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Operazione Metro Surge: frasi e citazioni
28 citazioni di 16 autori
28 frasi celebri sul tema operazione metro surge, da leggere, copiare e condividere citando sempre l'autore.
Frasi su «operazione metro surge»
Avrebbe dovuto farlo da settimane, prendendo il controllo federale della Guardia Nazionale per toglierla al governatore. Dovrebbe mandare i paracadutisti della Divisione 101 o della 82ma, per ripulire Minneapolis da tutti gli insorti professionisti, che andrebbero incarcerati.
Ci troviamo in un momento della storia del nostro Paese che è piuttosto devastante. [...] È davvero impossibile non parlare di ciò che sta accadendo ora, della brutalità dell’Ice e del fatto che debba fermarsi immediatamente. Ma c’è anche un aspetto bellissimo che gli americani stanno mostrando: si sostengono a vicenda, si proteggono e lottano per la propria libertà. È un momento agrodolce celebrare qualcosa di cui siamo così orgogliosi sullo sfondo di una nazione che soffre.
Da settimane persone in tutto il Paese sono giustamente indignate per lo spettacolo di reclute mascherate dell'Ice e altri agenti federali che agiscono impunemente, adottando tattiche che sembrano progettate per intimidire, molestare, provocare e mettere in pericolo i residenti di una grande città americana. Queste tattiche senza precedenti - che persino l'ex massimo legale del Dipartimento per la Sicurezza Interna nella prima amministrazione Trump ha definito imbarazzanti, illegali e crudeli - hanno ora portato alla morte di due cittadini statunitensi.
Dopo le terribili uccisioni di cittadini americani da parte degli agenti dell'Ice, nessuno crede più a ciò che dice: ci sono prove che lo contraddicono. Così come nessuno crede più che l'economia vola, come dice lui: i prezzi stanno salendo. Penso se ne renda conto e ne sia spaventato.
Dopo le ultime tre settimane di brutalità a Minneapolis non si può più affermare che l’amministrazione Trump voglia semplicemente governare gli Stati Uniti. Il suo obiettivo è ridurci tutti a uno stato di costante paura. Paura di una violenza che in un certo momento potrebbe risparmiare alcuni, ma che non terrà mai nessuno veramente al sicuro. Questa è la nuova realtà del nostro paese. Il terrore di stato è arrivato.
È una strategia della ritorsione, della vendetta, e questo è uno dei motivi per cui molti repubblicani al Congresso sono rimasti in silenzio troppo a lungo. Avevano paura della vendetta politica della Casa Bianca. Stavolta però molti di loro non sembrano più così preoccupati della ritorsione, perché rischiano di perdere le elezioni, e non c’è niente come l’interesse personale per aiutare ad attirare la loro attenzione. È uno sviluppo positivo che più persone critichino quanto è successo in Minnesota, perché certamente lo merita.
Gli agenti dell’Ice agiscono con una crudeltà orribile, un comportamento abominevole e non professionale. Noi però manterremo pace e giustizia. Non possiamo rispondere alla violenza con la violenza, perché è quello che vogliono.
Gli strumenti a disposizione non sono particolarmente vari. Il presidente Trump sta usando tutti quelli che ha: le quote per gli arresti dell’Ice; la forza paramilitare composta da picchiatori ubriachi della propria brutalità; lo spettacolo della violenza casuale, in particolare nelle strade delle città; la diffamazione post mortem delle vittime.
È del tutto naturale che la nostra mente si sforzi di trovare una logica in quello che vediamo. C’è una logica, e ha un nome. Si chiama terrore di stato.
Il mio pensiero va [...] al Minnesota e a tutti coloro che vivono nella paura cercando risposte su cosa dovremmo fare. Quando intere comunità perdono il loro senso di sicurezza e appartenenza, qualcosa si spezza in ognuno di noi.
Le forze federali e gli agenti dell'immigrazione hanno un lavoro difficile. Ma gli americani si aspettano che svolgano i loro compiti in modo legale e responsabile e che collaborino con le autorità statali e locali, anziché agire contro di esse, per garantire la sicurezza pubblica. Non è ciò che stiamo vedendo in Minnesota. Anzi, vediamo l'esatto contrario.
Naturalmente c'è una vittima, in questa operazione: la verità, che cessa di essere un obiettivo, un vincolo e un valore perché non è più intesa come la misura delle cose e, grazie a questo criterio, come il punto di riferimento comune per le azioni dei cittadini, l'unico elemento di garanzia nelle diverse interpretazioni e nelle opposte rappresentazioni della realtà. Ma la verità è scaduta, non è più commerciabile, ha perso peso e valore, è stata banalizzata, svuotata e infine neutralizzata, moltiplicata fino a confonderla, così che il cittadino non la distingue più, non la pretende e quando se la trova davanti non le crede.
