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Impero russo: frasi e citazioni
19 citazioni di 12 autori
19 frasi celebri sul tema impero russo, da leggere, copiare e condividere citando sempre l'autore.
Frasi su «impero russo»
Ci fu un tempo, non molti anni or sono, in cui vivevamo in un mondo incantato fatto di eleganti palazzi e di feste grandiose. (Anastasia)
Colosso dai piedi di creta.
Fatta eccezione per la Siberia, i russi non hanno operato insediamenti in terre disabitate. Né tali insediamenti hanno rappresentato proiezioni di dominio coloniale su popoli primitivi. Erano conquista e riduzione in schiavitù di antiche nazioni con cultura altamente progredita, identità definita e una lunga storia. Passo dopo passo fu creato il più vasto impero di quell'epoca. Occorrevano metodi imperiali per formarlo e governarlo. Essi furono cosa naturale per gli eredi dei mongoli, sovrani di un immenso territorio accidentato dove la schiavitù era la norma; la libertà era sconosciuta, e i "diritti umani" ignoti.
Il governo russo è una monarchia assoluta temperata dall'assassinio.
La Russia degli zar si distingueva nel secolo decimottavo per una certa brutale modernità: proprio in quel secolo infatti, che quasi dappertutto in Europa portava il marchio dell'assolutismo, governavano la Russia Pietro il Grande e Caterina II, con idee nettamente progressiste. Ancora al tempo del Congresso di Vienna, Alessandro I poteva permettersi lo sport d'essere, negli affari europei, più liberale di Metternich e del re di Prussia.
L'ultima barricata, l'ultimo rifugio del mondo contro l'uragano che viene è la Russia. In essa la vera fede vive ancora e l'Imperatore consacrato rimane il suo protettore sicuro.
La Russia zarista veniva chiamata «una prigione di nazioni».
Manterrò per il bene della Russia intera il principio dell'autocrazia assoluta, nel modo fermo e deciso come l'ha fatto mio padre.
Nessuna potenza imperiale alla vigilia della prima guerra mondiale era più detestata in Europa della Russia zarista. Intere generazioni di democratici aborrivano la dinastia dei Romanov: né il Kaiser Guglielmo, né l'imperatore asburgico Francesco Giuseppe erano detestati quanto Nicola II.
Tutti sbagliano quando dicono che la Russia è un impero. La Russia è una parte del mondo.
Ecco la Russia alla vigilia della guerra europea: grande e impalpabile. La mano del governo stringe materia liquida che sfugge. L'Impero esiste solo nei confini politici delle carte. L'immensità del paese non si traduce in peso definito perché non si condensa. Lo Zar, sopra tutti, ha il suo trono sull'illusione.
In Russia la servitù della gleba, che incatenava alla terra ventitré milioni di contadini, più di un terzo del popolo russo, è durata sino al 1861, quando già da generazioni la campagna e la società russa erano corse da una oscura inquietudine che minacciava la rivolta. Schiere di filosofi umanisti, educati sui testi francesi e tedeschi, intellettuali dei salotti aristocratici di Pietroburgo e di Mosca, signori della campagna passati per le università, con lo spirito acceso dall'idea progressista che avanzava in occidente, domandavano la riforma in nome del diritto dell'uomo.
La burocrazia conserva: la polizia reprime: la chiesa educa lo spirito del buon cittadino. La repressione politica è uno dei còmpiti essenziali dello Stato. Per il sistema di leggi russe il cittadino è sottomesso al governo assoluto della polizia e della giustizia criminale Essi vegliano, riferiscono, colpiscono, paralizzano, tessono senza rumore a torno ogni cittadino una rete d'insidia, donde non deve uscire più. Il pernio di questa azione di controllo è nella Okrana, la polizia segreta.
La Russia occupava una posizione intermedia tra l'Europa e l'Asia non solo geograficamente, ma anche per la sua vita sociale e la sua storia. Si distingueva dall'Occidente europeo, ma differiva pure dall'Oriente asiatico, avvicinandosi, in periodi diversi, per diverse caratteristiche, ora all'uno ora all'altro. L'Oriente le aveva imposto il giogo dei Tartari che costituì un elemento importante nell'edificazione dello Stato russo. L'Occidente fu un nemico ancora più temibile, ma al tempo stesso un maestro. La Russia non ebbe la possibilità di conformarsi ai modelli dell'Oriente, perché dovette sempre adattarsi alla pressione militare ed economica dell'Occidente.
La scarsissima importanza delle città russe contribuì più di ogni altra cosa allo sviluppo di uno Stato di tipo asiatico ed escludeva in particolare la possibilità di una riforma religiosa, cioè di una sostituzione dell'ortodossia feudale e burocratica con una varietà più moderna di cristianesimo, adatta alle esigenze della società borghese. La lotta contro la chiesa di Stato non andò al di là della formazione di sette contadine, di cui quella dei Vecchi Credenti fu la più potente.
Sotto la pressione della più ricca Europa, lo Stato russo assorbiva una parte della ricchezza nazionale relativamente più considerevole che in Occidente e così non solo condannava le masse popolari a una duplice miseria, ma indeboliva anche le basi delle classi possidenti. Avendo tuttavia bisogno dell'appoggio di queste ultime, lo Stato stimolava e regolava la loro formazione. Come risultato, le classi privilegiate, burocratizzate, non poterono mai svilupparsi pienamente e quindi lo Stato russo si avvicinava sempre più ai regimi dispotici dell'Asia.
Anche gli aristocratici russi un tempo si trastullavano con la lingua francese alla corte dello zar e nei salotti. Essi si inorgoglivano del fatto che, parlando russo, inciampavano nel francese, che sapevano parlare russo solo con accento francese.
La criminale autocrazia zarista ha condotto il nostro paese sull'orlo dell'abisso. La rovina di una massa di cento milioni di contadini nella Russia, la condizione di oppressione e di miseria della classe operaia, gli enormi debiti statali e le gravi imposte, l'intiera popolazione priva di diritti, gli infiniti arbitri e la violenza che regnano in tutte le sfere della vita, infine l'assoluta precarietà della vita e dei beni dei cittadini: ecco il terribile quadro che offre oggi la Russia. Non è possibile continuare a lungo così! L'autocrazia che ha creato tutti questi orrori tenebrosi, dev'esser distrutta! È sarà distrutta!
Una delle piaghe che hanno coperto di vergogna la vecchia Russia è quella dell'oppressione nazionale.
Le persecuzioni religiose e nazionali, la russificazione forzata degli «allogeni», le vessazioni nei confronti delle istituzioni culturali nazionali, la privazione dei diritti elettorali e della libertà di trasferirsi da un luogo all'altro, l'incitamento all'odio reciproco fra le nazionalità, i pogrom e i massacri: è l'oppressione nazionale di trista memoria.
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Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026