: i punti dove l'inflessibile è piegato, flesso, stanno sia al di fuori, sia all'interno del gridante.
Il grido è lo schianto della parete si incrina, come il tuono è lo schianto del lampo che incrina il cristallo del cielo. L'incrinatura – la flessione dell'inflessibile – strappa il grido al mortale, come il lampo strappa il tuono al cielo. Incrinatura e grido fanno tutt'uno, nel senso che il grido non è l'oggetto di una decisione.
Ma l'incrinatura degli inflessibili è il divenire del mondo. La flessione è l'«opera» che genera il mondo. I punti della flessione sono i vari modi in cui il mondo diviene. Il grido indica il divenire del mondo, lo esprime, ne è lo specchio come il tuono è lo specchio del lampo. È la parola primordiale. Ma anche ambigua.
Il grido. Sta all'inizio della vita dell'uomo sulla terra. Il grido di caccia, di guerra, d'amore, di terrore, di gioia, di dolore, di morte. Ma anche gli animali gridano; e per l'uomo primitivo grida anche il vento e la terra, la nube e il mare, l'albero, la pietra, il fiume. Ma solo l'uomo si raccoglie attorno al proprio grido, in assenza degli eventi che l'hanno provocato.
La cosa più saggia del mondo è gridare prima del danno. Gridare dopo che il danno è avvenuto non serve a nulla, specie se il danno è una ferita mortale.
Nell'estremo dolore, i ruoli sono capovolti: gli uomini emettono grida bestiali e le bestie grida umane.
Questo è Roswell G. Flemington, ottanta chili di ciccia, voce tonante con molti decibel. Lui, come avrete intuito, è una persona molto rumorosa. Uno dei tanti che scambia sempre il volume con la sostanza, il suono con il significato e quindi urla per nascondere l'evidenza abbastanza comprensibile che lui non è altro che un grasso, anziano, eterno scout del mare e che il rumore da lui provocato è inversamente proporzionale alla sua competenza e personalità.
Un grido è un grido, da qualunque gola (anche muta) provenga.
Vorrei gridare il mio saluto al cielo prima di tornare giù in mezzo alla gente.
Vorrei sentire la tua voce gridare, tentare, sbagliare, e non sopporto più di vederti morire ogni giorno, innocuo e banale.
Chi affoga, grida ancor che non sia udito.
Chi ha meno ragione, grida più forte.
Chi più urla, ha più ragione.
È non si grida mai al lupo che non sia in paese.
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Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026