Non uso la parola fascismo con leggerezza e generalmente non mi piace per descrivere il mondo contemporaneo: perché evoca cose ben circostanziate, come le leggi razziali o i campi di concentramento. Ma temo che questa volta sia la parola corretta da usare. Negli Stati Uniti abbiamo ormai un'amministrazione che glorifica la violenza e ha creato un'organizzazione paramilitare che agisce con impunità, sentendosi in diritto di ignorare la legge e la Costituzione. Li abbiamo visti in azione a Minneapolis, dove hanno agito come veri squadristi. Ma allo stesso tempo, non possiamo nemmeno dimenticare che l'America è ancora una democrazia funzionante: dove la libertà d'opinione, quella di protestare, quella dei giudici di fare il loro lavoro sono ancora garantite. Insomma, ci sono i germi di una deriva autoritaria ben peggiore di quanto abbiamo vista fin qui. Solo, non ci siamo ancora.
I suoi abitanti sono stati straordinariamente coraggiosi, e credo che il fatto che circa 50mila persone siano scese in strada a –30 gradi per opporsi all'Ice e a Trump sia qualcosa che passerà alla storia. Hanno resistito e stanno lottando. Sono un'ispirazione per il resto del Paese. Gli omicidi di Pretti e Good sono un campanello d'allarme, così come le irruzioni nelle case o l'arresto di bambini di cinque anni... Nulla di tutto questo è proprio di questo Paese.
Sono indignata e disgustata da ciò che sta accadendo sotto il regime di Trump [...]. Dalla crudeltà, la disumanità e l'arroganza, la corruzione vorace, la codardia, la disgustosa ipocrisia, dalla palese manipolazione dei fatti e, ora, l'omicidio a sangue freddo di cittadini americani.
Ciò che è accaduto a Minneapolis il mese scorso tradisce i nostri valori più basilari di americani. Non siamo una nazione che spara ai propri cittadini per strada. Non siamo una nazione che permette che i propri cittadini vengano brutalizzati per aver esercitato i loro diritti costituzionali. Non siamo una nazione che calpesta il Quarto emendamento e tollera che i propri vicini vengano terrorizzati.
Il popolo del Minnesota è rimasto saldo, aiutando i membri della comunità in circostanze inimmaginabili, denunciando le ingiustizie quando le vedono e chiedendo al nostro governo di rendere conto al popolo. I cittadini del Minnesota ci hanno ricordato cosa significa essere americani e hanno sofferto abbastanza per mano di questa Amministrazione.
Ora, la giustizia richiede indagini complete, eque e trasparenti sulla morte dei due americani che hanno perso la vita nella città che chiamavano casa. Jill e io inviamo forza alle famiglie e alle comunità che amano Alex Pretti e Renee Good mentre tutti piangiamo la loro morte insensata.
Negli Stati Uniti la guerra civile è già iniziata. Cosa fa uno Stato che spara ai suoi stessi cittadini, americani inermi, chiamati pericolosi terroristi prima ancora di sapere sono andati i fatti, uno Stato che viola la sua stessa costituzione? A Minneapolis il governo è contro il popolo. Se non troviamo il modo di fermarli, la violenza, aumenterà.
Con la scusa di dar la caccia ai clandestini, l'amministrazione terrorizza i suoi stessi cittadini usando agenti mascherati che agiscono impunemente. Il messaggio è che delle regole se ne infischiano: lo stesso che hanno provato a lanciare pure al resto del mondo con le pretese sulla Groenlandia. Forse per distrarre da questioni che stavano mettendo Trump in difficoltà anche coi suoi: la faccenda dei file Epstein, di cui infatti non parla più nessuno. Ma il piano potrebbe essere più ampio: l'impressione è che stiano cercando di provocare un incidente per far rispondere la gente in maniera esasperata, così da poter invocare l'Insurrection Act e restringere ancora di più i diritti delle persone.
Trump ha offerto un volto pulito a sentimenti immondi. Ma ora siamo oltre la questione del razzismo — sebbene gli agenti dell'Ice siano apertamente razzisti: arrestano chiunque abbia la pelle scura anche se cittadino - ormai si colpisce chi non si allinea. E questo ha un nome: fascismo. Il problema è che gli americani non lo hanno vissuto e non ne riconoscono i germi. Sprofondati nei cellulari, si bevono bugie incredibili a furia di sentirsele ripetere.
L'ICE (polizia dell'immigrazione) viene attaccata da persone stupide della leadership in Minnesota. In realtà stiamo aiutando così tanto il Minnesota, ma non lo apprezzano.
Stiamo togliendo agli immigrati clandestini il welfare e altri benefici statali, e ho dato disposizioni affinché, con effetto immediato, non ci siano più pagamenti alle città santuario, perché in realtà sono solo santuari per criminali. Stanno proteggendo i criminali, e quelli sono i primi che dobbiamo cacciare dal Paese: assassini, spacciatori, malati mentali. Hanno svuotato i loro istituti psichiatrici negli Stati Uniti e, nonostante questo, abbiamo i numeri di criminalità più bassi mai avuti nella storia del Paese. Sono appena usciti. Ma cosa altrettanto importante, stiamo dando un giro di vite a più di 19 miliardi di dollari in frodi rubati da banditi somali. Potete crederci? Dalla Somalia... si è scoperto che hanno un QI più alto di quanto pensassimo? Dico sempre che sono persone a basso QI. Come fanno ad andare in Minnesota e rubare tutti quei soldi? E abbiamo, sapete, sono pirati, sono bravi pirati, giusto? Ma noi li spazziamo via dall'acqua proprio come spazziamo via i barconi della droga. Non stanno facendo molta pirateria ultimamente, l'avete notato?
La situazione in Minnesota ci ricorda che l'Occidente non può importare in massa culture straniere che non sono mai riuscite a costruire una società di successo propria. Voglio dire, prendiamo persone dalla Somalia e la Somalia è un... è fallita. Non è una nazione, non ha governo, non ha polizia, non ha niente di niente. E poi abbiamo questa finta parlamentare che, come hanno appena riportato, vale 30 milioni di dollari, ci credete? Ilhan Omar, che parla di 'cosa mi garantisce la Costituzione'... viene da un Paese che non è un Paese e ci dice come gestire l'America. Non la passerà liscia ancora per molto, lasciate che ve lo dica.
Le città e gli stati santuario governati dai democratici rifiutano di collaborare con l'Ice, e in realtà stanno incoraggiando gli agitatori di sinistra a ostacolare illegalmente le loro operazioni per arrestare i peggiori dei peggiori! Facendo ciò, i democratici stanno mettendo i criminali clandestini davanti ai cittadini rispettosi della legge, creando circostanze pericolose per tutti i coinvolti. Tragicamente, due cittadini americani hanno perso la vita a causa di questo caos scatenato dai democratici. [...] Ecco perché chiedo al governatore del Minnesota Walz, al sindaco di Minneapolis Frey e a ogni governatore e sindaco democratico degli Stati Uniti d'America di cooperare formalmente con l'amministrazione Trump per far rispettare le leggi della nostra nazione, invece di resistere e alimentare le fiamme della divisione, del caos e della violenza.
Come durante le rivolte arabe, a Minneapolis c'è una profonda inquietudine per la piega che potrebbe prendere lo scontro, soprattutto dopo che due persone sono state uccise in situazioni molto simili a quelle a cui ho assistito. Ma allo stesso tempo si percepisce la speranza che il Minnesota possa offrire al resto del paese un modello di resistenza democratica.
Dietro la violenza di Minneapolis, immortalata nelle ultime settimane da centinaia di fotografie sconvolgenti, si nasconde una realtà diversa: la meticolosa coreografia di una rivolta civile. Se ne possono vedere le tracce nei tanti fischietti tutti uguali usati dai manifestanti, nei loro cori, nelle loro strategie e nel modo in cui seguono gli agenti dell'Ice senza però impedirgli di portare a termine i loro arresti.
Ho sentito decine di persone definirsi non semplici manifestanti ma "protettrici": delle loro comunità, dei valori, della costituzione. Il vicepresidente JD Vance ha dichiarato che le proteste sono il frutto di un "caos architettato ad arte" dagli attivisti di sinistra in combutta con le autorità locali, ma la realtà sul campo è molto più strana e interessante. [...] A differenza di quanto sostengono Vance e altri funzionari del governo, non c'è una direzione centralizzata.
In alcuni momenti Minneapolis mi ricorda ciò che ho visto durante la primavera araba del 2011, con scontri di piazza tra manifestanti e polizia degenerati rapidamente in una rivolta più vasta contro l'autoritarismo. Come ai tempi di piazza Tahrir, al Cairo, a Minneapolis è nata una rivolta civile stratificata, in cui un'avanguardia ha acquisito forza man mano che molti altri – pur senza avere convinzioni progressiste – si univano almeno emotivamente, se non sempre di persona. Ho ascoltato lo stesso tono d'indignazione da genitori, leader religiosi, insegnanti e anziani che vivono nei quartieri ricchi. I temi che fino a qualche settimana fa dividevano i cittadini di Minneapolis, dall'operato della polizia fino a Gaza e alla legge di bilancio, sono scomparsi davanti alla volontà di collaborare per contrastare l'Ice.
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Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026